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Riappropriamoci della cultura

Categorie: Curiosità
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Pubblicato il: 26 luglio 2007

SIAE
Mi limito semplicemente a copiare il testo di un txt trovato casualmente su Emule.. c’è tanta verità qui dentro.. forse tanti numeri non corretti.. ma come dare torto a chi l’ha scritto.. E’ da anni che cerco di cambiare una situazione impossibile…

Da tempo è in atto una guerra dei colossi dell’editoria, con i discografici e le società di raccolta dei diritti d’autore in testa, contro i cittadini per limitarne il diritto di fruizione dei beni culturali.

In Italia questi “paladini” della libertà d’accesso alla cultura si chiamano FIMI e SIAE.

Fino alla fine degli anni 90′ l’invincibile arma di questi giganti è stata quella di aumentare sistematicamente i prezzi, fino ad arrivare alle aberrazioni che oggi conosciamo: biglietti del cinema a non meno di 7 euro, CD e DVD a partire da 22 euro, Libri da 10 euro in su, per non parlare degli spettacoli dal vivo.

Tariffe assolutamente ingiustificate ed ingiustificabili con i costi di produzione che portano, come nel caso dei CD musicali, a margini di guadagno anche del 2.000%. E si pensi che all’autore va di norma l’1,5% del prezzo di vendita.

Dalla fine dei 90′ però questa strategia è stata via via sempre più messa in crisi dalla diffusione di sistemi di condivisione on-line e di riproduzione dei contenuti digitali, su CD-R prima e su DVD-R poi.

Le majors, per usare il termine inglese, hanno allora spostato il campo di battaglia dai negozi ai tribunali. Nel luglio 2001 si è avuta la condanna di Napster, all’epoca il più popolare programma di condivisione di file musicali. Contemporaneamente hanno iniziato a cercare l’alleanza dei legislatori, fallendo, per ora, ripetutamente in vari paesi. Finché il 18 maggio 2004 il parlamento italiano ha votato la cosiddetta legge Urbani, che decreta pene fino a quattro anni di carcere e 15.000 euro di multa per la condivisione di file in internet e l’obbligo di richiedere alla SIAE un’autorizzazione (rigorosamente da pagarsi) per potere mettere qualunque contenuto in rete.

Quest’ultimo punto peraltro in aperta violazione dell’articolo 21 della Costituzione italiana, che sancisce il diritto alla libertà d’espressione con ogni mezzo senza censura né obbligo di autorizzazione.

L’Italia del secondo governo Berlusconi si è mostrata l’anello debole delle democrazie occidentali e, quel che è decisamente peggio, potrebbe costituire un deleterio precedente.

In tutto questo precipitare, la questione dei costi per la fruizione dei beni culturali non è mai stata presa in considerazione, benché lì stia il cuore del problema. Ma lì sta anche paradossalmente l’arma che oggi abbiamo a disposizione noi cittadini.

Infatti possiamo, e ne abbiamo il dovere morale e civile, colpire i colossi editoriali e discografici, la FIMI e la SIAE proprio nel loro tallone di Achille, vale a dire il portafogli. Se vogliamo riuscire a ricondurre alla ragione chi ci sta togliendo definitivamente il diritto alla cultura, dobbiamo interrompere il flusso di denaro che lo alimenta.

Occorre smettere di comperare CD, DVD, libri col bollino SIAE, e smettere di frequentare cinema multisala e con programmazioni “ortodosse”.

Esistono invece centinaia di editori, musicisti, scrittori che hanno scelto di mantenere vivo il diritto alla cultura e che vendono le loro opere al di sotto dei 10 euro o che le lasciano addirittura fruire gratuitamente su internet. Esistono centinaia di associazioni cinefile e di piccole sale d’essai in cui è possibile vedere pellicole d’autore di altissimo valore con non più di cinque euro.

Si tratta di un enorme mercato che offre prodotti mediamente migliori e a prezzi più che equi e ragionevoli. Il tutto legalmente e, soprattutto, civilmente.

Facciamo dunque una scelta responsabile e necessaria per il bene di tutti: riappropriamoci del nostro diritto alla cultura.

Diciamo no ai prodotti marchiati SIAE e ai cd e dvd sopra il tetto di 8 euro!

Questo è Emilio Fede

Categorie: Attualità
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Pubblicato il: 16 luglio 2007

Emilio FEDE
Il seguente post è stato censurato dal blog di Piero Ricca in seguito a un procedimento legale mosso da emilio fede, col quale ha avuto un’acceso conflitto verbale a Milano sulla libera informazione.

Indipendentemente dalle mie idee politiche penso sia giusto diffondere l’articolo censurato e far si che il web rimanga l’ultimo baluardo di libertà in questo paese. Grazie per l’attenzione.

[youtube 5KbGNQwO7es]

Anche Emilio Fede annuncia querela. Ieri sera l’ho incrociato insieme ad alcuni amici al circolo della stampa di Milano. L’occasione era un “incontro con il direttore” organizzato dal Giorno. Sul marciapiede gli abbiamo posto la questione delle frequenze abusivamente occupate da Rete 4. Lui ha risposto con un tentativo di sarcasmo, dicendo che per quel motivo s’era dimesso il giorno stesso. Poi mi ha dato dell’imbecille. A quel punto il mio amico Paolino “Napalm” non ha trattenuto lo sdegno ed è iniziata un’animata discussione. Abbiamo ampiamente criticato la cialtroneria e il servilismo del personaggio, la sua incompatibilità con le regole minime del giornalismo. Tinto e inceronato, Fede era protetto da quattro guardaspalle, tra i quali il gestore di un locale di lap dance. Simulava reazioni fisiche, sgranava i dentoni finti a mo’ di sfottò. Ha cercato di impedirmi di filmare. Poi mi ha sputato addosso dall’alto di una rampa di scale. Nuovo parapiglia. Sono stato impietoso: ho accennato alle meteorine a pagamento, ai debiti da gioco, al cerone che colava, alla tintura di capelli da anziano gagà. Ai reali interessi e allla pagliacceria anche fisica, insomma, di personaggetti portati in alto dalla miseria dei tempi. Nel parapiglia ho più volte evocato Enzo Biagi, cacciato come un “criminale” da un ducetto che ha definito il suo dipendente Fede “un baluardo della libertà di informazione”. Il baluardo ha fatto chiamare la polizia ed è rimasto lì in attesa, sempre attorniato dai guardiani. Mentre lo criticavo, provava ad avvicinarsi alla ricerca della rissa, e ogni tanto lanciava qualche velata minaccia: voglio sapere chi siete, ce la vedremo in privato. Certe amicizie si fanno valere nel momento del bisogno. Tutto il circolo della stampa, nell’androne, assisteva allo spettacolo. A un certo punto è arrivata la gendarmeria, con ampio schieramento: carabinieri e polizia, quattro o cinque pattuglie. Hanno identificato noi e non lui, come pure ho richiesto. I potentucoli e i loro servi meritano sempre un occhio di riguardo dalla forza pubblica. Abbiamo filmato tutto e ora sentiremo il nostro pool di avvocati prima di mettere il nastro on line. Durante la conferenza, il lele mora del giornalismo è tornato sul tema, dicendo che in fondo avevamo rappresentato un diversivo, che eravamo dei centri sociali, che parlavamo sotto effetto di droghe, che dalle contestazioni al terrorismo il passo è breve, che meritavamo 500 euro, che venivamo da qualche antro e passavamo le notti sotto i ponti. Cose così. Poi ha annunciato querela, pur senza farsi illusioni sulla libertà di giudizio delle toghe rosse. L’attendo con serenità, anzi la esigo. Sarebbe la seconda: dopo la denuncia del padrone, quella del servo. Mi piacerebbe ribadire in un’aula di giustizia che queste cosiddette “contestazioni” non sono altro che sanzioni reputazionali, non immediatamente comprensibili e tanto più necessarie in un ambiente senza etica.

Senza commento. Era mio dovere riportarlo, Speriamo che Dio scenda a fare piazza pulita di questa gente.

Come indovinare un numero pensato compreso tra 0 e N ponendo solo log(N) domande

Categorie: Matematica
Commenti: 3 commenti
Pubblicato il: 13 luglio 2007

Avete sempre sognato di riuscire a leggere nel pensiero? Avete sempre preso per il culo (scusate il tono colorito) chi vi faceva giochi stupidi di lettura del pensiero, moltiplicando sottraendo e dividendo alcune cifre per altre, al fine di ottenere sempre un numero, ma che mai riuscivano ad indovinare il numero pensato?

Be, adesso studieremo un modo per riuscire DAVVERO ad indovinare un numero pensato, a patto di essere onesti, e rispondere correttamente ad un numero di domande.

Quella che sono in procinto di presentarvi, si chiama DIVINAZIONE BINARIA.

Il principio che sta alla base della divinazione è la possibilità di ricavare, tramite successive scremature, un numero, data la sua configurazione in codice binario.

Occorre per prima cosa, avere ben chiaro il massimo range che vorrete indovinare. Il gioco è infinitamente scalabile, ma maggiore sarà il range, maggiori saranno le domande e la complessità.

Il numero di domande cresce logaritmicamente con il range.

Se il numero è compreso tra 0 e 1 (2 valori) occorrerà una sola domanda
Se il numero è compreso tra 0 e 15 (16 valori) occorreranno 4 domande.

Supponiamo quindi di volere indovinare un numero tra 0 e 15, a questo punto ci occorre prendere la configurazione completa in binario di tutti e sedici i numeri, con tutte le cifre.

0 = 0000
1 = 0001
2 = 0010
3 = 0011
4 = 0100
5 = 0101
6 = 0110
7 = 0111
8 = 1000
9 = 1001
10 = 1010
11 = 1011
12 = 1100
13 = 1101
14 = 1110
15 = 1111

A questo punto, dobbiamo cercare di capire, come porre le domande in modo che sembrino fuorvianti. Il nostro obiettivo è il riuscire a identificare una cifra per ciascuna domanda. E dividere di conseguenza, ogni volta il range a metà.

Per esempio, una buona domanda è:

1) Il numero è pari o dispari?

questa domanda ci permette di dividere il range a metà, in quanto si eliminano tutti i numeri che hanno uno 0 come cifra meno significativa.

Le 4 domande per la risoluzione di un numero compreso tra 0 e 15 sono:

1) Il numero è pari o dispari?
2) è compreso tra 2, 3, 6, 7, 10, 11, 14, 15 ?
3) è compreso tra 4 e 7, oppure tra 12 e 15?
4) Il numero è maggiore di 7?

Il bivio e il concetto di infinito

Categorie: About me
Commenti: Nessun Commento
Pubblicato il: 13 luglio 2007


Ci sono dei momenti, dei movimenti, dei pensieri, degli spostamenti, delle azioni, che ti fanno pensare. A volte capita che una persona faccia qualcosa di “inusuale” e che questa operazione comporti un qualcosa che lo scombina, in qualche modo.

Non mi capitava mai, di scandire il mio vecchio pc (in realtà nemmeno di accenderlo) per cercare qualcosa tra i suoi files. Vuoi perchè è un pc vecchio e non lo uso mai. Nel cercare all’interno dei suoi files, uno mi colpì. Trovai all’interno di una cartella nascosta, un documento word, lo aprii, e ci trovai un vecchio diario scritto da me.

Facciamo un flash-back, circa 5 o 6 anni fa, cominciai a scrivere un diario, in cui raccontavo tutte le mie giornate, e da esso, traevo qualcosa da ogni singola giornata, notavo i miei errori, capivo cosa sbagliavo soprattutto nei rapporti con gli amici e le ragazze. Più in generale cercavo di capire cosa non andasse nel mio carattere. Era un prolungamento della mia memoria. Il rileggerlo a posteriori, dopo cosi tanto tempo, mi procurò una strana sensazione. Ricordai cose che ho scoperto di avere ben salde in memoria, serviva solo un input che me le facesse riaffiorare, esattamente come quel file.

Eppure, una delle prime cose che pensai fu come adesso sarei stato in grado di evitare parecchi di quegli errori, che siano stati sia una frase detta al momento sbagliato, sia una cosa fatta al posto di un altra.

Al chè mi domando, come sarebbe la vita se nei momenti di bivio, scegliessimo un altra strada?

Il concetto di infinito sta anche in questo. Ogni persona in ogni momento, crea un istanza del tempo. Perchè ogni singolo movimento, e forse anche pensiero, è tale da modificare il percorso che ciascuno svolge e svolgerà. E’ come se ciascuno fosse di fronte ad un bivio pluriramificato, col dubbio di beccare la strada sbagliata.

L’importante è non pentirsi delle proprie scelte, ma non sempre è possibile, anche perchè spesso non coinvolgono solo te.

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