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Errata Corrige SIAE

Categorie: Web Radio
Tag:
Commenti: 10 commenti
Pubblicato il: 27 ottobre 2007
Bollino siae

Quarantunesimo articolo dedicato alle web radio.

Sapevo che prima o poi sarebbe successo. Purtroppo il mio blog e le mie parole non sempre sono una fonte di conoscenza (specialmente giuridica) attendibile. Capita a volte, che ci siano notizie incomplete, o addirittura totalmente errate.

In quest’ultima categoria rientra sicuramente questa notizia che sto per darvi.

Continua a leggere l’articolo…

Lettera di Vincenzo Marino su Radio 30 metri

Commenti: 2 commenti
Pubblicato il: 20 ottobre 2007

Radio 30 metri, il logo

Pubblico una lettera mandatami da Vincenzo Marino, di Radio 30 metri che ho avuto il piacere di aiutare tempo addietro nella realizzazione del loro bel network, che vi invito a visitare ed ascoltare.

 

Continua a leggere l’articolo…

Lettera di sfogo di The Sandman

Categorie: Curiosità
Tag: ,
Commenti: 1 commento
Pubblicato il: 19 ottobre 2007
Revolution
foto tratta da http://mindbrix.co.uk/alanaldridge

“Vi siete contati ragazzi? Io vi dico che il futuro è nostro.. se voi riuscite a contarvi”

Parto da questa azzardata citazione (I guerrieri della notte) che mi aiuta ad esprimre un concetto tanto semplice quanto irraggiungibile ai nostri giorni, un concetto che è stato più volte protagonista della storia e sotto varie forme; Possiamo ritrovarlo nella frase “L’occupazione fallisce, sempre” e possiamo intravederlo nella disfatta statunitense in Vietnam o in quella Russa in Afghanistan, o nella caduta del Muro di Berlino e forse più di tutte queste situazioni, nei primi passi della rivoluzione francese; insomma, in quelle situazioni dove pochi impongono la loro volontà a molti, e alla fine quei pochi devono infilarsi la coda fra le gambe e fare i bagagli, per non fare una brutta fine.

Non voglio prendere i palazzi con la forza, come vorrebbe fare il personaggio della citazione (citazione inerente un altro argomento di discussione su punto informatico, ndr), tuttavia è diventata una ossessione chiedermi come 2000 individui o poco più riescano a tenere in questo matrix rivisitato quasi 60 milioni di persone.

Magari non siamo realmente in grado di contarci, non credete? Magari è così e amen, fine; Ma se invece siamo ancora in grado di contarci, mi chiedo veramente cosa si stia aspettando.

Eppure una risposta c’è, e non penso vi piacerà, perchè è la risposta che tutti noi conosciamo ma che tentiamo di rifuggere, di evitare, un pò come un conoscente di vecchia data che non sai se salutare o far finta di nulla, e allora tiri dritto, tiri avanti, e dopo poco non ci pensi più.

(premetto che qui di seguito è espressa una riflessione piuttosto polemica, che và letta nella sua interezza, altrimenti è impossibile comprenderla; e anche leggendola tutta non sò quanto sia comprensibile)

La verità è che noi siamo parte integrante di tutto questo, la verità è che quando trenta anni fà abbiamo regalato quel prosciutto e quelle due caciotte al don di comodo per ottenere quel posto, anche noi abbiamo provveduto ad oliare le ruote del carro della “Casta”.

La verità è che ci piace giocare a calcetto durante le ore di lavoro al ministero, e ci piace anche essere assolti e reintegrati dalla cassazione se ci licenziano per questo.

Ci è piaciuto pascolare per tanti anni al prato verde di mamma Italia, e chi se ne infischiava delle ruberie nei pollai pubblici, tanto noi ottenevamo il nostro conquibus.

Ci è piaciuto abusare del nostro potere, qualunque esso fosse, ad ogni livello possibile e immaginabile, e quanto ci è piaciuto quell’appaltino pubblico preso grazie a quell’amico, proprio quello che ci voleva; e poi, abbiamo anche sistemato nostro figlio, e solo in cambio di qualche voto, chi stà meglio di noi?

Ma adesso però, cosa succede? succede che non siamo più in grado di contarci, perchè non sapremo da che parte metterci, come facciamo a contarci se non sappiamo più da che parte stiamo?

e allora che fare? accontentiamoci delle briciole e di un pò di olio di terza passata che gocciola dalla ruota del carro, e andiamo avanti, sbraitiamo contro l’uno quando ci fà comodo, neghiamo di aver votato l’altro quando serve.

BENE CARO CINQUANTENNE, TU CHE VAI ALLE RIUNIONI DEL SINDACATO O DEL PARTITO (QUALUNQUE ESSO SIA), TU CHE CALZI A PENNELLO COME PROTAGONISTA DI QUESTA STORIA, vergognati, la colpa è tua, e tua più di chiunque altro, chiedi scusa ogni volta che incontri un ragazzo, chiedigli scusa per quello che gli hai fatto e non darti pace, mai più.

MA NOI, NOI CHE ABBIAMO 18-25-35 ANNI, noi cosa cazzo ci entriamo con questa storia? questa non è la NOSTRA storia, noi sappiamo ben contarci e sappiamo da che parte stiamo, e non siamo ne di destra ne di sinistra, ma siamo sia fascisti che comunisti, perchè abbiamo fame di ideali e di lotte politiche di cui abbiamo solo letto qualcosa di lontano e sfocato, noi cosa stiamo aspettando a contarci?

E SMETTIAMOLA dai di parlare come il tg4, smettiamola di citare e dire che l’Italia è come la Cina, quando della cina non sappiamo una ceppa, se non quello che ci hanno imbonito i comunicatori della casta, e smettiamo anche di usare sta boiata di termine solo perchè è uscito un libro che si intitola così, riprendiamoci l’individualità, la differenziazione, ed iniziamo a contarci; se alla fine del conteggio siamo più dei nostri “aguzzini” vuol dire che non dobbiamo più sottostare.

Ma ora la palla stà a Voi, siete Voi che dovete mettervi davanti allo specchio, guardavi nel profondo del colore dei Vostri occhi, smettere di mentirvi, e capire da che parte state… se dalla parte di chi può iniziare a contarsi, o di chi deve continuare a Vergognarsi

The SandMan.

Quanto avete letto è tratto da una discussione su punto informatico inerente questo articolo, del quale, almeno per ora, non ho voglia di parlare.

Ho voluto solo utilizzare il mio blog per mostrare una lettera di sfogo che mi è piaciuta molto. Spero di riuscire a contattare il creatore di questa lettera aperta, che ha usato uno pseudonimo. Leggetela, e magari fatemi sapere cosa ne pensate a riguardo.

Sono sempre più convinto che sia necessario usare delle maniere forti, ma non violente.

Non pensate che non possiamo più scrivere la storia. Arrendersi prima di provare a cambiare qualcosa di chiaramente e palesemente sbagliato per tutti, non è vivere, è trascinarsi dalla nascita alla morte

Democrazia 2.0

Categorie: About me, Curiosità
Commenti: 4 commenti
Pubblicato il: 18 ottobre 2007

Similarmente a quanto ho scritto in occasione di una mia riflessione sull’istruzione, adesso mi soffermo a parlare di democrazia.

Mi sono sempre chiesto, ma come mai non ho MAI la minima possibilità di potere affermare la mia opinione (io come tanti altri) su argomenti inerenti la mia città, o la mia nazione e soprattutto perchè non vengono risolti radicalmente problemi reali della popolazione, specialmente se condivisi? Ovvero, dov’è finito il potere popolare?

Certe volte rifletto e mi chiedo, dove vanno a finire le tasse che paghiamo? Chi ne usufruisce e per cosa? Perchè non viene chiaramente specificato a tutta la nazione, magari utilizzando mezzi di comunicazione di massa, dove finisce il lavoro che ci sottraggono?

Non lo so, ma posso intuirlo. Chi mi fa incazzare non è tanto il ladro, che è cattivo a prescindere, ma chi non impedisce che il ladro rubi.

Odio anche chi dice che i movimenti che tentano di riformare le cose siano “antipolitici” e che mirino a destabilizzare, è vero l’opposto. Il sazio non ha mai creduto al digiuno, ma il digiuno (i TANTI digiuni) possono prendere il sazio e gettarlo dalla finestra, devono solo rendersi conto di poterlo fare davvero. Se un uovo è coperto di cacca.. non puoi non pulirlo per la paura di romperlo.. perchè altrimenti puzzerà sempre di più. Meglio togliersi il dente malato il prima possibile.

Tante, ma proprio tante persone, alle mie prediche evangeliche in merito al signoraggio e alla corruzione politica e alla volontà di riformare il sistema, mi manifestano solidarietà, ma mi chiedono (ed è una pietra conficcata sulla schiena): “cosa possiamo fare per cambiare tutto questo?”.

Io rispondo quello che posso, per lo più dico di informare le persone, ricevendo sorrisi, sguardi di comprensione o auguri.

Le persone più anziane, specialmente quelle che non hanno mai conosciuto internet o non ne capiscono la potenza, mi dicono che è impossibile cambiare il sistema. Amici, il v-day è stato solo un ruttino popolare… L’urlo deve ancora arrivare, e sento nel mio cuore che sarà immanente ed imminente e sarà peggio dell’apocalisse.

A questo punto cosa fare? Perchè non proviamo a fare un tentativo di ricostituzione, anche astratta e sommaria dei rapporti tra i cittadini e le istituzioni? Perchè non proviamo a fare un ipotesi su qualcosa? Eccola qui.

Schema Democrazia 2.0
Immagine realizzata da Daniel Gentile

Consideriamo l’immagine precedente. E’ composta da 11 insiemi concentrici, vediamo cosa rappresentano.

Si parte dal nucleo familiare, salendo attraverso condomini, isolati, quartieri, circoscrizioni, città, provincie, regioni, nazioni…

La suddivisione in se non è importante, ma è importante capirne il senso. Queste istituzioni, sono concentriche, ovvero EREDITARIE. Proviamo a considerarle
come se usassimo termini informatici. Ogni condominio deve autoregolamentarsi in base alle singole famiglie, più delle caratteristiche che non sono presenti nelle singole famiglie, che vanno controllate dalle famiglie stesse. Gli isolati vanno gestiti dai condomini, più delle entità non riconducibili ai condomini, che vanno comunque subordinate ad essi. I Quartieri vengono gestiti dagli isolati più da altre entità non riconducibili ad isolati, che comunque rappresentano beni comuni, che vanno subordinati a catena dagli isolati, dai condomini e quindi, dalle famiglie.

La stessa cosa è da farsi anche a livelli più alti. Le circoscrizioni, che sono delle entità che rappresentano delle parti di una città che ha almeno 20.001 abitanti, devono essere gestite non da consigli fatti da persone elette da qualcuno (e non da altri) ma da tutti. Col modello ricorsivo appena visto. Le circoscrizioni vanno controllate dai quartieri, che si rifanno sugli isolati.

Idem per comune e provincia. Il comune deve essere gestito tramite le decisioni dei consigli di circoscrizione. Le realtà cittadine coopereranno per la costruzioni di regioni più sane, più AUTONOME e più correlabili per la creazione di una politica nazionale.

Cosi si potrebbe ridurre drasticamente la pressione mafiosa, tramite azione delle persone direttamente dal basso che potrebbero evitare coinvolgimenti particolarmente dannosi per la comunità.

Ogni sottoinsieme avrebbe dei suoi compiti. Vediamo quali. Le famiglie dovrebbero gestire, tramite interazioni tra di loro, la maggior parte del lavoro locale per una singola persona, come una rete neurale! Semplicemente una famiglia si muoverà in locale con altre famiglie per la propria necessità intrinseca, a meno che non abbia bisogno di un servizio di ordine superiore, come avviene già.

I condomini servirebbero per gestire localmente gruppi di famiglie e gestire spazi comuni a gruppi limitati, servizi di primaria necessità come ad esempio l’acqua o gli spazi verdi, come del resto già avviene.

Le circoscrizioni potrebbero servire e curare e controllare i beni comuni, le aziende locali (panifici, salumerie…) e l’igiene pubblica.

Il concetto è che concentricamente, si può operare soltanto su quelle parti non più esaminabili dal basso, mentre invece attualmente avviene qualcosa di diverso, viene centralizzato e controllato da qualcuno il controllabile, che può essere tranquillamente delegato al basso. Un esempio su tutti? Perchè devo pagare le tasse per la sanità generica? Non posso a livello circoscrizionale o comunale, sovvenzionare gli ospedali limitrofi, in modo che si occupino di migliorare i propri servizi? Nel caso in cui qualche ospedale dovesse avere particolari esigenze, si fa un comunicato in cui una percentuale delle tasse nazionali (che dovrebbero continuare a rimanere ma in forma NETTAMENTE più lieve) andrebbe data a chi ha più bisogno, ponendo in primis la crisi e in secundis l’innovazione.

Questo schema di democrazia permetterebbe chiaramente alla popolazione di avere una vita politica chiara e realmente coinvolgente, a tutti i livelli. E’ chiaro che non si può fare un consiglio nazionale con tutti gli aventi diritto di voto d’Italia, ma spero di non essere frainteso, la mia non è democrazia diretta completa, ma strettamente piramidale. Gerarchica, ereditiera, coinvolgente.

Avere una struttura del genere, permette una modalità di rappresentanza di tipo Round Robin. Per chi conosce un minimo di sistemi operativi, la modalità round robin vuole che in un gruppo di persone, il potere venga dato a turno ciclicamente. Come avviene (?) per la presidenza della comunità europea. Si potrebbe anche installare una modalità di preemption. Se non operi concretamente, salti il turno. E’ un buon compromesso temporale al limite di due legislature di Grillo. Con un medio quanto temporale, non si cestinerebbero i bravi politici, ma li si intercambierebbero costantemente, con un concetto di acquisizione di priorità e che localmente verrebbero giudicati, con sistema proporzionale.

Una delle grandi piaghe della nazione, ma che nessuno e dico nessun politico ha mai voluto comunicare apertamente, è il debito pubblico. Che affligge tutte le nazioni, chi più (noi) chi meno (altri). La sola esistenza dell’euro, con le modalità che viviamo tutt’oggi, fa si che succedano suicidi perchè non si riesce a pagare il mutuo per la prima casa. Che non sia normale una cosa del genere, è ovvio. Che possiamo cambiarlo, forse è un pò meno ovvio, vediamo come.

Scendiamo giù giu giù fino ai livelli circoscrizione e comune. Notiamo che i generi alimentari e principali, possono essere acquistati quasi tutti nella stessa città. Questo è un dato di fatto. C’è un modo per localizzare psicologicamente l’economia? Certo, ed è anche un modo per non aumentare il debito pubblico, tale metodo è la moneta locale.

Per moneta locale si intende una moneta a valore non legale, ma popolarmente accettato (e quindi questo basterebbe a dire legale) che si accosta, e localmente sostituisce la moneta nazionale. Tale moneta locale permette di comprare prodotti in loco, incrementando l’economia della zona che ne usufruisce. E’ stato il caso dei francobolli SIMEC del Prof. G. Auriti.

Tali monete locali dovrebbero gradualmente sostituire l’euro. Non avrebbero copertura aurea, esattamente come avviene per l’euro e per qualsiasi altra moneta mondiale! Del resto perchè non ammetterlo, le banche adesso sono solo delle tipografie e delle battitrici di numeri. Se lo può fare una banca chiedendomi l’anima, perchè non può farlo un consiglio di circoscrizione cercando il reale bene dei cittadini?

Esattamente come gradualmente passeremo dall’ip versione 4, all’ip versione 6, potremo riuscire a passare da un economia monetaria parassitaria, ad una economia creditizia. Tutti i problemi diminuiranno la loro complessità, e molti di essi in locale, potranno essere risolti.

Cominciamo intanto con il non pensare alla legge come qualcosa di vincolante le nostre libertà, la legge non vincola, ma regola, che è diverso. Se qualcuno approfitta di leggi create per lui stesso, allora il popolo deve ribellarsi. Non voglio incitare alla forza, ma all’autorevolezza. Occorre colpire il cuore, il mondo politico, dal basso verso l’alto.

INTERNET NON E’ SOLO MAIL, CHAT E EMULE. INTERNET E’ UN MEZZO DI CORRELAZIONE TRA POPOLI, IMPARIAMO A SFRUTTARE LE RETI CIVICHE. Non dimentichiamolo mai.

La geometria del Taxi

Categorie: Matematica
Tag: ,
Commenti: 5 commenti
Pubblicato il: 6 ottobre 2007


Nella vita siamo spesso abituati a considerare le cose per come siamo da sempre stati abituati a vederle. Per noi è corretto lavorare 8 ore al giorno, che si riposi la domenica e non il lunedi.. e tanto altro. Se ci ragioniamo più approfonditamente, ogni giorno viviamo di convenzioni. Che queste convenzioni siano le migliori o meno, e che le accettiamo o no, è un altro discorso.

Moltissime sono le convenzioni che riguardano la matematica. Sono spesso fondamentali per ragionamenti più complessi. Sostanzialmente scegliamo di creare le fondamenta in un modo e sulla base di queste, innalziamo i nostri grattacieli, ma essi dipenderanno necessariamente da quello che hanno alla base, in maniera sempre crescente. Cosa succede se cambiamo le basi, o almeno proviamo a variare minimamente la situazione?

La mia tesina d’esame di maturità verteva soprattutto su aspetti di questo tipo. In particolare dimostravo come la matematica crollasse qualora si introducesse anche un solo teorema contraddittorio ad un altro, e di come esistessero geometrie diverse da quella cui siamo abituati tutti i giorni, ed è proprio un’altra di questa che voglio presentare.

Tutti noi siamo abituati ad un mondo in cui per arrivare da un punto A ad un punto B, possiamo anche muoverci in diagonale, per unire direttamente i due punti. Ma cosa succede se (realisticamente!) potessimo muoverci solo come fa una torre nel gioco degli scacchi?

Le cose cambiano, e non poco, soprattutto cambiano tutte le proprietà inerenti la distanza, più che gli enti fondamentali come punto, retta e piano, che restano sostanzialmente identici.

Cominciamo scrivendo la distaxi (è questo il termine più usato per indicare la distanza tra due punti in questa geometria, è l’unione di distance e taxi) L1 tra due punti P1 e P2 con coordinate X1,Y1, e X2,Y2 :

Da questo si denota come la distanza minima tra due punti, non sia più univoca, se i due punti non sono allineati, vediamolo con un immagine:

Taxi 1

E’ facile calcolare che la distaxi tra due punti è sempre maggiore o uguale alla distanza euclidea (è pure intuitivo capire perchè).

Se consideriamo delle circonferenze, noteremo una singolare differenza rispetto alla geometria euclidea.

Taxi 2

Come si nota nell’immagine appena sopra, una circonferenza nello spazio vettoriale del taxi è un rombo, un quadrilatero con 4 lati uguali. Si nota facilmente che due circonferenze possono avere 0, 1, 2 o infiniti punti in comune! Ricordiamo che nello spazio euclideo due circonferenze hanno 0, 1, 2 punti in comune ma di certo non infiniti!

E’ possibile dimostrare anche che il valore del pigreco non è più un numero irrazionale, ma un numero intero, nel caso 4. Come fa notare il Professor Marco Sabatini, sarebbe bastato cambiare distanza, per evitare le paturnie millenarie dovute al calcolo di pi greco.

Si stravolge anche il concetto di asse. Se nella geometria euclidea l’asse, ovvero l’insieme dei punti avente stessa distanza da due punti, è una retta, nel mondo del taxi, l’asse non è sempre una retta, ma può essere anche rappresentata da due semipiani!

Taxi 3

Gli ellissi ricordano la forma degli ottagoni, più o meno precisi in base alla posizione reciproca dei fuochi:

Taxi 4

Una cosa che mi sorprende molto, è per esempio la variabilità del concetto di distanza di un punto da una retta, se prima (nella geometria euclidea) era un segmento perpendicolare, nella geometria del taxi, si hanno situazioni diverse, data la diversità del concetto di circonferenza.

Taxi 5

Le prossime due immagini sono rappresentazioni di parabole ed iperboli:

Taxi 6
Taxi 7

Per ultima cosa, vediamo i triangoli rettangoli, che hanno particolarità incredibili. Vediamo come non valga il teorema di pitagora, e per dimostrarlo cito le parole del professore:

Definizione. Diciamo che un triangolo T è rettangolo se una delle due condizioni seguenti è verificata:

1. T ha due lati paralleli rispettivamente all’asse x e all’asse y.
2. T si ottiene per rotazione da un triangolo con due lati paralleli rispettivamente all’asse x e all’asse y.

Teorema. Se T è come al punto 1, i suoi cateti hanno lunghezze l1 e l2 , l’ipotenusa ha lunghezza l3 , allora l3 = l1 + l2.

Guardate la seguente figura che è l’ultima che propongo:

Taxi 8

Credereste mai che il triangolo ABC è rettangolo ed equilatero contemporaneamente?
Gli altri due triangoli sono isoscele, ma solo uno è anche isoscele nella geometria euclidea.

Per ulteriori approfondimenti, potete scaricare questo pdf del professore Marco Sabatini. Ne approfitto anche per ringraziare Domenico Messina per le immagini da lui realizzate ;)

DMsn Winks Manager

Categorie: Informatica
Tag: ,
Commenti: 3 commenti
Pubblicato il: 3 ottobre 2007

Logo di DMsn Winks Manager

Carissimi 4 gatti che passate di qui, ho l’onore di presentarvi un progetto creato da un mio caro amico e collega, Domenico Messina. Questo progetto si chiama DMsn Winks Manager, ed è appunto un programma per la gestione dei Winks, ovvero delle animoticons, con Amsn.

Comincio linkandovi il blog del progetto, che trovate qui.

La prefazione che fa il sito è questa:

With DMsn Winks Manager you can browse MCO files (Messenger Content Object, also known as winks or animoticons), you can view each winks’ preview and play their flash content! Do you wanna know more or wanna get the first version of my software? Ok.. ok… that’s it: DMsn Winks Manager has very friendly graphic user interface with a cool and modern skin; it let you browse, select, play and delete safely all winks into the selected directory, copy their filename and paste into your client to make winks’ install process faster and faster. Isn’t it enough? DMsn Winks Manager is a multi-platform software …

Lo traduco: Con DMsn Winks Manager puoi visualizzare MCO files (conosciuti come winks o animoticons) puoi vedere l’anteprima di ciascun winks e visualizzare il loro contenuto flash! Vuoi saperne di più o vuoi prendere la prima versione del mio software? Ok, Ok, eccola: DMsn Winks Manager ha un’interfaccia grafica amichevole con una skin moderna; Ti permette di visualizzare, selezionare, vedere e cancellare sicuramente tutte le winks nelle directory selezionate, copiare i loro nomi e incollarli nel tuo client per velocizzare il processo di installazione. Non è abbastanza? Dmsn Winks Manager è un software multi piattaforma.

Qui ci sono degli screenshot.

Commentate pure se avete bisogno d’aiuto. Grazie Mimmo per questa splendida utility!

Viaggio nel cuore d’Albione

Categorie: About me, I miei viaggi
Commenti: 3 commenti
Pubblicato il: 1 ottobre 2007

Cambio della guardia

Sono appena tornato da Londra, in viaggio universitario con i miei colleghi. E’ stato un viaggio con tante camminate, tanti (non tutti) monumenti visitati, migliaia di foto, divertimenti, diaspore, male fiure, sòrri, schiusmi eccetera eccetera.

Nonostante sia stata una settimana all’insegna del fancazzismo e del rilassamento non sono stato sempre fermo a non pensare a nulla, ho anche avuto tempo di riflettere e pensare.

Londra è una città fantastica, piena davvero di tutto, ma soprattutto ha in sè e nei suoi cittadini una mentalità diversa da quella italiana. Ovviamente non parlo solo dell’assenza dei classici fastidi giornalieri estivi.

Quello che penso è più facile esprimerlo con un immagine che con mille parole, ecco perchè ho scelto di iniziare l’articolo con questa foto. E’ scattata di fronte Buckingam Palace, durante il cambio della guardia. Non c’è stato nessun incidente, nessun comportamento poco consono all’occasione. Addirittura una mia collega, che ha “trasbordato” il limite dietro il quale dovevamo stare, non è stata affatto rimproverata, ma soltanto accompagnata indietro. Il mito della polizia inglese, mi sa che è vero.

Non esiste il concetto di proprietà territoriale, ne tantomeno di associazione mafiosa, esiste il rispetto per gli altri, come per esempio ho notato quando ho visto che tantissima gente di colore ha incarichi di responsabilità, e sono cittadini inglesi.

Credo anche che non siano precari…

Ho visitato musei di pregevole fattura, come il British, il museo di storia naturale e il museo della scienza.

La notte c’era vita a Piccadilly Circus, in enormi agglomerati di persone e di divertimenti, che già mi mancano.

Visitatela. Andateci almeno per una settimana il più presto possibile. Ma forse tutto quel poco che ho detto nasce solo ed esclusivamente perchè mi sono accorto che più viaggio, più ho voglia di cambiare città, e di cambiare la mia città.

P.S Grazie a TUTTI i colleghi, senza di voi il viaggio non sarebbe stato lo stesso…

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Benvenuto , oggi è lunedì, 6 febbraio 2012