
Sembra assurdo, ma siamo forse oculari testimoni di un evento che potrebbe sconvolgere il mondo calcistico italiano, più di quanto non abbia fatto Calciopoli.
C’è da dire che Pancalli ha decretato la sospensione pro tempore di tutti i campionati di calcio, dalla serie A all’interregionale.
Questa è una decisione che purtroppo costerà cara anche economicamente a molte persone. Per prima la SNAI.
Dettaglio paradossale e aggiacciante, la partita era stata preceduta da un minuto di silenzio per ricordare la figura di Ermanno Licursi, dirigente della Sammartinese, morto sabato scorso dopo una rissa allo stadio di Luzzi, al termine della partita con la Cancellese (Terza categoria). (Tratto da Gazzetta.it)
Ma di questo non importa niente a nessuno. C’è da dire che anche il sito del Catania calcio ha chiuso per lutto e questo non fa che aggiungersi a tutta una serie di pensieri e commozioni che vanno all’anima di Filippo Raciti e ai suoi familiari.
Cito anche un altro articolo della gazzetta dello sport, utile soprattutto a squadrare i colpevoli ed evitare di generalizzare:
CATANIA, 3 febbraio 2007 – Salvatore Renda, 24 anni, è uno degli agenti del reparto mobile della polizia rimasto ferito ieri negli scontri scoppiati attorno allo stadio Massimino. Ricoverato nel reparto di osservazione del pronto soccorso dell’ospedale Garibaldi, ricorda con dolore e commozione gli scontri di ieri. «Non si può morire per una partita di calcio perché un tifoso cerca di fare rivalere le proprie convinzioni sugli altri usando violenza”.
La sua ricostruzione è utile per capire cosa è accaduto. “Stavo scortando con dei colleghi un gruppo di tifosi del Palermo al Massimino – ricorda – quando all’improvviso siamo stati assaliti dagli ultras del Catania. Ci è arrivato addosso di tutto. È stata un’imboscata da guerriglia organizzata. All’improvviso l’aria si è resa irrespirabile, mi sono sentito male e sono svenuto”. Renda si è svegliato in ambulanza mentre lo portavano al pronto soccorso. “In ospedale – aggiunge visibilmente commosso – ho saputo della morte di Filippo Raciti. Io lo conoscevo: era un amico, un grande professionista stimato da tutti. Conosco anche la moglie. È una tragedia”.
Non riesco ancora a capacitarmi di come l’uomo possa essere cosi animale.
