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Come creare una web radio con Windows, Winamp e DirEttore (Guida avanzata) – Instant Players

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Pubblicato il: 10 aprile 2011

Ottantaquattresimo articolo dedicato alle web radio.

La visione dei player istantanei in dirEttore è l’ultimo argomento che tratteremo nella saga DirEttore, almeno ad oggi.

I player istantanei fondamentalmente sono dei file audio di supporto, che dovrebbero durare poco, che possono essere fatti suonare dalla regia in qualsiasi momento della trasmissione in modo che si sovrappongano al brano trasmesso in un particolare momento o alla voce dello speaker. Inutile dire che servano per effetti, ad esempio dei rumori in un programma comico, ma non solo, si può ad esempio inserire un intervento parlato tramite instant player per facilitare la sua eventuale rimozione immediata, ma in generale ci sono mille modi di usare file vocali inseriti al livello più alto di priorità di trasmissione.

In DirEttore per configurare gli instant players basta premere la lettera I.

Apparirà questa schermata:



Potete vedere 12 righe che rappresentano i dodici files attivabili contemporaneamente. Potete scegliere con BROWSE il file da fare caricare in ciascuno slot. Con REMOVE lo rimuovete e con PLAY potete preascoltarlo.

In basso c’è un pulsante che consente di cancellare l’intera lista e poi ovviamente ci sono i pulsanti di salvataggio e di caricamento lista.

Potete salvare la playlist in un file con estensione .ipl che altro non è che un XML organizzato in questo modo:

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[InstantPlayers]
Player1=C:\DirEttoreFREE\Demo\Voices\Voice 1 [1-9-34-1].mp3
Player2=C:\DirEttoreFREE\Demo\Voices\Voice 2 [1-0-25-1].mp3
Player3=C:\DirEttoreFREE\Demo\Voices\Voice 3 [2-0-39-1].mp3
Player4=Empty Slot
Player5=Empty Slot
Player6=Empty Slot
Player7=C:\DirEttoreFREE\Demo\Jingles\DirEttore Jingle 1 [0-0-46-1].mp3
Player8=C:\DirEttoreFREE\Demo\Jingles\DirEttore Jingle 2 [0-8-28-1].mp3
Player9=C:\DirEttoreFREE\Demo\Jingles\DirEttore Jingle Long [0-7-36-1].mp3
Player10=Empty Slot
Player11=Empty Slot
Player12=Empty Slot

Potete, se vi viene più comodo, editare il file con un blocco note e inserire i riferimenti ASSOLUTI in modo manuale, funzionerà.

Come creare una web radio con Windows, Winamp e DirEttore (Guida avanzata) – Cue Points

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Pubblicato il: 9 aprile 2011

Ottantatreesimo articolo dedicato alle web radio.

La saga DirEttore continua passando ai Cue Points, questi sconosciuti.

La maggior parte dei neofiti nel campo delle web radio ha difficoltà a comprendere ed adoperare i cue points. Questi “punti di taglio” sono degli strumenti che molti software mettono a disposizione per effettuare particolari operazioni di tempistica sui brani, vedremo che in dirEttore, questa funzionalità è strutturata abbastanza bene.

Mi spiego un pò meglio, per cue point possiamo intendere un particolare momento di un brano in cui ad esempio il cantante comincia effettivamente a cantare, oppure dove parte il ritornello, oppure ancora dove finisce di parlare ed inizia l’ending. Porre dei segnali in questi punti ed evidenziarli per ciascun brano, consente di indicare facilmente allo speaker SE e quando deve fare un entrata o un uscita.

In DirEttore i cue point sono settabili a run time e per farlo potete cliccare sul menù edit, quindi su CUE POINTS, si aprirà questa schermata:

Clicchiamo su load file e vediamo un pò cosa si può fare caricando un brano. Io ho caricato un brano del mio dj preferito.

Possiamo, cliccando su play e quindi sui vari pulsanti SET e GET, settare i punti di Inizio del file, di intro (inizio della parte cantata) e di mix (parte finale) e riprenderli se abbiamo sforato. Inoltre, ci sono i pulsanti di TRIM, che consentono di fare delle modifiche precise (al decimo di secondo) al tempo dei vari cue point per adattarli meglio.

Possiamo settare un flag per fare partire il brano dall’intro ogni volta che viene richiamato ed è anche possibile scegliere la tipologia di fading in uscita del brano, che può essere normale, veloce, tagliata, lenta o nulla. Le differenze tra le tipologie non sono molto ben chiare, posso supporre che tra normale lenta e veloce cambi un fattore temporale ma ci si basi sempre sulla caduta esponenziale, mentre che nel caso di fading CUT ci sia un taglio netto lineare, ma potrei tranquillamente sbagliarmi.

Una volta scelti i vari punti, che ovviamente vanno settati file per file avendo cura di fare le cose bene (è la parte più noiosa del lavoro di un regista radiofonico serio), avviene il salvataggio, cliccando su save cuepoints.

Una volta salvato il file scopriremo che dirEttore come modalità di memorizzazione dei cue point altro non fa che modificare il nome del file in questo modo:

Nome file prima della modifica:

Martin Solveig & Dragonette – Hello (Radio Edit)

Nome file dopo il salvataggio dei cuepoints:

Martin Solveig & Dragonette – Hello (Radio Edit) [N-K-J-ZY]

  • N rappresenta il tempo, partendo da zero, del cuepoint START, espresso in decimi di secondo. Se avete scelto che il brano debba partire da 15,1 secondi, N varrà 151.
  • K rappresenta il tempo, partendo da zero, del cuepoint INTRO, espresso in decimi di secondo. Se avete vista che il cantante canta a partire da 23,1 secondi, N varrà 231.
  • J rappresenta il tempo, partendo da zero, del cuepoint MIX, espresso in decimi di secondo. Se avete vista che il cantante smette di cantare partire da 4 minuti e 12 secondi, N varrà 2412.
  • Z vale 4 se è impostato il flag di partenza obbligatoria dal cuepoint START.
  • Y cambia in base alla tipologia di fading che avete scelto.

    Ovviamente dovete stare attenti a cambiare i cue point di un file quando ancora non è inserito nella rotazione del programma o non è in trasmissione in quel preciso momento. Regole di buon senso, ma non fa mai male ricordarle.

  • Come creare una web radio con Windows, Winamp e DirEttore (Guida avanzata) – Rotation

    Categorie: Web Radio
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    Commenti: 1 commento
    Pubblicato il: 25 febbraio 2011

    Ottantaduesimo articolo dedicato alle web radio.

    Continuiamo a parlare di DirEttore stavolta passando alla Rotation.

    La rotazione, in gergo radiofonico, è il passaggio di brani casuali intervallati (o come meglio andrebbe detto, schedulati) in un certo modo.

    La regia DirEttore consente di creare nuove categorie di schedulazione e creare una rotazione in modo totalmente customizzabile, vediamo come.



    In alto vedremo due categorie, Jingles e Music, sono le due categorie di default. Possiamo aggiungerne una cliccando sul pulsante ADD NEW oppure cancellarne una cliccando su DELETE.

    Cliccando su una categoria e poi su EDIT, avremo possibilità di modificare il path o il nome della categoria già esistente.

    Non si può modificare il nome delle categorie Jingles e Music, ma si possono rimuovere.

    In basso a destra avremo poi modo di creare la rotazione vera e propria. Di default c’è una sequenza prestabilita, possiamo quindi crearne una noi cliccando su DELETE ALL ELEMENTS e quindi cominciare ad inserire elementi secondo l’ordine che più ci aggrada.

    Possiamo quindi salvare o caricare una playlist.

    Una volta salvata la playlist tramite il tasto SAVE, otterremo un file ROT che ha questo schema:

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    [Rotation]
    ElementName1=JINGLES
    ElementName2=MUSIC
    ElementName3=MUSIC
    ElementName4=JINGLES
    ElementName5=MUSIC
    ElementName6=JINGLES
    ElementName7=MUSIC

    Rotation è un identificativo, mentre ElementNameN contraddistingue in modo sequenziale la categoria da cui pescare, metodo estremamente semplice ma funzionale!

    Come creare una web radio con Windows, Winamp e DirEttore (Guida avanzata) – PlayList

    Categorie: Web Radio
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    Pubblicato il: 25 febbraio 2011

    Ottantunesimo articolo dedicato alle web radio.

    Continuiamo ad occuparci della regia DirEttore, della quale abbiamo già parlato in due articoli precedenti, questo e quest’altro.

    Continuiamo a parlare delle opzioni settabili dal menù edit, passando a quelle esterne al configuration, a cominciare da PLAYLIST.

    Aprendo la schermata playlist, avremo di fronte questa immagine:



    In questa schermata possiamo creare, salvare e modificare una playlist, in modo molto semplice ed intuitivo. A sinistra troviamo l’albero delle directory disponibili sull’host, a destra troviamo un elenco di brani, che potremo completare.
    In basso i bottoni sono molto chiari… il primo permette di inserire un brano selezionato in una playlist, i due bottoni subito a destra di quest’ultimo consentono di rimuovere un brano o tutta la playlist, gli altri due consentono di caricare o salvare una playlist, e l’ok conferma le operazioni.

    Una volta creata la playlist, per utilizzarla potete cliccare sul pulsante in figura:



    Esaminiamo adesso il contenuto di un file playlist salvato da DirEttore:

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    [Playlist]
    ElementsCount=5
    ElementName1=Demo Track 01
    ElementType1=AUDIO
    ElementPath1=C:\DirEttoreFREE\Demo\Music\Demo Track 01 [0-8-26-1].mp3
    ElementName2=Demo Track 02
    ElementType2=AUDIO
    ElementPath2=C:\DirEttoreFREE\Demo\Music\Demo Track 02 [0-17-5-1].mp3
    ElementName3=Demo Track 03
    ElementType3=AUDIO
    ElementPath3=C:\DirEttoreFREE\Demo\Music\Demo Track 03 [0-39-5-10].mp3
    ElementName4=Demo Track 04
    ElementType4=AUDIO
    ElementPath4=C:\DirEttoreFREE\Demo\Music\Demo Track 04 [0-6-24-1].mp3
    ElementName5=Demo Track 05
    ElementType5=AUDIO
    ElementPath5=C:\DirEttoreFREE\Demo\Music\Demo Track 05 [0-20-53-1].mp3

    Playlist è l’indicatore iniziale
    ElementsCount indica il numero di elementi della playlist.
    ElementNameN indica il nome dell’elemento.
    ElementTypeN Troverete soltanto la voce AUDIO, ma cambiandola, cambierà anche nel programma… potete metterci quello che volete.
    ElementPathN indica il percorso assoluto del file nell’albero delle directory.

    Come creare una web radio con Windows, Winamp e DirEttore (Guida avanzata) – Configurazione

    Categorie: Web Radio
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    Commenti: 1 commento
    Pubblicato il: 16 gennaio 2011

    Ottantesimo articolo dedicato alle web radio

    Entriamo nel clou della regia Direttore Free. Consideriamo in primis le configurazioni della regia, che troverete cliccando su Edit nel menù in alto a sinistra, quindi su Configuration
    Ci si aprirà una schermata con quattro Tab: General, Track default, Rotation e View, studiamoli tutti.
    Il tab General ci consente di settare le impostazioni basilari, ne vedete un’immagine qui sotto:



    In primis possiamo cambiare lo Station Name, che varierà nella barra del titolo dello stesso programma. Troviamo anche Tre flag, Autostart, AutoCue e Duration Calculation.
    Il primo flag indica se la regia deve suonare immediatamente alla sua apertura, mentre il secondo flag, l’autocue se settato consente di muoversi attraverso la playlist corrente usando le frecce direzionali e di settare l’ultima traccia in Cue, ad automazione spenta.
    Il terzo flag riguarda il calcolo della durata, ovvero viene calcolata per ogni traccia la sua durata in modo da potere calcolare la durata globale di una playlist o di una rotazione.
    Passiamo al secondo tab, Track Defaults.



    non sono state definite altre direttive (e questo si vedrà in seguito), si farà iniziare il fading alla track successiva. Le opzioni sono cinque più la custom e variano da slow (8 secondi di fading), normal (4 secondi), fast (1 secondo), cut (100 millisecondi), do not fade (non effettua fading) più l’opzione customizzata che consiste nello scegliere il tempo dal box in alto e settarlo con il pulsante a destra, fino a 30 secondi.
    Il terzo tab si chiama Rotation.



    La rotazione è l’andamento temporale delle canzoni prese da una playlist. Condizione necessaria per un andamento temporale corretto è il mantenere una certa distanza tra una ripetizione di un particolare brano e l’altra. Vedremo anche che è opportuno mantenere la distanza tra un brano e l’altro anche dello stesso autore.
    Il box in alto a sinistra setta questa distanza per lo stesso brano, ovvero per lo stesso FILE FISICO. La distanza viene garantita se e solo se esiste in archivio un numero di brani maggiore uguale alla distanza settata.
    I due flag permettono di recuperare il diario delle ultime N canzoni suonate, con N che va da 0 a 300, anche nel caso in cui il programma si sia bloccato e sia ricominciata la rotazione, mentre l’artist separation control consente di impostare i controlli per artista, a patto che i brani in archivio siano settati con un certo ordine, ovvero nella modalità:

    Artista – NomeBrano

    Per cui attenzione al rinominare i brani dell’archivio canzoni. L’opzione è giustamente studiata per valutare come artista tutto quello che viene prima del primo trattino, per cui, conviene sempre rinominare DOPO il nome del brano qualsiasi variante dello stesso contenuta in archivio, in modo da evitare di trasmettere in tempi brevi non solo un brano ma tutte le sue possibili versioni presenti in archivio.
    Il quarto ed ultimo tab si chiama View




    .
    Consente di inserire nella visualizzazione playlist/rotation i vari pulsanti selezionati. Se qualcuno non sembra esservi particolarmente utile, potete rimuoverlo senza crearvi troppi problemi.
    I prossimi articoli riguarderanno le altre opzioni del menù edit.

    Come creare una web radio con Windows, winamp e Direttore (Guida Basilare)

    Categorie: Web Radio
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    Commenti: 3 commenti
    Pubblicato il: 5 gennaio 2011

    Settantanovesimo articolo dedicato alle web radio.

    Presentiamo con questo articolo un’altra regia radiofonica, chiamata DirEttore.

    Il progetto DirEttore non è commerciale ma donationWare, ovvero è un progetto subordinato ad una donazione minima per l’usufruizione delle versioni più complete di questo software.

    Per questo motivo qui parleremo della versione FREE del software, che è accessibile a tutti, e vedremo come potere utilizzarla per automatizzare le nostre radio on line.

    Scarichiamo il software dal sito www.mixtime.com nella sezione download. Una volta scaricato ed installato, il software parte e comincia a suonare un pò come in questo video realizzato dal sottoscritto:



    L’obiettivo delle guide basilari è, solitamente, quello di semplicemente mandare online il flusso della regia, per poi, con le guide avanzate, capire come migliorare e regolare tale flusso.

    Per mandare online la regia, dato che la versione FREE non è dotata di un Digital Signal Processor, dobbiamo utilizzare quello che io ho chiamato spesso bypass

    Per fare ciò apriamo winamp e un server shoutcast, come specificato ad esempio nel primo articolo del blog. Nella sezione input del plugin DSP di winamp, selezioniamo soundcard input e nelle opzioni della scheda audio, selezioniamo missaggio stereo.


    A questo punto, avendo seguito le istruzioni dell’articolo precedentemente linkato, siamo in grado di trasmettere l’audio della regia nel server che avremo configurato, e possiamo passare alla guida avanzata.

    Qui avete un altro video su come effettuare praticamente la procedura…



    WRA – Web Radio Associate

    Categorie: Web Radio
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    Commenti: 7 commenti
    Pubblicato il: 22 ottobre 2010

    Settantottesimo articolo dedicato alle web radio.

    In questo articolo parliamo di un’associazione, la WRA (Web Radio Associate). Vediamo di capire cosa sia, che obiettivi abbia e di cosa si occupi.
    L’associazione è raggiungibile al sito www.wra.it e in particolare qui si trova il suo statuto. Dallo statuto si evincono le regole associative che sono abbastanza chiare e lineari. All’articolo 2 si evince l’obiettivo associativo: promuovere le web radio.

    Tale promozione avviene tramite tutela, pubblicità e convenzioni con le società che riscuotono i proventi per il diritto d’autore, in primis SIAE e SCF.
    Sul sito dell’associazione sono presenti alcuni tutorial, e una sezione F.a.q che raccomando di leggere, oltre che la sezione bufale che mi ha fatto particolarmente simpatia.

    Il progetto lo reputo molto interessante principalmente per la parte convenzioni, ed è anche un modo per potere fare cameratismo tra radio, specialmente se la propria emittente è una realtà piccola. Quello che però mi ha lasciato perplesso è che sia possibile associarsi esclusivamente presentando un’emittente, il che taglia fuori dall’associazione persone come me che si occupano esclusivamente di consulenza, ma non è tanto questo il punto.

    Si sono sviluppate non da poco delle attività su internet che consentono di creare web radio in modi diversi rispetto a quelli classici studiati e ristudiati finora, senza addirittura fornire indirizzi ip e porte (come fa ad esempio listen2myradio) ma solo creando apposite pagine sul loro stesso sito, in stile social network. Queste web radio, perché lo sono anche loro, non si capisce bene se abbiano o meno diritto ad associarsi.

    Per il resto andate a visitare questa associazione già scelta da molte radio di cui io stesso sono stato consulente, e se volete, ditemi che ne pensate!


    EDIT: Dopo avere visionato un’intervista al presidente dell’associazione, visibile in questo video:

    Mi dissocio decisamente dalle politiche di quest’associazione. L’iniziativa è lodevole, ma non con pensieri di questo tipo.

    Il compromesso con chi ti impone qualcosa spesso non è possibile.

    Come creare una web radio con Linux, Icecast e Ices2 (Guida avanzata) – Ices-Alsa

    Categorie: Web Radio
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    Pubblicato il: 3 maggio 2010

    Alsamixer
    Settantasettesimo articolo dedicato alle web radio.

    Cominciamo le guide avanzate dedicate ad icecast su linux, studiando i file XML di esempio che vengono forniti a corredo con ices2.

    E’ chiaro che il server icecast può non essere utilizzato necessariamente con ices2, ma in questo caso, risulta secondariamente necessario alla trasmissione (quantomeno per passare da un livello amatoriale ad uno semi-professionale) conoscere e sapere manipolare i file di configurazione, che in questo caso sono del tipo Extensive Markup Language.

    Il primo di questi file che considereremo è quello dedicato allo streaming da ALSA. Alsa sta per Advanced Linux Sound Architecture e contraddistingue in questo caso una modalità di streaming improntata sul live o sull’ingresso della scheda audio, ad esempio un banale simulcasting.

    Andiamo quindi a considerare le parti di questo file, che è meglio ricordare, si trova in /usr/share/doc/ices2/examples

    La prima parte del file è questa:

        <!-- run in background  -->
        <background>0</background>
        <!-- where logs go. -->
        <logpath>/var/log/ices</logpath>
        <logfile>ices.log</logfile>
        <!-- size in kilobytes -->
        <logsize>2048</logsize>
        <!-- 1=error, 2=warn, 3=infoa ,4=debug -->
        <loglevel>4</loglevel>
        <!-- logfile is ignored if this is set to 1 -->
        <consolelog>0</consolelog>
    

    Il tag background va settato ad 1 se si vuole porre ices in background.

    Il tag logpath identifica una directory che può essere scritta dall’utente che ices2 sta identificando. Può essere piazzata ovunque, ma chiaramente devono essere abilitati i permessi di scrittura.

    Il tag logfile identifica il nome del file di log. Alla riapertura del log file l’esistente viene rinominato come “logfile”.1

    Il tag logsize indica la massima grandezza del file di log prima di andare in modalità ciclica di scrittura.

    Il tag loglevel Indica un numero che rappresenta il livello di logging prescelto.
    1 – Loggati solo i messaggi d’errore
    2 – Come il punto uno, ma anche i Warnings verranno loggati
    3 – Come il punto due, ma anche i messaggi informativi verranno loggati.
    4 – Come il punto tre, ma anche i messaggi di debug verranno loggati.

    Il tag consolelog, se impostato ad 1 causa l’apparizione dei messaggi loggati in console, piuttosto che in un log file.

    Nelle applicazioni più sensibili al ritardo (tra cui OVVIAMENTE una radio), è sconsigliato avere logging in console. E’ un opzione utile in fase di studio del software.

    Il tag pidfile consente di creare un file in cui è scritto il ProcessID del processo ices2 corrente.

    Veniamo adesso alla sezione stream.

    La sezione stream è composta da tre sottoparti, chiamate metadata, input e instance.

    Esaminiamole tutte e tre nel dettaglio.

    Metadata intuitivamente si capisce già su cosa abbia influenza, ovvero si occupa di trasmettere tutti i dati a corredo della trasmissione stessa.

    Le sue sottoparti sono nome, genere, descrizione e url, esattamente gli stessi campi che si trovano in generale nei server shoutcast, ma in realtà praticamente in tutti.

    Input invece tratta la parte hardware della trasmissione, vediamo come.

    Module, ci indica di scegliere quale modulo hardware stiamo trattando, qui si parla di alsa, per cui scriviamo alsa.

    I successivi parametri sono rate, channels, device e i metadata.

    Rate indica la frequenza di campionamento del segnale analogico di partenza. E’ normalmente settata a 44100 hertz, se non sapete come mai, vi invito caldamente a leggere il teorema divino.

    Channels indica se vogliamo una trasmissione mono o stereo.

    Device indica la posizione della scheda audio nell’elenco delle periferiche del nostro sistema.

    Metadata e metadatafilename rappresentano uno switch di scrittura e un nome file dove vengono scritti i metadati.

    Istance rappresenta la generica istanza di trasmissione. Dico “generica” in quanto, se conoscete il software di cui stiamo parlando, o avete letto altri articoli (non per forza di questo blog) su ices2, saprete che è un source multi-instanziabile, ovvero ha la possibilità di trasmettere, a differenza di molti software per shoutcast ad esempio, lo stesso stream a più server contemporaneamente.

    hostname indica l’indirizzo ip del server da contattare, può essere sia un ipv4 che ipv6.

    port indica la porta del processo sul server da contattare, vi ricordo che si comunica in tcp.

    password non necessità spiegazioni

    mount, identifica il cosidetto mountpoint, ovvero un particolare stream in un singolo server icecast, che può trasmettere più stream contemporaneamente.

    yp è uno switch che abilita o disabilita la visione pubblica dell’emittente.

    La sezione Encode indica i parametri di codifica dello stream, che devono matchare chiaramente quelli impostati in hardware nella sezione precedente.

    Il tag downmix è uno switch che indica se, in caso di necessità, si preferisce diminuire il numero di canali da due ad uno, ovvero passare da stereo a mono.

    La sezione Resample definisce la frequenza in hertz a cui passare in caso ad esempio di problemi di rete. Tipicamente si preferisce passare ad un valore pari alla metà della frequenza di partenza. Ricordatevi sempre che sempre per il teorema divino, se volete ricostruire senza aliasing un segnale che ha banda N hertz, avete bisogno di una frequenza di campionamento NON INFERIORE a 2N hertz. Quindi avere 22050 hertz di frequenza di campionamento, consente di sentire discretamente una banda di 10000 hertz. Sufficiente per il parlato ma non certo per la marcia turca di mozart.

    Con questa sezione finisce la parte alsa, vedremo nei prossimi articoli di considerare anche le altre opzioni possibili, ovvero OSS e una playlist.

    Come creare una web radio con Linux, Icecast e Ices2 (Guida basilare)

    Categorie: Web Radio
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    Commenti: 3 commenti
    Pubblicato il: 20 febbraio 2010

    Settantaseiesimo articolo dedicato alle web radio

    Carissimi internauti vi ricordate di questo articolo?

    In quell’articolo si parlava di Icecast, un server di streaming rilasciato con licenza GPL e che permette lo streaming audio/video dei file Ogg, sia Vorbis che Theora. Lo abbiamo introdotto in ambiente windows, adesso, vedremo di parlarne anche in ambiente linux.

    Cominceremo dall’inizio, ovvero dall’installazione dei componenti fino all’effettiva messa in onda della radio. Successivamente, in una guida avanzata, procederemo a vagliare e valutare tutte le possibili opzioni. Per adesso, mettiamo in moto la nostra radiolina linuxiana.

    Supponiamo di lavorare su una debian-based

    apt-get install icecast ices2

    Una volta installati i due programmi, effettuiamo una modifica al file /etc/default/icecast2 tramite un qualsiasi editor di testo modificando il parametro ENABLE, da false a true. Ciò permetterà di potere effettuare la prossima operazione.

    Facciamo partire il nostro server icecast2 tramite il comando:

    /etc/init.d/icecast2 start

    Potremo quindi trovare l’interfaccia web, comprensiva di pannello di amministrazione, all’indirizzo http://localhost:8000
    Studieremo successivamente le peculiarità web di questo server di streaming,

    In questo momento abbiamo il nostro server di streaming funzionante (almeno in locale) e possiamo cominciare a lavorare su ICES2.

    Ices2 è:

    usato per fornire a server audio streaming Icecast2 flussi
    audio Ogg Vorbis. Supporta sia input audio live dalla scheda audio, sia la
    ricodifica di file Ogg Vorbis da una scaletta.

    Creiamo tre cartelle da terminale:


    mkdir /var/log/ices
    mkdir /etc/ices2
    mkdir /etc/ices2/music

    La prima servirà a contenere i log, la seconda servirà invece a contenere i file di configurazione mentre la terza conterrà i file musicali.

    All’interno della cartella /usr/share/doc/ices2/examples/ si trovano tre files:


    -rw-r--r-- 1 root root 3426 2005-01-03 05:07 ices-alsa.xml
    -rw-r--r-- 1 root root 3427 2005-01-03 21:39 ices-oss.xml
    -rw-r--r-- 1 root root 4245 2004-07-19 23:53 ices-playlist.xml

    I tre files corrispondono alle tre modalità di streaming, ovvero tramite ALSA (Advanced Linux Sound Architecture) oppure OSS (Open sound system) oppure tramite una playlist di file OGG, che è il caso che tratteremo in questa guida basilare.

    Copiamo il file ices-playlist.xml all’interno della cartella /etc/ices2 ad esempio con il comando

    cp /usr/share/doc/ices2/examples/ices-playlist.xml /etc/ices2

    a questo punto dobbiamo verificare che vi sia matching perfetto tra la password impostata su ices2 e quella del server icecast, come del resto avviene per qualsiasi accoppiata, encoder/server.

    La password del server di streaming icecast2 si trova nel file /etc/icecast2/icecast.xml alla sezione AUTHENTICATION.
    La password da impostare in ices2, che deve chiaramente essere uguale a quella (per adesso di default) del server icecast2, è nella sezione INSTANCE del file ices-playlist.xml.

    Penseremo a tutti i parametri opzionali (tra cui anche la modifica delle password) nella guida avanzata. Per adesso il nostro unico obiettivo è quello di mettere (almeno localmente) la radio in trasmissione.

    Dopo avere controllato la corrispondenza tra le password passiamo al riempimento della cartella music, precedentemente impostata con i file ogg vorbis che ci interessa trasmettere.

    Una volta riempita la cartella music, creiamo il file playlist.txt all’interno della cartella /etc/ices2 e scriviamo una riga per ciascun file OGG che dobbiamo trasmettere, con tanto di PATH completo.

    Una volta creato il file, startiamo ices2 con il seguente comando:

    ices2 /etc/ices2/ices-playlist.xml

    In questo modo il server icecast avrà come mountpoint il flusso creato da ices2.

    Parsing Audio

    Categorie: Web Radio
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    Pubblicato il: 28 dicembre 2009

    Settantacinquesimo articolo dedicato alle web radio

    Questo articolo potrebbe risultare leggermente fantascientifico, ma in realtà non risulterà esserlo affatto.
    Cominciamo a discutere e valutare la possibilità, di idealizzare, cercare e perchè no creare un parser audio, o quantomeno, di andarci molto vicini.

    Secondo Wikipedia:

    Il parsing o analisi sintattica è il processo atto ad analizzare uno stream continuo in input (letto per esempio da un file o una tastiera) in modo da determinare la sua struttura grammaticale grazie ad una data grammatica formale. Un parser è un programma che esegue questo compito.

    Considereremo vari casi nella studio del parsing audio applicato alle web radio, cominceremo dividendo dicotomicamente il problema di studio:

  • File audio come input di analisi
  • Web radio come input di analisi.
  • Vedremo che le cose non sono poi cosi diverse, ma vanno valutate separatamente.

    Un file audio digitalizzato non compresso è composto, come abbiamo già visto tempo addietro da una frequenza di campionamento, una risoluzione ed un numero di canali.

    Possiamo quindi esprimere in sintassi XML un file audio in un primo modo:


    <brano>
    <titolo>Titolo Brano</titolo>
    <infoAggiuntive>Informazioni Aggiuntive</infoAggiuntive>
    <canale>
    <campione>
    <id>ID</id>
    <risoluzione>Risoluzione</risoluzione>
    </campione>
    </canale>
    </brano>

    In questo modo è rispettata una struttura gerarchica che riproduce esattamente il contenuto di un file audio.

    Un file audio, normalmente, ovvero per la maggior parte dei generi musicali, ha una struttura LOGICA di questo tipo:


    <brano>
    <intro>introduzione</intro>
    <strofa>strofa</strofa>
    <refrain>refrain</refrain>
    <strofa>strofa</strofa>
    <outro>Outro</outro>
    </brano>

    Tale struttura divide il file in parti, ovvero l’introduzione, il ritornello, le strofe e l’uscita.

    Combinando le due rappresentazioni è possibile effettivamente creare una struttura gerarchica suscettibile al parsing ad opera di un parser, che potrebbe quindi strutturare un file audio dato in input.

    Passando dai file alle web radio, il discorso non cambia molto.

    Si potrebbe benissimo considerare una web radio alla stregua di un brano, ottenendo ad esempio:

    <flusso>
    <brano>NomeBrano</brano>
    <Vocal>InterventoVocale</vocal>
    <brano>NomeBrano</brano>
    </flusso>

    Oppure la stessa programmazione:

    <webradio>
    <Day>
    <hour>
    <programma>Nomeprogramma</programma>
    </hour>
    </day>
    </webradio>

    e così via…

    Abbiamo già parlato di un programma che segmentava l’input di una web radio in parti in base a dei pattern, tale programma si chiama streamripper.

    In quel caso il discrimen è dato dal volume, che può essere preso come delimitatore di sezione all’interno del secondo modello di parsing.
    Si può passare dal campo intro al campo strofa in base ad un superamento di soglia di volume prefissata, oppure esattamente all’inizio della parte vocale, quindi in base ad un controllo del timbro o delle frequenze in gioco.

    La trasposizione in linguaggio XML di un brano non è un puro esercizio matematico fine a se stesso.

    Alcune sue applicazioni, oltre allo stesso streamripper, possono essere Tunatic e Midomi, di cui parleremo in prossimi articoli.

    Il primo programma riconosce titolo e autore di un brano semplicemente ascoltandolo, mentre il secondo tenta di riconoscere i dettagli di un brano, quando viene cantato. Sono per lo più applicazioni da cellulare, per chi non riesce a trovare un titolo di un brano sentito alla radio.

    Tuttavia queste applicazioni, applicate a stream digitali quali ad esempio le web radio o le radio fm stesse, consentono di controllare in modo proporzionale alla precisione dell’algoritmo di riconoscimento dei brani, se una radio ha difformità tra i tracciati cartacei e il flusso, ad esempio nella reportistica siae.

    Ho effettuato un controllo a tappeto della web radio che ascolto più spesso (radio mela) e della radio in fm in cui ho lavorato più recentemente (dabliuradio)

    In entrambi i casi i risultati sono stati soddisfacenti ma non perfetti. Spesso la mia memoria ha vinto su tunatic, ma altrettanto spesso è accaduto il contrario.

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