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Istruzione 2.0

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Pubblicato il: 22 settembre 2007


Se c’è una cosa che mi ha profondamente cambiato è stato proprio il V-day.

Non semplicemente perchè mi ha aperto gli occhi su come sia sporco il parlamento italiano, ma perchè mi fa riflettere su molti altri campi.

Mi ha soprattutto aperto gli occhi su come non siamo controllori della nostra vita, su come la viviamo stressati e succubi di regole di cui non abbiamo la minima voce in capitolo, e che dobbiamo palesemente accettare, a volte senza nemmeno considerare un alternativa a carattere globale, perchè “è un problema di un altro” o perchè “non è una cosa che mi riguarda” o perchè “adesso magari il sistema lo cambi tu?”.

Per esempio, io non considero più l’istruzione adeguata, almeno nelle sue modalità. Sono sempre più convinto che il voto sia solo un numero e che sia una valutazione soggettiva (e come tale, opinabile) della preparazione su un argomento.

Tantissime sono state le persone che nell’arco della mia vita studentesca, mi hanno superato per erudizione piuttosto che per acume e reale preparazione. Devono passarmi davanti anche nella vita, nel lavoro e nei rapporti sociali?

A cosa serve etichettare una persona? Perchè una persona deve appartenere ad una classe di individui caratterizzata dal voto? Una persona che prende 88 (come me) alla maturità è meno preparata, intelligente e sveglia o sa meno di una che ha preso 100?

Scusatemi, ma non mi ci trovo proprio, la meritocrazia non si deve basare su un numero, ma sulle capacità, che non sono etichettabili da una singola persona o da un singolo gruppo, specialmente se di piccole dimensioni numeriche. Tale capacità non deve essere quantificata, ma deve essere confrontata e bisogna sempre metterla in discussione.

Il mio discorso non si basa sulla mancanza generica di docimologia, ovvero sulla mancanza di scelta oculata e razionale dei criteri di valutazione, perchè sono convinto che molti professori (non tutti) siano in grado di attribuire un voto basandosi su una moltitudine di parametri e che essi sappiano quando effettivamente una persona ha raggiunto le competenze per andare avanti e quando è necessario che cambi testa per proseguire, o si sforzi di più. Ma a questo punto a cosa servono i numeri?

Questo metodo creerà sempre scompensi, perchè tenderà non tanto a facilitare chi ha la testa, ma chi riesce a fare meglio le cose al momento, spesso senza lungimiranza e visione complessiva delle cose. Questo perchè si studia qualcosa che spesso non si vuole imparare, che non ha attinenza con il proprio io (mi si dice dalla regia, che è necessario, ma per quale motivo se poi le competenze richieste dall’azienda sono fortemente settoriali e vincolanti?) e perchè non si ha una corrispondenza democratica (e non la si avrà mai) tra preparazione e voto.

L’istruzione deve essere condivisione delle competenze, non etichettamento ed insegnamento forzato di qualcosa.

La cosa che più mi fa riflettere è una. Tutte le aziende informatiche con cui ho avuto il piacere di colloquiare, mi fanno tranquillamente notare che, a prescindere dal voto di laurea, effettuano dei loro test di valutazione e dei loro corsi di formazione. Piccolo esempio, se tu prendi 30 in una materia che incorpora il Java, l’azienda ti fa tranquillamente un corso di java, cosi come non è rilevante il fatto che tu l’abbia studiato o meno, almeno per gli ingegneri della triennale.

Il fatto è che se non sei nel campo della ricerca (bistrattato in italia) il tuo voto conta come il due di coppe, ma non con la briscola a mazze, ma con le carte francesi.

La maggior parte dello studio viene fatto non sfruttando la rete, non sfruttando mezzi enciclopedici come Wikipedia, i forum di discussione, che ci permetterebbero di risparmiare libri, di chiarirci i dubbi, di imparare seriamente.

Perchè non posso essere libero di pensare io a quello che voglio studiare? Di potermi creare un piano di studio autonomo, studiando materie in cui posso rendere meglio e spaziando in più campi?

Io per esempio sono un appassionato di streaming, di internet, di lingue straniere europee, di giornalismo, politica e manualistica. Ho aumentato le cose in cui sono competente con il tempo, condividendo idee. La rete ha aperto la mia mente e soprattutto mi permette di essere immediatamente a conoscenza di informazioni (e quindi sia erudizione che conoscenza) che sarebbero rimaste oscure per me senza internet.

Perchè non posso crearmi una cultura, studiando materie (con le dovute propedeuticità) che mi portino ad avere una competenza multidisciplinare?

Sono tutte domande a cui non so darmi risposta.

Ecco perchè penso ad un istruzione 2.0, ovvero ad una rete di sviluppo della conoscenza incentrata sull’individuo e non sul programma, non sul titolo.
Perchè non dovrebbe importare nulla essere chiamato ingegnere se questo significa avere la mente tarata e chiusa a determinati campi d’azione e di pensiero, ma ovviamente questa è solo la mia opinione.

Non mi laureerò con 110 e lode, eppure spero questo non sia un deterrente per la mia voglia di essere qualcuno. Ho sempre rifiutato le cose statiche, il dovere imparare in questo modo e l’essere costretto a fare qualcosa, anche studiare cose che non reputo siano adatte a me.

Di vita ne ho una sola, voglio viverla come credo sia più corretto secondo alcuni canoni, i miei.

Il mio profilo psicologico

Categorie: About me
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Commenti: 3 commenti
Pubblicato il: 20 settembre 2007

Psi

Grazie sempre al mio mentore e a questo suo post in particolare (ultimamente gliene copio parecchi), ho effettuato un test sul mio profilo psicologico, IMHO alquanto attendibile.

Il test si trova qui, i miei risultati sono questi:


Tipo ETN

Orientamento: Estroverso
Funzione dominante: Pensiero
Funzione d’appoggio: Intuizione
Funzione terza: Sensazione
Funzione inferiore: Sentimento
Tendenza: Giudicante

Questo tipo estroverso, che basa la sua vita e le sue attivitïà sui principi del pensiero, è probabilmente tra i 16 tipi, quello che possiede le maggiori capacitïà di leadership. è infatti in grado di analizzare i problemi con rigore logico, con obiettività e distacco. E grazie all’appoggio dell’intuizione, la sua funzione secondaria, è in grado di avere una visione d’insieme dei problemi e di anticipare le tendenze. E’ quindi un ottimo stratega. A queste qualità associa la capacità di organizzare i fatti, di pianificare le azioni e di essere innovativo. Gli piace decidere e prendere decisioni. Basa le sue azioni su un insieme di regole e di ferma autodisciplina. Non sopporta il disordine e impone degli standard elevati. E’ spesso una persona ambiziosa che dedica gran parte della sua energia alla propria carriera. La sua funzione inferiore E’ il sentimento. Può quindi mancare di sensibilità nei confronti dei bisogni e dei sentimenti delle persone. Questa mancanza d’interesse e d’attenzione nei confronti della sfera emotiva può renderlo duro, critico e poco paziente nei confronti delle persone che non si adeguano alle sue regole o alla sua efficienza. Può essere un capo brusco che intimidisce o che non riesce a dare riconoscimenti positivi ai suoi collaboratori. D’altro canto, la sua capacitïà di affrontare i problemi in maniera impersonale gli consente di prendere decisioni difficili e impopolari. Compensa questa sua carenza con una gestione imparziale degli uomini. Evita i favoritismi e se non è limitato dal proprio carrierismo, antepone l’interesse del gruppo o dell’organizzazione agli interessi individuali. Il suo stile di leadership poco “sentimentale” è forse il più efficace di tutti e, sul lungo periodo, è apprezzato dai collaboratori. E’ aperto alle novità e dimostra sovente di essere interessato a problemi di carattere intellettuale o teorico. Spesso è anche un abile oratore. Essendo una persona veloce, amante dell’azione e disposto ad accettare le sfide, può essere travolto da un numero eccessivo di progetti con la conseguenza di non dedicare tempo sufficiente a ciascuno di essi e di prendere decisioni affrettate e sbagliate. Inoltre, essendo così spesso assorbito dalla sua carriera, corre il rischio di non riuscire ad equilibrare correttamente la propria vita privata con quella professionale. Il più delle volte, chi finisce col farne le spese è la sua vita privata.

Che ne pensate? ;)

La mia conoscenza Internettiana

Categorie: About me
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Commenti: 1 commento
Pubblicato il: 11 settembre 2007
Mingle2 Internet Quiz - How Much Do You Know About the Internet?

Ebbene si, lo ammetto, sono passato, ma con un voto non altissimo :D Su visione di questo articolo mi sono promesso di copiare ehm.. imitare il mio mentore e fare anche io il test. L’ho fatto con molta poca voglia,ho preso un voto basso, ma almeno sono sincero.. non faccio come i soliti che non lo fanno e si mettono una bella A ;)

Provate anche voi…

I risultati (locali e non) del V-day

Categorie: About me, Attualità, Eventi
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Commenti: 3 commenti
Pubblicato il: 10 settembre 2007

V-day
E’ stato un successo clamoroso. E clamoroso è dire poco, abbiamo fatto più firme di ogni più rosea previsione. A Palermo siamo riusciti a mostrare il nostro messaggio alla popolazione, pur sapendo che tra i bimbominkia del politeama, il vero potere cittadino, chi la pensa diversamente e le remore varie, non sarebbe stato affatto facile.

Io e questo elemento pericoloso (che osa definirmi anticlericale avendo ragione) ci siamo occupati di fornire alla popolazione panormita una valvola di sfogo.

Tramite la mia lavagna che vedete in questa immagine qui sotto, facevamo scrivere dei VAFFA a politici e personaggi di turno.

Io e manu con la lavagna del v-day

Dovevamo fare 100 messaggi, ne abbiamo fatti 250. Emanuele ha creato un post in cui sono presenti tutti i post e i file da lui creati per permettere di leggerli comodamente. Non ricopierò i post, per rispetto al suo lavoro.

Potete vedere tutti i post qui.

Nei prossimi giorni, creerò altri post sull’argomento e/o modificherò il post presente.

La prima cosa che voglio farvi notare, è che potete sentire e vedere il discorso di grillo cliccando qui.

Restiamo in attesa di numeri e notizie, anche dalla stampa. Preferisco scrivere commenti certi solo ad una settimana almeno di distanza, a mente più libera e meno preda dell’istinto.

Stay Tuned

Davvero un bell esempio di stupidità

Commenti: 2 commenti
Pubblicato il: 8 settembre 2007
Idiozia pura di qualche persona non molto dotata neurologicamente

No, non sono impazzito. No, non è una trovata pubblicitaria. Vorrei solo far notare a lor signori quanto i miei coetanei, abbiano un cosi basso senso civico non solo da permettere e non sanzionare, ma addirittura da apprezzare l’immagine di cui sopra.

Che si faccia dell’ironia con l’immagine della famiglia del gioco MAFIA è un discorso (anche io ho partecipato ad un fotomontaggio di questa immagine con i miei colleghi) ma che si scriva la frase IL PIZZO SI PAGA ALLA CASSA considerando che il pizzo a Palermo è una piaga sociale, mi sembra quantomeno un pochino fuori luogo.

Questo volantino maledetto mi ha pure mandato storta la serata. Ero al Politeama a Palermo quando lo vidi per terra. Credo che in quel momento lo avrei fatto a brandelli.

Cosa dire ancora a riguardo? Be, due cose. La prima è linkare il sito di riferimento di questa organizzazione chiamata THE MASS ORGANIZATION sperando che qualcuno faccia loro notare tutto questo e, successivamente, implorare i lettori panormiti che ogni tanto passano di qui, di disertare la serata.

Intanto, prima di andare al V-day una bella mail di denuncia a quelli di AddioPizzo non gliela leva nessuno.

Quando la cura è peggio del male

Categorie: Attualità, Eventi
Commenti: 7 commenti
Pubblicato il: 2 settembre 2007

L'unico pizzo che vorrei
A volte la cura è peggio del male.

La Confindustria siciliana ha decretato che gli imprenditori che si lasceranno soggiogare dal racket del pizzo senza ribellarsi, saranno saranno espulsi dalla stessa Confindustria. A molti può sembrare una mossa forte per evitare che vengano ridotte in schiavitù le industrie siciliane.

Ma è davvero cosi?

Se siete frequentatori assidui del mio blog, avrete letto sicuramente un articolo in cui già parlavo del pizzo.

Io non credo che questa sia una mossa corretta, e in questo, sono d’accordo con Beppe Grillo. Spiego prontamente il perchè. E’ molto probabile che un imprenditore siciliano sapendo i rischi che corre ad andare contro la mafia in un clima di scarso controllo statale, sapendo che può perdere la licenza se si scopre che paga il pizzo, piuttosto che rischiare la vita, farà di tutto per evitare che il suo pagamento si sappia. La mafia ringrazia.

Per quanto ne so io, AddioPizzo potrebbe uscirne disastrata e fortemente compromessa. Questo lo dico con la morte nel cuore perchè di AddioPizzo conosco molte persone, e so la filosofia che li muove. Nessuno sarà mai in grado di infangarli, perchè il loro cuore è mosso da una grande voglia di cambiare.

La repubblica scrive quanto segue:

Chiesto l’intervento dell’esercito. Gli imprenditori siciliani hanno anche chiesto allo Stato di intervenire con maggiori mezzi per difenderli. “A questo punto è opportuno l’intervento dell’esercito”, ha dichiarato il vicepresidente di Confindustria, Ettore Artioli. “Una riproposizione dei ‘Vespri siciliani’ per difendere anche quanti tra gli imprenditori vogliono continuare a lavorare, rifiutando ogni condizionamento e respingendo con coraggio intimidazioni di ogni sorta”.

Tutto quanto richiesto dagli imprenditori è necessario. Va fatto subito.

Abbiamo bisogno delle spalle coperte. Questo lo chiede la Sicilia civile che si oppone allo spirito mafioso.

Ho sempre rispettato Piero Grasso, alla luce soprattutto della sua storia, ma non so cosa lo muova a dire che è preferibile un esercito imprenditoriale ad un esercito vero e proprio, per la tutela della nostra regione.

Dire che portare in Sicilia l’esercito rappresenta un fallimento, è come dire che praticare l’eutanasia ad un malato terminale è un fallimento della medicina. Signore e Signori, il fallimento lo viviamo già. Inutile cercare di svuotare il mare con un cucchiaino.

Facciamo qualcosa di forte, altrimenti è solo un contentino.

Ricordate che chi non ha niente da nascondere non teme ad avere accanto le forze dell’ordine. Forse altri si.

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