L’oppio del popolo (Italiano)

Categorie: About me
Commenti: Nessun Commento
Pubblicato il: 28 agosto 2007

Ebbene si, è ricominciato. E’ ricominciato il campionato di calcio. L’oppio del popolo italiano, una delle più grandi aziende italiane, che non si ferma nemmeno davanti agli omicidi.

Io amo il calcio, davvero, ma quello giocato senza esasperazione, nemmeno economica. Io stesso gioco a calcetto ogni volta che posso e la cosa mi piace molto. Ma credo che siamo arrivati a cose assurde, davvero tragicomiche.

Partiamo da alcuni numeri. Le squadre di calcio di serie A sono 20, ipotizziamo che esse abbiano solo 11 giocatori (non è ovviamente vero, ma basta per rendere l’idea chiaramente) in questo caso ci sarebbero solo 220 calciatori stipendiati dalle società di calcio.

Facciamo un conto politico degli stipendi e diamo a tutti 500.000 euro di contratto annuale, (anche questo non è vero, c’è chi guadagna di meno e chi anche 8 volte tanto) otterremo che il calcio stipendia i calciatori per una modica cifra di 110 milioni di euro, e sicuramente sarà un conto molto MA MOLTO più basso di quanto non sia realmente. Questi 110 milioni di euro sono un offesa a chi muore di fame, e senza fare i don chisciotte, ai co.co.pro.


Mi correggo in corsa, qui potete vedere quali siano le cifre reali. Sono molto più alte, circa 6 volte la mia previsione

E sto contando solo una parte della serie A. Sto escludendo tutto quello che ruota intorno.

Chissà da cosa nasce la politica di pagare cosi tanto dei giocatori che effettivamente non fanno altro che allenarsi e giocare a calcio. Ai massimi livelli sicuramente, sicuramente con stress e mille occhi puntati, ma quando sono venuto a sapere che un Luca Toni, diplomato a Palermo (la mia città) nel 2004, guadagna in 5 anni quanto tutta la mia famiglia in 5 secoli, cercando di farmi diventare ingegnere, credo che mi girano un pò le palle.

Formeremo un paese dove le ragazze vogliono fare le troie per darla ai calciatori che uccideranno pur di essere nell’elite del pallone, o quasi.

Quest’anno mi sono svegliato. Il calcio lo voglio seguire, ma non subire.

Che poi fate caso, se il calcio è l’oppio del popolo italiano, ControCampo et similia ne sono la pera effettiva. Basta guardare la programmazione, il giusto mix tra pallone e gnocca. Ci manca una birra, una marlboro e il rutto libero con signoraggio in omaggio.

Basta guardare come ogni intervista post partita ad ogni allenatore si possa riassumere in poche righe canoniche:

Se vince:
“Abbiamo giocato bene, contro il Pizzighettone che è una grande squadra”

Se perde di misura:
“L’arbitro non ci ha favorito, abbiamo giocato contro il Real Madrid che è una grande squadra.”

Se perde di brutto:
“Siamo fuori condizione, e il primo gol ci ha tagliato le gambe, comunque il Timbuctu è una grande squadra”

Senza parole. Se con la stessa locuzione chiami il vincente e il perdente mi entra in blue screen of death il cervello, o nel mio caso mi va in kernel panic.

Una cosa incredibile è anche il rapporto dei giocatori con le domande poste dai giornalisti (giornalisti? Lucia Blini è una giornalista?).

Faccio un esempio concreto: Pazzini è stato intervistato da un giornalista (non ricordo chi, non me ne vogliate a male, per me un giornalista è Enzo Biagi) che gli chiese se il gesto d’esultanza simile alla mano dietro l’orecchio di Luca Toni era qualcosa di polemico. Lui rispose che aveva voglia di fare gol. Ora dico io, ma se io chiedo ad un tizio una domanda e lui mi da una risposta che non c’entra nulla, non gli faccio i complimenti, penso non abbia capito e gli ripongo la domanda. Invece lui no, ha dato una risposta cazzona a una domanda tendenzialmente provocatoria.

Altro Esempio sempre a ControCampo, Francesco Totti. Questo mi ha fatto proprio cambiare canale, in modo definitivo. Durante una sua intervista, Maurizio Mosca, altro elemento che non capisco che funzione abbia, gli chiese perchè non voleva tornare in nazionale (domanda per cui, è richiesto un milione di euro di stipendio) e lui rispose: “Pensiamo alla partita con la francia”. Come se io vado dal dottore e gli dico: “Dottore sto male…” e lui mi dice: “ma pensa alla salute!!!”

ROBA DA MATTI!

Questi calciatori sono troppo osannati, troppo ben voluti, temuti e idolatrati. NON SONO DEGLI DEI.

Per concludere qua e non annoiare troppo, ricordo solo una massima di Winston Churchill il quale disse:

“Gli italiani perdono le partite di calcio come se fossero guerre e perdono le guerre come se fossero partite di calcio”


Condividilo
Nessun Commento - Lascia un commento
  1. Jamie scrive:

    bel articolo.. mi piace in particolar modo la citazione di Winston Churchill.
    Complimenti, a presto!

  2. daemonia scrive:

    Caro il mio Fabry, purtroppo è vero quello ke dici: gente ke muore di fame, per malattia, e per quello ke diamine ne so io, e c’è gente ke si fa i soldi con niente, anzi, solo inseguendo una dannatissima palla. Ma per favore, non si può, è un oltraggio a quelli ke si ammazzano (e a volte nel vero senso della parola!!) di lavoro o per il lavoro. Non abbiamo soldi a momenti per pagare tutto quello ke ci circonda, e li diamo in giro a destra e a manca a dei palloni gonfiati?! è il caso di dirlo, che i soldi li buttano nel cesso!!
    Mio stato italiano, nn si copra gli okki di prosciutto e dia i soldi a ki veramente ne ha bisogno!!

  3. Cloud scrive:

    Ah ah, il Timbuctu! Comunque è vero, ricominciano gioie, passioni e patemi d’animo per un calcio speriamo genuino…

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong> <pre lang="" line="" escaped="" highlight="">


Benvenuto , oggi è sabato, 11 febbraio 2012