Universo multimediale è un azienda presso la quale ho lavorato nel 2004/2005. Ci tengo a scrivere questo articolo per raccontare, ad anni di distanza, le dinamiche lavorative di questa azienda, in cui sono andato a finire.
Questo articolo verterà solo sulle dinamiche aziendali viste dal punto di vista della cosiddetta ultima ruota del carro, quale io ero. Sono relegate ai commenti e ad eventuali richieste, le mie movenze e le mie avventure quotidiane e pratiche all’interno dell’azienda (o forse ad un altro articolo).
L’azienda si occupa di vendita di materiale informatico, in particolare computer ed enciclopedie su cd o dvd, ma quello che è interessante è scoprire il COME tutto ciò viene venduto.
Per spiegare ciò dobbiamo fare una panoramica più ampia del lavoro settimanale dell’azienda.
Ad inizio settimana lavorativa, alcuni dipendenti dell’azienda si recano in una scuola (meglio se in provincia che non in una grande città) e distribuiscono ai bambini all’uscita da scuola delle brochure colorabili in cui c’è scritto che compilando un modulo con nome cognome e numero di telefono, e facendo un disegnino, avrebbero potuto vincere un premio.
I bambini prendono la brochure, la colorano, la compilano, e la restituiscono l’indomani alle stesse persone, che hanno così recuperato un gran numero di disegni con nominativi.
A questo punto tutte queste schede vanno ad un call center che provvederà a chiamare TUTTI i bambini indistintamente a prescindere dal disegno fatto. Il call center non da nessunissima informazione su nulla, dice solo a ciascuna famiglia che il disegno è stato scelto e che hanno vinto un premio. Per ritirare il premio, devono recarsi in un albergo, dove cominciava il mio lavoro.
Le famiglie venivano fatte accomodare e si spiegava loro che per avere il premio, il bambino o la bambina doveva prima assistere ad una “presentazione pubblicitaria” che in realtà era un tentativo di vendita abbastanza energico.
Tutti i trucchi che venivano utilizzati per vendere non sono oggetto di questo articolo, ma di successivi in cui spiegherò cosa facevo nel dettaglio ad ogni party.
Se il tentativo di vendita andava a buon fine, si faceva firmare alla famiglia un contratto di vendita di un enciclopedia multimediale su cd, ad un prezzo che nessun essere dotato di senno avrebbe mai accettato.
Il prezzo veniva proposto rateizzato a condizioni che poi si sarebbero rivelate non vere, vedrete ora perchè dico questo.
Nel caso in cui la famiglia non avesse avuto un pc, la vendita cambiava, aumentando di prezzo il tutto. Si arrivava a proporre un pc (di potenza e qualità discutibile) con un’enciclopedia, anche a 4788 euro.
Se la famiglia firmava il contratto, veniva accompagnata alla macchina e veniva fissato un appuntamento per la consegna del tutto, mentre se la famiglia non accettava, veniva dato un regalino (valore commerciale un euro) al bambino, e accompagnati in macchina cercando di evitare che le persone parlassero tra loro.
Il party finiva, e si faceva il conto dei contratti firmati.
A partire dall’indomani, cominciava la fase consegna, quella che tutti i venditori del party attendevano con maggiore ansia.
Il consegnatario con una spallina che si occupava di montare il computer o installare l’enciclopedia (lavoro che ho fatto anche io) si occupava di effettuare il VERO contratto, ovvero quello con la finanziaria.
Se il contratto con la finanziaria veniva firmato, la famiglia era vincolata a pagare quanto dichiarato dal contratto. La maggior parte delle volte, qualora la finanziaria potesse davvero fare una rateizzazione per la persona, si vedevano condizioni di pagamento TOTALMENTE diverse rispetto a quelle proposte in sede di vendita al party.
Ricapitoliamo le fasi di lavoro:
- Consegna schede ai bambini a scuola
- Ritiro schede e raccolta nominativi
- Consegna nominativi al call center
- Assegnazione appuntamenti alle famiglie
- Party aziendale con proposte di vendita
- Validazione credenziali bancarie degli acquirenti
- Consegna Pc e/o enciclopedia
- Firma contratto di rateizzazione tramite prestito personale
Il tutto comincia facendo credere ai bambini di avere vinto un premio, e finisce con una famiglia che, se non sa farsi valere o non capisce di cosa si sta trattando, si inguaia a volte anche per 60 mesi per un pc che spesso, prima era stato utilizzato al party per mostrare come funzionava la stessa enciclopedia.





