Comincia cosi, con il “dolcissimo” (ironicamente parlando) frinìo delle cicale la seconda giornata al camping Mariposa.
Mi risveglio presto la mattina per tre diversi motivi, rumori esterni abbastanza forti, un sole tale da rendere la tenda una sauna e il materassino sgonfiatosi tanto da farmi comodamente adagiare su delle pietre parecchio appuntite.
Decidiamo di andare a fare colazione per poi muoverci verso il mare, ai tavolini del mare notiamo come mezzo camping ci guardi come degli alieni, ma la cosa non ci crea nessun problema. Latte macchiato per tutti (e un cappuccino per me) e di corsa in spiaggia.
Il primo impatto mattutino con la spiaggia di Alghero è molto buono, c’è un sacco di gente ed è tutto pienissimo. Ci sistemiamo dove troviamo spazio e ci divertiamo un pò. Conosciamo cinque ragazze di Alghero, che ci spiegano un pò com’è la vita in questa città, specialmente la sera.
Per chi come me è stato abituato per anni ad andare in spiagge di questo tipo:
2.jpg)
il mare di Alghero è risultato più che paradisiaco.
Siamo rimasti li tutta la mattinata, fino ad ora di pranzo. Al chè siamo tornati al market dove abbiamo comprato qualcosa da mangiare e siamo rimasti al tavolo, tra una partita ad uno dei nostri giochi preferiti e una giocata a carte.
In questo frangente abbiamo anche conosciuto due ragazze, invitate da un mio amico a giocare a carte con noi. Abbiamo scambiato quattro chiacchere e le dovute presentazioni.

Il pomeriggio è scorso liscio esattamente come la mattinata, a parte qualche ustione in più, e una lamapada a gas in meno.
La sera siamo usciti per la città, ritornando al centro di Alghero, con le due ragazze. Siamo stati a chiaccherare in un pub e la serata si è rivelata alquanto soddisfacente. Fantastiche le discussioni su praticamente qualsiasi argomento. E’ troppo divertente chiedere e fare domande su cose che per noi e tra di noi sono estremamente banali e conosciute, mentre chiaramente per altri no.

Discussioni a parte, il tipo di rapporto che abbiamo instaurato con le ragazze non era ne strafottente ne tantomeno oppressivo, diciamo che ci facevamo compagnia, ma nulla di più. Era come un rapporto di buon vicinato.
La sera si concluse con i soliti piedi stanchi, ma un taxi, anche se distrutti, non lo avremmo certo mai preso per tornare a casa. Per cui camminiamo, in giro per il paese, rotta camping.
Solito tran tran delle tessere all’ingresso del campeggio, e si ronfa in tenda anche stasera.
