Il Blog di Fabrizio Mondo

Archive for October, 2007

Errata Corrige SIAE

October 27, 2007 11:21 am
Bollino siae

Quarantunesimo articolo dedicato alle web radio.

Sapevo che prima o poi sarebbe successo. Purtroppo il mio blog e le mie parole non sempre sono una fonte di conoscenza (specialmente giuridica) attendibile. Capita a volte, che ci siano notizie incomplete, o addirittura totalmente errate.

In quest’ultima categoria rientra sicuramente questa notizia che sto per darvi.

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Lettera di Vincenzo Marino su Radio 30 metri

October 20, 2007 2:03 pm

Radio 30 metri, il logo

Pubblico una lettera mandatami da Vincenzo Marino, di Radio 30 metri che ho avuto il piacere di aiutare tempo addietro nella realizzazione del loro bel network, che vi invito a visitare ed ascoltare.

 

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Lettera di sfogo di The Sandman

October 19, 2007 9:13 pm
Revolution
foto tratta da http://mindbrix.co.uk/alanaldridge

“Vi siete contati ragazzi? Io vi dico che il futuro è nostro.. se voi riuscite a contarvi”

Parto da questa azzardata citazione (I guerrieri della notte) che mi aiuta ad esprimre un concetto tanto semplice quanto irraggiungibile ai nostri giorni, un concetto che è stato più volte protagonista della storia e sotto varie forme; Possiamo ritrovarlo nella frase “L’occupazione fallisce, sempre” e possiamo intravederlo nella disfatta statunitense in Vietnam o in quella Russa in Afghanistan, o nella caduta del Muro di Berlino e forse più di tutte queste situazioni, nei primi passi della rivoluzione francese; insomma, in quelle situazioni dove pochi impongono la loro volontà a molti, e alla fine quei pochi devono infilarsi la coda fra le gambe e fare i bagagli, per non fare una brutta fine.

Non voglio prendere i palazzi con la forza, come vorrebbe fare il personaggio della citazione (citazione inerente un altro argomento di discussione su punto informatico, ndr), tuttavia è diventata una ossessione chiedermi come 2000 individui o poco più riescano a tenere in questo matrix rivisitato quasi 60 milioni di persone.

Magari non siamo realmente in grado di contarci, non credete? Magari è così e amen, fine; Ma se invece siamo ancora in grado di contarci, mi chiedo veramente cosa si stia aspettando.

Eppure una risposta c’è, e non penso vi piacerà, perchè è la risposta che tutti noi conosciamo ma che tentiamo di rifuggere, di evitare, un pò come un conoscente di vecchia data che non sai se salutare o far finta di nulla, e allora tiri dritto, tiri avanti, e dopo poco non ci pensi più.

(premetto che qui di seguito è espressa una riflessione piuttosto polemica, che và letta nella sua interezza, altrimenti è impossibile comprenderla; e anche leggendola tutta non sò quanto sia comprensibile)

La verità è che noi siamo parte integrante di tutto questo, la verità è che quando trenta anni fà abbiamo regalato quel prosciutto e quelle due caciotte al don di comodo per ottenere quel posto, anche noi abbiamo provveduto ad oliare le ruote del carro della “Casta”.

La verità è che ci piace giocare a calcetto durante le ore di lavoro al ministero, e ci piace anche essere assolti e reintegrati dalla cassazione se ci licenziano per questo.

Ci è piaciuto pascolare per tanti anni al prato verde di mamma Italia, e chi se ne infischiava delle ruberie nei pollai pubblici, tanto noi ottenevamo il nostro conquibus.

Ci è piaciuto abusare del nostro potere, qualunque esso fosse, ad ogni livello possibile e immaginabile, e quanto ci è piaciuto quell’appaltino pubblico preso grazie a quell’amico, proprio quello che ci voleva; e poi, abbiamo anche sistemato nostro figlio, e solo in cambio di qualche voto, chi stà meglio di noi?

Ma adesso però, cosa succede? succede che non siamo più in grado di contarci, perchè non sapremo da che parte metterci, come facciamo a contarci se non sappiamo più da che parte stiamo?

e allora che fare? accontentiamoci delle briciole e di un pò di olio di terza passata che gocciola dalla ruota del carro, e andiamo avanti, sbraitiamo contro l’uno quando ci fà comodo, neghiamo di aver votato l’altro quando serve.

BENE CARO CINQUANTENNE, TU CHE VAI ALLE RIUNIONI DEL SINDACATO O DEL PARTITO (QUALUNQUE ESSO SIA), TU CHE CALZI A PENNELLO COME PROTAGONISTA DI QUESTA STORIA, vergognati, la colpa è tua, e tua più di chiunque altro, chiedi scusa ogni volta che incontri un ragazzo, chiedigli scusa per quello che gli hai fatto e non darti pace, mai più.

MA NOI, NOI CHE ABBIAMO 18-25-35 ANNI, noi cosa cazzo ci entriamo con questa storia? questa non è la NOSTRA storia, noi sappiamo ben contarci e sappiamo da che parte stiamo, e non siamo ne di destra ne di sinistra, ma siamo sia fascisti che comunisti, perchè abbiamo fame di ideali e di lotte politiche di cui abbiamo solo letto qualcosa di lontano e sfocato, noi cosa stiamo aspettando a contarci?

E SMETTIAMOLA dai di parlare come il tg4, smettiamola di citare e dire che l’Italia è come la Cina, quando della cina non sappiamo una ceppa, se non quello che ci hanno imbonito i comunicatori della casta, e smettiamo anche di usare sta boiata di termine solo perchè è uscito un libro che si intitola così, riprendiamoci l’individualità, la differenziazione, ed iniziamo a contarci; se alla fine del conteggio siamo più dei nostri “aguzzini” vuol dire che non dobbiamo più sottostare.

Ma ora la palla stà a Voi, siete Voi che dovete mettervi davanti allo specchio, guardavi nel profondo del colore dei Vostri occhi, smettere di mentirvi, e capire da che parte state… se dalla parte di chi può iniziare a contarsi, o di chi deve continuare a Vergognarsi

The SandMan.

Quanto avete letto è tratto da una discussione su punto informatico inerente questo articolo, del quale, almeno per ora, non ho voglia di parlare.

Ho voluto solo utilizzare il mio blog per mostrare una lettera di sfogo che mi è piaciuta molto. Spero di riuscire a contattare il creatore di questa lettera aperta, che ha usato uno pseudonimo. Leggetela, e magari fatemi sapere cosa ne pensate a riguardo.

Sono sempre più convinto che sia necessario usare delle maniere forti, ma non violente.

Non pensate che non possiamo più scrivere la storia. Arrendersi prima di provare a cambiare qualcosa di chiaramente e palesemente sbagliato per tutti, non è vivere, è trascinarsi dalla nascita alla morte