
Almeno dall’estate 1992.
Una delle cose che più mi fa ruotare le palle è quando qualcuno offre la sua vita per niente, o viene dimenticato prontamente. Eppure stamattina è cosi che mi sono sentito, come se fossi dotato di spin irrefrenabile alle mie parti inferiori. La mia terra è spesso vittima di pregiudizi, si pensa che sia una terra di mafiosi e gente accondiscendente, che non ci importi nulla dello stato e che si viva nella perenne illegalità, a spese del nord che lavora per noi.
Sono decenni ormai che i siciliani (non tutti purtroppo) cercano di far cadere questo preconcetto stupido e non veritiero. Purtroppo, non riusciamo a scrollarci questa etichetta di dosso, e posso portarne le prove, e sono tante. Nonostante io adesso le elenchi tutte, sembreranno sempre poche e casuali, ma a me ogni volta si stringe il cuore, sembreranno ilari, ma io non ho mai riso quando è capitato.
- Non ho riso quando sulla nave, muovendomi in Grecia, una donna disse ad un mio amico, “Palermo, Dangerous! Maffffia!” Ecco, lui rise, io no.
- Non ho riso quando a Barcellona, dissi ad un venditore che ero di Palermo e lui rispose.. ah “Meffia…”
- Non ho riso quando hanno straeletto Cuffaro come Governatore della Sicilia.
- Non ho riso quando l’altro ieri notte, un negozio vicino casa mia, è stato fatto bruciare a lungo.
Di quest ultimo punto, mi preoccupa più del fatto in se, il modo in cui mi è stato più volte raccontato. Quello che mi ha fatto letteralmente scandalizzare, è il sentirmi rispondere alla richieste di spiegazioni con un secco: “Be, non avrà pagato il pizzo!”
Parenti, amici, conoscenti, concittadini, siciliani, la mafia ha le sue fondamenta sul giustificazionismo, qualsiasi male ha le sue fondamenta sull’accettazione senza remore da parte della popolazione.
Purtroppo la mafia in sicilia, e in generale le mafie in italia, sono qualcosa che non può essere controllato e vinto con dei meri fenomeni di repressione.. è come spingere il masso enorme di Sisifo. Ricadrà sempre al punto di partenza.
Avere la mafia, per l’industria, per il commercio, è come avere un motorino con entrambe le ruote bucate. Possiamo gonfiarle cento, mille volte, ma il propietario del motorino non ha visto risolti i suoi problemi, li ha solo allontanati per un pò, un pò che può essere un giorno, un anno oppure una vita.. E non gli viene garantito di non avere problemi, come il rogo successo poco prima.
Penso che più di me, siano incazzati i ragazzi di Addio Pizzo, che questa di certo non se la aspettavano e sicuramente sarà loro motivo di profondo sconforto, profonda riluttanza, e speriamo di no, profondo e sentito desiderio di abbandono.
Siciliani, non demordete. Se lo sforzo non sarà visibile ai vostri occhi, lo sarà ai vostri figli.
Tempo fa credevo che la mafia si sarebbe autocombusta per mezzo della tecnologia, che avrebbe sempre di più limitato il campo di azione di antichi boss e antiche cose, anche, anzi soprattutto, grazie ai giovani. Mi sono accorto maturando un pò che questo non è possibile, perchè la mafia non sparisce, si trasforma come il tempo e come le conoscenze e i costumi degli uomini. I modi cambiano, le abitudini, le vittime e i delitti cambiano. Cambiano le scene, ma non cambia la mentalità.
Il modo per potere sconfiggere la mafia è solo ed esclusivamente quello ad personam. Occorre smontare il pensiero di sopraffazione, creare cultura della dignità e del rispetto delle persone, prima di un fantomatico padrino.
Questo non è utopismo o mancanza di praticità. Non sono i discorsi di un bambino. Sono solo i discorsi di una persona che da un occhiata al suo futuro dove lo vorrebbe, ovvero qui, riflette e lo vede chiaramente sporco di merda.
Dite no, a qualsiasi compromesso. Salvate la vostra dignità di persona. Dite NO AL PIZZO!

[...] Se siete frequentatori assidui del mio blog, avrete letto sicuramente un articolo in cui già parlavo del pizzo. [...]
La gente nn capisce un cazzo dell’italia, pensa solo ai centoni…
[...] ancora i miei colloqui con i bimbominkia, i miei sprazzi antimafiosi e le mie lotte contro la siae. Speriamo ce ne siano ancora tanti [...]
[...] nella vita, di come la cultura sia del popolo e non di una ristretta elite che vi pone vincoli, di come non è cambiato niente, della principale causa di schiavismo dell’umanità, di come gli italiani perdano le partite [...]
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