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Palermo is Burning

Categorie: Curiosità
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Pubblicato il: 31 maggio 2007

Radio Time
Una persona mi ha fatto notare questo post nel blog di Rosalio.

Si parla di una canzone, che potete scaricare qui che si intitola Palermo is Burning e che ripercorre in modus vivendi panormi un’altra canzone che si chiama Milano is Burning.

Cosa contiene di particolare questa canzone? Be, dovete sentirla per capire.

Si sentono alcune frasi “celebri” di una comune (TROPPO comune) fighettina ventenne.

E’ davvero incredibile come nella sua ironia, questa canzone ci faccia notare una verità parecchio preocupante.. le ragazze teenager, più o meno dai 17 ai 21/22 anni, si comportano in modo alquanto strano… E non riesco a capire come si possa anche soltanto pensare di uniformarsi in un modo cosi palese e massiccio a tutt’un altra serie di persone…

Cercare di etichettarsi e comportarsi in modi già supercollaudati significa annullarsi la personalità.

Ragazze svegliaaaaaaaaaa

Buon ascolto ;)

P.S potete ascoltare questa canzone sia su Radio Time che su Radio Deejay, mentre il blog della “cantante” è questo.

Come fare una web radio tramite Listen2myradio

Commenti: 288 commenti
Pubblicato il: 21 maggio 2007

Listen 2
Trentanovesimo articolo dedicato alle web radio.

Grazie al commento di Leon, ho finalmente trovato il tempo di conoscere un modo di fare radio molto particolare e dalla simpatica caratteristica, permette di fare radio anche agli utenti fastweb.

Per prima cosa, andiamo su www.listen2myradio.com e iscriviamoci. Una volta iscritti, facciamo il login ed otterremo…

Listen 2

Clicchiamo su Radio Installation e scegliamo le password per la trasmissione e per il pannello di amministrazione. Possiamo anche scegliere il nome della radio e il suo indirizzo.

Alchè scegliamo preferences e troveremo l’ip e la porta che ci permetterà di trasmettere.

Qualsiasi regia stiate utilizzando, che ovviamente disponga di un DSP, può adesso puntare al server, con la porta indicata.

Potrete anche scegliere il bitrate che preferite.

Apple Lossless Encoding

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Pubblicato il: 20 maggio 2007

ALE

Il Codec Lossless ALE, è uno dei principali codec audio utilizzati dalle architetture MAC per la codifica e decodifica del suono digitale.

La politica di ALE, pur avendo la stessa estensione finale di AAC, non ha (ovviamente) la stessa politica. ALE si basa sulla predizione lineare, un pò come tutti i suoi “parenti” codec lossless. La sua particolare funzionzlità, deriva dalla sua eccellente velocità di decodifica, che ne fa un codec adatto a player dotati di scarsa potenza di calcolo, come gli I-pod.

Non detiene nativamente opzioni per il DRM (Digital Rights management) anche se ovviamente, potendo incapsulare un file ALE in un qualsiasi contenitore MP4, questo diviene possibile.

E’ stato effettuato un reverse engineering per potere implementare le funzioni di decoding dei file ALE, e a quanto sembra si è riusciti ad implementarne una versione stabile, inseribile anche su VLC per sistemi Windows e *nix.

Free Lossless Audio Codec

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Pubblicato il: 18 maggio 2007

FLAC

Il codec FLAC è uno dei più importanti codec LossLess utilizzati a livello mondiale.

La pagina ufficiale con le caratteristiche di questo codec si trova qui.

E’ totalmente in Inglese, o in Russo. Non c’è purtroppo il tempo e lo spazio per potere descrivere l’intero algoritmo di compressione in questa sede, mentre sarò disponibilissimo a discutere su domande puntuali inerenti il formato inviate tramite commento a questo post, comprese chiarificazioni sulla stessa documentazione ufficiale.

Sostanzialmente FLAC:

1) permette di avere files compressi fino anche al 40, 50% rispetto al PCM originario, mantenendo tutti i dati del file originario, esattamente come avviene con i formati ZIP o RAR, che sono palesemente lossless.

2) opera seguendo questi passaggi:

* Suddivisione in blocchi: L’input viene diviso in più parti contingue, anche variabili in grandezza (e qui c’è un po di controversia, perchè in teoria si dice anche che i blocchi devono essere fissi)

* Compattamento del flusso multicanale: In questo step l’encoder FLAC si occupa di calcolare, nel caso di input stereo e surround, la media dei canali e la loro differenza. Il segnale a qualità migliore, viene passato al processo successivo.

* Predizione: Partendo dal primo blocco, avviene la previsione di quale possa essere il successivo con degli algoritmi matematici che tentano di ricostruire il segnale. In questo caso, verranno codificati solo i parametri, dato che gli algoritmi matematici devono essere presenti sia sull’encoder che sul decoder.

* Codifica residua: La codifica residua permette a FLAC di essere effettivamente un codec lossless. Si codifica senza perdita tutta la parte di segnale che si differenzia dalla ricostruzione matematica di predizione, e viene incorporata nel file finale. Il guadagno si ha sul fatto che il segnale residuo, proprio per la scrematura matematica, sarà minore in bytes rispetto al corrispettivo PCM

Viaggio attraverso i Codec Audio, Seconda parte

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Pubblicato il: 18 maggio 2007

PAZU
Trentottesimo articolo dedicato (anche) alle web radio.

Cominciamo ad andare sul concreto per quanto riguarda i codec audio.

Avevamo terminato di parlare di come si discretizza al computer un segnale continuo, quali siano i parametri che intervengono e quanto sia pesante per la memoria di massa, gestire questi file sonori. Obiettivo di questo e di altri articoli, sarà quello di capire come ridurre il peso di questi files, utilizzando dei COmpressori / COdificatori e DECompressori / DECodificatori, chiamati appunto codec.

Un codec quindi è un programma che trasforma un file in ingresso (in questo caso, un file audio) in un altro file, con caratteristiche diverse, tipicamente più piccolo in termine di bytes.

Esistono due macrocategorie di codec:

  • SENZA perdita di informazione: detti lossless
  • CON perdita di informazione: detti lossy

La prima categoria permette di avere files che sono riconducibili ESATTAMENTE al file di partenza, ma hanno una compressione non molto alta e non sono utilizzati ai fini pratici (meno che mai per lo streaming).

La seconda categoria permette invece di avere files non riconducibili esattamente al file di partenza, ma molto più piccoli rispetto al file originario PCM, sebbene con qualche pecca che vedremo.

Tutto farebbe intendere che verranno trattati solo i codec della seconda categoria, in quanto gli unici utilizzabili per lo streaming, e invece no, cominceremo trattando alcuni codec della prima categoria, per poi passare alla seconda, in modo di potere avere una carrellata generica e si spera completa.

O forse per masochismo, o come dice la mia ragazza, malukiffare.. ;)

Viaggio attraverso i Codec Audio

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Pubblicato il: 13 maggio 2007

Musepack
Trentasettesimo articolo dedicato alle web radio.

Per le web radio abbiamo parlato di tanti argomenti, Server Windows e *nix, Processori di Segnali Digitali, Normative giuridiche, Tabelle economiche, Campagne pubblicitarie, Troubleshooting, Web Design, Programmazione XML, Reti di Calcolatori, Settaggi Hardware e tanto altro.

E’ forse venuta l’ora di essere più tecnici anche per quanto riguarda il modo in cui quello che sentiamo diventa qualcosa di funzionale nel nostro calcolatore.

Cominciamo capendo come si fa a trasformare un suono in qualcosa di udibile al calcolatore.

Il suono è un segnale continuo, dotato (generalmente) di infinite frequenze, con una sua forma d’onda ben definita.

Per potere trasformare questo segnale in qualcosa di rappresentabile al calcolatore, dobbiamo CAMPIONARE questo segnale.

Per campionamento si intende l’operazione di misurazione del valore dell’ampiezza di un segnale ad ogni intervallo di tempo, in modo da potere discretizzare ed approssimare, similarmente a come avviene per il calcolo di un integrale alla Riemann, dove maggiormente fitti sono i rettangoli, maggiore sarà la precisione di ricostruzione dell’area sotto la curva.

Nel campionamento, si prende il valore del segnale ad ogni intervallo di tempo e con questi punti si ricostruisce il segnale.

Ogni passo di campionamento deve trasportare una informazione, più o meno grande.

Da queste premesse possiamo considerare che un segnale è rappresentato discretamente ed in modo approssimato dal calcolatore con un numero di bytes pari a:

NUMERO CANALI * FREQUENZA DI CAMPIONAMENTO * RISOLUZIONE

Numero di canali: Quello che differenzia la qualità mono (1) , da quella stereo(2) da quella surround (5 o in generale N).

Frequenza di campionamento in Hertz: Numero di campioni presi al secondo. C’è da fare una piccola parentesi, un segnale deve avere una frequenza di campionamento pari almeno al doppio della frequenza dell’armonica a frequenza massima del segnale, come dimostrato dal teorema di Nyquist-Shannon. Frequenze utilizzate frequentemente sono 44100 Hz o 48000 Hz in quanto sono il doppio della massima frequenza udibile dall’uomo, aumentata di valori sufficienti a coprire il “rumore”, ovvero la differenza dovuta all’approssimazione.

Risoluzione: Quantità di byte che porta ogni singolo passo di campionamento.

Una volta considerate queste tre grandezze, andiamo a vedere quanto pesa un file Wav naturale, stereo, a 44100 hz di frequenza di campionamento, a 16 bit di risoluzione e dalla durata di un minuto, ovvero un brano di un minuto in qualità cd.

2 * 44100 * 16 * 60 = 84672000 bit, ovvero 10 Megabyte! Questo standard è detto PCM.

Decisamente alto, non è vero? Se si utilizzasse questa qualità, sarebbe difficile avere trasferimenti di brani o anche semplicemente di file vocali su internet. Ed è qui che intervengono i codec Audio.

Come creare una web radio con Windows, Virtual DJ e Shoutcast

Commenti: 108 commenti
Pubblicato il: 10 maggio 2007

Virtual dj logo
Trentaseiesimo articolo dedicato alle web radio.

Accontento alcune richieste fattemi, spiegando brevemente come fare streaming con Virtual DJ. E’ davvero molto semplice.

Non mi dilungherò sull’utilizzo di questo software, che io stesso utilizzo per qualche festicciola quando ho voglia di mixare qualche canzone.

Se vogliamo effettuare streaming delle canzoni che mixiamo, per prima cosa dobbiamo cliccare su RECORD, ottenendo questa schermata:

Ricordiamoci di aprire il server Shoutcast, come se stessimo facendo radio con Winamp. A questo punto, ritorniamo su Virtual Dj, possiamo cliccare su BROADCAST OVER THE INTERNET, quindi su START RECORDING.

Si aprirà il classico Plug-in DSP (è IDENTICO a quello di Winamp) e, da quando la prima canzone verrà fatta partire su uno dei due piatti, la radio sarà online.

Tuttavia vi ricordo che la web radio in queste modalità:

1) NON ha riconoscimento dei titoli nel pannello di amministrazione
2) NON permette live vocali

Se le due caratteristiche sopra elencate non vi interessano, magari perchè volete solo fare un semplice Dj set, non serve altro.

Enjoy your Scretch ;)

Come creare una web radio con Windows, Winamp e Icecast (guida avanzata)

Commenti: 24 commenti
Pubblicato il: 10 maggio 2007

Icecast Logo 2
Trentacinquesimo articolo dedicato alle web radio.

Continuiamo quanto prima iniziato su Icecast.

Se non ci sono stati intoppi (i commenti lo riveleranno) a quest’ora la radio funziona, ed ha come indirizzo il solito http://indirizzoip:numeroporta solo che stavolta, di default si crea un file example.ogg piuttosto che il conosciuto listen.pls

Vediamo adesso di Capire quali sono le impostazioni modificabili, a partire dal server.

Eravamo rimasti a questa immagine:

Icecast 002


Adesso clicchiamo sul tasto STOP SERVER quindi su Edit-> Configurations
Otterremo un file XML, che andiamo ad esaminare.

<limits>
<clients>100</clients>
<sources>2</sources>
<threadpool>5</threadpool>
<queue-size>524288</queue-size>
<client-timeout>30</client-timeout>
<header-timeout>15</header-timeout>
<source-timeout>10</source-timeout>
<!– If enabled, this will provide a burst of data when a client
first connects, thereby significantly reducing the startup
time for listeners that do substantial buffering. However,
it also significantly increases latency between the source
client and listening client. For low-latency setups, you
might want to disable this. –>
<burst-on-connect>1</burst-on-connect>
<!– same as burst-on-connect, but this allows for being more
specific on how much to burst. Most people won’t need to
change from the default 64k. Applies to all mountpoints –>
<burst-size>65535</burst-size>
</limits>

Questaè la prima parte configurabile, rigurada i limiti che potete impostare per il vostro server:

CLIENTS: numero massimo di ascoltatori in contemporanea. Se sono impostati N ascoltatori, l’N+1esimo ascoltatore sarà avvisato della mancanza di posti disponibili.

SOURCES: numero di Sorgenti collegate al server Icecast, che, al contrario di Shoutcast permette di avere sorgenti multiple (commento personale: è una gran cosa)

THREADPOOL: Numero di Threads contemporanei aperti da Icecast. Maggiore è il flusso di ascoltatori, maggiore DOVREBBE essere il numero di thread simultanei da settare. Ricordiamo che ogni cosa ha un prezzo, quindi aumentando i Threads, maggiore sarà il peso di Icecast sulla macchina.

QUEUE-SIZE: Grandezza in byte del buffer disponibile ad ogni singolo ascoltatore, nel caso in cui non ci fosse possibilità di ascolto real time per problemi di congestione. Una volta superato questo limite il cliente viene disconnesso. (consiglio: inutile variarlo, questo valore va benissimo per qualsiasi bitrate)

CLIENT-TIMEOUT: come dice un ufficioso ma non ufficiale how-to questa opzione può essere ignorata in quanto non implementata.

HEADER-TIMEOUT: Massimo tempo di attesa da parte di un cliente per la ricezione iniziale del flusso.

SOURCE-TIMEOUT: Massimo tempo di attesa di dati da parte del server. Dopo avere atteso questo tempo, misurato in secondi, il server rimuove la sorgente.

BURST-ON-CONNECT: Questa opzione, disabilitata per default, se abilitata permette di creare un surplus di dati iniziale, utile per utenti che hanno forti buffer. Di contro, aumenta le latenze.

BURST-SIZE: Se attivato insieme a BURST ON CONNECT, indica quanti dati verranno inizialmente inviati di botto.

<authentication>
<!– Sources log in with username ‘source’ –>
<source-password>hackme</source-password>
<!– Relays log in username ‘relay’ –>
<relay-password>hackme</relay-password>

<!– Admin logs in with the username given below –>
<admin-user>admin</admin-user>
<admin-password>hackme</admin-password>
</authentication>

SOURCE-PASSWORD: Password della sorgente

RELAY-PASSWORD: Password dei Relay

ADMIN-USER: Username dell’amministratore del server. (Consiglio: Lasciatelo cosi com’è)

ADMIN-PASSWORD: Password dell’amministratore del server.

<!– Uncomment this if you want directory listings –>
<!–
<directory>
<yp-url-timeout>15</yp-url-timeout>
<yp-url>http://dir.xiph.org/cgi-bin/yp-cgi</yp-url>
</directory>
<directory>
<yp-url-timeout>15</yp-url-timeout>
<yp-url>http://www.oddsock.org/cgi-bin/yp-cgi</yp-url>
</directory>
–>

Queste opzioni servono per il listing nelle pagine gialle di Icecast, sono disabilitate per default.

YP-URL-TIMEOUT: Massimo tempo in secondi che il server può impiegare per inviare i dati al sito di listing.
YP-URL: Sito a cui inviare le informazioni inerenti la propria stazione.

<!– This is the hostname other people will use to connect to your server.
It affects mainly the urls generated by Icecast for playlists and yp
listings. –>
<hostname>localhost</hostname>

<!– You can use these two if you only want a single listener –>
<!–<port>8000</port> –>
<!–<bind-address>127.0.0.1</bind-address>–>

<!– You may have multiple <listener> elements –>
<listen-socket>
<port>8000</port>
<!– <bind-address>127.0.0.1</bind-address> –>
</listen-socket>
<!–
<listen-socket>
<port>8001</port>
</listen-socket>
–>

HOSTNAME: Riferimento univoco al computer che ospita il server.Può essere mantenuto LOCALHOST perchè anche in questo caso, la radio sarà raggiungibile tramite il vostro ip pubblico.

PORT: Similarmente a Shoutcast, Icecast permette di settare la porta TCP che preferite per le vostre trasmissioni. Faccio in tal caso solo le raccomandazioni generiche, non usate con numero inferiore a 1024, perchè vincolate al Sistema operativo (…)

BIND-ADDRESS: Vincolo di un singolo IP all’ascolto.. utile per redirezioni.

LISTEN-SOCKET: Porta supplementare, di “riserva” utilizzata da Icecast. Può essere 8001, o the one you prefer.

<!–<master-server>127.0.0.1</master-server>–>
<!–<master-server-port>8001</master-server-port>–>
<!–<master-update-interval>120</master-update-interval>–>
<!–<master-password>hackme</master-password>–>

Queste opzioni, di default commentate, sono necessarie per chi vuole effettuare un relaying completo (ovvero di tutti i mountpoints) di un altro server.

Devono essere settate le opzioni nel seguente modo:

MASTER-SERVER: Indirizzo Ip del server da cui si fa relaying.

MASTER-SERVER-PORT: Porta utilizzata dal Server da cui si fa relaying.

MASTER-UPDATE-INTERVAL: Intervallo di tempo per le varie sincoronizzazioni tra i server.

MASTER-PASSWORD: Password del server da cui si fa relaying.

Ignoriamo i Relay on demand, e passiamo ai Relay singoli, che non comprendono TUTTI i Mountpoints, ma magari uno solo.

<!–
<relay>
<server>127.0.0.1</server>
<port>8001</port>
<mount>/example.ogg</mount>
<local-mount>/different.ogg</local-mount>
<on-demand>0</on-demand>

<relay-shoutcast-metadata>0</relay-shoutcast-metadata>
</relay>
–>

SERVER: Indirizzo Ip del server da cui si fa relaying.

PORT: Porta del server da cui si fa relaying.

MOUNT: Mountpoint da cui fare relaying.

LOCAL-MOUNT: Mountpoint locale in cui si fa il relaying.

ON DEMAND: Flag che identifica se il relay è o meno on demand, non interessa le web radio.

RELAY-SHOUTCAST-METADATA: Flag che indica se si sta facendo relay di un server Shoutcast, e se in tal caso si vuole fare relaying anche dei metadati.

<!– Only define a <mount> section if you want to use advanced options,
like alternative usernames or passwords
<mount>
<mount-name>/example-complex.ogg</mount-name>

<username>othersource</username>
<password>hackmemore</password>

<max-listeners>1</max-listeners>
<dump-file>/tmp/dump-example1.ogg</dump-file>
<burst-size>65536</burst-size>
<fallback-mount>/example2.ogg</fallback-mount>
<fallback-override>1</fallback-override>
<fallback-when-full>1</fallback-when-full>
<intro>/example_intro.ogg</intro>
<hidden>1</hidden>
<no-yp>1</no-yp>
<authentication type=”htpasswd”>
<option name=”filename” value=”myauth”/>
<option name=”allow_duplicate_users” value=”0″/>
</authentication>
<on-connect>/home/icecast/bin/stream-start</on-connect>
<on-disconnect>/home/icecast/bin/stream-stop</on-disconnect>
</mount>

<mount>
<mount-name>/auth_example.ogg</mount-name>
<authentication type=”url”>
<option name=”mount_add” value=”http://myauthserver.net/notify_mount.php”/>
<option name=”mount_remove” value=”http://myauthserver.net/notify_mount.php”/>
<option name=”listener_add” value=”http://myauthserver.net/notify_listener.php”/>
<option name=”listener_remove” value=”http://myauthserver.net/notify_listener.php”/>
</authentication>
</mount>

–>

MOUNT-NAME: Nome del MountPoint in cui verranno applicate le specifiche seguenti.

USERNAME: Nome utente di accesso al mountpoint

PASSWORD: Password del mountpoint

MAX-LISTENERS: Opzione che indica il numero massimo di Ascoltatori del mountpoint.

DUMP-FILE: Nome del file che fungerà da deposito del flusso attraverso questo mountpoint.

BURST-SIZE: Vedi sopra.

FALLBACK-MOUNT: Mountpoint che verrà utilizzato come ancora di salvataggio qualora si disconnettesse la sorgente.

Le altre opzioni riguardono sistemi Unix e non verranno trattate, ma solo richieste su commento. Saltiamo direttamente a LOGGING.

<logging>
<accesslog>access.log</accesslog>
<errorlog>error.log</errorlog>
<!– <playlistlog>playlist.log</playlistlog> –>
<loglevel>4</loglevel> <!– 4 Debug, 3 Info, 2 Warn, 1 Error –>
<logsize>10000</logsize> <!– Max size of a logfile –>
<!– If logarchive is enabled (1), then when logsize is reached
the logfile will be moved to [error|access|playlist].log.DATESTAMP,
otherwise it will be moved to [error|access|playlist].log.old.
Default is non-archive mode (i.e. overwrite)
–>
<!– <logarchive>1</logarchive> –>
</logging>

ACCESSLOG: File in cui verranno memorizzati gli accessi al server da parte dei clients

ERRORLOG: File in cui verranno memorizzati gli errori del server.

LOGLEVEL: I livelli del log possono essere i seguenti:

  1. Debug, Informazioni, Segnalazioni, Errori
  2. Informazioni, Segnalazioni, Errori
  3. Segnalazioni, Errori
  4. Errori

LOGSIZE: Grandezza massima dei files di log.

E per il server con Windows abbiamo finito. Altre opzioni ci sono nella versione Per *nix. Adesso ci occuperemo del Plug-in Oddcast.

Questa è la schermata del plug-in Oddcast per Winamp, clicchiamo su config.

OddCast 01

Otterremo quest’altra immagine:

OddCast 02

Esaminiamo ogni singola opzione di ogni singolo TAB.

BITRATE: E’ possibile settare un bitrate minimo, medio e massimo. Il Bitrate medio sarà quello utilizzato in caso di Codec CBR, mentre i valori di minimo e massimo saranno i limiti dei codec VBR (prometto di trattare meglio l’argomento codec)

SAMPLE RATE: Frequenza di campionamento. E’ settata a 44100 Hz. Va bene cosi, se volete qualità migliori o peggiori settatela diversamente.

CHANNELS: Uno o due canali? Ovvero, STEREO o MONO? Se avete settato 44100 Hz consiglio di settare 2 canali (che del resto è l’opzione di default)

ENCODER TYPE: Tipologia di Encoder. Icecast da questo punto di vista è molto flessibile. Permette di scegliere tra OGG, LAME, WMA, AAC.

ARCHIVE DIRECTORY: Potete scegliere dove salvare i vostri Flussi in locale.

LOG LEVEL & LOG FILE: Come precedentemente descritto, potete scegliere la precisione di Logging e il posto in cui verrà salvato.

Cambiamo TAB e andiamo qui:

OddCast 03

Qui ci sono le opzioni di Encoding. In base all’encoder che avete scelto potete settare:

1) Per LAME: Potete settare Il VBR, le modalità di VBR e la qualità (per ora non mi addentro nell’argomento, ma lo farò)

2) Per OGG: Potete settare un encoding orientato alla qualità o al bitrate.

3) Per WMA: Settate la porta di ascolto (socket) e il numero di Clients possibili.

4) Per AAC: E’ settabile la Frequenza di taglio e il livello qualitativo.

Last but not least:

OddCast 04

SERVERTYPE: Tipo di server, in questo caso ICECAST2.

SERVER: Nome del computer che ospita il server, nel caso di home radio, localhost

RECONNECT SECS: Tempo di riconnessione

PORT: Porta da cui il server effettuerà lo streaming.

LIVEREC SAMPLERATE: Frequenza di campionamento di segnali live, non diretamente provenienti da Winamp, come le regie.

ENCODER PASSWORD: Password del Server, che deve matchare ovviamente con quella dell’encoder.

PUBLIC SERVER: Volete il server pubblico? Spuntate la casella.

RECONNECT: Potete abilitare o disabilitare la riconnessione automatica in caso di caduta della sorgente.

GENRE: Genere che trasmettete.

MOUNTPOINT: Come precedentemente descritto, settate il mountpoint che utilizzate.

STREAM URL: Scrivete qui il vostro sito

SERVER DESC: Scrivete una breve descrizione.

E cosi ce l’abbiamo fatta a portare la pannocchia a casa ;)

Come creare una web radio con Windows, Winamp e Icecast (guida basilare)

Commenti: 96 commenti
Pubblicato il: 9 maggio 2007

Icecast Logo

Trentaquattresimo articolo dedicato alle web Radio.

In questo articolo ci occuperemo, anche con l’utilizzo di varie immagini, di Icecast. Icecast è un server per web radio, della stessa pasta di Shoutcast, con delle sue particolarità e features differenti.

Innanzitutto, in perfetta similitudine con Shoutcast, ci occorre installare il Plugin per Winamp, e il server stesso.

Installiamo il Server, scaricandolo da questo indirizzo, e installiamo il Plugin scaricandolo da quest’altro indirizzo.

Installiamo il Server, otterremo questa finestra, non sarà difficile installarlo, anche come Servizio, qualora lo desiderassimo.

Icecast001

A questo punto possiamo fare partire il nostro server, semplicemente cliccando sull’icona che ci ritroveremo sul desktop. La schermata del Server è questa:

Icecast002

Se non abbiamo problemi con la porta 8000, che per ora supporremo essere aperta, il server adesso è in attesa di un flusso audio dal plug-in oddcast di Winamp.

A questo punto installiamo allo stesso modo anche il Plug-in che richiameremo da Winamp cliccando su:

OPITONS –> PREFERENCES–> PLUG-IN’s –> DSP/EFFECTS

e scegliendo ODDCAST nell’elenco.

Ecco la figura riassuntiva:

Icecast003

Ottenendo questa finestrella:

Icecast004

In questa guida NON entreremo nel dettaglio delle impostazioni, ma penseremo soltanto a fare partire la radio, per poi modificare tutti i parametri nella guida avanzata.

Facciamo partire la musica su winamp e clicchiamo su Connect nel plugin, a questo punto avremo creato la nostra Web Radio con Icecast.

A livello molto basilare, con le impostazioni di default, senza voce e solo con musica, in OGG e con un pannello di amministrazione di cui non sappiamo niente :)

Ma per ora, questo ci basta.

La potenza computazionale nel 2036

Categorie: Informatica
Tag:
Commenti: Nessun Commento
Pubblicato il: 4 maggio 2007

Computer
Mentre leggevo qualcosa di Architetture dei Calcolatori, mi è spuntata davanti una tabella di confronto di alcuni modelli di elaboratori/calcolatori, dal 4004 (del 1971) al Pentium IV (del 2000) e sebbene lo abbia sempre saputo, in quanto conosco l’enunciato della legge di moore, sono rimasto stupefatto da come si siano fatti progressi incredibili.

Vi elenco alcune caratteristiche confrontate, e i rapporti di miglioramento tra il 4004 e il Pentium IV:

Frequenza clock

  • 4004: 108 KHz
  • Pentium IV: 1,8 GHz

Il pentium 4 ha una frequenza di clock ALMENO 16500 volte più veloce (Approssimato alla buona per difetto) del 4004

Ampiezza BUS

  • 4004: 4 bit
  • Pentium IV: 64 bit

Il pentium 4 ha una ampiezza del bus ALMENO 16 volte maggiore del 4004

Numero di transistors

  • 4004: 2300
  • Pentium IV: 42.000.000

Il pentium 4 ha un numero di transistors ALMENO 18000 volte maggiore (Approssimato alla buona per difetto) del 4004

Memoria indirizzabile

  • 4004: 640 Byte
  • Pentium IV: 64 GByte

Il pentium 4 ha una memoria indirizzabile ALMENO 100 milioni di volte più grande (Approssimato alla buona per difetto) del 4004

Memoria virtuale

  • 4004: Inesistente
  • Pentium IV: 64 Terabyte

Si sono sviluppate tecnologie di virtualizzazione, che non esistevano 30 anni fa.

Cosa succederà nel 2036, ovvero tra 30 anni? Proviamo a fare i conti, se il trend dovesse rimanere quello calcolato finora.. vi stupirete davvero parecchio.

Proviamo adesso a confrontare il Pentium IV sopra visto con un computer del 2036. Applicando lo stesso paso di crescita.

Frequenza clock

  • Pentium IV: 1,8 GHz
  • 2036PC: 3 THz

Mantenendo lo stesso ritmo, un pc nel 2036 sarà in grado di fare ALMENO 3 mila miliardi di operazioni al secondo.

Ampiezza del bus

  • Pentium IV: 64 bit
  • 2036PC: 1 Kbit

Mantenendo lo stesso ritmo, un pc nel 2036 sarà in grado di trasferire ALMENO 1kbit per giro di clock.

Numero Transistors

  • Pentium IV: 42.000.000
  • 2036PC: 756.000.000.000

Mantenendo lo stesso ritmo, un pc nel 2036 avrà ALMENO 756 miliardi di transistors.

Memoria Indirizzabile

  • Pentium IV: 64 GByte
  • 2036PC: 6,4 Zbyte

Mantenendo lo stesso ritmo, un pc nel 2036 avrà una memoria indirizzabile di almeno 6,4 ZETTABYTE corrispondenti a 10 elevato a 21.

Per quanto riguarda la memoria virtuale.. ovviamente non si può dire niente, ma si può supporre senza cadere in errore che sicuramente verrà inventata qualche tecnologia informatica che noi adesso nemmeno immaginiamo.

Per ultima cosa vorrei fare notare che gli hard disk a corredo nel 1985, con windows 1.0 erano di 10 Megabyte.
Adesso (e sto sparando basso) sono di 100 gigaByte. Se consideriamo 100 Gbyte al 2005, allora:

Il rapporto ( HD del 1985 / Hd del 2005) è di circa 1 : 10.000 (cifre sempre approssimate alla buona)

Nel 2025 gli hard disk avranno capienza pari 1 EXABYTE, ovvero 1 milione di Giga. Nel famoso 2036, avranno capienza di circa 5,2 Zettabyte.

Corregetemi se ho scritto cose non veritiere e commentate a iosa. Soprattutto se lo ritenete incredibile!

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Benvenuto , oggi è lunedì, 6 febbraio 2012