Commento al tariffario SIAE per le web radio
gennaio 15, 2007 2:54 am114 Responses to “Commento al tariffario SIAE per le web radio”
La Siae è un vero furto legalizzato!
Hai perfettamente ragione… Occorrerebbe che davvero ci fosse una sommossa popolare. Il bello è che poi si lamentano se c’è la pirateria… E’ vero che ci sarebbe in ogni caso, ma di certo cosi non aiutano ad avere un mondo più regolare e disciplinato.
Grazie per la visita!
Sono il responsabile di un associaizone giovanile e vorrei sapere se per le radio comunitarie e di organismi pubblici il costo si intende al mese o all’anno?? se è al mese conviene fare una web radio personale a questo punto.
Grazie
Ciao Renato, grazie per essere passato di qui.
I compensi dovuti alla siae per le web radio comunitarie, sono mensili.
Tu dirai, a questo punto è meglio creare una radio personale, io ti rispondo: “Dipende”.
Se si dovesse rendere conto e ragione solo alla SIAE, allora hai perfettamente ragione.
Purtroppo esiste un altra società che devi pagare, che si chiama SCF.
La somma da pagare per SIAE + SCF rende più conveniente aprire una web radio comunitaria.
Puoi leggere altre informazioni qui
Mi puoi spiegare come mai c’è gente che fa le radio con musica 24 ore su 24 e te le fa ascoltare gratis?
Ciao Lazza, onestamente non capisco la domanda. Le radio commerciali (cosi come qualsiasi media) basa la sua vita su una cosa chiamata pubblicità. C’è chi invece crea canali radio per passione, accollandosi le spese.
Parlavo delle radio web senza pubblicità.
Per come funzionano i servizi con la pubblicità lo capisco abbastanza bene, non è difficile.
Be, in questo caso posso solo dirti che molti (me compreso) lo fanno per passione…
Buongiorno Francesco,complimenti per le tue guide…magari non ho letto bene tutto e la risposta c’e già ma volevo porti un quesito.Premetto che sono un musicista,sono stato iscritto alla siae per quasi 10 anni con miei brani regolamente registrati e suonati in tutti i locali dove mi sono esibito e non ho mai ricevuto un centesimo di diritto d’autore.Questo forse perche non sono famoso e non posso permettermi una sfilza di avvocati?cmq adesso mi sono tolto perchè ero stufo di pagare quote annuali e di non vedere mai rientrare un cent.Ma andiamo avanti…io vorrei aprire una radio web commerciale,ma va bene anche amatoriale,dipende dalle spese,tutto lì..La domanda e questa:se uso solo musica composta da me e dai miei amici non coperta da diritti di autore perche non registrata alla siae devo chiedere lo stesso la licenza?devo lo stesso pagare?in quanto alla tutela dei brani vorrei sfatare un mito,infatti basta cambiare una sola nota ogni quattro battute musicali per non incappare nel famoso plagio…quindi e meglio tenersi il proprio brano sul pc con la data di creazione(che ha cmq valore legale in caso di problemi)che pagare una tutela che non puo essere garantita; e chi suona questo lo sà bene..ti ringrazio anticipatamente per la tua disponibilità,per fortuna esistono persone come te che divulgano informazioni che vengono spesso taciute o rese incomprensibili dagli organi competenti che dovrebbero invece divulgarle e renderle chiare a tutti(e non parlo solo della siae purtroppo)ancora grazie quello che ho letto finora mi e stato molto utile ciao by andrea
Buongiorno fabrizio(che figura che ho fatto…scusa per aver sbagliato il tuo nome..scusa..)volevo essere piu preciso in quanto a quello che ho scritto perche rileggendolo ho visto delle imprecisioni…allora sul fatto del plagio la regola è valida per la singola partitura dello strumento singolo ogni quattro misure(battute)una nota cambiata o due …,per la musica elettronica(disco)la tutela viene a decadere qualora si aggiungano effetti tali(alla base)da renderla diversa anche se molto simile all’originale…questa tutela secondo me è inadeguata perchè facilmente scavalcabile da un musicista che voglia “plagiare”.Il discorso è questo:il rischio che una cosa così possa succedere è alto..
quindi non vale la pena spendere dei soldi in tutele che non possono venire garantite a meno che non ci sia un forte ritorno in diritti di autore(premetto che il pianobar non viene retribuito all autore dalla siae in quanto declassato,lo so appunto per esperienza mia diretta…dalla societa quando ho chiesto chiarimenti mi e stato risposto cosi… prometto fosse di tuo interesse di mandarti documenti relativi alle quote dei diritti di autore.il testo delle canzoni viene tutelato a parte.Quello è tutelato bene ma è l’unica tutela sicura.Il metodo alternativo(che costa meno)e quello di salvarsi i brani sul pc su un cd e depositarli da un notaio..il rischio plagio descritto prima e lo stesso…ma il costo e minore..sono contento di avere trovato un forum che affronta queste questioni perche troppo spesso anche chi produce musica ed è all’inizio viene illuso con promesse che poi non sono così.Cmq questa è solo la mia esperienza e il mio parere.Grazie fabrizio e scusami ancora..per non aver letto…andrea
Ciao Andrea, grazie per la visita e per i commenti, non preoccuparti per l’errore, può capitare.
Premetto che sono un musicista,sono stato iscritto alla siae per quasi 10 anni con miei brani regolamente registrati e suonati in tutti i locali dove mi sono esibito e non ho mai ricevuto un centesimo di diritto d’autore.
Be, non mi stupisce più di tanto onestamente. Complimenti vivissimi per il tuo lavoro, ma posso dirti che se non sei famoso a livello nazionale o quantomeno pluriregionale, il compenso per il diritto d’autore per te resterà un utopia. E’ bene che lo sappiano tutti.
io vorrei aprire una radio web commerciale,ma va bene anche amatoriale,dipende dalle spese,tutto lì
Be, non dipende solo dalle spese. Dipende principalmente da quello che vuoi. Se vuoi fare una radio registrata alla SIAE, allora occorre pianificare molto bene quello che fai. Pubblicità in primis. Ovvio però che una radio amatoriale costa meno di una commerciale.
se uso solo musica composta da me e dai miei amici non coperta da diritti di autore perche non registrata alla siae devo chiedere lo stesso la licenza?devo lo stesso pagare?
ASSOLUTAMENTE NO. La siae vincola le canzoni da loro tutelate, non una tecnologia.
basta cambiare una sola nota ogni quattro battute musicali per non incappare nel famoso plagio…quindi e meglio tenersi il proprio brano sul pc con la data di creazione(che ha cmq valore legale in caso di problemi)che pagare una tutela che non puo essere garantita; e chi suona questo lo sà bene.
Attenzione. E’ davvero cosi? Perchè perdonami, a questo punto io potrei NON plagiare un brano, semplicemente cambiandone la tonalità o abbassandolo di un ottava! In teoria le note sono cambiate….
Ti ricordo che la data di creazione di un file è possibile modificarla, non ci ho provato te lo confesso, ma non dovrebbe essere impossibile portare indietro nel tempo la creazione di un brano in digitale, rendendo inutile il tutto.
Meglio rivolgersi appunto a notai ed avvocati, invece di fargli sempre fare pratiche di divorzi.
allora sul fatto del plagio la regola è valida per la singola partitura dello strumento singolo ogni quattro misure(battute)una nota cambiata o due …,per la musica elettronica(disco)la tutela viene a decadere qualora si aggiungano effetti tali(alla base)da renderla diversa anche se molto simile all’originale
Be, allora stai dicendo pubblicamente che un qualsiasi remix non è controllabile dalla SIAE?
Se è cosi onestamente sono molto contento! La maggior parte dei remix, applica appunto effetti alla base delle canzoni, rendendole spesso diverse dalle originali, anche se riconoscibili.
non vale la pena spendere dei soldi in tutele che non possono venire garantite a meno che non ci sia un forte ritorno in diritti di autore
Per me questa è la guerra santa.
Per quanto riguarda il piano bar, credimi ne ero a conoscenza ed è una cosa davvero incredibile.
Il metodo alternativo(che costa meno)e quello di salvarsi i brani sul pc su un cd e depositarli da un notaio..il rischio plagio descritto prima e lo stesso…ma il costo e minore
NO. L’alternativa è usare la licenza Creative commons come fa ad esempio ANOMOLO o JAMENDO. I tuoi diritti di creatore di opera dell’ingegno sono tutelati, ma nessuno deve darti niente per l’utilizzo delle tue canzoni ad esempio nelle web radio. E’ il futuro, faranno crollare la siae una volta per tutte.
sono contento di avere trovato un forum che affronta queste questioni perche troppo spesso anche chi produce musica ed è all’inizio viene illuso con promesse che poi non sono così.
Be, proprio un forum questo sito non lo è, ma comunque apprezzo il tuo contributo da musicista. Ripeterò finchè campo: La prima nostra sicurezza nel mondo siamo noi stessi.
Nel blog troverai il mio contatto msn, se vuoi puoi contattarmi li.
Salutoni e ancora grazie.
Grazie fabrizio,quindi se ho capito bene se uso solo musica mia e di chi non è tutelato io potrei gia cominciare a trasmettere senza chiedere permessi o licenze a nessuno?e potrei anche pubblicizzare le canzoni di gruppi emergenti magari tramite donazione?(se uno la vuole fare se no pace…)e publicizzare il mio lavoro da musicista…?non ho ben capito se gli oneri da sborsare sono solo in caso appunto di uso di musica tutelata….perche se no il gioco è fatto…uno apre una radio fa le pubblicità a chi vuole…magari ci guadagna pure qualcosa paga le sue tasse a fine anno e buona notte il tutto legato all’uso di musiche di gruppi nuovi che si avvalgono di una licenza creative…che non so assolutamente di cosa si tratti..se mi puoi illuminare…su sta cosa…te ne sarei grato…riguardo alla tua domanda sul plagio:non serve cambiare tonalita alla canzone perche comunque il motivo resta sempre lo stesso…pero su una sequenza do mi sol re la fa in un assolo ad esempio basta cambiare una quindi do re sol re la fa e leggermente diverso e da come mi è stato spiegato dal mio maestro di piano che gia allora si batteva per farmi capire certe cose…formalmente il plagio c’e ma di legge no…prendiamo esempi di autori di cui non cito il nome ma dei quali si sa….normalmente escono dallo “scandalo”per scappatoie come questa anche se magari hanno cmq dei casini….poi se lo faccio io che sono un comune menestrello mi fanno passare tante noie….le cose cmq stanno cosi nella norma.per i mix…bhe non basta solo mixare due pezzi…se hanno un testo le cose si fanno piu difficili perche come dicevo quello e tutelato..io mi riferivo alla musica elettronica in quanto se non e uscito qualcosa di recente del quale non sono a conoscenza non si puo avere un diritto d’autore su un suono almeno di strumenti musicali conosciuti per il suono creato digitalmente non so….quindi teoricamente in un brano di musica house basta cambiare i suoni e non la loro partitura per ottenere un nuovo brano…. è assurdo ma è cosi anche perche non si puo avere una partitura sulla musica elettronica perche sono tre quattro note in molti casi che si ripetono all’infinito…cmq la mia risposta(parere prettamente personale)è che la siae non abbia i mezzi legislativi per verificare remix copiati “ad arte”con le varie tecnologie di cui si dispone oggi…ovviamente invito tutti a non provarci e a rispettare il diritto di autore come principio e non come tassa……il miglior modo credo per difendersi è non affidarsi più a metodi di custodia del diritto insicuro e dispendioso…e questo parte dagli autori prima di tutto…molti musicisti so che non sono d’accordo con me..ma molti so di si e questo mi basta…:-)ciao fabrizio.P.S. ho provato ad aggiungerti nei contatti msn ma mi dice che non esisti…magari sbaglio qualcosa…puoi aggiungermi tu?il mio indirizzo msn e quello con il quale ti sto scrivendo.ciao grazie
se uso solo musica mia e di chi non è tutelato io potrei gia cominciare a trasmettere senza chiedere permessi o licenze a nessuno?
Esatto.
e potrei anche pubblicizzare le canzoni di gruppi emergenti magari tramite donazione?(se uno la vuole fare se no pace…)e publicizzare il mio lavoro da musicista…?
Certo che puoi, anzi ti invito a farlo.
Credo che prima o poi creerò un articolo che spiega bene cosa sia la musica Creative Commons, perchè non credo sia sufficiente crearne solo un commento, sarebbe alquanto riduttivo.
Ti riaspetto qua.
P.S sulle politiche di plagio voglio informarmi meglio. Se puoi mandami informative a riguardo
ok aspetto notizie su questa licenza…per come si fa ad ottenerla…cosi posso cominciare a trasmettere qualcosa almeno per fare le prime prove audio…sulle politiche del plagio cerchero materiale che possa esserti di interesse e te lo invierò…grazie fabrizio ci sentiamo buone feste..andrea
ciao fabrizio riepilogo per non sbagliare.
Intendo aprire una webradio istituzionale non commerciale comunitaria.
Da quando ho potuto leggere per farlo devo registrarmi alla Siae e pagare al mese :
* 65 € + 6 € ogni 100.000 visite se la musica dura solo il 25% del totale trasmesso (6 ore su 24)
* 85 € + 6 € ogni 100.000 visite se la musica dura dal 25% al 75% del totale trasmesso (da 6 a 18 ore su 24)
* 100 € + 6 € ogni 100.000 visite se la musica dura oltre il 75% del totale trasmesso (oltre 18 ore su 24)
Dopodiche devo essere “registrato” al SCF e pagare all’anno :
750 €
Fin qui tutto ok.
Poi c’è altro da pagare?
Siamo un associazione culturale, non reperiamo pubblicità, non svolgiamo attività commerciale.
Grazie molte
Si, i conti sono giusti.
Contatta sia SIAE che SCF (soprattutto quest’ultima) per maggiori precisazioni. Controlla le limitazioni contrattuali in modo ESTREMAMENTE PUNTIGLIOSO.
Verifica di non avere limiti alla banda di trasmissione.
La vostra soluzione è l’unica fattibile al non commerciale. Mantenetevi su questa linea, oppure passate alla creative commons.
Ciao, mi chiamo Alessandro, sono anni che gestisco un sito di promozione di band emergenti genere punk, oi, skin etc. etc. ho poi aggiunto brani di gruppi stranieri ( non famosi ) raccolti in rete, e disponibili sul mio sito solo in ascolto. Come posso fare a sapere se devo qualche cosa alla SIAE ? Le cover di brani famosi fatte da artisti sconosciuti, come sono da considerarsi ?Mi scuso se questo mio messaggio è forse poco inerente alla discussione sulle web radio, ma mi sembra di aver capito che ne sai molto + di me.
Grazie e complimenti
Grazie a te Alessandro,
Posso dirti che dovresti informarti singolarmente con ciascun gruppo.
Se fornisci brani in streaming o in download, e loro sono iscritti alla siae allora mi sa che qualcosa da pagare ce l’hai.
Se vuoi, fornisci maggiori dettagli sulla tua attività e vedrò di risponderti in modo maggiormente dettagliato.
Ciao, allora questi brani sono di gruppi provenienti da tutto il mondo e assolutamente fuori dal grosso giro commerciale, molti li ho contattati ed ho avuto il consenso. Il problema che è da circa otto anni che vado avanti,e i gruppi sono centinaia, le visite decine di migliaia,e i contatti sono centinaia di migliaia. La situazione mi è simpaticamente sfuggita di mano, sono visitatissimo e l’altro mese hanno ascoltato dal mio sito + di un milione di brani ( statistiche alla mano ). Sarebbe impossibile verificare l’appartenenza alla SIAE di ogni singolo gruppo ( Cinesi, Russi, Finlandesi, Italiani etc. etc. )
Cosa mi consigli di fare ?
Ciao, volevo chiederti innanzitutto di rendere pubblico l’indirizzo del tuo sito (se lo vuoi), ma soprattutto come rendi possibile solo l’ascolto dei brani dei gruppi?
Il mio consiglio per il tuo lavoro, che reputo eccellente anche se solo descritto a parole, è quello di fare un RESET, ovvero richiedere che tutte le opere che stanno sul tuo sito siano rilasciate in licenza Creative Commons, qualunque essa sia.
Questo ti permetterebbe di snobbare la siae.
In caso contrario, avresti potenzialmente dei problemi, e non solo con la SIAE.
Dammi maggiori informazioni,
Salutoni…
Ok, il sito è http://www.prankster.it.
Mi farebbe molto piacere se tu lo visitassi e mi dessi una tua opinione su come rendere il tutto il + legale possibile.
Permettimi di ringraziarti per la tua disponibilità.
Ciao
Ciao Alessandro, ho visto il sito.
Sebbene i file siano delle cover fatte da altre persone, i brani (in questo caso soprattutto testi ed arrangiamenti) sono tutelati dalla SIAE, almeno molti di quelli elencati.
Ti faccio un esempio: questo brano presente sul tuo sito è tutelato. Si tratta di una coveri di una canzone dei green day.
Non serve a nulla fare i pulsanti in flash, qualora li avessi fatti per evitare la visione diretta dei link, perchè come vedi, io sono arrivato al link diretto senza nemmeno troppa fatica.
I bottoni flash servono solo a rendere impossibile la navigazione a chi non ha il plugin macromedia.
Per quanto riguarda la legalità, devo dirti che è opportuno tu richieda la licenza di downloading dei brani direttamente alla tua sede SIAE locale. Qui non si tratta ne di streaming on demand, ne tantomeno di webradio ma di Download di brani completi!
Spero che la Società Italiana Autori ed Editori non ti obblighi a dovere rivoluzionare il tuo lavoro.
Grazie per i complimenti,
Salutoni.
“Per quanto riguarda la legalità, devo dirti che è opportuno tu richieda la licenza di downloading dei brani direttamente alla tua sede SIAE locale. Qui non si tratta ne di streaming on demand, ne tantomeno di webradio ma di Download di brani completi”
Pensi sia possibile ?
Si, per essere possibile dovrebbe essere possibile. Perchè non provi a contattare la sede siae locale, e dirci qui cosa ti dicono a riguardo?
Grazie, ti farò sapere.
Se posso chiederti un’ultima cosa invece riguardo il download di brani ipoteticamente non depositati, posso stare tranquillo ?
Ciao.
Ciao, Se i brani non sono sotto controllo SIAE, e in generale hanno licenze che permettono la condivisione, puoi stare tranquillissimo.
Ciao Fabrizio, sono Alessandro. Vista la tua disponibilità e competenza, io approfitto. Potrei sapere se brani con licenza Creative Commons possono essere ospitati da siti anche commerciali ? Se si, agli autori spetta una percentuale dalle vendite di eventuali oggetti in vendita nel sito ?
Ciao.
…e grazie !
@Alessandro: Se la licenza CC scelta dall’autore non prevede la clausola NC, sì. Per i compensi all’autore non ci sono regole specifiche nella licenza, farai bene a metterti in contatto con lui/lei/loro stesso/a/i.
Ciao Alessandro, quoto totalmente quello che ha detto Emanuele.
Onestamente non credo(ma sarebbe meglio verificare) che gli autori siano da ricompensare in base alla vendita di alcuni oggetti sul sito.
Per esempio, se tu vendi dei mobili via web, e i tuoi clienti ascoltano una web radio dal sito, se i brani degli autori trasmessi non sono coperti da vincoli SIAE, allora la vendita dei mobili non concorre al riconoscimento di un compenso, ma giustamente si trova un accordo ad personam con gli artisti trasmessi.
Ed imho sarebbe una cosa buona.
Ciao Fabrizio, e ciao Emanuele, grazie per la risposta.
Posso chiedervi se esiste un modo per contattare artisti intenzionati a concedere le loro opere sotto licenza CC ?
Grazie.
Ciao Ale,
Puoi utilizzare liberamente i brani che si trovano su siti come http://www.jamendo.com e http://www.anomolo.com (ce ne saranno sicuramente altri) e molti artisti danno anche i loro recapiti.
Se poi vuoi che un artista locale della tua citta` licenzi i suoi brani con Creative Commons, allora digli di registrarsi e di registrare anche le sue opere su anomolo.com, e` semplice e gratuito.
Se tutti gli operatori dei pubblici uffici avessero metà della tua competenza, disponibilità ed efficenza questo sarebbe un paese fantastico.
Grazie.
Ciao Fabrizio,Sono David e ti scrivo dall`Olanda insieme a mio fratello , abbiamo il sito Romaspia.com.Da i tracciati google scopro con piacere che sei l`unico luminare del settore web Radio in ITALIA.Ripeto con piacere perche`almeno con te sembra ci sia un contatto diretto,mentre la burocrazia ufficiale oltre a denotare un ignoranza diffusa in materia Web Radio dimostra i suoi limiti anche a facilitare le varie informazioni agli utenti e gli interessati della materia..Il mio punto di domanda anche se per te e Routine immaggino e questo.Ci piacerebbe andare on line con una radio.Il problema non e`tecnico,perche`saremmo in grado di creare la radio con tutto cio che concerne il discorso tecnico affiliato, ma vorremmo sapere , circa le tabelle da te elencate circa le categorie radio sul web, un prezzo circa medio annuo, considerando che si tratterebbe di una radio senza lucro con magari 3 news nel corso delle 24 ore complessive quotidiane.Poi un tuo punto di vista nel caso ci avventurassimo on line senza permessi vari.Ultima domanda trasmetterei dall`Olanda vale la pena di pagare la SIAE in questo caso ?Sono favorevole alla regole consigliami gli indirizzi dove rivolgermi e dimmi i costi minimi per iniziare senza troppa limitazioni di ascoltatori contemporanei..
Con i complimenti per la tua opera di servizio al settore,
DAVID
Ciao David, Grazie mille per i complimenti. Non credo di essere l’unico in Italia a parlare di tutto ciò, ma se fosse, ne sono molto contento.
Mi sono sempre impegnato nel fornire aiuto a chi me lo chiede, perchè secondo me prima di avere dei programmi open source, delle licenze o quanto altro, bisogna rendere open source la propria conoscenza.
Non sono nessuno per dire che in Italia ci sia una burocrazia ignorante, ma devo purtroppo ammettere che ciò sembra essere vero.
I prezzi annui, mensili o quanto altro dipendono da molti fattori. Il primo è la presenza o meno di contenuti coperti da diritti d’autore vincolati a SIAE, il secondo la presenza o meno di pubblicità.
Ti consiglio caldamente, per evitare di odvere combattere contro i mostri del male, di usare musica Creative Commons, con cui potrai fare radio senza rendere conto e ragione a nessuno, e dove potrai anche fare soldi.
Se hai contenuti coperti dalla SIAE, trasmettere dall’Olanda, non ti creerà nessun vantaggio, in quanto vale la giurisdizione italiana a priori.
Il sito della SIAE, e il modulo AWR, che ho linkato in un altra guida, sono abbastanza esaurienti in merito.
Grazie a te ancora, e complimenti per il tuo sito.
Salutoni
Ciao Fabrizio,
mi chiamo Carlo Trevisan e cercando informazioni sulle web radio mi ono imbattuto nel tuo blog… Mi scuso fin da subito se le domande che farò dovessero essere già stata discusse in passato, ma fino’ora nel web non ho trovato niente che “faccia luce” in modo esplicito rispetto a quello che sto cercando di capire in questi giorni…
Vengo al dunque:
sto progettando assieme ad altri compagni di avventura (in gran parte musicisti come me…) la costruzione di una sorta di web radio per musicisti non iscritti alla Siae (o ad altre organizzazioni parallele straniere), che, se disponibili a rilasciare una licenza Creative Commons, possano liberamente uploadare la loro musica.
I quesiti:
Che tipo di obiezione potrebbe sollevare la Siae o un altro istituto equivalente straniero ad una web radio che diffonde gratuitamente musica rilasciata con licenze Creative Commons?
Ovvero… potrebbe essere imposto ad una web radio di questo tipo il pagamento di qualche “licenza per la diffusione della musica”, posto che gli autori dei brani non sono iscritti alla Siae (o ad altro Istituto equivalente straniero), o che, pur esendo iscritti a qualche organizzazione straniera, decidono di licenziare parte della loro musica con C.C.?
In altri termini… una web radio deve pagare comunque solo per il fatto di essere una radio, o il pagamento è subordinato al tipo di licenza applicata alla musica?
Provo a dirlo in modo diverso con un esempio macroscopico: le legislazioni, in materia, equiparano Pandora a Jamendo?
E’ complicato per una web radio “che fa girare” musica Creative Commons armonizzarsi a tutte le legislazioni del mondo… nel momento in cui musicisti da tutto il mondo dovessero uploadare la loro musica (ipotesi stravagante ma neanche tanto…)?
Ho letto in rete circa l’accanimento (economico) che si sta scatenando nei confronti delle web radio che diffondono musica coperta da copyright tradizionale… come ad esempio Pandora, ma non ho trovato quasi nulla che riguardi altre realtà come Jamendo che adottano un modello completamente diverso (le Creative Commons per l’appunto) e sembrano viceversa in crescita. Mi pare di capire che Jamendo sia in qualche modo immune da certe “mazzate” proprio per la natura delle licenze adottate…
Da quello ch ho letto nel tuo blog, questa mia sensazione sembra confermata… ma mi farebbe piacere avere una tua opinione diretta.
Ti ringrazio per l’attenzione e mi scuso se queste questioni dovessero risultare per te “già sentite e risentite”…
Compimenti per il blog!
Carlo
Ciao Carlo, grazie per la visita.
cercando informazioni sulle web radio mi sono imbattuto nel tuo blog… Mi scuso fin da subito se le domande che farò dovessero essere già stata discusse in passato, ma fino’ora nel web non ho trovato niente che “faccia luce” in modo esplicito rispetto a quello che sto cercando di capire in questi giorni…
Non c’è problema, l’importante è essere chiari, parlare correttamente e puntualmente, di solito chiedo solo questo.
sto progettando assieme ad altri compagni di avventura (in gran parte musicisti come me…) la costruzione di una sorta di web radio per musicisti non iscritti alla Siae (o ad altre organizzazioni parallele straniere), che, se disponibili a rilasciare una licenza Creative Commons, possano liberamente uploadare la loro musica.
Bellissima iniziativa, mi raccomando cercate di renderla imponente il più possibile. Sono lieto che questi progetti nascano più facilmente che in passato.
Che tipo di obiezione potrebbe sollevare la Siae o un altro istituto equivalente straniero ad una web radio che diffonde gratuitamente musica rilasciata con licenze Creative Commons?
Assolutamente nessuna. La SIAE e società similari, hanno giurisdizione solo sugli artisti da lei tutelati e sulle loro opere d’ingegno, altrimenti, non sono una mafia.
Se dovessero creare problemi ad una radio, che sia in FM o una web radio, che non fa ASSOLUTAMENTE e DIMOSTRABILMENTE uso di brani con copyright, sei autorizzato a denunciare la siae per estorsione, e il primo che lo farà, vincendo, farà crollare questa lobby medievale.
Ovvero… potrebbe essere imposto ad una web radio di questo tipo il pagamento di qualche “licenza per la diffusione della musica”, posto che gli autori dei brani non sono iscritti alla Siae (o ad altro Istituto equivalente straniero), o che, pur esendo iscritti a qualche organizzazione straniera, decidono di licenziare parte della loro musica con C.C.?
ATTENZIONE. Se l’artista è iscritto alla SIAE, non può rilasciare brani in Creative Commons, in quanto il contratto di tutela con siae è vincolante in ogni singolo brano, che non può essere rilasciato con licenza differente. Informati quindi prima se tutti gli artisti che faranno parte del tuo portafoglio musicale, siano tutti svincolati dalla SIAE.
In altri termini… una web radio deve pagare comunque solo per il fatto di essere una radio, o il pagamento è subordinato al tipo di licenza applicata alla musica?
No, non si paga una tecnologia, si paga altro. Se tu effettui pubblicità tramite il flusso in streaming, allora dovresti realizzare qualcosa che certifica i contratti pubblicitari con i tuoi clienti, insomma devi pagarne (giustamente) delle tasse.
Ma se la tua web radio non ha fini di lucro, ovvero si limita a trasmettere musica in Creative Commons e voce di qualche speaker, non devi pagare nessuno.
Provo a dirlo in modo diverso con un esempio macroscopico: le legislazioni, in materia, equiparano Pandora a Jamendo?
No. Pandora e Jamendo NON sono uguali. Pandora è un servizio di Radio on Demand algoritmizzato, ovvero un servizio che permette(va) di ascoltare musica in base a quello che un intelligenza artificiale può identificare come “gusto” dell’utente. HA avuto molte paranoie con la RIAA proprio per i diritti d’autore.
Jamendo invece è un sito che valorizza e permette di ascoltare ed avere i brani di artisti che rilasciano i propri brani in creative commons, e nessuno potrà mai chiuderlo per problemi di copyright, grazie a Dio.
E’ complicato per una web radio “che fa girare” musica Creative Commons armonizzarsi a tutte le legislazioni del mondo… nel momento in cui musicisti da tutto il mondo dovessero uploadare la loro musica (ipotesi stravagante ma neanche tanto…)?
No. Il diritto d’autore è da tutelare, ma non come dicono le major. Con la Creative Commons puoi stare sereno.
Ho letto in rete circa l’accanimento (economico) che si sta scatenando nei confronti delle web radio che diffondono musica coperta da copyright tradizionale… come ad esempio Pandora, ma non ho trovato quasi nulla che riguardi altre realtà come Jamendo che adottano un modello completamente diverso (le Creative Commons per l’appunto) e sembrano viceversa in crescita. Mi pare di capire che Jamendo sia in qualche modo immune da certe “mazzate” proprio per la natura delle licenze adottate…
Da quello ch ho letto nel tuo blog, questa mia sensazione sembra confermata… ma mi farebbe piacere avere una tua opinione diretta.
L’argomento è complesso, dovrei parlarne in un intero articolo.
Per il resto, grazie per i complimenti.
Se vuoi ringraziarmi, c’è un solo modo, continua e credi nel tuo progetto. Non ha senso che si continui in questo modo. La siae DEVE crollare, in quanto è solo un freno alla trasmissione della musica e della cultura, del resto non credo che Vasco Rossi viva di SIAE
Salutoni, ricommenta se servono altre delucidazioni.
Beh…
il mio ricommento è prima di tutto un GRAZIE cubitale!
Vedo, entrando nel merito di alcune osservazioni da te postate, che Jamendo (scusa se mi riferisco sempre a jamendo ma mi sembra l’esempio più chiaro da usare…) sfrutta alcuni strumenti pubblicitari (come ad-sense) e trattiene una piccola quota delle donazioni fatte dagli utenti agli artisti iscritti.
La mia opinione (ma non sono un giurista) è che il concetto di lucro (utilizzato dalla legge italiana sul diritto d’autore) va inteso specificamente in relazione all’utilizzo dei brani musicali. Ovvero: un conto è la diffusione di brani rilasciati in CC… rispetto ai quali una web radio o un portale come jamendo non beccano un quattrino, pena la violazione della licenza rilasciata dagli utenti stessi; un altro conto sono le fonti di finanziamento che il sito medesimo escogita per sopravvivere, come ad esempio fonti di reddito pubblicitarie, che non devono essere direttamente correlate alla diffusione della musica.
Per quanto riguarda la Siae e i vari baracconi sparsi per il mondo… è solo questione di tempo…
Certo fa molto dispiacere osservare come in Italia un artista iscritto alla Siae perda persino il diritto a pubblicare le opere future con licenze diverse da quella prevista per i soci Siae.
In pratica la Siae si sostiuisce in tutto e per tutto all’artista arrivando all’assurdo di tutelare anche le opere “che non esistono ancora!” Roba da pazzi… Quando ho letto questa cosa non ci credevo!
Il guaio, purtroppo, è che molti ragazzi che suonano credono ancora che iscriversi alla Siae sia l’unico modo per tutelarsi, quando – strumenti alternativi di deposito delle opere a parte – la pratica del download con e-mule di fatto rende anacronistico qualunque tentativo di tutela effettiva del copyright.
Infine ti ringrazio per l’incoraggiamento… Stiamo lavorando sodo a questa idea e ci crediamo tantissimo. Quello che mi preme dire ora è che, fortunatamente, capita di incontrare persone in gamba che senza chiedere… danno!
Ho aggiunto il tuo blog ai preferiti!
Carlo
Per la SIAE, anche se tu pubblicizzi un panificio nel sito e non lo menzioni alla radio, devi pagare per la pubblicità che fai. Come se uno per sentire una radio debba passare necessariamente per un sito, e come se uno che passa dal sito di una radio, debba ascoltarla per forza.
Incredibile e scandaloso, come al solito.
Ciao Fabrizio,
prometto che questa è l’ultima volta che ti disturbo per questa faccenda…
Mi rifaccio ad un tuo post:
“No, non si paga una tecnologia, si paga altro. Se tu effettui pubblicità tramite il flusso in streaming, allora dovresti realizzare qualcosa che certifica i contratti pubblicitari con i tuoi clienti, insomma devi pagarne (giustamente) delle tasse.”
La domanda è: le tasse sono una cosa, i forfait o altre diavolerie da pagare alla Siae sono altro… Quindi, se il mio futuro portale “creative commons” mette ad-sense e qualche altra pubblicità (magari del panificio di cui parlavi tu…) oltre a pagare le tasse su quello che ricava dalla pubblicità deve pagare anche la Siae?
Non mi sembra sia così… visto che i loro contratti di licenza si riferiscono agli artisti iscritti e da loro tutelati, ma… come dire, quando si parla di Siae non si può mai essere sicuri di niente!
Grazie ancora e buona giornata!
Carlo
ciao
voglio aprire una web radio solo per parlare con gli amici di tutto e di piu’..
quindi niente musica, devo pagare qualcosa?
Ciao Alex.
Se non trasmetti musica, la tua web radio diviene un mezzo per comizi via ip, e non devi pagare nulla.
Ciao Fabry,mi chiamo Alessio,e vorrei sapere qualcosa di + sulla possibilita’ di aprire una web radio personale.So che il costo annuale e di 480 euro al mese.Ma oltre a questa cifra,devo pagare altro?Quali cifre?Cs mi consigli?Ciao.Grazie
Ciao Alessio, benvenuto.
Le major boicottano molto le radio personali, e ti spiego perchè. Effettivamente per avere contatti illimitati alla radio, alla siae basta pagare 480 euro l’anno. Ma la SCF? Per la SCF, che occorre necessariamente pagare, ci sono non solo degli altri costi, ma altre limitazioni.
La principale limitazione imposta da SCF per le radio personali, è la banda passante! Si IMPONE che non si superino i 640 kbps, ovvero un inezia.
Quindi pensatela bene a fare tutto interpellando siae e scf, passa a creative commons.
Le informazioni contenute nelle domande e risposte sono molto utili e aiutano molto chi è interessato alla radio sul web e alcune cose sono utili anche per chi ha la radio tradizionale via etere.
A tutti gli appassionati partecipanti alle discussioni chiedo eccezionalmente la gentilezza di fornirmi, se è possibile, notizie circa l’apertura di una RADIOSTREET con raggio limitato via etere per fini umanitari, religiosi, informativi locali, coinvolgendo Parroco, Sindaco, ProLoco ecc.
So che questo forum forse non è adatto ma se qualcuno può aiutarmi, può scrivermi sul mio indirizzo email.
Grazie
Felice
Ciao Felice, i miei contatti sono nella pagina apposita, se vuoi, puoi prenderli.
ciao Fabrizio, sono Serena. sto lavorando con l’università per creare una webradio istituzionale..ma molte cose non sono chiare: innanzitutto, è compreso nel contratto SIAE la lettura di libri?o il passaggio di tracce audio prese da un film? o per questo ci sono altre autorizzazioni? grazie mille
Ciao Serena, mi dispiace se sono poco chiaro.
Per lettura di libri intendi la lettura vocale durante le trasmissioni in radio di libri coperti da vincoli SIAE?
In tal caso non ci dovrebbero essere troppi problemi, ma informati direttamente con l’ufficio multimedialità, perchè la SIAE è famosa per chiedere sempre un euro in più. Per quanto riguarda l’audio dei film non c’è problema, in quanto anche essi sono brani vincolati a SIAE e quindi disponibili una volta acquisita la licenza.
Salutoni, ricommenta quando vuoi.
la SIAE non ha risposto alle mail, allora ho letto ogni rigo del contratto di licenza, infine:
-nel repertorio SIAE sono presenti le “colonne sonore di opere cinematografiche e audiovisive” (quindi OK)!
-per la lettura di libri devo richiedere alla SIAE un’ulteriore autorizzazione, ovvero l’OLAF(Opere letterarie e Arti figurative) (quindi costi aggiuntivi, doh!)
?posso farti una domanda? si potrebbe far sentire le canzoni in filodiffusione all’interno dell’università? non ci sarebbero problemi vero? scusa se ti tartasso con le domande! ciao!!!SERE
Ciao Serena, capisco che alla SIAE arriveranno centinaia di MAIL, ma un organismo monopolista, dovrebbe comportarsi in modo più responsabile, ma come penso io, è solo un ente mangiasoldi.
Be sai, L’OLAF riguarda permessi per fotocopiatura, riproduzione cartacea… io non penso che mi sia vietato leggere qualcosa pubblicamente, ma poi non so.
La filodiffusione universitaria è possibile ovviamente, ed ha la stessa regolamentazione di QUALSIASI radio purtroppo. Non so se tu intrendi diffusione via etere (i costi sono eccessivi, mentre le bande disponibili pochissime) o parli di una web radio. Argomenta meglio, e parla direttamente col magnifico rettore
Ciao Fraby,volevo chiederti se devo per forza pagare la SCF,dato che ho ricevuto via email da una persona mia conoscente,una sentenza di una ragazza che a avuto la visita dalla finanza,da parte della SCF,cn tanto di sequestro di pc e materiale vario.Dopo di che la suddeta ragazza a vinto la causa,evitando di pagare da quel momento in poi la SCF,dato che gia’ pagava la SIAE,la quale e gia’ detentrice di tutto cio’ che concerne musica e diritti vari.Fammi sapere.Grazie Ciao
Ciao Alessio, invece No.
A parte il fatto che una sentenza non è vincolante.. in Italia non esiste il principio del precedente.
La SIAE detiene i diritti solo ed esclusivamente per gli autori ed editori, non per i fonogrammi.
Rinuncia a pagare entrambi, passa a creative commons.
ciao Fabrizio,
non disturbo +, volevo solo dirti che è arrivata la risposta dall’ufficio multimedialità:
-non è compreso nel contratto SIAE far sentire musica in filodiffusione nell’Univ! (parlo di webradio).
bisogna rivolgersi a “musica-accordi” per chiedere ulteriore permesso!
complimenti per il sito..
Serena
Ah complimenti! Di bene in meglio.. si fa di tutto per fare pagare di più…
P.S nessunissimo disturbo.
Ciao ancora Fabry,ascolta,posso avere un consiglio su che server utilizare per trasmettere cn la mia futura radio via web?uno che nn costi tanto e mi dia tutto cio’ che serve per trasmettere.Ciao grazie ancora
@Alessio #54: Non è questo il posto per parlarne, ricommenta nella sede opportuna per favore.
ciao Fabrizio;
innanzitutto complimenti per l’utilità del tuo blog, e anche per la tua disponibilità e chiarezza.
sono Diego, sono moderatore insieme ad un altro ragazzo della sezione “musica” di FerrarForum, il forum ufficiale della nostra città: stavamo pensando di aprire una webradio del forum e ci stavamo documentando sulle questioni legali della siae, mi sono documentato un po’ sul tuo blog e ho scoperto cose che non sapevo, ma ho ancora qualche dubbio: secondo te (visita pure il nostro sito), ci converrebbe fare un contratto come webradio istituzionale o privata? (dubito che manderemo in onda pubblicità se potessimo realizzare la webradio). ti chiedo ciò, perchè sicuramente supereremo i 30 IP connessi, e spendere 480 euro annue (se ho capito bene) ci sembra eccessivo.
inoltre, vorrei ricevere ulteriori delucidazioni sul tabulato che bisogna mandare annualmente (sempre se ho capito bene) con i titoli dei brani messi in onda: cos’è? una specie di “borderò” da compilare giornalmente con TUTTI i pezzi che vanno in onda?! anche se mandiamo in onda 5 secondi di loop di sottofondo ad un programma parlato bisogna inserirlo?
infine un’ultima cosa: ho sentito da voci di corridoio che se si crea una webradio che trasmette a 22.050 khz e in mono, o comunque ad un certo bitrate (come esempio penso si possa prendere http://www.rootsrockreggae.com.jm) non si è tenuti a pagare la siae perchè non la riconosce come standard qualitativamente alto; è possibile?!
grazie mille per l’attenzione. un saluto,
Diego.
ciao fabrizio
interessante ed utile questo blog..:),soprattutto per noi appassionati di musica e amatori di web-radio.Ho ,insieme ad un altro gruppo di ragazzi,appena finito di registrare le trasmissioni per la nostra nuova web radio personale,senza mai ancora averle messe online ,perchè in attesa dell’autorizzazione AWR . Consultandomi con un avvocato e interpretando quelle astrusissime clausole contrattuali(vessatorie !!!!!!!!!), abbiamo prima scoperto limitazioni (una dopo l’altra) e adesso che ci sarebbero ulteriori pagamenti da sostenere (SCF???)…..
Compresa la ragione , allora , della diffussissima proliferazione di illegali radio online , mi chiedo allora quali possano essere le conseguenze di una simile scelta..(che per quanto biasimevole possa essere mi sembra inevitabile di fronte a così limitanti condizioni)??
Ciao Fabrizio, complimenti per il tutorial innanzitutto. Ho cercato di leggere tutto anche se c’è un bel po di materiale. Ma alcune parti non mi sono molto chiare. Vorremmo fare una piccola radio, diciamo un centanio di ascoltatori. Personale….o appoggiata ad una associazione culturale, se serve a risparmiare qualcosa. Diciamo che vogliamo trasmettere un paio d’ore al giorno. Se paghiamo le 480 euro siamo ok? cioè…i diritti sugli autori trasmessi come vengono calcolati? Grazie mille…e tanta musica a tutti!!!
Ok risolto, ho riletto tutto e ho capito. Ho però un’altra domanda se sei disponibile. Vedo che il post è un’pò datato.
Inserisco il commento nel post giusto…winamp avanzato. Grazie. Ciao
Ciao Fabrizio sono spesso tra le tue pagine come visitatore e ti faccio i miei complimenti.
Vado al punto… Io vivo in Tailandia e vorrei realizzare una Radio Web Personale (o forse Comunitaria visto che, leggendo il forum, dovrebbe convenire ma non saprei da dove cominciare per realizzare una comunita’…. di Italiani all’estero per esempio…uhm). Se ho capito bene i costi dovrebbero essere:
250 Euro per un anno alla SIAE
350 Euro per un anno alla SCF
(solo un Massimo 10 ascoltatori a 64 Kbps ma dubbito che possano verificare questo dato con le opportune scelte tecniche)
Detto questo la mia prima domanda e’:
Considerando che lo streaming parte dalla Thailandia (dove risiedo) per poi essere ‘distribuito’ su un server negli Stati Uniti da un servizio host di streaming italiano, (mediastreaming.it) devo comunque seguire tutta la prassi sopra elencata o posso svincolare in qualche modo?
)
Seconda e ultima domanda: dove posso trovare i moduli per richiedere (non ci credo che posso svincolare…) i permessi SIAE e SCF ?
Grazie un Saluto
ps: come soluzione alternativa avevo pensato (e ne ho sentito ‘parlare’ anche da te…) c’e’ la possibilita’ di realizzare la Web Radio solo per determinati utenti (abilitati appunto ad ascoltare la radio), ma certo la cosa non sa tanto di Radio…. Libera.
ThaiFriend!
@ThaiFriend:
Grazie per i complimenti
Il tuo caso è abbastanza complicato, devo ammetterlo. Credo che nel tuo caso la giurisdizione non sia Italiana, anche perchè tu risiedi all’estero.
Nel caso in cui si dovesse adottare la normativa italiana, ormai ti conviene fare una web radio personale, perchè SCF ha tolto i vincoli di banda per le web radio personali, che prima metteva.
Chiamerò la siae per farmi dare informazioni più puntuali, perchè le norme da adottare nel tuo caso non sono affatto chiare.
Stay Tuned
Ciao Fabrizio e grazie per la prima rapida risposta.
….e’ vero che risiedo all’estero ma il sito WEB (dove si appoggera’ la radio) e’ su un server in italia e il 30% della musica sara’ italiana.
Ok a presto ..appena puoi.
ThaiFriend
Saluti
@ThaiFriend: Allora si, la normativa è quella italiana.
[...] VI ho parlato anche troppo del rapporto che ogni Web Radio regolare deve avere con la siae sia commentando il modulo awr che commentando la tabella di pagamento. [...]
Ciao fabrizio ottimo questo blog
Volevo chiederti una cosa… ma se apro una webradio amatoriale e faccio sia licenza siae sia scf con le rispettive “una tantum” poi devo anche comunicare con precisione le canzoni eseguite???
Cioe per esempio se do l’accesso per trasmettere oltre che a me stesso anche a miei amici dovrei chiedere a ognuno di loro la musica che ha trasmesso quando c’era lui che trasmetteva? Per poi comunicare con precisione a siae e scf? Mi pare esagerata la cosa… o mi sbaglio?
Cmq ripeto ottimo blog
@jack:
Leggi questo articolo ed eventualmente ricommenta…
http://www.fabriziomondo.com/blog/2007/01/09/normative-siae-per-le-web-radio-in-italia/
ciao vorrei sapere il procedimento e quanto costa aprire una radio (licenza,siae,diritti d’autore ecc.)
grazie
@Alessandro:
Serve anche un cappuccino? Direi che magari è meglio se leggi gli articoli e poi poni una domanda più decente.
ma sei fanatico di natura o è il web che ti rende così simpatico?
ma vaffanculo
@Alessandro:
Grazie per il vaffanculo, ricambio. Mi rendono simpatico le richieste non mirate, e le domande fatte come se io lavorassi per te, chiedere quelle cose, significa NON avere letto l’articolo.
Fammi una cortesia, la prossima volta in Perù, restaci.
Ciao Fabrizio. Sono entrata oggi per la prima volta sul tuo blog. Lo trovo completo e ottimamente organizzato. La mia intenzione è quella di aprire una web radio. So che i costi per metterla in regola sono abbastanza elevati ma vorrei fare una cosa fatta bene. Ho letto ancora molto poco di tutto ciò che c’è da sapere…
Ho già fatto parte di una web radio come dj ma nn facevo parte dello staff “di creazione” della stessa, se così si può dire. In ogni caso voglio provarci pur non sapendo da dove cominciare. Seguirò le tue istruzioni passo passo augurandomi di avere il tuo ausilio in caso di problemi.
tu fammi un in bocca al lupo!! Grazie a priori.
ciao
@Viviana: In bocca al lupo! Se serve qualcosa, commenta pure il blog…
Ciao, una curiosità
ammettiamo che io voglia aprire una web radio e che mi metta in regola con ogni adempimento.. Posso trasmettere materiale di cui non ho l’originale senza incappare in sanzioni? Ad esempio cd prestati, o file mp3 passati attraverso msn… io credo di si, perchè pagando tutti i diritti che hai menzionato tu..i cantanti interessati vedranno comunque un compenso.. ma vorrei averne la certeza con una tua risposta.
Grazie
@Klaudio:
In teoria no, dovresti comprare in originale tutti i brani che trasmetti, ma in pratica non ti romperebbero le scatole…
Ciao Fabrizio..complimenti per il sito.. Vorrei creare un programma tv visibile esclusivamente sul web in streaming on demand. Una puntata di 40 minuti a settimana. Tutto autoprodotto e senza scopo di lucro.. ci saranno, giochi, rubriche, ospiti ecc.. In 3 momenti della puntata ci saranno degli stacchetti musicali di un minuto circa l’uno, dove saranno riprodotte 3 canzoni coperte da diritto siae .. quindi 3 minuti totali di musica montata su video.. secondo te devo pagare la siae ? Ancora complimenti.. Ivan
@Ivan:
La tua domanda non riguarda l’articolo in se e per se.. qui si parla di web radio.. per quanto riguarda il tuo problema, posso dirti che le regolamentazioni siae per le web tv, sono simili a quelle per le web radio. Per cui, credo che una licenza dovresti comunque richiederla, in base agli stessi fattori che contraddistinguono una web radio da un altra.
Ciao Fabrizio…
Sono Luca e avrei intenzione di mettere su una radio… Dal punto di vista tecnico non avrei nessun problema… Neanche per la regia automatica (soma suite, audacity, amarok e naturalmente linux fanno il suo lavoro)… Mixer micorfoni etc non ho problemi… Avrei anche un TX FM che vorrebbe soltanto potenziato per andare in onda nelle vicinanze oltre che su internet…
Ora vorrei conoscere il necessario dal punto di vista economico per metterla su… Escludendo i costi della banda o del servizio per lo streaming, di cosa ho bisogno??? Licenze ed autorizzazioni per la frequenza, autorizzazioni per il web, licenze per i diritti di autore e dei supporti fonografici
Insomma quanto pagherei di SIAE, SCF, licenza FM e quant’altro… Un riepilogo definitivo dettagliato (nel sito della SIAE e del Ministero delle Comunicazioni si ha difficoltà a trovare le info, inoltre su internet c’è poco) di quello che nel 2008 si deve tirare fuori per iniziare …
Inoltre vorrei sapere se ho bisogno di pagare qualcosa anche se utilizzo soltanto musica CC…
E se volessi farmi dare una licenza per una frequenza FM??? Preannuncio che qui ci sono i 3 canali radio e due radio private e basta…
Insomma… Avrei bisogno di un piccolo riepilogo, così da vedere se ne vale la pena imbarcarsi con qualche amico in un’avventura un po’ fuori dal normale
…
La mia intenzione è quella di fare un qualcosa di assolutamente libero da programmazioni, obblighi di tempo etc… Un po’ come si faceva 30 o 40 anni fa con le radio FM… Trasmissioni registrate, quando ho voglia vado in diretta etc, evitando quindi di dover comunicare i palinsesti, evitare per quanto possibile pubblicità etc… Il tutto con la minore spesa possibile (escludendo corrente, computer etc., che sicuramente sarebbero il minimo)…
Se mi fai un riassuntino te ne sarei veramente grato… Ho già visto su la parte relativa alla SIAE, ma SCF ed il resto???
Grazie mille… Ciao!! Buon lavoro
anche io progettavo di organizzare una radio web, ed anche io sto odiando la siae e tutti i suoi cavilli
esisterà però uno stato con regole più chiare e meno truffaldine, mi pare assurdo il contrario
basterebbe usare un server ripetitore in un’altro stato, si può o se la trasmissione è globale ma in italiano rivendicano lo stesso qualcosa?
@Sardyland:
Se cerchi nell’indice articoli web radio, noterai che ci sono diversi articoli dedicati alle web radio.
Cerca quelli dedicati a SIAE e SCF; e leggili tutti. Li viene spiegato abbastanza dettagliatamente tutto quello che serve e tutto quello che devi valutare per inquadrare la tua radio in una ristretta categoria.
Una volta fatto questo, rileggi questo articolo e puntualizza la tua domanda.
@fehu:
E’ uno dei punti più controversi, per la siae conta il registro linguistico, mentre per la legge no. Purtroppo non siamo ancora riusciti a fare luce a riguardo, ma visto e considerato che ci sono società consorelle della siae in altri stati, credo che il problema vari di poco pagando qui o fuori dall’italia
La SIAE è un organismo di pura oppressione, repressione e limitazione della creatività! Alla faccia del loro slogan “dalla parte di chi crea”… e stica**i! Siamo ai limiti dell’Inquisizione…
Ciao Fabrizio,
innanzitutto complimenti per il sito/blog
Ho letto sia questo articolo, sia quello che parla della documentazione necessaria che serve per poter fare una web radio.
Sinceramente non capisco una cosa, e cercando un pò nella rete nn ho trovato risposta,
Quando c’è scritto: se una web radio genera un utile inferiore ai 3000 euro annui, al lordo dell’articolo 4 della normativa, si considera radio comunitaria o di organismo pubblico.
Come fanno loro a sapere l’utile che ricavo io dalla radio!? Ma soprattutto, l’utile derivante da cosa? dai possibili banners nel sito? O dalla pubblicità che passiamo radiofonica?
Perchè a questo punto se uno fa una radio, senza passare pubblicità radiofonica, rientra in quella personale da 480€ e amen.
Mi sarebbe molto utile una tua risposta in merito a questo quesito.
Ti ringrazio fin da ora per la risposta e ti auguro una buona giornata.
@Marco:
Non è cosi semplice come dici.
Devi considerare quanto detto da un punto di vista contrario al tuo. Se una radio commerciale, guadagna meno di 3000 euro annui, allora deve valutare se stessa alla stregua di una radio associativa.
Per quanto riguarda il resoconto degli utili della radio, di questo non so dirti molto, ma posso provare ad intuire. Considera che una radio che trasmette pubblicità sottintende dei contratti tra chi riceve il servizio pubblicitario e chi lo eroga, idem dicasi per la pubblicità sul sito che fa capo alla radio.
Se non vengono rendicontate tali entrate, si ha un illecito.
Per quanto riguarda modalità di controllo, non saprei dirti.
Non è vero che se non guadagni niente rientri nella radio personale ad ogni costo. Se una radio fa capo ad un associazione deve essere comunque considerato il contratto per associazioni, in quanto non si ha piu una sola persona fisica a capo dell’emittente.
Se ci sono altri dubbi, ricommenta, per cortesia con una mail valida.
Ciao Fabrizio,
ho messo la mail valida
Come penso tu sappia, per quanto riguarda gli introiti tramite banners, in molti casi nn prevedono contratti da stipulare e possono portare solo cifre irrisorie (mi vengono in mente i banner di google che ti danno tipo 0.02 cent ogni volta che vengono cliccati).
In questo caso, io sono un’associazione e faccio “pubblicità” solo tramite banners dei quali non ho nessun contratto, sto commettendo un illecito!? E perchè!? Se in questo tipo di pubblicità su internet non è previsto un contratto dietro?
A questo punto cmq credo di essermi perso un pezzo dei tuoi ottimi report.
Un’associazione che non fa pubblicità quanto dovrebbe pagare e cosa deve fare per essere in regola?
Se puoi rimandami al report dove ne parli.
Ti auguro una buona giornata.
@Marco:
No, non staresti commettendo un illecito, ma la siae dovrebbe saperlo. Per questo, purtroppo, devi contattare direttamente loro. Vedrò di prepararmi un decalogo di domande da fare alla siae, alla luce delle numerose richieste.
Per quanto riguarda notizie propedeutiche a questo articolo, leggi il terzo articolo dell’indice articoli dedicati alle web radio.
Sto pensando di aprire una web radio…Se io scelgo di fare il contratto per webradio personale, posso trasmettere qualche sponsor per ripagarmi la cifra annua che pago oppure la cosa è considerata come introito e quindi non è più radio personale?
@Paolo:
No, le forme di pubblicità non sono previste nelle web radio personali
Ciao Fabrizio, prima cosa complimenti per tutto quello che fai e per la tua competenza.
Seconda cosa volevo chiederti, a me piacerebbe aprire una web radio sul mio sito per trasmettere bootleg: sono delle registrazioni non ufficiali, quindi non registrate alla SIAE, di concerti o performance in studio. Da quello che so, è sicuramente illegale registrare e distribuire a pagamento questi prodotti, ma in teoria non è illegale scambiarle senza scopi di lucro, ad esempio con il file sharing. Cosa mi dici in merito, soprattutto per quanto riguarda trasmetterli sul web? Ti ringrazio e ancora complimenti.
@Antonello:
Grazie per i complimenti.
Anche per i bootleg è ancora valida la legge urbani, per cui bisogna stare attenti.
Anche perchè i bootleg, non avendo ufficialità di registrazioni originali, rischiano di violare anche le condizioni di un eventuale contratto con siae, che vieta la manipolazione dei brani.
Mi informerò nel dettaglio.
Stay tuned!
Ciao fabrizio.
Senti, ti volevo chiedere una cosa: Sciax2 Radio: non siamo iscritti alla siae, quindi trasmettiamo solo musica libera, ma se trasmettiamo canzoni sotto siae “remixate” succede niente, o è sempre “illegale”?
Ciao,
PIETRO95.
@Pietro95:
Dipende dal concetto di remix.
Se le canzoni sono riconoscibili, anche nel caso di bootleg, credo che non sia proprio legale farlo senza licenza. Occorre approfondire con la siae stessa.
Ciao Fabrizio e innanzitutto un grazie in anticipo, anche da me.
Senza inutili preamboli passo velocemente ai miei dubbi (oltre ai consigli anche il tuo tempo è prezioso!) nella speranza che anche altri possano ricondursi a questo nostro caso:
abbiamo in progetto l’apertura di una web radio (musica superiore al 75% e parlato); queste le caratteristiche essenziali:
- assolutamente senza introiti e/o pubblicità;
- di tipo “amatoriale” o con l’eventuale possibilità di essere “comunitaria”;
- ascoltatori potenziali non superiori a 30;
- un po’ più esigenti in materia di qualità audio (amiamo il “bel suono”): quali caratteristiche di streaming ed altro? (e, se possibile, quali sono orientativamente i costi per la connessione?);
- potremmo anche pensare di rinunciare ad un sito o ad una specifica pagina Internet per fare il link alla radio (mi sembra di capire che ci siano differenze);
Con queste caratteristiche Ti sarebbe possibile fare una sommaria quantificazione dei costi? (diritti di autore, fonografici, ecc)
… ed ancora: a riguardo dell’elenco dei brani trasmessi quali obblighi ci sono e come adempiere praticamente agli stessi?
Grazie ancora in anticipo; possiamo ancora rivolgerci a Te in caso di eventuali dubbi futuri?
Ciao.
gf1.
@Gf1:
Per questo articolo posso solo darti i costi siae, per il resto dovresti ricommentare in altri articoli, dedicati ai vari casi.
Io faccio anche consulenze private e mirate, come tutoraggi per la creazione e gestione di emittenti web radiofoniche, ma a pagamento e sulla base di un progetto valido.
Tornando a noi, in base alle tue richieste, il profilo ideale è Web radio personale con utenza minore di 30 ip contemporanei, che costa 240 euro annui.
Grazie Fabrizio per l’attenzione; devo dire che più scorro la normativa in materia e più ho le idee confuse; a questo punto avrei bisogno di un consiglio pratico perchè prima di avventurarci in un qualsiasi progetto di web radio ci viene richiesto di avere almeno un’idea di massima sui vari costi da sostenere. Ad esempio: tra oneri di Siae, SCF nonchè spese per ADSL e Streaming è fattibile ipotizzare un costo complessivo di 2000 euro /anno? (o siamo completamente fuori pista?)
Buon lavoro.
Ciao Fabrizio, 240 euro annui. x una Web Radio Personale come la mia mi sembra un furto.. Quanto meno la metà, mi sembra una cifra giusta da società corretta. Con questi prezzi parlo di Web Radio Personali con meno di 30 ascoltatori, la SIAE non fa una bella figura..
Ciao Fabrizio, mi sono affacciato da poco al mondo delle web radio e della diffusione della musica online e devo dire un enorme grazie a te e al tuo sito che sono una tappa quasi obbligatoria per i profani che vogliono capirci qualcosa!!!
Con alcuni amici stiamo tentando di creare un qualcosa che, magari a lungo termine, ci permetta di vivere secondo quelle che sono le nostre passioni, e cioè la musica!
Abbiamo quindi pensato ad una web radio commerciale e abbiamo iniziato ad informarci e a fare qualche calcolo, con risultati devo dire molto scoraggianti…
In sostanza vorrei sapere un tuo parere se al momento in Italia è possibile partire con un progetto del genere e riuscire a stare in piedi e quali consigli avresti da darci (oltre a quello di usare creative common, che permetterebbe si di ridurre notevolmente i costi ma non so quale ascolto potrebbe garantirci…).
Grazie in anticipo per il tempo che vorrai dedicarmi!
Matteo
@Matteo:
Le tue perplessità purtroppo sono anche le mie. Domandarmi se le web radio commerciali possono sostenersi e sopravvivere, per adesso è anacronistico, è una domanda a cui non posso rispondere.
Si può fare di tutto per essere professionali, si possono trovare tanti trucchi per risparmiare, ma una buona dose di denaro per lo startup è necessario.
Se volessi, potremmo considerare l’ipotesi di fare dei conti sulla base delle disponibilità economiche che avete, per fare cominciare i vostri progetti.
Ciao Fabrizio,prima di tutto volevo farti i complimenti,perchè questo blog è molto bello e ricco di consigli utili!
Volevo farti una domanda…io vorrei aprire una web radio con un gruppo di amici,e ho intenzione di metterci su canzoni con licenza Creative Commons,sia per non pagare la SIAE,e i suoi artisti già ricchi,sia per diffondere musica altrettanto bella e libera.
Anche se metto queste canzoni,devo pagare comunque la SCF?
Grazie in anticipo…e continua così!
@Chikara
Ovvio che se usi le licenze CC non devi pagare ne SIAE ne SCF!
Devi solo fare caso al tipo di licenza CC utilizzata dagli artisti: se la tua webradio non è commerciale puoi trasmettere liberamente tutte le canzoni; se invece la tua radio è commerciale dovresti trasmettere solo le canzoni per i quali gli artisti hanno dato il permesso per l’uso commerciale, ossia le licenze BY E BY-SA. (in ogni caso puoi sempre prendere accordi con l’artista e farti dare il consenso per trasmettere anche le canzoni che vietano l’utilizzo per scopi comm.).
Io (come la maggior parte di voi credo) prendo le canzoni da Jamendo e volevo chiedervi cosa ne pensavate a proposito della licenza commerciale Jamendo PRO. In sintesi questa licenza consente a chi utilizza i brani di Jamendo per scopi commerciali di acquistare ad un prezzo vantaggioso (il vantaggioso si intende nei confronti della SIAE) i brani in catalogo. La domanda che mi sono posto è questa: che bisogno c’è di pagare una canzone per la quale l’artista ha già dato il consenso per l’utilizzo commerciale? La risposta l’ho trovata nelle FAQ:
“Le licenze Creative Commons BY e BY-SA informano che gli artisti non sono contrari a un uso commerciale della loro musica, questo però non significa che non intendono essere remunerati.
La licenza Jamendo PRO garantisce in modo legale che l’uso commerciale che farai della musica (sonorizzazione della tua struttura / progetti audiovisivi) non comporterà alcun pagamento agli enti di colletta e gestione dei diritti d’autore(tipo SIAE).
Il semplice fatto di scaricare una canzone su jamendo.com non basta a provare legalmente che gli artisti non sono iscritti a una società di colletta dei diritti d’autore.
Sottoscrivendo una licenza Jamendo PRO, riceverai un certificato che andrà presentato agli enti di colletta e gestione dei diritti d’autore in caso di controllo. Questo certificato Jamendo PRO è riconosciuto da tali enti.”
Secondo me è solo una trovata furba per estorcere un pò di soldi a chi non mastica molto l’argomento. Mi piacerebbe sentire anche la vostra opinione su questa cosa, per farvi un’idea potete dare un’occhiata qui http://pro.jamendo.com/it/faq
Un saluto a tutti ed in particolare al grande Fabrizio che illumina il cammino di tutti gli amanti delle web radio in Italia
Il semplice fatto di scaricare una canzone su jamendo.com non basta a provare legalmente che gli artisti non sono iscritti a una società di colletta dei diritti d’autore.
Ciò va in contraddizione con quanto scrivono nel loro sito.
Se un brano è disponibile su jamendo con una licenza Creative Commons, allora non si può avere contemporaneamente una tutela siae, che poi un autore lo faccia per sport, quando in realtà non è cosi (ovvero il brano è rilasciato in CC, ma in realtà è tutelato dalla siae) non è prevedibile, e non possiamo farci molto…
DOvremmo avere la certezza, anche contattando gli autori, di avere a disposizione legalmente l’utilizzo dei loro brani, commercialmente o no.
raga ma lasciate stare jamendo quel tipo di musica li non paga come ascolto fare una radio con quello che ti offre jamendo significa partire con una radio sconfitta dall inizio. bisognerebbe rivedere la legge siae,o qualche server italiano si metta a fare quello che sta facendo radionomy purtroppo ancora tabu per noi italiani.pagare una piccola retta mensile ospitare sulla propia radio dei comunicati commerciali.cosi il server puo pagare anche i diritti di autore come del resto succede su live365.
Da cordinatore della Sciax2 Radio, posso dire che trasmettendo musica presa da jamendo non si raggiungono grandi ascolti (gli utenti registrati al sito sono 13.000 e passa), arriviamo sulla soglia dei 10-11 ascoltatori a diretta e dei picchi di 40-50 ascoltatori durante le interviste ad ospiti speciali quali Chiasso, Aliver J, e tanti altri artisti di musica libera e con dibatiti come quello con l’organizatore del Copyleft Festival. A mio parere questa legge sulle webradio deve essere riveduta.
@Roberto Radio One
raga ma lasciate stare jamendo quel tipo di musica li non paga come ascolto fare una radio con quello che ti offre jamendo significa partire con una radio sconfitta dall inizio.
Non posso proprio darti torto.
C’è solo da dire che fin quando la gente non riuscirà a capire che la musica da ascoltare è la musica che piace, e non quella imposta, o pubblicizzata, saranno sempre dolori.
qualche server italiano si metta a fare quello che sta facendo radionomy purtroppo ancora tabu per noi italiani.pagare una piccola retta mensile ospitare sulla propia radio dei comunicati commerciali.cosi il server puo pagare anche i diritti di autore come del resto succede su live365.
Peccato che per la siae, non importa se tu fai radio con un server shoutcast locale, esterno, con live365, o con radionomy.
Non mi risultano confronti di questo tipo con la siae, ognuno è artefice delle sue trasmissioni, ed è tenuto a stipulare un contratto awr.
Questo implica che parliamo molto di aria fritta.
@Pietro95:
Ci sono passato anche io.. o si sceglie di fare le cose regolari, o se ne accettano le conseguenze.
Purtroppo viviamo in un paese in cui una legge, anche se ingiusta palesemente, deve essere rispettata.
* 480 € all’anno se puoi farti ascoltare da più di 30 persone in contemporanea
Non se ti ascoltano più di 30 persone, ma se hai le caratteristiche tecniche che lo rendono possibile. Paghi 480 Euro anche se ti ascolti da solo.
@Pino:
Potresti darmi i riferimenti di quanto dici?
Normalmente la siae ragiona su numeri effettivi, non ipotetici. ALlora perdonami, ma se in un pub da 30 metri quadrati, per combinazione si ritrovano 40mila persone (ipoteticamente può succedere!) quanto dovrei pagare in anticipo alla siae?
Dammi informazioni più certe
La SIAE calcola il “dovuto” in maniera diversa per utilizzi diversi della musica. La logica non c’entra altrimenti non esisterebbe la SIAE.
Per le radio private evidentemente fa riferimento ai contratti stipulati dai provider del settore che si basano sul numero di slots (ascoltatori contemporanei) e sul bitrate al quale si trasmette. Quindi se stipuli un contratto per 30 slots la SIAE ti farà pagare la tariffe più bassa (si fa per dire). In questo caso il 31° ascoltatore non potrà mai esserci perché il server non lo fa accedere allo stream. E’ anche improbabile che ti facciano un contratto per 31 ascoltatori, in genere vanno per blocchi di 5, 10 o 25. O almeno così fanno le offerte: poi se uno insiste a volere anche il 31° slot per pagare di più la SIAE, magari lo accontentano.
PS: anche nel primo post in alto si dice “Che “possono” avere più di 30 o meno di 30″. Cosa vuol dure possono? Vuol dire secondo me che tecnicamente sono in grado di…., che sono configurate per…
Altrimenti si direbbe che si paga a posteriori dopo ave contato gli ascoltatori e fatta la media mensile…
In questi giorni sto facendo le prove con un server per aprire una piccola web radio (25 o 30 slots a 64 o 128 Kbps, nonho ancora deciso); in ogni caso il programma che gestisce il tutto rileva gli ascoltatori (IP) il tempo di ascolto, calcola tutte le medie, ecc. Per la prova mi hanno assegnato 10 slots a 64 kbps.
Dimenticavo, non intendo pagare SIAE e SCF, quindi proverò a suonare poca musica e di pubblico dominio o CC e parlerò molto e di cose antiche. Ma anche con la musica di PD o CC temo che avrò delle grane.
Per quanto riguarda il fai da te, il numero di ascoltato è limitato dalla banda di cui puoi disporre e a 30 non ci arrivi nemmeno con ALICE 20000 mega.
Complimenti per la guida!
Volevo chiedere una cosa:
io in casa ho un notebook e un pc fisso; se con il notebook connesso in wi-fi trasmetto via web radio alcuni mp3 al pc fisso al quale sono collegate le casse, devo pagare comunque qualcosa?
anche se sono l’unico ascoltatore della web radio?
nel caso io cominciassi a trasmettere senza pagare niente, a cosa vado incontro?
grazie in anticipo e complimenti ancora per la guida.
@Federico:
No, in questo caso non stai realizzando un emittente pubblica, di conseguenza non rientra in questo campo la tua richiesta.
Ammesso che sia tutto regolare per il resto (possesso mp3) non c’è da pagare la siae.
Ciao ho letto il tuo documento e penso che hai ragione su tutto questa “società” è un furto cioè x esempio io sn un ragazzo di quasi 18 anni ho voglia di fare la mia web radio xò non posso perchè le spese sono molte (per un ragazzo che neanche lavora) allora come posso fare???’ ho bisogno di consigli ciao ciao….help me
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Son tornato
Fabrizio, che tu sappia, non avendo la licenza, i remix possono essere trasmessi, o no?
Grazie
@Pietro95: Si dovrebbe vedere caso per caso, in linea di massima no.
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