
Terzo articolo sulle Web Radio.
In questa guida cercherò di illustrare quali siano le normative SIAE per le web radio del bel paese, ovvero come non avere paranoie legali per le trasmissioni radiofoniche per le radio WEB-ONLY.
Perchè, per chi non lo sapesse, trasmettere MP3 senza licenza in Italia è ILLEGALE, anche se gli MP3 sono in possesso certificato della persona giuridica proprietaria della radio.
A questo punto vediamo di affrontare l’argomento partendo proprio dal sito della società italiana autori ed editori. Alla domanda: “Qual è la normativa siae per l’apertura di una web radio” il sito risponde:
Per regolarizzare l’attività di webcasting (simile a quella delle tradizionali emittenti radiofoniche, per la presenza di un palinsesto e l’assenza di interattività) è necessario sottoscrivere la specifica Autorizzazione della SIAE, che prevede tariffe diversificate in relazione alla quantità di musica presente all’interno del palinsesto della web radio e a criteri soggettivi del soggetto titolare del sito.
La diffusione in simultanea attraverso le reti telematiche di programmi radiofonici (simulcasting) effettuata da imprese, che già svolgono l’attività di diffusione via etere, via cavo o via satellite, e per questo sono già in possesso di una specifica autorizzazione della SIAE, è disciplinata attraverso l’estensione degli accordi in materia di diffusione radiofonica e televisiva, da richiedere alla Sezione Musica Emittenza della SIAE.
Che a mio ultramodesto parere, non significa nulla. E’ una petizione di concetto! Per essere regolare devi avere la licenza siae.
Grazie, ma questo si sapeva.
Cominciamo da questa
pagina, dove vediamo una introduzione e una categorizzazione alquanto salomonica.
WebRadio
L’autorizzazione per le webradio è rivolta ai soggetti titolari di siti che hanno come unico contenuto musicale una programmazione predefinita in cui l’utente non può in alcun modo accedere a contenuti musicali on demand.
L’Autorizzazione prevede distinte tariffe per le seguenti categorie:
- web radio commerciali: sono tali quelle che danno luogo a introiti diretti o indiretti attraverso il sito o sono inserite in siti che promuovono attività commerciali o professionali, servizi, prodotti.
- web radio istituzionali o di organismi pubblici: sono tali se appartenenti a fondazioni, onlus, istituzioni, enti locali e non generano in capo ad essi alcun vantaggio commerciale diretto o indiretto.
- web radio personali: sono tali le web radio presenti su siti di persone fisiche, privi di introiti e di finalità commerciali, anche indirette.
Inutile commentare o spiegare, è molto chiara la suddivisione delle web radio possibili.
Cliccando su Autorizzazione in sintesi a sinistra, finiremo in quest’ altra pagina.
L’Autorizzazione non consente al sito di offrire:
- l’ascolto a scelta dell’utente di singole opere o frammenti di opere;
- la possibilità per l’utente di richiedere l’ascolto di una selezione di opere (cd playlist);
- la possibilità per l’utente di ricevere programmazioni personalizzate (cd radio customizzate);
- il downloading delle opere musicali.
Questo implica che la radio deve essere come quelle normali nell’etere, ovvero non ci deve essere possibilità di scelta. Questo trasmetto e questo devi ascoltare. Se si vuole fare una radio personalizzabile, le licenze sono altre.
Diritti concessi
Con le limitazioni sopra enunciate , è concesso di :
1. riprodurre all’interno di una banca dati (cd uploading) i file contenenti le opere del repertorio musicale tutelato dalla SIAE (art.13 L.d.A.);
2. comunicare al pubblico tali opere musicali attraverso le reti telematiche e/o di telecomunicazione, mettendole gratuitamente a disposizione in maniera che ciascuno possa avervi accesso dal luogo e nel momento scelti individualmente (art.16 L.d.A.).
Prolissamente, ti viene permesso di creare la web radio! W l’italiano…
Report
Il report analitico delle opere utilizzate deve essere inviato a report.multimedia@siae.it entro il 31 gennaio dell’anno successivo. Sulla base del titolo delle opere segnalate in tale documento la SIAE effettuerà la ripartizione degli importi incassati.
Bisogna riportare alla SIAE l’esatta sequenza dei brani trasmessi, in modo che vengano ripartiti gli utili pagati dalla radio. Scusate se commento una guida che DOVREBBE essere imparziale, ma tutto ciò è assurdo. Si invogliano i giovani ad essere intraprendenti, e poi li si vincola con normative pesanti. Poi si lamentano che le web radio nascono e si sviluppano illegalmente…
Come vengono corrisposti i diritti
Il compenso deve essere corrisposto tramite bonifico bancario sul conto corrente n. 000004983830 intestato alla “Società Italiana degli Autori ed Editori” presso l’istituto UNICREDIT Banca S.p.a., Agenzia 32, Piazzale dell’Industria 144, Roma; ABI 02008 – CAB 03232-CIN V.
Qui invece viene mostrato come pagare la SIAE. Quando si tratta di come essere retribuiti, Le cose sono stranamente chiarissime!
Istruzioni per la compilazione dell’autorizzazione mod. AWR
Si forniscono sintetiche informazioni per agevolare la compilazione del modello di Autorizzazione:1. Evidenziare la categoria nella tabella dei compensi (pag. 4 dell’Autorizzazione) sulla base dell’incidenza della musica utilizzata rispetto al totale delle programmazione del numero di pagine visitate/mese (se non si possiedono dati in quanto il sito è di nuova realizzazione si potrà indicare una previsione ed a fine anno si dovranno inviare le statistiche precise).
2. Compilare e firmare l’autodichiarazione in ultima pagina ponendo particolare attenzione all’indicazione della data di inizio attività.
3. Provvedere al pagamento del compenso (il pagamento deve essere contestuale alla sottoscrizione dell’Autorizzazione) n.b.:il mese iniziato si paga per intero.
Ad esempio per web radio commerciali se l’attività inizia il 16.07.2005 ed il Sito appartiene alla tipologia 4 (€130 iva inclusa/mese) il compenso da versare ammonterà ad € 390 (iva inclusa) a copertura del 3° trimestre (lug-sett). Successivamente, entro il mese di Ottobre, verserà € 390 (iva inclusa) a copertura del 4° trimestre 2005.
Per web radio personali il compenso annuo previsto dovrà essere effettuato in un’ unica soluzione; se l’autorizzazione viene sottoscritta ad anno inoltrato, il compenso è dovuto pro quota mensile.
4. Firmare due esemplari dell’Autorizzazione mod. AWR ed inviarli a:
SIAE
UFFICIO MULTIMEDIALITA’
V.LE DELLA LETTERATURA 30
00144 ROMA
5. Dopo che la SIAE avrà ricevuto i due esemplari originali dell’Autorizzazione mod.AWR firmati e compilati in tutte le parti e la copia del Bonifico, verrà restituita una copia firmata dalla SIAE, con indicazione del numero di posizione SIAE e la fattura relativa al pagamento effettuato.
6. Il numero della Licenza dovrà essere riportato in modo visibile nella Home Page del Sito (Aut. SIAE n. / ).
7. Entro il 31.01.2006 dovrà inviare, in formato digitale all’indirizzo report.multimedia@siae.it, il Report delle opere utilizzate nell’anno precedente ed individuate con i seguenti dati: titolo dell’opera, autori ed editori.N.B. Qualsiasi integrazione e/o variazione sopravvenuta in corso di contratto, con espresso riferimento alle tipologie indicate nella premessa dell’Autorizzazione che determinano le condizioni economiche della stessa, deve essere comunicata tempestivamente e comunque entro e non oltre i 30 giorni alla SIAE.
8. Validità dell’Autorizzazione annuale.
Rinnovo automatico di anno in anno in mancanza di disdetta di una delle parti a mezzo A.R. entro il 30 novembre di ciascun anno.
Questa è la parte più importante. Per chi non lo sapesse, la licenza per le web radio, viene chiamata in gergo AWR, ovvero Autorizzazione per le Web Radio, qui si elencano delle informazioni per la compilazione del modulo di licenza, (che linkerò e commenterò in seguito in questa stessa guida)
- Il primo punto parla di una corretta specificazione del quantitativodi musica sul totale della programmazione. Si devono inviare teorie di previsione del numero di pagine visitate al mese. E se si rivelano sbagliate, in ogni caso devono essere corrette inviando un errata corrige alla siae.
- Il secondo punto parla di una corretta identificazione della data di inizio, in modo da farti pagare anche i giorni residui di un mese, come se fosse un mese intero.
- Il terzo punto parla di un corretto pagamento. Le radio commerciali pagano trimestralmente anche le porzioni di mese (come sopra accennato) mentre le radio personali pagano un anno per intero, con pagamenti pro mese, nel caso comincino in date diverse dall’ 1 gennaio, ovvero sempre. (Furbi, ndr).
- Il quarto, il quinto e il sesto punto parlano di come inviare i moduli, sono chiari.
- Il settimo punto parla di come sia ASSOLUTAMENTE NECESSARIO inviare un report alla siae con tutti i titoli, autori, editori, delle canzoni trasmesse durante l’anno, nessunissima esclusa. E qualora cambi qualcosa, deve essere avvisata la SIAE entro 30 giorni
- L’ottavo punto parla di come la licenza viene automaticamente rinnovata, a meno che non inviate una raccomandata con ricevuta di ritorno alla stessa SIAE, dove chiudete elegantemente i rapporti, o li mandate a quel paese.
Adesso tratteremo il modulo di registrazione, in tutte le sue parti. Potete intanto esaminarlo scaricandolo da qui.
AUTORIZZAZIONE PER LA COMUNICAZIONE AL PUBBLICO DELLE OPERE MUSICALI
AMMINISTRATE DALLA SIAE UTILIZZATE IN MODALITA’ WEBCASTING RADIOFONICO
n°…….……../…….
TITOLARE DELL’ AUTORIZZAZIONE………………………………………………………………………..………….
(persona fisica o giuridica)
LEGALMENTE RAPPRESENTATO DA……………………………………….……………………………………………
(per le società)
PARTITA IVA …………………………………….…CODICE FISCALE…………………………………………………
NUMERO DI ISCRIZIONE AL REGISTRO DELLE IMPRESE O AL REPERTORIO DELLE ATTIVITA’
ECONOMICHE – REA…………………………………………………..……………………………………………………
INDIRIZZO…………………………………………………………….………………………………………………………
CITTA’……………………………………………………………..…………..PROV……………….CAP…………..….….
TEL……….…………………………….e-mail…………………………………………………….………………………….
URL DEL SITO OGGETTO DELL’AUTORIZZAZIONE……………………………. ISP …………………………….
Questa è la parte iniziale, da compilare con i dati del titolare della società che vuole richiedere l’autorizzazione. E’ chiaro, almeno fino a qui. Per la SIAE è obbligatorio che voi forniate un sito dal quale trasmettere la vostra musica.
TIPOLOGIA DELLA WEB RADIO (leggere attentamente le definizioni date nell’allegata tabella):
web radio personale
web radio comunitaria o di organismo pubblico
web radio commerciale
con entrate senza entrate
Qui bisogna indicare la tipologia della vostra web radio e se essa ha o avrà entrate di qualsivoglia genere.
La Società Italiana degli Autori ed Editori (SIAE), con sede in Roma, Viale della Letteratura n. 30, in nome proprio e
per conto e nell’interesse dei propri Associati e Mandanti, ai sensi e per gli effetti della Legge 22 aprile 1941, n. 633
“Protezione del diritto d’autore e di altri diritti connessi al suo esercizio” (in seguito denominata L.d.A.) e successive
modificazioni,
AUTORIZZAil titolare della presente Autorizzazione ad utilizzare SENZA POSSIBILITA’ DI DOWNLOADING, il repertorio
musicale da essa amministrato, alle condizioni più avanti riportate.
Qui si evince come con questa licenza tu sei autorizzato a trasmettere ma devi assolutamente impedire che venga scaricato il flusso audio che trasmetti. Chissà se la SIAE sa che esiste un programma chiamato Streamripper e che è praticamente un MUST per chi ascolta le web radio con Linux. Ma questo non è assolutamente un problema di chi apre le web radio, in quanto è sufficiente non offrire APERTAMENTE la possibilità di download dello stream, se poi se lo rippano per i fatti loro, a noi non interessa.
Art.1 – Definizioni
1.1 Per “web radio” si intende il sito o la sezione di portale o di sito che mette a disposizione dell’utente in modalità
streaming, le opere musicali ai soli fini di una programmazione predefinita, senza possibilità per l’utente stesso di
richiedere l’ascolto di una determinata opera o di una successione di opere a sua scelta e senza possibilità di interagire
in alcun modo con le programmazioni offerte.
1.2 Per “utenti” si intendono coloro che accedono alle programmazioni offerte dalla web radio.
Ecco, come dicevo prima, per la SIAE una web Radio è un sito che fa ascoltare qualcosa. Chi mi dice allora che non mi arrivi una multa perchè faccio ascoltare dal mio sito cinque canzoni come “sfondo audio” ma che in realtà non ho nessuna intenzione di fare alcuna web radio? I miracoli della legge…
Come se ciò non bastasse, in teoria vengono escluse tutte le radio che trasmettono ma che non hanno un sito di riferimento.
Art.2 – Diritti concessi.
2.1 La SIAE autorizza il Titolare dell’Autorizzazione a:
a) registrare, direttamente o avvalendosi dell’attività di terzi, le opere appartenenti al repertorio musicale tutelato dalla
SIAE;
b) riprodurre le registrazioni e le riproduzioni delle opere di cui sopra all’interno di una banca dati digitale (cd
uploading);
c) mettere a disposizione del pubblico tali opere, per il solo uso privato e personale, in modalità webcasting
radiofonico (flusso continuo), a partire dal sito oggetto dell’Autorizzazione, in maniera che ciascuno possa avervi
accesso dal luogo e nel momento scelti individualmente (diritto di comunicazione al pubblico).
2.2 La presente Autorizzazione non consente il downloading di opere musicali intere o di frammenti di tali opere,
effettuato a qualsiasi titolo, anche gratuito, e non copre i servizi a richiesta che permettono all’utente di agire sulla
composizione del programma ai fini della sua modifica o personalizzazione o di selezionare parti del programma per
l’ascolto al momento da lui voluto. Per lo svolgimento di questi servizi dovrà essere richiesto alla SIAE altro tipo di
licenza, che sarà rilasciata a condizioni diverse da quelle previste dalla presente Autorizzazione.
2.3 La presente Autorizzazione è limitata al Sito indicato in premessa e non copre la comunicazione e la messa a
disposizione del pubblico delle opere a mezzo di link a tale Sito effettuate da parte di altri siti, i cui titolari dovranno
ottenere a tal fine una distinta e specifica autorizzazione della SIAE.
Riassiumiamo i paroloni: I diritti evidenziati sono 3: registrare i brani soggetti a controllo SIAE, riprodurli e farli ascoltare… ancora con le petizioni di concetto e i pleonasmi.
In più si ricorda al richiedente che non deve permettere lo scaricamento di nulla, e che ogni sito che permetta l’ascolto della web radio e che non sia espresso nella licenza deve richiederne pari autorizzazione. (ovviamente esagero, ma dovrei sentirmi preoccupato perchè ho linkato kissitaly? Quasi quasi domattina passo dalla SIAE e vado a chiedere umilmente perdono…)
Art.3 – Repertorio SIAE
Il repertorio musicale della SIAE oggetto della presente Autorizzazione comprende le opere musicali o i frammenti di
tali opere, con o senza parole, con o senza immagini visive, affidate alla sua tutela durante il periodo di validità
dell’Autorizzazione dai suoi associati e mandanti, e ricompresse nel repertorio della Sezione Musica (composizioni
musicali varie, compresi gli eventuali testi letterari; composizioni sinfoniche, sinfonico corali, da camera o similari;
brani staccati di opere liriche, balletti, oratori, operette, riviste e opere analoghe; musiche di scena o di commento di
opere teatrali, colonne sonore di opere cinematografiche e audiovisive).
In questo articolo vengono elencati i tipi di media disponibili all’avvenuta accettazione della licenza.
Art.4 – Pagamento del compenso
4.1. I compensi dovuti come corrispettivo per il rilascio dell’Autorizzazione sono indicati nell’allegata tabella, che
forma parte integrante dell’Autorizzazione stessa.
4.2. In presenza di entrate relative all’attività di webcasting, per l’attività svolta dal Titolare dell’Autorizzazione
viene determinata, in fase di prima applicazione sulla base dell’allegata dichiarazione in fede, la percentuale prevista
nelle tabelle allegate, da calcolare sugli introiti annui lordi per pubblicità, sponsorizzazioni, abbonamenti, canoni,
tariffe, carte a scalare e simili realizzati attraverso il sito in relazione alla percentuale di musica attualmente utilizzata
dalla web radio commerciale rispetto alla sua programmazione totale. Dai soli introiti lordi per pubblicità e
sponsorizzazioni saranno detratte le commissioni realmente trattenute dalle agenzie pubblicitarie per la loro
acquisizione, fino ad un massimo del 15% delle stesse, purché si tratti di costi effettivamente sostenuti (e
documentabili) e la cui entità verrà dichiarata dal Titolare dell’Autorizzazione.
In attesa di poter effettuare il calcolo del compenso sulla base degli introiti annui lordi del sito, il Titolare
dell’Autorizzazione è tenuto a corrispondere trimestralmente alla SIAE, con valore di acconto sulle maggiori somme
eventualmente dovute e di compenso minimo garantito per l’utilizzo del repertorio SIAE attraverso un canale audio i
compensi mensili anticipati previsti per la tipologia della web radio da lui indicata con apposita dichiarazione in fede. Il
mese iniziato deve essere pagato per intero. Il primo pagamento deve aver luogo contestualmente alla sottoscrizione
della presente Autorizzazione, mentre i pagamenti successivi devono essere effettuati entro il giorno 20 dei mesi di
gennaio, aprile, luglio e ottobre.
Il calcolo definitivo degli importi dovuti e le conseguenti operazioni di conguaglio devono essere effettuati in unica
soluzione, sulla base di apposita dichiarazione in fede relativa agli introiti annui lordi, effettuata dal Titolare
dell’Autorizzazione entro il 28 febbraio di ciascun anno. A richiesta della SIAE il Titolare dell’Autorizzazione è tenuto
a fornire copia dei suoi bilanci consuntivi o delle dichiarazioni IVA.
4.3. Il primo pagamento per le web radio comunitarie o di organismi pubblici deve aver luogo contestualmente alla
sottoscrizione della presente Autorizzazione, mentre i pagamenti successivi devono essere effettuati entro il giorno 20
dei mesi di gennaio, aprile, luglio e ottobre.
4.4. Il pagamento del compenso annuo previsto dall’allegata tabella per le web radio personali deve essere effettuato in
unica soluzione, contestualmente alla sottoscrizione della presente Autorizzazione, e deve coprire il periodo fino al 31
dicembre dell’anno in corso, o un periodo inferiore qualora richiesto dal titolare del sito ai sensi dell’Art.10.3. Pertanto
se l’Autorizzazione viene sottoscritta ad anno inoltrato, il compenso è dovuto pro quota mensile. Il mese iniziato deve
essere pagato per intero. Per il rinnovo, il compenso deve essere corrisposto entro il 31 gennaio dell’anno solare per il
quale è effettuato il rinnovo.
4.5. Per tutti i pagamenti effettuati oltre le scadenze sopra indicate viene applicata una penale convenzionale, pari al
10% dell’importo dovuto, in caso di pagamento entro il 60° giorno dal termine previsto, e pari al 20% dell’importo
dovuto in caso di ritardo superiore al 60° giorno. E’ fatto salvo in ogni caso il diritto della SIAE alla risoluzione per
inadempimento del contratto ai sensi dell’Art.1453 del Codice Civile.
L’articolo dedicato al pagamento è uno dei più importanti e controversi.
Il primo comma parla di una tabella, che studieremo più avanti.
Il secondo comma parla invece delle web radio con entrate. Se queste entrate dipendono dalla pubblicità, allora si può detrarre un 15% massimo dovuto alla spesa sostenuta per la pubblicità.
Per quanto riguarda i pagamenti alla SIAE, essi vengono fatti trimestralmente, in base alla tabella, con un pagamento anticipato in FEDE con annessa errata corrige. I mesi parziali si pagano per intero. Ogni pagamento trimestrale si deve pagare entro giorno 20 del mese in questione.
Le eventuali differenze rispetto al pagamento anticipato e previsto vanno inviate alla SIAE in un unica soluzione, entro il 28 Febbraio.
Il terzo comma regolamenta i pagamenti delle web radio associative e di organismi pubblici che devono effettuare pagamenti trimestrali.
Il quarto comma regolamenta i pagamenti delle web radio personali, che devono pagare in unica soluzione TUTTO l’anno solare o eventuali porzioni, all’atto dell’accettazione della licenza.
Il quinto comma è fin troppo chiaro. Hai fino a due mesi di ritardo nei pagamenti? Paghi il 10% in più. Oltre due mesi? Il 20%.
Art.5 – Diritto morale
E’ fatto salvo il diritto morale spettante agli autori ed ai loro aventi causa ai sensi degli articoli da 20 a 24 L.d.A.
Esiste una regolamentazione morale che non ti permette di trasmettere bestemmie su internet. Sei suscettibile a censura.
Art.6 – Riserva degli aventi diritto
Qualora intervenga una specifica richiesta da parte degli aventi diritto, la SIAE potrà inibire l’uso di alcune o di tutte le
opere ad essi appartenenti, in relazione al loro particolare utilizzo previsto della presente Autorizzazione. La notizia di
tale inibizione sarà data all’indirizzo e-mail comunicato dal Titolare dell’Autorizzazione che immediatamente, e
comunque non oltre 5 giorni dal ricevimento della e-mail, deve escludere dal servizio le opere suddette.
La SIAE si tiene il diritto di impedirti in qualsiasi momento di trasmettere le canzoni di tal de tali, per un qualsivoglia motivo. Se non lo fai entro cinque giorni, diviene inadempienza contrattuale. Incredibile.
Art.7 – Limiti dell’Autorizzazione
7.1 NON SONO COMPRESI nell’oggetto della presente Autorizzazione gli altri diritti amministrati dalla SIAE e
non espressamente indicati nel presente testo ed inoltre quelli spettanti:
a) agli autori e agli editori per l’abbinamento o l’associazione permanente tra opere musicali ed immagini fisse o in
movimento (cd diritto di sincronizzazione), nonché per la riproduzione dei testi letterari e degli spartiti delle opere
musicali;
b) agli autori e agli editori per l’utilizzazione specifica di opere musicali a fini pubblicitari, vale a dire nel caso in cui
le musiche siano inserite in spot pubblicitari e ripetutamente abbinate ad un determinato messaggio o campagna
pubblicitaria;
c) ai produttori di fonogrammi per l’utilizzazione del fonogramma (articoli 72-73 bis e 78-bis L.d.A.) e con
riferimento alla riproduzione, totale o parziale, delle registrazioni e/o delle fissazioni;
d) agli artisti interpreti o esecutori per l’utilizzazione delle loro prestazioni artistiche, rese dal vivo o fissate o
riprodotte nei fonogrammi (articoli 73, 73 bis e da 80 a 85 bis L.d.A.);
e) ai produttori di opere cinematografiche o audiovisive per l’utilizzo, per intero o frammentario, delle loro opere
(Art. 46 L.d.A), nonché alle imprese di diffusione televisiva e radiofonica per l’utilizzo delle loro emissioni
(Art.79 L.d.A.).
7.2 Ai fini delle utilizzazioni di cui al precedente punto 7.1 il Titolare dell’Autorizzazione deve ottenere
preventivamente l’autorizzazione dai rispettivi aventi diritto qui citati e da qualunque altro eventuale soggetto avente
diritto.
7.3. Resta esclusa dalla presente Autorizzazione la comunicazione al pubblico a mezzo di apparecchi riceventi o
diffusori all’interno di esercizi commerciali, di locali o di ambienti aperti al pubblico o nel corso di pubbliche
manifestazioni.
7.4. Nel caso in cui il Titolare dell’Autorizzazione intenda utilizzare anche opere appartenenti agli altri repertori tutelati
dalla SIAE (opere audiovisive, letterarie e delle arti visive, fotografie etc.) deve chiedere apposita autorizzazione e
corrispondere i relativi compensi.
Nel primo comma, di importante c’è soltanto la lettera E (le altre sono quisquilie…) che con un giro di parole VIETA IL REDIRECT ovvero dice che non è possibile utilizzare nel proprio canale flussi di qualsivoglia tipo appartenenti ad un altra radio. Scordatevi quindi di creare ponti di web radio e di ritrasmettere le principali radio in streaming del web. In teoria non sarebbe fattibile utilizzare PeerCast, o fare dei relay. Io sono pronto a muovere guerra.
Art.8 – Menzione obbligatoria
Il Titolare dell’Autorizzazione si obbliga a riportare o far riportare in modo visibile gli estremi di questa Autorizzazione
(Aut. SIAE n. / ) nelle pagine dei siti Web attraverso cui il servizio di webcasting radiofonico è offerto al
pubblico.
Il numero di licenza SIAE deve essere esposto obbligatoriamente sul sito.
Art.9 – Report delle opere
Il Titolare dell’Autorizzazione è tenuto a fornire alla SIAE, entro il 31 gennaio di ciascun anno, il report delle opere
utilizzate nell’anno precedente, attenendosi all’allegato modello ed indicando i seguenti dati: titoli delle opere, autori e,
se disponibili, artisti interpreti o esecutori ed editori. Il report deve essere inviato all’Ufficio Multimedialità della SIAE
(programmi.multimedia@siae.it).
Obbligatorio inviare il report dei brani trasmessi all’ufficio multimedialità della SIAE entro il 31/01 di ogni anno.
Art.10 – Termini di validità
10.1 L’Autorizzazione entra in vigore alla data della sua sottoscrizione da parte della SIAE, a seguito del pagamento del
compenso dovuto ed ha validità fino al 31 dicembre dell’anno in corso. Essa si rinnova tacitamente di anno in anno in
mancanza di disdetta data da una delle parti a mezzo di lettera raccomandata con avviso di ricevimento entro il 30
novembre di ciascun anno.
10.2. Ciascun rinnovo annuale comporta l’applicazione delle tariffe al momento vigenti. In occasione di ciascun
rinnovo, inoltre, il presente modulo potrà essere sostituito con un altro recante eventuali modifiche alle condizioni di
questa Autorizzazione.
10.3. All’atto del rilascio dell’Autorizzazione il Titolare dell’Autorizzazione può chiedere di limitarne la durata ad un
periodo inferiore.
In soldoni, il contratto ha durata annuale e prende effetto immediatamente, viene tacitamente rinnovato se non si chiede la sospensione della licenza, e al momento del rilascio, si può richiedere che essa duri anche meno di un anno.
Art.11 – Controlli della SIAE
11.1 Fermo quanto previsto dalla Legge 22 aprile 1941, n. 633 per le ipotesi di violazioni della legge medesima, il
Titolare dell’Autorizzazione riconosce alla SIAE la piena facoltà di verificare l’esattezza delle dichiarazioni rese e di
controllare tutti i dati e tutte le operazioni riguardanti gli utilizzi che rientrano nell’oggetto della presente
Autorizzazione, consentendo agli incaricati da essa indicati l’accesso alle documentazioni contabili pertinenti, su
qualunque supporto e in qualsiasi luogo esse si trovino. Il Titolare dell’Autorizzazione consentirà agli incaricati della
SIAE di fare estratti e trarre copia, anche informatica, dei documenti e dati in questione.
11.2 Qualora, a seguito dei controlli effettuati, la SIAE riscontri la debenza da parte del Titolare dell’Autorizzazione di
somme maggiori di quelle corrisposte, procederà nei suoi confronti alla contestazione di tale accertamento. Nei 5 giorni
successivi alla contestazione scritta, il Titolare dell’Autorizzazione potrà replicare per iscritto fornendo i chiarimenti del
caso. Decorso infruttuosamente il termine dinanzi menzionato, ovvero a seguito della comunicazione scritta della SIAE
di non accettazione dei motivi illustrati dal Titolare dell’Autorizzazione, questi è tenuto a corrispondere
immediatamente alla SIAE l’importo, del quale, a seguito dei controlli effettuati, sia stato riscontrato il mancato
pagamento, con salvezza di ogni diritto e azione.
11.3 Qualora i mancati pagamenti imputabili al Titolare dell’Autorizzazione siano superiori al 10% degli importi da lui
corrisposti per il periodo di conto preso in esame, le spese del controllo saranno poste a suo carico.
11.4 Resta inteso che se, a seguito di controlli effettuati dalla SIAE, il sito non risulti in possesso anche di uno solo dei
requisiti richiesti per l’applicazione delle tariffe previste dalla presente Autorizzazione, il Titolare dell’Autorizzazione è
tenuto a corrispondere i compensi dovuti in base alle ordinarie tariffe della SIAE.
Questo articolo con tutti i suoi commi, dice sostanzialmente che devi pagare, con regolarità e se non lo fai sono cavoli tuoi. La SIAE si auto autorizza a fare controlli anche su cosa mangi a pranzo.
Art.12 – Oneri di informativa
Il Titolare dell’Autorizzazione si impegna a comunicare tempestivamente, e comunque entro e non oltre i 30 giorni, alla
SIAE -a mezzo di lettera raccomandata con avviso di ricevimento- ogni eventuale modifica e variazione sopravvenute
in corso di contratto riguardanti i dati relativi alla titolarità, alla ragione sociale e alla denominazione del sito, nonché ai
contenuti del sito rilevanti ai sensi della presente Autorizzazione, con espresso riferimento alle tipologie indicate in
premessa, che determinano le condizioni economiche dell’Autorizzazione.
Sei “invitato” a comunicare tempestivamente alla SIAE a mezzo di lettera raccomandata qualsiasi cambiamento ai dati della licenza.
Art.13 – Risoluzione del contratto
Nel caso in cui il Titolare dell’Autorizzazione venga meno ad una delle obbligazioni relative agli articoli 4, 5, 6, 8, 9, 11
e 12, la SIAE ha facoltà di revocare anche parzialmente la presente Autorizzazione anche prima della scadenza, previa
notifica al titolare con preavviso di 10 giorni, a mezzo di lettera raccomandata con avviso di ricevimento.
Qualora si contravviene ad uno degli articoli sopracitati, la SIAE ha il diritto di toglierti la licenza dandoti un preavviso di 10 giorni.
Art.14 – Foro
Per le controversie relative all’interpretazione e/o all’esecuzione della presente Autorizzazione è competente il Foro di
Roma.
Chiarissimo.
Art. 15 – Dichiarazione rilasciata ai sensi dell’Art.23 del D.Lgs. 30 giugno 2003, n. 196 “Codice in materia di
protezione dei dati personali”
Il sottoscritto dichiara di aver preso atto dell’Informativa allegata, fornita dalla SIAE -Titolare del trattamento dei dati-
ai sensi dell’Art.13 del D.Lgs.196/2003, e fornisce il libero ed espresso consenso al trattamento dei propri dati personali
da parte della SIAE per le finalità ivi indicate.
In questo articolo devi prendere atto del fatto che la SIAE da questo momento ha i tuoi dati e può trattarli a suo piacimento (non si menziona però la legge 675/96, che qualche avvocato mi aiuti a capire se questa è una cosa normale).
Per adesso, con la normativa abbiamo finito. Il prossimo articolo dedicato alla SIAE sarà di commento alle tabelle, quindi riguarderà conti e quozienti in base al tipo di web radio e di programmazione musicale.
Mi resta un solo commento da fare, che è perfettamente soggettivo, ma che mi permetterete.
Dopo avere letto tutta questa guida, AVETE ANCORA VOGLIA DI FARE UNA WEB RADIO REGOLARE?
Se la risposta è no, bene, la pensate come me. Se la risposta è si, forse non avete capito che non solo avete forti limitazioni, ma non avete nemmeno capito la cifra che dovete pagare regolarmente. Per questo secondo punto, vi invito a leggere la guida economica.

Scusate se questa guida è ESTREMAMENTE LUNGA. Ma c’è gente che non conosce la normativa SIAE e che pensa sia sufficiente pagare per potere fare quello che si vuole. In realta se avete letto tutta la guida saprete che non è cosi.
Il commento alle tabelle di pagamento si trova in un altro post.
Caro Fabrizio.
Spettacolare la tua conoscenza delel problematiche delle web radio e dintorni.
Voglio inserire una sezione web radio nel sito della nostra associazione piemontesi del mondo , pagando il giusto, mi fai da consulente ?
Luigi Dellacroce
Edit:
Ho modificato il commento rimuovendo i dati personali. Sono stati acquisiti, grazie mille.
Ciao Luigi,
Grazie mille per i complimenti.
Ne possiamo discutere senza problemi, ci mancherebbe. Provvederò a farmi sentire per E-mail cosi avrai il mio contatto priviliegiato.
La prima cosa che potresti fare è un decalogo degli obiettivi economici e di target della radio. Sono infatti queste, incredibilmente, le cose più difficili da decidere per una web radio.
Saluti e a presto.
Ma io non ho mai capito e forse è una domanda stupida,
una volta autorizzati si può inserire sul server la musica del palinsesto, ma questa musica proviene da cd normalmente acquistati? Anche sulla provvenienza di questa musica ci danno fastidio?
Poi, mi è sembrato leggere che possiamo usare qualunque musica di SIAE ed altre associazioni estere,
quindi una volta autorizzati possiamo trasmettere tutto quello che vogliamo?
Ciao Gianni,
Teoricamente, dovresti procurarti file musicali garantiti, ovvero regolarmente acquistati.
In pratica, no. Nel senso che non diviene un problema inserire nella propria web radio un mp3 condiviso tramite p2p o scaricato da un sito internet o rippato da un cd masterizzato.
Molte radio locali aggiungono brani in questo modo, specialmente poco conosciuti o non nelle top list.. (pensa te il tempo che si perderebbe ad acquistare TUTTI i brani che una radio può potenzialmente trasmettere).
Una volta autorizzato quindi non crearti troppe paranoie, la SIAE ti dirà ufficialmente di usare mp3 genuini, ma sarebbe troppo oneroso farlo.
E i soldi da spendere.
Certo, anche i soldi da spendere. Credo che non renderebbe più conveniente aprire una stazione radiofonica di nessun tipo.
ma quindi se non voglio fare una radio regolare… basta fare di testa mia e aspettare che mi vengano ad arrestare o cosa?
Ognuno è libero di fare quello che vuole, a suo rischio e pericolo. Le regole sono definite, sono rigide e costose, ma sono definite.
Complimenti per l’articolo serio e completo, mi sono informato e credo sia impossibile aprire una web radio regolare al 100%. La legge è chiara e io sono d’accordo che il diritto d’autore sia sacrosanto ma, bisogna tener conto che la web radio nei casi più fortunati può contare in poche centinaia di ascoltatori, come si può froteggiare dei costi così alti? truffa ai nostri danni??? e non è finita, ti invito a contattare l’ufficio scfitalia che detetiene i diritti dei discografici e pertanto lo sfruttamento del supporto deve essere pagato 2 euro a brano in archivio dovuti per copia tecnica con minimo garantito di 2000 euro!!!
Mi domando ma se 2000 sono per scf altri 130 al mese per siae,
il primo anno spenderemo 3560 euro + iva solo per DIRITTI!!!
Un furto autorizzato in piena regola e le spese non sono finite, aggiungiamo la più scadente delle regie automatiche al costo di 500 euro, aggiungiamo lo spazio dedicato al webcasting che di media costa 35 euro al mese per una qualità di 64kb con un massimo di 25 utenti connessi e pertanto se abbiamo 100 ascoltatori spendiamo 140 euro al mese per un totale annuo di 1680 euro.
Totale dell’operazione commerciale:
3560 + 500 + 1680 = 5740 + iva = 6888 euro e abbiamo fatto la nostra web radio…. belle le nostre passioni ma, l’investimento è recuperabile? io credo proprio di no!
Qualcuno deve calare… non dobbiamo calare sempre noi!!
Raccogli le firme vedrai che trovi consensi a milioni!!!
I siti web non possono contenere neppure un frammento di mp3 di sottofondo senza autorizzazione e se vuoi farlo sai quanto costa?? te lo dico io solo 100 euro al mese! internet è sempre stata bella perchè libera e condivisibile ma ora ci vogliono veramente tappare la bocca!
Ciao Maurizio, anche io la penso come te.
Le spese credo siano leggermente inferiori a quanto dici tu, ho parlato della SCF in un altro articolo, ti consiglio di leggere il sommario degli articoli dedicati alle web radio cosi potrai farti una idea.
E’ incredibile davvero. Io non so fare petizioni, ma credo che davvero sia una truffa ai danni della libertà di parola.
Per cui sono pienamente d’accordo con te.
Grazie mille per la visita e per i complimenti, se vuoi fammi sapere se ci sono sommosse popolari, sarò in prima linea.
ciao
non mi e’ chiara una cosa: bisogna pagare la siae anche se si crea una webradio con musica sotto licenza creative commons?(quindi in teoria non soggetta a diritti siae)
grazie
Ciao Francesco,
No, direi proprio di no. Il pagamento è vincolato all’utilizzo della musica vincolata alla siae, non all’utilizzo di una tecnologia.
Se trasmetti musica di artisti che non hanno richiesto affiliazioni per la detenzione di diritti d’autore, non devi nulla alla SIAE.
Però fai molta attenzione, in quanto è probabile che se una canzone è creative commons, potrebbe non essere creative commons il suo fonogramma e quindi il pagamento SCF sarebbe da effettuare.
Ci sono controversie sull’argomento, in quanto alcune sentenze hanno tolto dei privilegi ad SCF, subordinandoli a SIAE. In tal caso potrebbe esserci l’opportunità di non pagare nulla.
Se hai intenzione di fare una radio seria, completa, con introiti o meno non ha importanza, ma con ampia visibilità, rivolgiti ad un avvocato prima di chiedere o non chiedere licenze.
@Fabrizio:
Non vorrei far illudere Francesco, ma per la definizione di “opera” nelle licenze CC, il fonogramma viene automaticamente coperto dalla licenza, a meno di apposito disclaimer (permesso dalle note finali alla licenza stessa).
Ciao io ho aperto recentemente una piccola web radio. Ma rimango perplesso dalle normative siae. So che recentemente è uscita una legge secondo cui è legale scaricare musica da internet, se ciò non avviene a fini di lucro. Da questo posso dedurre che anche la mia radio può trasmettere senza alcun problema, visto che non ne guadagno nulla? Grazie alberto
Ciao Alberto, smontiamo un luogo comune, è ancora valida la legge urbani e puoi leggerne qualcosa qui. Quindi non è vero che scaricando mp3 da internet non si incorre a sanzioni penali
Anche se non valesse più la legge urbani, ti ricordo che tu non stai acquisendo un brano non a fine di lucro, ma stai effettuando una trasmissione in rete, pubblica su tutto il pianeta, e questo cambia un pò le cose.
Sono andato sul tuo sito, ho visto un pò come è organizzato. Ma la radio da dove si ascolta? Sai com’è in un sito dedicato ad una radio, la radio dovrebbe essere l’argomento centrale, e tutto il resto degli sfizi.
Salutoni
Ciao fabrizio. Innanzitutto grazie per avermi risposto così in fretta e per essere disponibile ad aiutarci. La radio comunque dovresti sentirla appena entrato sul sito.. C’è l’interfaccia di windows media player sul sito in tutte le pagine. Mi sembra strano che non si senta. So che spesso alcuni miei amici mi ascoltano. Grazie ancora. Alberto
Ho capito qual è il problema. Io utilizzo Ubuntu, una distribuzione linux, e quindi la tua applet di windows media player sul mio browser, non è nemmeno visibile!!! Ecco perchè ho chiesto dove fossero i player.
Ho controllato nel codice sorgente ed ho preso l’url della radio. Come consiglio a tutti, dovresti fare alcune cose:
1) Inserire player Cross-browser
2) Migliorare la visibilità e la pulizia del sito
3) Usare il servizio no-ip
Si, infatti.. no-ip l’ ho scaricato prima.. devo solo imparare ad usarlo. Seguirò il tuo consiglio su Cross-browser, ma per ora preferisco aspettare per quanto riguarda migliorare la visibilità del sito, sai a cosa mi riferisco…grazie ancora. Alberto.
Ciao Fabrizio, prima di tutto mi complimento per il lavoro molto preciso e puntuale sulle webradio, e soprattutto per l’aspetto giuridico, che spesso e volentieri viene completamente trascurato.
Io ho avuto la fortuna di lavorare per una webradio legale per 2 anni…
Ho cercato la tua mail personale, per contattarti direttamente, ma non la trovo su questo blog, quindi spero leggerai il mio commento, e la mia “domanda”.
Hai giustamente fatto un quadro preciso della normativa in Italia. Ma se io italiano, volessi aprire una webradio utilizzando un server straniero? Sarei assoggettato alla normativa straniera… Non può essere questa una scappatoia per creare WebRadio legali, straniere ma (ovviamente) ascoltabili anche in italia?
Aspetto fiducioso un tuo autorevole riscontro.
A presto!
Ciao Alessandro, grazie mille per i complimenti.
Non metto la mail per questioni di sicurezza antispam. Ma sto seriamente pensando di farlo comunque
La tua domanda è semplice, ed ha risposta negativa. Non è posibbile aggirare i vincoli siae utilizzando un server straniero, in quanto in questi casi la siae considera un opinabile “target di ascolto” che ovviamente sarebbe prettamente italiano. Basta che il tiolare della web radio, o del sito, o di quanto altro sia italiano, per incorrere teoricamente in sanzioni varie.
Anche se hai il server in patagonia.
Esiste un solo modo in italia per non pagare la siae per una qualsiasi web radio ed essere regolari.
Ne abbiamo parlato, ma credo occorra fare luce sull’argomento in modo più chiaro e approfondito, e lo farò, se ne avrò il tempo.
Salutoni…
vorrei fare una web radio che trasmette musica senza pagare un euro… voglio solo divertirmi!! se hai qualche suggerimento, data la tua consapevolezza in materia, te ne sarei decisamente grato. filippo
Ciao Filippo,
Come ho affermato 100.000 volte, se vuoi creare una web radio senza pagare, non puoi permetterti una visibilità ampia.
La siae difficilmente rintraccia le 180.000 radio con shoutcast che ci sono in italia (e secondo me sono pure di più). Se fai la radiolina per i tuoi amici, allora non ha senso pagare la siae, se sei Radio Deejay, allora magari la SIAE è meglio pagarla.
ciao fabrizio complimenti…x la tua guida…ok..io voglio fare una radio x i miei amici..max utenti 15 – 20…
quindi niente siae…ok…ora che faccio…
si capisce che sono molto poco esperto..
Ciao Luca, non fraintendermi, non ho detto che chi trasmette per pochi sia immune alla siae. Ho detto che chi ha scarsa visibilità corre meno rischi, corre rischi cosi bassi da non giustificare un pagamento cosi alto alla siae.
Se serve aiuto su dettagli tecnici, posta nelle guide adatte, ti aiuterò presto e volentieri.
P.S non preoccuparti se sei poco esperto, siamo qui per imparare.
La legge 196/2003 sostituisce la 675 (ed altre), per quello non ne trovi/erai più menzione. Ciao e grazie per gli interessanti articoli e tutorial.. in realtà mi hai fatto venire voglia di aprire una net radio… ma nelle Isole Tonga
Grazie luke della precisazione, ormai non ha molta importanza aprire la radio nelle isole tonga, occorre aprire una radio in tonghese, e che tu smetta di essere cittadino italiano, forse cosi la siae ti lascerà in pace.
Salutoni
Salve , vorrei chiedere se la Siae va pagata nel caso di Web Radio che trasmettono solo “Parlato” , quindi non musica .
resto in attesa di una vostra risposta
Saluti!
Bhe ciao Fabrizio, sn un giovanissimo appassionato di radio, cn esperienze a fare pubblicità radiofonike e programmi in diretta… Io e un amico abbiamo fatto una radio ke raggiunge al max 20 utenti e se proprio va bene ne facciamo 32… secondo te a questi livelli di audience così bassi conviene pagare la siae? oppure in caso di accorgimenti da parte della siae possiamo andare in contro a sanzioni penali , cm arresto ecc, lo so sn molto minimalista ma dobbiamo sapere se x una 10ina di utenti andiamo incontro a un problema più grande
P.S.= complimenti x il tutorial!
attendo risposta, grazie anticipatamente!
@Giorgio: risposta semplice: no. La siae si paga per l’utilizzo di brani coperti da diritti d’autore, non per l’utilizzo di una tecnologia.
@Nello: Le sanzioni penali non credo arrivino all’arresto, ma obiettivamente non le conosco. Di certo posso dirti che di radio con una ventina di ascoltatori, in italia ce ne stanno migliaia, e non credo che la siae abbia fatto multe a tutti.
Nello, che connessione usi per supportare 32 ascoltatori? La tua radio trasmette a 64kbps! Con le connessioni home in italia è impossibile raggiungere una tale utenza a questo bitrate!
Ciao Fabrizio
Sono un ragazzo di 25 anni che fa web-radio gia da un po (ovviamente per amici).
sapevo le normative della siae e so quanto sia complicato.
ma qualcosa sta cambiando e presto la siae dovrà cambiare qualcosa altrimenti si troverà in difetto. parlo del fatto che in italia sarà “legale scaricare” da internet. questo implicherebbe anche delle variazioni sul sistema web-radio.
sarebbe un controsenso immenso poter scaricare dalla rete e non poter usare la rete stessa per trasmettere una radio.se non pago per un mp3 scaricato…perchè dovrei pagare ancora quella cifra esagerata?
all’inizio per evitare guai ho cercato di trasmettere solo musica NON registrata alla siae…ma come puoi immaginare…ragazzi che registrano nei loro garage ce ne sono davvero pochi.
queste normative sono a volte davvero assurde. è come se io usassi SKYPE con una conferenza e metto musica per tutti…quella risulta radio?risulta sanzionabile?
no…
è estremamente bello fare radio…e anche appagante. ma spesso ci pensi e ti chiedi come diavolo può essere che io sulla rete devo pagare qualcosa per un flusso dati innocente,fatto per massimo 20/25 ascoltatori che mi sentono a 24kb/s in mono.che poi se ci pensi….io all’autore della canzone gli faccio pure un favore a gratis (non come la siae)…lo faccio sentire ad altri che poi magari comprano il suo cd da €25,00 dove la signora siae ciguadagna una bellissima percentuale.strano sto mondo …
comunque complimentoni per il tuo blog. ci sai fare davvero.continua e non mollare mai…i suoni delle nostre idee devono continuare a muoversi sulla rete. noi siamo la rete
Salutoni
Ciao Skyliner, complimenti e grazie.
E’ per ragazzi come te che continuo a macinare articoli.
Purtroppo il potere scaricare mp3, anche se non a fini di lucro, rimarrà solo una parvenza di libertà, in quanto non credo rimuoveranno la legge urbani.
Anche se lo facessero, la trasmissione via ip sarebbe comunque regolata.
Sono convinto in cuor mio che prima o poi la lobby siae crollerà, perchè non si può andare avanti cosi, ma credo ci vorrà tempo. Purtroppo gli stessi artisti sono restii a creare licenze Creative Commons.
A chi ho proposto di creare queste licenze mi ha risposto: “Si, cosi non guadagnerò nulla!”. Come se dovessero vendere milioni di Cd e come se la SIAE dasse loro la percentuale che meritano.
Speriamo in un futuro migliore, anche se è lontano.
Complimenti per l’analisi accurata.
Vorrei capire che cosa occorre fare nel caso di una Web Radio customizzata (dove cioè l’utente può interagire con il media selezionando un tipo di musica o di playlist). Cosa cambia rispetto a una VERA Web Radio a flusso lineare?
Grazie
Luca
Salve luca,
Semplicemente una radio customizzata non è più una radio nel senso generale del termine, ma più un jukebox personalizzabile. Quindi la siae considera questa modlaità di trasmissione in modo totalmente diverso, che non ho approfondito.
Considera che se crei N playlist ascoltabili, ma non personalizzabili, per la siae sono N radio diverse, e di conseguenza sono N licenze. Informati bene, il modulo AWR ha la stessa linearità e semplicità dell’oracolo di delfi.
Salutoni, ricommenta pure quando vuoi.
Grazie Fabrizio.
Mi sembra di capire che per Radio Personalizzate si debba seguire la procedura per licenza SIAE/SCF per un comune servizio di streaming on demand… Alla fine credo che si arrivi alla negoziazione di un forfait per il database dei brani streamati . Giusto?
Thank u
Esatto, è come dici tu. E’ uno streaming on demand, regolarizzato a modo loro. Si trova un accordo in base a quanto intendi utilizzare i loro brani coperti da diritti d’autore. Credo ti venga a costare di più rispetto ad una normale radio (ed è anche meno divertente)
Grazie a te per la visita!
Fabrizio
check this out:
http://www.musiwave.net/MW_press_release_details.php?idrelease=81
Musiwave è esattamente il modello di Radio personalizzata che hai menzionato…
Luca
Ciao Fabrizio!
intanto complimenti e GRAZIE per questo blog!
Premetto che anch’io come te sono convinto che alla lunga i tentacoli della siae dovranno ritirarsi di fronte a un a realtà sempre piu vasta e versatile come la rete…ma per ora o si fa finta ceh non ci sia o ci tocca tenercela.
Io ed il mio compagno di merende abbiamo messo su da un’anno tondo tondo una web radio senza scopi di lucro, con un’unica trasmissione settimanale di un paio d’ore nelle quali mandiamo ora solo musica “emergente” con interviste rubriche e quant’altro, una trentina di ascoltatori come media ed un gioviale servizio podcast…da un po’ cè in progetto di metter su un palinsesto 24/24 e da un po’ c’è l’ombra nefasta della siae ceh aleggia su tutto il progetto…ormai siam quasi decisi a “metterci in regola”…anche per la soddifazione di ripartire qualche spicciolo agli artisti che ci mandano le loro canzoni…l’autorizzaione è li, bella compilata (grazie alla tua guida) sulla scrivania… ma rimane il dubbio podcast…ho scoperto che cè un’autorizzazione http://www.siae.it/documents/Multimedialita_Modello_Apod.pdf che è…come di regola negli ambienti siae stupida! senza addentrarmi troppo la principale limitazione sta nel fatto che si possano registrare podcast che non superino i 60 minuti di durata!
Insomma le mie preoccupazioni sono che pagando per lo streaming poi la siae sappia che esistiamo e sia piu facile che vengan fuori problemi per il podcast…o che pagando anche il podcast rimaniamo comunque nell’illegalità!!
mah forse l’alternativa giusta è far finta di niente, respingere tutte le raccomandate e non aprire a nessuno!!heeh
BUonecose
Dax
Ciao Dax, grazie a te per avermi espresso la tua opinione, per avere aperto la tua radio e per avermi fatto i complimenti.
Sto leggendo il modulo per il podcast, e se avrò tempo ne farò una guida. Ti invito a pubblicare liberamente l’indirizzo della tua radio, o meglio, direttamente l’indirizzo del flusso audio.
Domanda forse stupida, ma i vostri podcast devono per forza includere brani coperti da diritti d’autore? Non potreste (è solo una teoria, ed è pure notte) isolare le parti parlate?
Fammi sapere, spero di ricevere altre visite da parte tua.
Salutoni
Ho letto di tutto di più sulla normativa della SIAE per aprire una WEBRADIO a tutti gli effetti.
Ma alla fine non sono riuscito a capire se le pubblicità posso inserirle o no nel palinsesto della WEB RADIO.
Se no, come si mantiene economicamente una WEBRADIO con le spese che ha?
PREMETTO: che dovrò aprire una WEB RADIO PERSONALE a tutti gli effetti come una radio che trasmette per via etere.
Mi fai avere delle altre delucidazione su quanto detto?
Ti ringrazio anticipatamente, salutandoti.
Caro Fabrizio, ho una attività commerciale e ti volevo chiedere una cosa. Se mando musica nel mio lacale usando una radio streaming Screamer radio che ha stazioni straniere devo pagare lo stesso la tassa siae nel mio locale commerciale?
Grazie
Ciao Salvatore, Come si evince nello stesso modulo AWR, una radio personale non può effettuare pubblicità. Se hai intenzione di fare radio nell’etere e anche su internet, rientri nella modalità simulcasting, che ha delle regole diverse e non trattate qui.
Le web radio personali si mantengono tramite donazioni, e non per altro chiudono spesso. Solo le web radio commerciali possono automantenersi con pubblicità.
Se sono stato poco esaustivo, ricommenta pure. Approfondiremo.
Salutoni
Ciao Daniele. La diffusione di musica coperta da diritti d’autore, in un locale, è vincolata da direttive che non ho approfondito, e che esulano dalle web radio. Devi chiedere direttamente alla sede locale della siae della tua città
Se la web radio non è di tua proprietà, non devi curarti di nient’altro. Fare ascoltare al pubblico una web radio, per te ha lo stesso onere di fare ascoltare una qualsiasi radio FM.
Salutoni.
[...] Normative SIAE per le web radio in Italia « Il blog di Fabrizio Mondo (tags: siae radio web webradio) Socializza questo post: These icons link to social bookmarking sites where readers can share and discover new web pages. [...]
Fabrizio,posso fare una web radio e trasmettere canzoni non coperte da diritti SIAE.Mi pare che non sia illegale, giusto?
Ciao, inutile ripetersi, un grande! anche io come tutti, radio per amici… ma il progetto era unire alcuni amici musicisti e far girare la loro musica con possibilità di scaricare,pagando , i loro brani…. un incubo…
che ne pensi di una cosa del genere? http://www.ipetitions.com/petition/webradio/
questo per te http://www.ghepensimi.it e http://www.tecnoship.net per i titoli e le scalette… non riesco a fare venire fuori su mediaplayer i titoli.. come diavolo si fa…. uso sam broadcaster crxxto.
Saluti e fammi sapere..magari succede come le 5 euro delle ricariche ..dopo anni abbiamo vinto…
Dario p.s. su msn dariodog@hotmail.com
Ciao isiu,
Si, è possibilissimo trasmettere legalmente brani non coperti da diritti SIAE. La siae è un ente che deve (…) essere pagata solo per l’utilizzo di brani da lei tutelati, non per l’utilizzo di una tecnologia.
Ciao Dario, grazie mille. Ho letto la petizione, speriamo in bene, anche se non credo molto nella loro efficacia. Qui girano interessi economici maggiori rispetto ai costi di ricarica.
Per sam Broadcaster commenta nella guida dedicata a sam broadcaster. Probabilmente sarai finito qui da google, quindi posso dirti che se clicchi nel link “INDICE ARTICOLI WEB RADIO” troverai tutti gli articoli dove puoi commentare e fare richieste.
Salutoni
Ciao!!!
Entro domani sera (giovedi 29) dobbiamo presentare un preventivo per una web radio, quindi visto che abbiamo pocchisimmo tempo a disposizione mi intereserebbe che tramite una mail avere un preventivo per quanto costa una web radio preferibilmente entro 12:00.Ci interessano principalmente
le cifre cioe il budget.
Grazie mille della collaborazione speriamo di contatarvi ancora.
Organizzazione “Mergimtari”
Torino Italia.
Ciao… Vorrei capire meglio cosa volete fare.
Mettiamo subito in chiaro una cosa: Non sono la fate bene fratelli. Va bene l’aiuto, ma non sono un fesso.
Se avete bisogno di qualcuno che vi faccia un preventivo per creare una web radio, che sia una web radio chiavi in mano, oppure un semplice intervento tecnico, io posso farlo, ma solo su richiesta formale di un progetto, in forma privata, e a pagamento.
Di certo non vi invio nulla via mail.
Se poi vi serve un preventivo perchè non sapete quanti soldi chiedere ad un azienda che vi ha commissionato una web radio, allora vi dico caldamente buon lavoro… io ho già il mio da fare.
Salutoni…
ciao fabrizio. Spettacolare la tua conoscenza in materia di webradio. vorrei porti questo interrogativo. io posseggo un sito e vorrei inserirvi dei filmati audio vidio in streaming di alcuni eventi tennistici e calcistici sia in differita che live . quali sono le normative siae che devo rispettare? ti ringrazio anticipatamente per la tua risposta certamente esaudiente.
Ciao a te Paolo, mi dispiace, ma la risposta esauriente alla tua richiesta non posso dartela. Contatta la sede SIAE della tua città. Io non sono un avvocato.
Salutoni…
Tutti questi vincoli anche se la web-radio poggia su un server fuori comunità europea, tipo un sito russo xxxxxxxxx.da.ru ????
Ciao Lorenzo, la tua domanda ha risposta positiva. La radio in qualunque posto venga fisicamente ospitata è legata ai vincoli siae.
Ottimo post, molto chiaro e completo. Complimenti per la competenza.
intanto complimenti per il blog e per la competenza.
Solo vorrei capire quanto dovrei sborsare in termini di denaro per aprire una web radio e trasmettere dai 10 ai 40 brani al giorno….
grazie!!!!
scusa se rompo ancora…..
è ovvio che, una volta autorizzato, potrei dire in radio ciò che voglio e trasmettere all’ora che voglio, vero???
cioè sarei libero di fare le mie trasmissioni ecc.?
Ciao Francesco, leggiti la guida prima di commentare. Come puoi notare se leggi la guida, la tua domanda è profondamente incompleta.
Cosa vuoi? Una radio amatoriale, commerciale? Con pubblicità, senza pubblicità? Con più o meno di 30 ascoltatori massimi? Con un sito o senza un sito? Con un incidenza musicale percentuale pari a quanto?
Ricorda… Il principio del “mi devi intuire anche se non so di cosa sto parlando” qui non va bene.
Consulta anche questo link
Salutoni.
d’accordo.
vorrei una web radio personale, con più di trenta ascoltatori, va bene anche con pubblicità anche se non miro certo a degli introiti. Magari con un sito che gestirei io, e l’incidenza musicale sarebbe almeno del 50 per cento , ovvero una parte di trasmissione con le voci mie e dei miei compari e una parte di musica. Vorrei solo capire quanto potrei spendere secondo te…..
salutoni
Adesso ci siamo.. grazie per la precisione. Nel link che ho scritto prima, c’è la tabella di pagamento, e una sua descrizione. Consiglio da semi-esperto: Non buttare i tuoi soldi, trasmetti musica in licenza Creative Commons
Ciao Fabrizio!
Soccia, complimenti per il blog… troppo avanti e informatissimo!
Senti, io avrei mille domande da farti, dato che mi sto informando per aprire una WebRadio comunitaria (senza pubblicità) per un’associazione religiosa.
Ho fatto un po di prove quì in casa… ma Winamp e Shoutcast non mi sono piaciuti, sia per il tanto tempo di lag fra trasmissione e ascolto, sia per l’impossibilità di farmi ascoltare da Windows Media Player.
Ho provato allora Windows media encoder, l’ho trovato migliore come tempi di lag e sicuramente più semplice da farsi ascoltare senza dover scaricare Winamp.
Girando sul tuo blog, però, ho visto i trucchetti per mascherare il flusso Shoutcast in .Asx… interessante.. farò delle prove in merito.
Ora mi sto informando sulla siae e SCF… Le tue informazioni sono molto chiare, e dovremmo sborsare un sacco di soldini (dato che,purtroppo,dobbiamo fare una webradio legale…).
Ma Leggendo in qua e in la ho trovato info discordanti riguardo ai diritti su server straneiri, cioè ti chiedo:
-Se affitto uno streaming server in america (in cui costano molto meno che da noi),a parte i diritti SIAE devo pagare anche la RIAA (L’equivalente della SIAE Americana)???
Approfitto per farti un’altra domanda:
-Conosci qualche programma di regia automatica, magari free o open source?
Per ora ti ringrazio… e ti prego di continuare con questo bellissimo blog, “luce” per noi che stiamo navigando a vista nel mare dell’IP e delle WebRadio. (soccia, che poesia!)
-Pillo-
Ciao Pillo, anche se sarebbe offtopic… ti vorrei dire che non è vero che con Shoutcast non puoi essere ascoltato con WindowsMedia o con RealPlayer, anzi puoi inserire uno di essi in una pagina web (ad esempio http://www.wannapanza.altervista.org oppure ancora più “embed” http://www.raibobo.blogspot.com) senza dover ricorrere a chissà che trucchi!
Vorrei invece fare i miei complimenti a Fabrizio non solo per tutti questi splendidi articoli ma anche per la filosofia che lo guida, condividere il suo lavoro a beneficio di tutti, specie per le persone che, ascoltandolo, vorranno seguire le sue orme!
Avrei anch’io una domanda: se con una webradio (per ora personale) trasmetto solo musica Creative Commons e mia voce, e volessi trasmettere anche qualche pubblicità ad es.di un’associazione no-profit, di una festa organizzata da un pub o arrivare fino a pubblicizzare attività commerciali, che cosa a rigore dovrei esattamente denunciare/pagare?
non violo diritti di autore… In più, poniamo di non ricavare nulla dalle pubblicità che trasmetto.
Ciao Pillo, grazie per la visita.
Be questo (come del resto ha scritto anche peg) non è vero.. non è impossibile farsi ascoltare da windows media player. Il lag non dipende poi dal programma, ma dalla connessione, e dalla distanza fisica server-client.
NO. La tua giurisdizione è e sarà sempre italiana. E poi se non sbaglio la RIAA viene pagata dagli stressi server di streaming, che poi la distribuiscono sui costi finali per l’utente.
A questa domanda non dovrei rispondere qui, ma comunque: Ho parlato in molti articoli, di parecchie regie.
Open Source è diverso da free, e probabilmente lo sai. Puoi provare Sam Broadcaster. Ci sono molte guide dedicate a SAm in questo blog.
Salutoni e grazie per i complimenti
Ciao Peg, complimenti per il sito ed il blog che hai linkato, e grazie per i complimenti, effettivamente la mia filosofia è proprio questa.
Tu da questa pubblicità non vuoi guadagnarci nulla, quindi non ti serve nessun rendiconto. Se vuoi evitare di rischiare, fatti fare delle dichiarazioni in cui sancite un accordo pubblicitario tra le parti, specificando che è a retribuzione nulla. Per altro non penso di poterti aiutare perchè ancora non ho laurea in legge (spero mi arrivi ad honorem);)
Sostanzialmente devi dimostrare alla guardia di finanza che tu non guadagni utile che non dichiari. Perchè anche senza le tasse SIAE, un utile va giustamente dichiarato, altrimenti è evazione fiscale.
Salutoni.
Non devo pagare la RIAA se affitto un server in america?
PERFETTO!!!
Se può interessare a qualcuno, ho trovato un servizio di Hosting che sembra molto buono ed economico (ma che non ho provato… qunidi è solo un’impressione a vedere i prezzi e le statische delle radio che trasmettono con i loro server), http://stream-music.net.
Rendiamo Open-Source l’esperienza!
Grazie ancora per tutto!
Di nulla! In bocca al lupo…
Ciao Fabrizio!
Ti rompo ancora le scatole…
Guarda cosa ho trovato in un blog (un po datato… nov 2005)
http://www.andreabeggi.net/2005/10/10/le-webradio-e-la-siae/
“Il caso di trasmissione da un server estero 蠱uello pi?pante di Radio Nation,che trasmette da un server Usa e che paga anche la Riia e che proprio ultimamente ha lanciato un iniziativa di “donazione”.”
a quanto pare loro la pagano la RIAA…
…provo a scrivere a chi ha pubblicato il post…
…poi ti faccio sapere!
Grazie ancora!
Conosco bene quel post, in realtà non è cosi. E’ valevole la giurisdizione italiana. La Riaa non sei tenuto a pagarla.
Fabrizio hai fatto un superlavoro e mi complimento per l’impegno, non c’è troppa gente che è disposta a impiegare tutto questo tempo per fare un blog, pieno di informazioni utili. Vorrei farti mille domande ma mi limiterò a un paio: 1)Se sul mio sito di riferimento non concedo di ascoltare direttamente in streaming la web radio ma scrivo solo l’URL e le informazioni su come ascoltarla, o al massimo metto scaricabile il link da aprire con un player, allora la siae mi può fare ca!!i? 2)Se dalla pubbl ottengo degli introiti (diciamo 200 euro) che devo fare per essere in regola?
Ciao Giuseppe.
Innanzitutto complimenti a te. Radio 30 Metri è la radio web più attrezzata che abbia visto sul web per ora, sicuramente più della mia di qualche anno fa.
Complimenti davvero.
Tornando alle tue domande. Se parli proprio del sito della vostra radio allora senza autorizzazioni la SIAE può rendervi la vita difficile, ovviamente tutto dipende da cosa trasmettete.
Se parli di un altro sito, ovviamente no. La siae non può dirti nulla. Non potrebbe neanche volendo. Da un tuo sito personale che NON è vincolato con la radio, puoi mettere tutti i player e i link che vuoi.
Io per esempio ho collaborato, linkato, settato player, controllato pannelli, pubblicizzato sul web e su carta centinaia di radio, la SIAE in tal caso avrebbe dovuto come minimo impiccarmi. (ma quello vuole farlo anche per altri motivi)
Se dalla radio hai delle entrate pubblicitarie e trasmetti musica coperta da diritto d’autore vincolato alla SIAE, allora devi considerare la possibilità ( = OBBLIGO ) di creare una licenza web radio commerciale.
Dovresti spiegarmi meglio come sono organizzati i vostri palinsesti e i vostri introiti. Fino a 3000€ annui si ricade in web radio d’associazione.
Ricommenta quando vuoi, vorrei saperne di più.
Salutoni
scusate ma non ho capito due cose:
1) se uno vuole fare una web radio in cui l’utente può scegliersi il palinsesto, crearsi una playlist o roba simile, le licenze alla siae quali sono?
2) le licenze alla siae sono relative alle sole musiche? Se no, a quale tipo di contenuti?
Grazie
Laura
Ciao Laura, benvenuta.
Domanda 1) Quello che dici tu non è una web radio, ma una playlist customizzata. Ha altre tipologie di licenze non trattate in questo sito.
Domanda 2) LA licenza awr si richiede qualora si utilizzino contenuti coperti da diritto d’autore tutelato dalla SIAE, qualsiasi cosa sia, sempre ovviamente inerente la musica.
Ma il diritto d’autore non cade in prescrizione dopo un po?
Se trasmettessi musica anni ’70 per esempio dovrei comunque pagar la SIAE?
Complimenti per il blog e per il modo in cui è stato spiegato ed affrontato l’argomento.
Ciao!
Ciao Corrado,
si, il diritto d’autore decade 70 anni dopo la scomparsa non dell’autore, ma dell’ultimo degli eredi aventi diritto. Se trasmetti musica anni 70, non so dirti a chi effettivamente vadano i soldi (ecco perchè la SIAE è MERDA, mi si perdoni il tono colorito) ma comunque devi pagare.
Ti ringrazio molto per i complimenti, spero di rivederti qui.
asd quanta burocrazia… asd
cioè ma se fanno così nessuno aprirà mai 1 radio totalmente legale.. al 100%…
capisco i diritti d’autore ma cavolo x fare 1 radio ci vorrà tempo e poi magari la chiudi xke nn te serve piu lol
e poi x me ke voglio trasmettere 30 minutinia lg iorno lol… proprio ad essere generosi, xkè è 1 cosa tra pochi tanto x provare…magari tra 1 settimana dopo ke parte la chiudo lol
Ciao Fabrizio,
innanzitutto complimenti per il tuo lavoro.
Appartengo ad un’associazione riconosciuta all’interno della quale stiamo provando a creare una radio in podcasting. Per ora stiamo lavorando anche come webradio e il picco massimo di visite che abbiamo avuto in giorno è stato 128. Poichè dobbiamo assolutamente metterci in regola, sono andato alla siae e ho chiesto un preventivo dei costi. Risposta: 780€ oppure 65€ al mese. E fin qui ci siamo…è un prezzo pesante ma tra un qualche mese potremmo iniziare a pagarlo…Ma c’è una cosa che proprio non riesco a capire…i diritti connessi. Come faccio a pagarli? Ho contattato la SCF e mi hanno detto che ancora sui podcast non hanno fatto licenze e che quindi dovrei contattare ogni casa discografica…ma, capisci bene, è impossibile!!!
Lo so che il tuo blog si dedica alle webradio, ma spero ugualmente che potrai aiutarmi in qualche modo per questa storia dei diritti connessi per i podcast…
Grazie in anticipo e ancora complimentoni!
Ciao Phi rho, (Sono le tue iniziali?
)
Complimenti a voi per il picco d’ascolto.. vorrei sapere come lo avete raggiunto, con che server e con che qualità, cosi, tanto per capire.
I prezzi che ti ha fatto la siae per il podcasting sono corretti, ma le limitazioni sono ampie, sia nel numero di brani utilizzabili, che nella durata del singolo podcast, che è fissata in massimo 60 minuti (scandaloso).
La SCF non si occupa di podcast per ora. Dovreste parlare davvero con ogni singola casa discografica.
Posso però dirti, che state sbagliando clamorosamente, anche se siete in buona fede.
Per come è organizzata la vostra fruizione di contenuti, la vostra non è una radio in podcasting, ma una radio in streaming.
quindi scusatemi ..
alla fine di tutto
se io volessi creare una radio e fare le cose seriamente quanto dovrei pagare?
Ciao Ariel, non esiste una “fine di tutto” ovviamente.
La risposta alla tua domanda dpende da cosa intendi per radio, da cosa vuoi trasmettere, a quanti vuoi trasmettere, a che qualità, quanto vuoi trasmettere e che tecnologia vuoi utilizzare.
Una volta chiariti questi punti, potremmo riparlarne.
Ciao Fabry.
Mi aggiungo alla valanga di complimenti che ti sono stati giustamente tributati per questo tuo lavoro.
Rispetto a quanto letto su, vedrò di essere + chiaro possibile nelle mie domande.
Vorrei aprire una web radio con le seguenti caratteristiche:
- radio assolutamente privata (siamo 3 amici col pallino della radio e non riuscendo a trovare lavoro in questo campo vorremmo aggirare il problema aprendo una radio nostra!!!)
- assenza totale di introiti pubblicitari.
- possibilità di ascolto al maggior numero di persone.
- programmi speakerati con cadenza trisettimanale.
- Programmazione musicale varia.
Alla luce di questi dati cosa dovri ottenere dalla SIAE e quanto dovrei sborsare.
Grazie per la risposta.
Marco.
Ciao Marco, grazie per i complimenti.
In base alle tue richieste ti si aprono varie possibilità, sostanzialmente tu potresti aprire una radio personale, e poter trasmettere al massimo a 30 persone contemporaneamente, pagando 240 euro l’anno, oppure il doppio per superare il limite di trenta ascoltatori.
C’è però da dire una cosa: Esiste anche la società consortile fonografici, che va pagata. Questa società obbliga le radio personali a non avere una banda maggiore di 640 kbps, che è un quantitativo BASSISSIMO. Ragion per cui, se davvero volete fare una web radio, vi conviene seriamente pensare a fare un associazione no-profit e realizzare una web radio d’associazione.
Se servono ulteriori dritte, ricommenta o lasciami i tuoi recapiti, i miei sono nella pagina contatti.
Salve a tutti, ho letto a lungo e in maniera approfondita la guida, che a mio parere è davvero ottima e ringrazio l’autore per averla creata.
Partiamo dal principio. Siamo quattro ragazzi di Torino di 22 anni, con la passione della musica, e siccome al giorno d’oggi le radio a mio parere sono diventate spazzatura, abbiamo deciso di provare a crearne una noi.
Premetto che come detto siamo al punto di partenza e prima di incominciare ovviamente ci stiamo informando sui relativi costi e procedure per aver tutto in regole.
Precisiamo che vogliamo fare una radioweb a carattere personale per max 30 persone, con una durata massima di 6 ore al giorno, tutto il materiale necessario lo abbiamo (microfoni, mixer ecc..) detto questo se ho capito bene mi confermate che dovremmo spendere per i diritti siae max 240 euro/annui?
Ora, tenendo presente la tipologia di radio che creiamo, avendo gia un sito web creato da noi, su cui hostiamo la radio dobbiamo pagare? Voglio precisare che il sito è fatto grazie all’host interamente gratuito di “altervista.org”.
Altra domanda: influisce di molto la prestazione del pc server su cui “montiamo” la radio, oppure serve solo una buona banda?, noi nel luogo in cui si posizioneremo la radio abbiamo una linea di 6,2Mb/640Kb è già decente come banda per una radio di 30 utenti max?
Il suono a 32kb/s o 64Kb/s è abbastanza decente o scadente? Ovviamente se immettiamo mp3 a 64kbs il numero di utenti si dimezzerà.
Altra domanda : Non ho capito bene cosa sia la SCFItalia… è un’organismo come la siae da pagare o cosa?
Se ho ben capito si può trasmettere musica tramite radio senza spendere un centesimo a patto che le canzoni siamo Creative Commons giusto?
Ma avete un elenco di artisti che rientrano in questa categoria?
Scusate tanto per il tempo che vi rubo, ma prima di incominciare vorremmo averci le idee molto chiare.
Ciao Francesco, grazie per i complimenti, vediamo di esaminare tutti i tuoi quesiti:
Nessuna forma di pubblicità? Se davvero non volete effettuare nessuna forma di pubblicità (NEANCHE NEL SITO), allora potete pagare solo la cifra che hai scritto, fino ad ovviamente max 30 persone connesse in contemporanea.
La SIAE non crea paranoie sul tipo di sito che create, l’importante è che non ci sia NESSUNA forma di retribuzione nel sito che ospita la radio.
Questa è una domanda tecnica, non andrebbe postata qui, ma ormai che ci siamo rispondo.
Il pc che fa da server ha bisogno almeno di una buona dose di RAM, poi non sono necessarie caratteristiche particolari. 640 Kb sono pochissimi per una radio qualsiasi. Se puntate a 30 ascoltatori, dovete addirittura trovare una banda in upload superiore al megabit, o dovrete utilizzare bitrate bassissimi.
Il bitrate ideale, è 128 kbps. Se trasmettete a 64 va ancora bene, ma a 32 già si denota una scarsa professionalità, e un audio molto scadente.
La SCF sta per Società Consortile Fonografici, ed è un altro organismo che richiede diritti, ma questa volta sui fonogrammi. Ti spiego in due parole cosa pretendono. Loro dicono:
“se tu hai l’mp3 di una canzone, lo devi a qualcuno che lo ha creato, e noi vogliamo il pagamento di diritti per chi lo ha creato”. Quindi, campi diversi rispetto a SIAE.
L’unico modo per non pagare SCF è quello di fare delle cover delle canzoni cantate magari da gruppi locali. Ma ovviamente, non è proprio il massimo. Ne ho parlato in un post di questo blog, precisamente qui.
Si, esatto. Canzoni in creative commons le trovi su siti come jamendo.com e anomolo.com
Se ci sono problemi, ricommenta.
Salutoni.
“Nessuna forma di pubblicità? Se davvero non volete effettuare nessuna forma di pubblicità (NEANCHE NEL SITO), allora potete pagare solo la cifra che hai scritto, fino ad ovviamente max 30 persone connesse in contemporanea.”
Intendevo: creare un sito con host gratis, che parli di musica e che descriva la radio con il rerlativo link…. —> creare il sito della radio con il suo link è già pubblicità per la siae?
se non si pùò nemmeno creare il sito con il link per far ascoltare la radio allora come la possiamo fare ascoltare (scusa il giro di parole)???
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“Ora, tenendo presente la tipologia di radio che creiamo, avendo gia un sito web creato da noi, su cui hostiamo la radio dobbiamo pagare? Voglio precisare che il sito è fatto grazie all’host interamente gratuito di “altervista.org”.
La SIAE non crea paranoie sul tipo di sito che create, l’importante è che non ci sia NESSUNA forma di retribuzione nel sito che ospita la radio.”
Si pùò almeno lasciare sul sito un link per una donazione? alla fine non dovrebbe essere vista come retribuzione, anche perchè non crea obbligo…. e soltanto un modo di ripagare per il servizio che offrimao assolutamente NON OBBLIGATORIO MA LIBERO.
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“La SCF sta per Società Consortile Fonografici, ed è un altro organismo che richiede diritti, ma questa volta sui fonogrammi. Ti spiego in due parole cosa pretendono. Loro dicono:
“se tu hai l’mp3 di una canzone, lo devi a qualcuno che lo ha creato, e noi vogliamo il pagamento di diritti per chi lo ha creato”. Quindi, campi diversi rispetto a SIAE.”
Quindi un’altra batosta annua vero?? come si fa per vedere bene i costi ed il resto??
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credo proprio che per il momento mi limiterò a trasmettere canzoni non portette dal diritto di autore che tu stesso mi hai indicato nei due siti
grazie mille dell’aiuto aspetto tue risposte e scusa se ti rubo tempo
Ciao Francesco, per pubblicità si intende quelle fatta a terze parti, non al sito stesso.
La SCF è un altro ente, puoi trovare info aggiuntive anche sui costi, sul loro sito.
Per quanto riguarda le donazioni non saprei dirti, non penso che arrivino a far pagare anche per questo.
senti ho appena visto i siti che mi hai elencato per la musica libera, cavoli solo jamendo e anomolo, contano più di 3000 album da poter prelevare….
se davvero posso prendere questi 3000 album e usarli in radio senza pagare nemmeno un centesimo, al diavolo la siae, sponsorizziamo gruppi emergenti e musica libera, alla fine se li trasmetto faccio soltanto un favore a loro….
@Francesco: Certo che puoi prenderli. In bocca al lupo.
Ciao Fabrizio!
Torno a scriverti dopo una mezza eternità, ma forte di una autorizzazione SIAE fresca fresca.
Ricapitolo, se mai fosse utile a qualcuno; io ed il mio caro socio abbiamo una web radio http://www.radiobaldanza.com che trasmette 24/24 per lo più musica emergente e che vanta addirittura una trasmissione settimanale!(stasera tra l’altro); beh dopo lunghi rimuginamenti e dopo aver spulciato a fondo il tuo sito ele tue preziosissime guide, abbiamo deciso di metterci “abbastanza in regola” così 2 mesi fa abbiamo spedito il modulo AWR debitamente compilato e dopo una lunga attesa, per la modica cifra di 240 euro annue, abbiamo la coscienza abbastanza pulita…(del podcast io non so nulla…cos’è un podcast?!)
ecco qua la nostra esperienza…
Tante belle cose
Dax
Ciao Dax, sono contento al 10% e dispiaciuto al 90% del fatto che la tua radio si sia regolarizzata.
Sono contento perchè almeno dimostri un attaccamento alla legalità e alle regole, ma sono dispiaciuto per una sfilza di motivi:
1) Hai pagato un pizzo
2) Lo hai fatto male, e nemmeno completamente.
Del perchè ci sono degli errori grossolani posso parlartene in privato, oppure pubblicamente. Sta a te deciderlo. Se vuoi, possiamo parlarne qui, ma preferisco essere autorizzato da te, tramite un commento a questo seguente.
post 90…la pauraaa!!eheh cos’ho combinato?
il pizzo vabbe abbiamo chiuso tutt’e due gli occhi…
il podcast…dicevamo cos’è il podcast (ehhe)
…e poi?
non ti preoccupare scrivi pure pubblicamente che può magari servire anche ad altri!!!
Ciao Fabrizio,ti ringrazio per le informazioni.Volevo solo chiederti se credi che io possa avere problemi se trasmetto a 10-15 miei amici…
Perfetto, autorizzazione concessa
Allora:
1) Non avete indicato sul sito il numero di licenza siae, secondo il contratto, è obbligatorio.
2) Non avete considerato che non basta semplicemente pagare. Occorre che si rendiconti la siae con una certa frequenza sui brani trasmessi, come un controllo militare.
3) Non avete considerato che se siete in un gruppo, potrebbe nascere la paranoia legata alla creazione di un associaizione de facto, permettendo alla siae di rompervi (anzi, triturarvi) le palle per cambiare licenza.
4) Non avete considerato la SCF, altro organismo che succhia soldi in modo legale, che vincola le radio personali (come la vostra) ad una banda MASSIMA di 640 kbps ovvero permette di farti ascoltare da tua mamma, tuo papà e tua sorella
5) Non avete considerato i podcast, questi ora come ora, vi rendono multabili dalla siae.
Un podcast è un file audio contenente la registrazione di un programma, spesso radiofonico.
La siae obbliga chi crea i podcast a stipulare UN ALTRA LICENZA TOTALMENTE ISOLATA DALLA WEB RADIO, con i suoi costi e i suoi vincoli, il più pesante dei quali, il limite a 60 minuti per la durata di un podcast, regola assurda, visto che se mi girano le palle, ti segmento il programma in più parti e non cambia assolutamente nulla.
Spero di essere stato chiaro… se ci sono richieste commenta.
Ricorda che la SIAE deve CHIUDERE, non deve essere ridimensionata.
@Mauro: Vale il principio del maggiore pubblicità, maggiori rischi
Complimenti a questo post, erano cose che già sapevo tutte … solo che chi legge questo post ne viene a conoscienza in 10 minuti di lettura, io ho dovuto da solo fare mesi di ricerche per avere conferma a destra e a sinistra
Io penso di essere uno dei pochi in Italia ad avere una webradio legale senza non dovere pagare nulla né a SIAE né a SCF … praticamente trasmetto solo musica in pubblico dominio, cioè musica classica di autori deceduti da oltre 60 anni … e trasmetto solo registrazioni di giovani talenti che registro io, quesi interpreti mi firmano una deliberatoria … e trasmetto registrazioni storiche di dischi oltre 50 anni che vado a restaurare
I diritti connessi, cioè delle etichette discografiche che in italia rappresentate da SCF, hanno durata di 50 anni dall’uscita in commercio del prodotto fonografico … comunque se avete voglia ascoltate la mia radio su http://www.promoclassica.com
Io sono un piccolo imprenditore squattrinato con tante idee, purtroppo in Italia anche se uno ha idee e voglia di fare impresa con una webradio, purtroppo gli tagliano le gambe … se io faccio quello che faccio è al 100% perchè non devo nessun diritto a nessuno, e io lo faccio a scopo di lucro … figuratevi se fossi nella vostra situazione, con questa frase intendo che volete avere una webradio per passione e divertimento … sono io il primo a dire che i diritti vanno pagati, ma quello che taglia le gambe sono i minimali, se non sbaglio alla siae penso bisogni dargli circa il 10% degli introiti, questo non è un problema, io gli darei anche il 30% ma assolutamente 0 euro di minimale, se guadagno ti do il 30% ma se guadagno 0 ti pago 0 euro, come se le opere siano dei soci di uno che fa impresa, se l’impresa va male nessuno guadagna utili, certo che anche se ti devo solo il 10% per modo di dire, e non il 30% comunque mi tagli le gambe perchè soldi non si guadagnano e ti devo 200 euro al mese di diritto? questo minimale dovrebbe essere il diritto da versare per introiti da 2.000 euro al mese di pubblicità, ma stiamo scherzando? Questo post è stato proprio uno sfogo liberatorio, tanta tanta rabbia. Buona fortuna alle vostre webradio
scusate non posso modificare il post … ho scritto 60 anni ma è 70 anni … la musica diventa di pubblico dominio quando l’autore è morto da oltre 70 anni … o l’ultimo dei coautori, cioè le musiche firmate da battisti e mogol, diventeranno di pubblico dominio dopo il 70 anno della morte di mogol
Ciao Adamo.
Ne sono molto felice…
Ho letto quello che hai scritto, non lo condivido molto, ma è la tua opinione e la rispetto.
Vorrei solo dirti, che non credo che la tua radio possa fruttarti degli introiti, almeno per come è ora. Perdonami se sono schietto, ma credo che una web radio dove c’è un intro con una voce metallica e dove i brani terminano con gli applausi, non possa fornire le credenziali corrette per un contratto pubblicitario nemmeno con il salumiere all’angolo, ma la mia è solo un opinione.
Una cosa che ci tengo a farti notare, oltre quello che ti ho già scritto, è che la tua radio non è una delle poche ad essere legale. Oltre a quei pazzi che pagano un sacco di soldi alla SIAE e ad SCF per le licenze, esistono un numero imprecisato di radio con musica Creative Commons, non necessariamente di pubblico dominio, probabilmente non lo sai, ma è possibile trasmettere brani anche con data inferiore ai 70 anni dalla morte dell’ultimo dei coautori. Basta che questo brano non sia soggetto alla piovra SIAE.
La SIAE, non è un ente corretto, e non solo nel campo della musica. Limita la creatività e l’utilizzo delle opere d’ingegno, che non è sempre pirateria. Io non sono contro pagamenti di minimali, io sono direttamente contro la lobby creatasi in modo cosi naturale da essere legiferata.
Riconosco il diritto d’autore, se un opera la crei, è tua. Ma non sopporto che si debba essere vincolati a rendicontare qualcosa che crei. Se tu sei un bravo cantante, io pago per andare al tuo concerto, non devo pagare per usufruire di un tuo brano, magari in sede privata.
Io la penso cosi, liberissimo di pensare diversamente.
Au revoir.
scusa adam, ma che artisti trovi di 70 anni fa??
che tipo di cantanti trasmetti??
esempio….
Ciao Unclesam, non capisco il tono della domanda, spero non sia polemico. Qualora sia una domanda concreta, ci sono tanti artisti di musica leggera, anche dei primi anni del 900.. sono radio tematiche, e con un loro target di ascolti.
Ciao Fabrizio, innanzitutto complimenti per il forum….
Voglio porti una domanda semplicissima.
Con degli amici abbiamo creato un forum e nella home abbiamo inserito un player che riproduce on air radio deejay (quindi live non in differita). Ci sono degli impedimenti o degli adempimenti SIAE da rispettare?
Grazie in anticipo
Ciao Beppe, grazie a te ma questo NON è un forum… anche se lo sembra.
No, non hai paranoie legali tu. In teoria le avrebbe Radio Deejay, che dovrebbe impedire che altri siti trasmettano il suo flusso audio.
W la siae…
non era in tono cattivo, volevo solo sapere alcuni artisti che essendo morti da più di 70 anni, è possibile trasmetterli senza pagare nulla… tutto qui.
se mi fate dei nomi sarei molto grato
Ciao!
La domanda sarà banale…ma se volessi fare 2 podcast diversi sullo stesso sito web, debbo per pagare doppia licenza siae?
@Federico: Non saprei dirti, non mi occupo di podcast a livello professionale. Credo comunque di no, se hai una licenza, lo puoi fare quanto ti pare (con i dovuti vincoli)
Grazie!!!
Perchè in siae non sanno che dirmi…visto che per le webradio multicanale ( tipo rmc o 105) esistono le multilicenze, pensavo fossero necessarie anche x il podcast…
Ciao!!!!
@Federico: Ecco perchè ti consiglio di passare a creative commons. Non pagare il pizzo.
Ciao!
Per la prima volta affonto il problema della Siae e della pubblicazione su internet di file MP3, quindi se faccio domande sciocche, ti prego, abbi pietà di me!
Ho un dubbio amletico. Se io ho un blog, ed all’interno del blog inserisco la possibilità di leggere file audio di canzoni, posso incorrere in sanzioni siae o in obbligi di autorizzazione?
Specifico quindi che non si tratta di problematiche legate a web radio…spero!
grazie in anticipo!
Aurora
Ciao Aurora.. cosa significa la frase: “Se io ho un blog, ed all’interno del blog inserisco la possibilità di leggere file audio di canzoni”
Parli di streaming o di download? Perchè sono due cose diverse (in realtà uguali, ma per la siae, no)
In entrambi i casi hai bisogno di autorizzazioni, ma servono numerosi parametri da sapere. Come ad esempio se fai o no pubblicità, sia audio che nel sito… e tanti altri ancora. Argomenta meglio.
P.S NON PAGARE IL PIZZO.. PASSA A CREATIVE COMMONS.
Il blog di cui parlo è di un’associazione onlus, senza alcun tipo di pubblicità all’interno nè del sito principale nè nel blog.
I miei utenti sono appassionati di un tipo di ballo, e voglio dare loro la possibilità di ascoltare in streaming alcune canzoni (per capirci l’idea era di creare una discussione culturale su come è stata creata una canzone, e poi farne ascoltare più versioni suonate negli anni da orchestre diverse, ovviamente senza dare alcuna possibilità di scaricarle) Preciso che la musica in questione risale perlopiù alle prime decadi del 1900.
questa idea è solo il minimo di quello di cui si occupa il blog, per lo più incentrato su discussioni di altro tipo.
Devo chiedere autorizzazione alla siae anche per questo oppure mi inserisco nel concetto di libero utilizzo di cui agli artt.65 e SS. della legge 22 aprile 1941, n. 633?
Adesso ci siamo aurora…
Anche se la associazione è onlus, la siae va pagata (il che è quanto dire).
Se è certificabile che da 70 anni non esistono in vita eredi legittimi della paternità di un brano, allora il suo utilizzo è libero.
Altrimenti, se l’artista era tra gli artisti di maggior spicco e tutelati da SIAE, la licenza per lo streaming va pagata.
C’è da dire che la tua situazione è paragonabile a quella di una web radio d’associazione, con tutte le regole definite dall’articolo stesso oggetto di questa pagina.
Se ci sono altre richieste commenta pure.
Ti ringrazio moltissimo per la risposta. Inutile dire che non ne sono molto contenta!!!!
Aurora, mi dispiace molto. Meglio dirti la verità subito piuttosto che coprirti subito di illusioni. La webradio per la Onlus è impossibile, troppi costi.
se trasmetterete solo musica in creative commons, i costi si annnuleranno totalmente.
Ciao Fabrizio,
mi unisco al coro di complimenti che ti hanno fatto, è veramente lodevole il tuo impegno per l’informazione su questo tema.
Io avevo in mente, per una associazione no profit, di fare una web radio per le comunità di stranieri in Italia.
In questo caso si tratterebbe di trasmettere molta musica che in molti casi non è coperta dalla SIAE, la possibile utenza non necessariamente è in prevalenza in Italia, e per questi motivi avevo pensato che forse, appoggiarsi ad un server straniero (avevo visto il servizio di live365.com per esempio), avrei potuto fare a meno di pagare la SIAE.
D’altra parte, visto che l’associazione ha un profilo che via via si sta ingrandendo in Italia, visto che verso gli stranieri già esiste per partito preso un pregiudizio non vorremmo fare la parte dei furbetti che non vogliono pagare i diritti di autore visto che l’idea sarebbe di dare degli spazi anche ad altre associazioni come noi basate in Italia.
Insomma, tenuto conto delle caratteristiche particolari di questo caso, pagare o non pagare la SIAE, questo è il dilemma.
Ciao Marco, grazie per i complimenti. Mi dispiace per i pregiudizi e i commenti negativi, purtroppo molti fanno di tutta l’erba un fascio.. cacciare TUTTI gli stranieri dall’italia è come dire “estirpiamo la mafia alla radice, bombardiamo la sicilia”.
Per quanto riguarda la radio, la siae NON devi pagarla se non hai NESSUN file coperto da diritto d’autore italiano o internazionale legato alla SIAE.
Usa musica in Creative Commons, o di pubblico dominio. Non pagare il pizzo generalizzato che ti chiedono quelle sanguisughe.
Per ulteriori informazioni ricommenta, sono a disposizione.
P.S sentiti libero di linkare l’associazione.
1)Salve, Fabry volevo sapere, se io creo una radioweb personale oltre alla tassa per i diritti d’autore devo pagare la tassa per le visite del sito che ho letto sempre in queste pag che riguardano la SIAE??
2)Pagando la SIAE posso mettere tutti i file mp3 che ho sul pc a libera scelta ?
Intanto complimenti per questa guida ! Non ho molto tempo per leggere tutti i post e i regolamenti. Però ho capito una cosa e cioè che se apro una web radio personale con musica creative commons, senza pubblicità e con una programmazione “parlata” nello stile “Radio2″ non dovrei incorrere in sanzioni o al pagamento di diritti SIAE.
Insomma non c’è da pagare neanche dei minimali. Giusto??? Se così fosse….perchè non aprire una bella radio che diffama l’attività della SIAE. La potremmo chiamare RADIO ANTI-SIAE. ahahhaah
Ciao Carlo, perchè io a settembre cosa devo fare?
Comunque una radio in creative commons si, ma niente diffamazioni, solo ogni tanto un disclaimer che “ricorda” che la radio si ascolta, non si paga.
Ciao Salvatore, se la SIAE la paghi, puoi trasmettere qualsiasi brano del repertorio.
Il problema è anche la modulistica, devi rendicontare sul numero di visite che ha il tuo sito, e su quali autori trasmetti, correttamente alla lettera, si intende.
x Fabrizio. bhe…il termine diffamazione non va inteso nel senso legale del termine. Tra l’altro la SIAE non potrebbe neanche citare in giudizio per diffamazione, fin quando si descrive con precisione il sistema sanguisuga messo in atto.
Io penso che aprirò una radio per la diffusione di contenuti culturali e scientifici. Se avrà successo e deciderò di guadagnarci con la pubblicità, non dovrei pagare la siae…ma inserire i guadagni normalmente nella dichiarazione dei redditi. giusto?
Cmq…imbocca al lupo per la tua radio.
bhe…più che dichiarazione dei redditi…si tratterebbe di lavoro autonomo!
@Carlo: No, è dichiarazione di redditi. Occorrerebbe che il titolare della partita IVA avesse il codice per “erogazione di servizi informatici” poi non so, me ne comincerò ad occupare da settembre.
Io sono un cantautore, e manderei in onda solo ed esclusivamente mie canzoni melodiche italiane.
Visto che la siae non paga un centesimo per i brani trasmessi via radio ( a meno che non sia rai ), e visto che i brani sono miei, sapete per caso se devo pagare in ogni caso una tassa per trasmettere ???
Salutoni
@Brunello #121: La tassa per trasmettere i tuoi brani, se sei iscritto alla SIAE, incredibilmente la devi pagare! Perchè non c’è scritto da nessuna parte che sia esentato chi trasmette se stesso, se iscritto a SIAE.
In bocca al lupo.
scusa fabry! complimenti per la guida ma sarei molto contento se mi spiegassi cosa è la musica in creative commons!!!!
@Mauro 89 #123: La musica in Creative commons è in generale della musica che viene rilasciata con un tipo di licenza di questo tipo. La licenza Creative Commons, è una licenza che permette usufruzione delle opere licenziate da parte di terzi, ed è molto chiara e non vincolante.
La musica invece con licenza SIAE, ha tutti i vincoli che hai potuto leggere nell’articolo di cui sopra.
ok grazie fabry! ma cm faccio ad avere qsta licenza! e poi è gratuita
La licenza tu non la devi ottenere.. non sei un produttore o un artista. Se vuoi risparmiare devi utilizzare brani che, tramite questa licenza, permettano l’utilizzo gratuito e svincolato.
scusami ancora per l ignoranza fabry ma nn mi è ancora chiaro il concetto!!! cm faccio a sapere se qsti brani sn protetti da qsta licenza?? se dico stronzate abbi pietà di me!!!!
@127: Un modo balordo potrebbe essere controllare, se il brano fa parte di un album, se lo stesso è dotato di bollino SIAE.
Mi chiedevo ….. se trasmetto tramite radio web solo miei brani in formato DEMO, devo pagare ugualmente la tassa siae ???
@129: Da quel che mi è parso di capire, faresti meglio a rilasciare i tuoi demo sotto licenza Creative Commons Sampling Plus prima di pensare ad una qualunque trasmissione. Ulteriori info qui.
Ciao Fabrizio, volendo aprire una web radio personale (senza introiti) mi puoi dire cosa è necessario, intendo solo delle autorizzazioni.
Un’altra domanda: su una web radio personale ovvero su un sito collegato a questa radio è possibile trasmettere radio-giornale, logicamente tutto autorizzato dal tribunale come testata giornalistica?
In attesa di una Tua gradita risposta, ti saluto.
P.S. desidererei una risposta anche sulla mia email. Grazie
@Napy #131: Dovresti essere più preciso. Per le web radio personali, devi comunque considerare la possibilità di avere o non avere pubblicità. Nel caso di Web Radio senza pubblicità. L’autorizzazione è il modulo AWR, compilato per le radio personali, come è chiaramente scritto nella guida.
Per il radiogiornale, non ci sono normative in merito. Credo occorra semplicemente l’autorizzazione del tribunale, come hai detto tu.
Per la mail mi dispiace molto, ma non si fa servizio a domicilio.
Prego.
Inizio con dare un saluto a tutti e in particolare a Fabrizio che ha elencato tutte le condizioni per una reb radio “legale” che molti se ne infischiano fino quando il tizio ti suona al campanello.
Ma veniamo al dunque.
Io voglio fare una radio con musica libera quindi senza impicci di siae ma se io volessi mettere un file audio precedentemente registrato (penso si chiami podcast) devo pagare qualcosa?
Salve Wonderbine, grazie per i saluti.
Vorrei chiederti, puoi darmi qualche informazione aggiuntiva su questo podcast? Cosa devi fare sostanzialmente? dove vuoi mettere questo file?
ciao
complimenti per il forum e per tutte le notizie che dai
purtroppo io non ho ancora capito una cosa: chiaro che devo pagare i diritti siae.
ma la siae dice anche che ci vuole un’autorizzazione delle case discografiche per trasmettere musica. di cosa si tratta? è un’autorizzazione che rilasciano su richiesta o bisogna pagare?
scusa, magari l’hai già detto e non l’ho trovato…
grazie ancora
giacomo
@Giacomo: Cita il passo preciso. La SIAE parla di contatti con le case discografiche per i diritti connessi, che esulano dal modulo awr. Ti faccio un esempio, è come se il re di un feudo, facesse pagare la tassa per il transito da un ponte. Il passo dove la siae parla delle case discografiche è paragonabile a questa frase:
“Ok, sono il re e mi hai pagato, ma non ti sembra corretto pagare anche il costruttore del ponte, anche colui che lo ha tinteggiato, chi lo ha puntellato…”
Ricommenta, spiegherò meglio.
ciao fabrizio,
ti ringrazio moltissimo per la risposta rapida che mi hai dato!
però a parte la fumosità della cosa non ho capito ancora
quando apro la mia radio (perchè alla fine questo è il mio sogno)
oltre alla siae devo anche pagare le case discografiche?
o mi basta chiedere loro il permesso di trasmettere la loro musica (e loro me lo danno senza batter ciglio)?
buona giornata
giacomo
@Giacomo: Tu non devi chiedere permessi vari a nessuno. Gli unici due enti che devi contattare in italia sono la siae e scf. Ma io non ti consiglio di avere un travaso di bile. Fare una web radio conosciuta con la siae italiana significa avere molti soldi da buttare. Passa alla musica libera, fai una radio in creative commons.
fabrizio
ti ringrazio molto per i tuoi consigli
forse potrei cominciare proprio così per vedere come va, a che difficoltà vado incontro.
ma dove trovo la musica creative commons? (scusami, magari l’hai già detto)
ancora una domanda: ma per trasmettere devo avere un pc potentissimo e una banda larga con mega e mega bit al secondo?
o posso appoggiarmi a un servizio esterno (ovviamente a pagamento)? e in tal caso posso fare trasmissioni in diretta lo stesso?
ti ringrazio per l’n-esima volta!
giacomo
@Giacomo #139: puoi fare un salto su siti come jamendo.com
Per quanto riguarda le note tecniche, dai pure una lettura ai link presenti in questa pagina: http://www.fabriziomondo.com/blog/indice-articoli-web-radio/
grazie per le indicazioni
comunque probabilmente hai ragione, potrei cominciare così
anche se la cosa che mi affascina di piu’ è poter trasmettere cio’ che voglio e non solo cio’ che e’ libero!!!!!!!!!!!!!
è molto interessante il tuo blog, davvero.
alla prossima, non mancherò di contattarti visto quanto sai!
giacomo
@Giacomo: anche a me rode non potere trasmettere musica più conosciuta, anche, egoisticamente, per attrarre più gente. Ma se non proviamo noi stessi a dare un segnale forte del concetto di musica, cultura, streaming e globalizzazione, allora saremo fritti.
Caro Fabrizio vorrei aprire una web radio personale che non crea introiti per radiotrasmettere una telecronaca(fatta da me) di una squadra di calcio dilettantistica (serie D), mi sapresti dire se c’è da pagare qualcosa ed eventualmente a chi e come?
Ciao Giuseppe, intanto ti chiedo io di farmi sapere i dettagli tecnici con cui effettuerai tale telecronaca.
Dopodichè, escluse le argomentazioni legate ai diritti d’immagine delle squadre che vai a radiotelecronacare, dovresti comunicarmi di più.
Ad esempio, usi musica coperta da diritti d’autore? Hai pubblicità sul sito che ospita la radio? Accetti più o meno di 30 utenti contemporanei?
Aspetto notizie, saluti.
P.S la radiocronaca è in diretta, vero?
Grazie per la tua celerità, si la radiocronaca è in diretta e non ho pubblicità sul sito che dovrebbe ospitarla nè tantomeno canzoni, però accederebbero sicuramente piu’ di 30 persone, il tutto sarebbe messo in piedi per eseguire una radiocronaca via cellulare che verrebbe poi instradata su internet da un altro cellulare a casa tramite l’uscita cuffie, tutto ovviamente quindi senza alcun fine di lucro!
In tal proposito oggi leggevo alcune norme federali per l’autorizzazione a questo indirizzo:
http://w3.interregionale.com/ir/default.asp?node=emittenti_main&DEFLANG=it
Purtroppo qui si parla di cifre abbastanza consistenti che sommate alle trasferte e ai costi di cellulare renderebbero la cosa poco praticabile, però parla anche di emittenti radio, vale anche per le “radio personali”? Nel caso in cui facessi ospitare il sito su di un server non italiano varrebbero le stesse leggi?
Ti ringrazio immensamente in anticipo!
@Giuseppe #145: Se non trasmetti brani vincolati dalla siae, non preoccuparti di loro.
Pensiamo ai diritti per la radiocronaca.
Ricordiamo una cosa, se una normativa non è specifica alla situazione, non è possibile additare diritti per competenze diverse. E’ come
Ragion per cui, trasmetti tranquillo, perchè da quanto dicono i contratti, le trasmissioni via internet non hanno particolari tassazioni.
Fai una prova, e avvisami tempestivamente su date e mezzi per la trasmissione. Darò opportuno risalto alla tua operazione.
Fammi sapere.
P.S avere il sito su server in patagonia non cambia minimamente le normative italiane.
Ciao Fabry,
prima di tutto volevo farti i complimenti per il tuo blog, è molto completo.
La cosa che volevo sapere, se era possibile, comprare i file mp3 da I-Tunes senza DMR con I-plus, è legale per poi trasmetterli per radio? I-tunes rilascia comunque la ricevuta per l’acquisto dei singoli brani.
La SIAE o l’SCF cosa prevedono in merito?
Ti ringrazio anticipatamente, ma purtroppo è un quesito che mi son posto tante volte e come me anche tante altre persone.
ciao ciao
@Napoleone 147#: La siae e scf non hanno ancora in testa il concetto di globalizzazione. Obiettivamente non so se la siae e scf pongano problemi particolari all’utilizzo di brani comprati e con ricevuta al seguito. Io non mi preoccuperei più di tanto, perchè comunque hai sempre una ricevuta di pagamento.
Salutoni e scusa per le poche info.
Caro Fabrizio, bravo!
mi piacerebbe fare una radio personale, senza introiti pubblicità o altro. Dovrebbe avere solo “parlato” ed una unica, o diverse, colonne musicali. Trasmettere interviste, fili diretti, coll. con consigli comunali o convegni; per intenderci qualcosa come “Radio Radicale”. Utenza esclusivamente locale. Secondo la tua opinione occorrono autorizzazioni particolari o si può procedere senza preoccuparsi?
Grazie anticipate per la risposta
Gaetano
@Gaetano #149: Grazie per il “bravo”.
Creare una radio come radio radicale, o in generale una radio personale, dove si possa avere la libertà di comunicare, intervistare e farsi sentire in contesto locale, è la richiesta più frequente che ho ricevuto quest’anno, sia tramite il blog che nella mia vita quotidiana.
Posso dirti quello che dico di solito, se sei da solo, e vuoi trasmettere musica coperta da diritti d’autore, il tuo caso è il contratto per radio personale, ma dal sito che ospiterà la radio e dalla radio stessa, non devi ricavare nemmeno un centesimo.
Se sei in un gruppo, vi conviene associarvi, risparmierete in un contesto di divisione delle spese e avrete minor pressione.
Ricordati sempre che non solo i brani trasmessi richiedono licenze per il diritto d’autore. Soprattutto nel caso in cui intervisti o fari audiorilevazioni ambientali (trasmissione di audio preso da ambienti, a prescindere da chi vi passa) potresti avere problemi, valuta la privacy e tutelala.
In mancanza di domande più specifiche mi fermo qua. Fammi sapere.
Caro Fabrizio, il “bravo” è meritatissimo ed è un segnale di apprezzamento: molti di noi avremmo voluto essere come te.
Passo ora a domande mirate:
a) dalla tua risposta devo dedurre che,anche in caso di “radio personale” senza pubblicità e senza introiti, senza possibilità di scaricamenti di musica,ecc. occorre stipulare contratto con Siae; in tal caso non si paga nulla?
b)i brani non coperti da diritto di autore possono essere liberamente trasmessi e non occorre fare segnalazioni: ok, ma come accertarsene?
c) nel caso di interviste o audiorilevazioni ambientali è opportuno studiare una formula ad hoc che tuteli la privacy e lo stato di “gratuità” della prestazione: è così? tale tutela va esercitata anche nei confronti di chi rilascia solo poche parole alla radio?
c)Dal punto di vista tecnico, fili diretti, interviste ed audiorilevazioni preregistrate come possono essere riversate e trasmesse per radio? oppure, come possono essere trasmesse in diretta? per quanto riguarda atti di convegni interviste ecc. è consentito il downloading?
d)se la radio è collocata fisicamente all’interno di un bar, ritieni che si rischia di incorrere in ostacoli, anche se non si fa pubblicità di alcun tipo? è opportuno evitare?
Graxzie anticipate per le risposte ai quesiti che forse sono da considerare scontate
Caro Fabrizio, ancora un pò di pazienza:
scusa ma una domanda importante è rimasta nel mouse: trattandosi di radio assimilabile ad una testata giornalistica è necessario nominare un direttore responsabile? se sì, deve essere iscritto all’albo dei giornalisti?
Grazie
Grazie ancora per i complimenti! Vediamo di rispondere a tutto:
No, anche in questo caso si paga. Si pagano 240 euro annue se non intendi superare 30 persone come tetto massimo di utenza contemporanea, il doppio se intendi superare questo limite. Il modulo per questa tipologia è l’AWR personale.
Chiedendo ad ogni singolo gruppo se sono o meno iscritti alla siae. Oppure, più realisticamente, scaricando musica da siti di provata fiducia come http://www.jamendo.com che è il sito dal quale mi rifornisco di musica in creative commons e dal quale linko artisti per web radio che conosco.
Per quanto riguarda le rilevazioni ambientali, i partecipanti a tali rilevazioni devono essere quantomeno avvisati. Normalmente, non ci sono molte licenze da richiedere per la trasmissione radiofonica di voci, specialmente se chi viene trasmesso ne è consapevole. Ti consiglio da questo punto di vista di contattare un avvocato anche in via informale, perchè da questo punto di vista la normativa è pedissequa a quella delle radio in etere e in generale di qualsiasi media audiovisivo.
Per questo ti consiglio di leggere le guide tecniche. Posso dirti comunque almeno per ora qualcosa di generico. Se hai dei file di parlato registrati qualsiasi cosa essi riguardino, puoi trasmetterli senza problemi come se fossero canzoni, essi sono dei file audio normalissimi.
Le trasmissioni in diretta possono avvenire benissimo, molte web radio lo fanno, ma occorrono dei tecnicismi che dipendono dalla regia che utilizzi e che esulano da questo articolo. In generale posso dirti che il podcasting (quello che tu chiami downloading) può avvenire benissimo e nelle modalità che vuoi, a patto però, che al loro interno non siano contenuti brani coperti da diritti d’autore.
Per cui ti consiglio caldamente nel caso in cui tu trasmetta eventi live, di non inserire brani coperti da diritto d’autore anche se sei in possesso di una licenza awr. In questo modo non sarai obbligato, nel fare questi podcast, a dovere pagare la licenza APOD, che è una licenza permettente il podcasting e che è fortemente vincolante.
Non si corre nessun rischio diverso dal tenerla in un garage. L’unica cosa su cui devi fare più attenzione è il non trasmettere pubblicamente all’interno del bar musica coperta da diritto d’autore, in quanto si deve richiedere un ulteriore licenza per la fruizione pubblica, e si paga in base al numero di altoparlanti e alla media di persone presenti in un periodo campione. Se non rientri in questo caso, ovvero non ci sono altoparlanti all’interno del bar che facciano sentire, oppure non trasmetti brani coperti da diritto d’autore, non hai nessun onere aggiuntivo.
Non necessariamente. Mi spiego meglio. Se della radio deve occuparsene un gruppo, allora è meglio aprire dei contratti AWR d’associazione, se servono brani coperti da diritti siae. In questo modo si deve solo nominare una persona giuridica responsabile della radio, e nulla più. Tale persona non ha la necessarietà di essere nell’albo dei giornalisti. Qualora voleste effettuare informazione tramite la web radio, sia vostra che di terzi, vi conviene iscrivere la radio alla camera di commercio come testata giornalistica audiovisiva, non dovrebbe costare molto. L’importante è che la radio non sia veicolo di pubblicità, perchè in questo caso le carte in tavola cambiano, ma potremmo comunque parlarne.
In generale ti consiglio di evitare di interpellare la siae, saresti (sareste) molto più libero (liberi).
Se ci sono altre richieste fai pure, ti ricordo anche che se serve un aiuto più fisico per la realizzazione della web radio, io opero consulenza anche a pagamento, soprattutto per la realizzazione dei contratti e l’installazione di apparecchiature, ma i consigli e le istruzioni sono gratuite, puoi chiederne quante te ne pare.
Saluti e ripassa di qui quando vuoi.
Caro Fabrizio, grazie, apprezzo la disponibilità e ne approfitto ancora.
La web radio, oltre ad essere uno strumento commerciale, è un potentissimo strumento politico.In America le web radio sono diffusissime e consentono alla gente di esprimere liberamente le opinioni della gente.Perchè pagare 240 euro (tetto max 30 pers.) se voglio comunicare con altri? E’ come pagare una tassa per respirare l’aria che ti entra nei polmoni; che libertà è questa?
Cosa sono i diritti di sicronizzazione c/o autori ed editori?
Grazie anche per la precedente risposta che era completissima
@Gaetano:
Ti citerò direttamente le parole di Filippo Rinaldi, intervistato sia da Apogeonline che da Punto informatico.
Per diritti connessi ad un opera dell’ingegno nel campo musicale si intendono quei diritti non attribuibili ne ad autori ne agli editori. Si intendono operatori connessi i fonografici, i registratori e gli esecutori, ovvero coloro che realizzano un opera fisicamente o pseudo fisicamente, a partire dall’idea dell’autore, e coloro che la eseguono in pubblico.
Tale compito è svolto in italia dalla Società consortile fonografici, che è sia descritta da Wikipedia che, nella sua manualistica anche da me.
Studiati quella pagina, eventualmente commenta anche in quella sede.
Salutoni.
Complimenti
Una curiosità ma il costo che o letto nel contratto siae per quanto riquarda una web Radio personale e Mensile O Annuale
@Jmasterfunk: I 240/480 euro sono annuali.
Ciao Fabrizio Mondo,
Complimenti per le informazioni che trasmetti attraverso il tuo blog,volevo chederti una cosa, leggendo attentamente il modello awr, in una parte di esso c’è scritto nell’art 1 delle condizioni generali al punto 2.3 che l’autorizzazione è concessa esclusivamente al sito indicato e nn copre la comunicazione e la messa a disposizione del pubblico delle opere a mezzo di link a tale sito effettuate da parte di altri siti, i cui titolari dovranno ottenere a tal fine una distinta e specifica autorizzazione della siae.Quindi se io nel mio sito, che non ha nulla a che vedere con la radio o cmq col sito indicato nell’autorizzazione, voglia inserire un pop up che apre lo sript della radio che fisicamente è contenuto nel server che ospita il sito titolare della autorizzazione dovrei richiedere un autorizzazione alla siae pagando qualcosa?…e se il mio sito che ha questo link contiene delle pubblicità, regolarmente dichiarate al fisco, la siae mi farà pagare ancora di più…questo ovviamente sarebbe assurdo, ma non si sa mai!..conoscendo la siae.
Ciao volevo sapere se è possibile inserire uno script sul proprio sito web per far ascoltare radio 105 o altre senza pagare la siae.
Gazie
@Tonino: una delle tante clausole che indicano chiaramente la malafede della siae.
Questa clausola è valida solo per chi firma il contratto, ovvero egli non può avere altri siti di riferimento per la webradio che deve avere un unico indirizzo, tu non c’entri nulla, perchè non sei affiliato con il firmatario del contratto della radio che vai a linkare.
A questo punto mi viene da pensare se una web radio raggiungibile da più mirror è in inadempienza contrattuale…
@Rossella: Si, non si paga niente per linkare altre web radio.
Ma com’è regolamentata la cosa negli altri paesi? A questo punto non conviene aprirla all’estero?
@Zurich #162: Non cambia niente aprirla in patagonia. La Radio ha giurisdizione italiana se ha target e registro linguistico italiano.
La Radio ha giurisdizione italiana se ha target e registro linguistico italiano? Come si giustifica a livello legale una cosa del genere? E se si utilizzasse la lingua inglese allora, a questo punto?
e in più, se trasmettesse solo musica non-stop, prevalentemente inglese, ma anche italiana o ad es. tedesc, come si potrebbe definire target/registro linguistico?
@Zurich: Il problema è chiaramente filosofico, vediamo di spiegarlo meglio.
Una radio aperta da ragazzi, per pochi amici, senza interventi vocali, non è una radio, ma è un jukebox in streaming. Queste web radio hanno poca visibilità e la siae difficilmente le becca.
Se hai una web radio sempre fatta da ragazzi, magari organizzata un pò meglio, con interventi vocali e chiaro riconoscimento della lingua, allora è chiaro che la siae dichiarerebbe che è da considerarsi sotto la giurisdizione italiana.
C’è una SIAE in ogni paese, e queste società sono in relazione tra loro. Se sei una radio importante, con ingenti capitali, è chiaro che, avendo una persona giuridica, la radio apparterrà principalmente ad una nazione, ed a tale pagherà i diritti d’autore.
Se tu fai una radio in inglese, ma la persona giuridica che l’ha aperta è italiana, e la radio opera in italia, allo stato delle cose la radio è competenza della SIAE italiana. Alla siae non è chiaro (e dubito lo sarà mai) il concetto di globalizazione.
Io mi limito a considerare questi problemi quando si presentano. Puoi provare a dirmi qual è il tuo progetto, e in base a quello capire se la siae ha o no possibilità di crearti problemi.
anzitutto io ti ringrazio per la disponibilità
io pensavo più o meno a questo: partiamo dal jukebox in streaming e magari innestiamoci su qualche intervento vocale, anche registrato, in più lingue, diciamo più o meno 25% inglese, 25% francese, 25% spagnolo, 25% italiano, che serva più che altro da raccordo tra le varie sessioni musicali
poniamo che questa pseudo-radio abbia per visibilità un sito di riferimento, ovviamente multilingua, magari con la main page in inglese
ora mettiamo che chi apre il sito sia io, che sono sì italiano, ma il tutto finisce là, magari utilizzo un server straniero su cui poggiarmi etc. etc.
quanti soldi potrebbe scucirmi la siae?
@Zurich: Esattamente quanto una web radio che trasmette esclusivamente musica di Gigi D’alessio, se operano per un numero di ore uguale. Perchè a questo punto interviene il fattore globalizzazione, ma non è chiaro, in caso di contenziosi di paternità e di registro linguistico, se fa fede il paese di riferimento della persona giuridica propietaria della radio.
In tal caso, pagheresti la siae come tutti e come descritto dall’articolo di questa pagina. Il server dove sia fisicamente, non ha importanza.
[...] Come creare una web radio con Windows, Winamp e Shoutcast (guida basilare)INDICE ARTICOLI WEB RADIONormative SIAE per le web radio in ItaliaCome creare una web radio con Windows, Winamp e Shoutcast (guida avanzata)Come creare una web radio [...]
Salve Fabrizio! Ti espongo il mio caso. Io e alcuni miei amici vorremmo fare una webradio, legata ad una casa discografica locale (casa discografica legale e perfettamente in regola…su questa non ci sono problemi). La radio avrà l’intento di trasmettere musica (non della sola casa discografica, ma ogni casa discografica iscritta alla Siae) e programmi “parlati”. Non sappiamo però da dove cominciare, cioè: quanto e ogni quanto tempo bisogna pagare? Bisogna davvere redigere una lista di tutti i brani trasmessi? Va fatto ogni anno? La web-radio deve essere necessariamente una persona giuridica, tipo associazione? I prezzi variano a seconda delle ore di musica trasmesse?
Aspetto tue delucidazioni…grazie per l’attenzione!
@Enrico: Tutte le tue domande hanno risposta nell’articolo stesso. Devi essere più preciso.
Occorre che documenti il tipo di radio che vuoi creare, se commerciale o meno, se associativa o meno e se continuativa nel tempo o meno.
Ciao fabry.. Nn credere che io abbia idee strane, voglio solo essere informato. Io trasmetto musica con solo licenze creative commons, anomolo ecc.. Se io volessi per esempio avere dei guadagni dalla mia radio (sempre parlando ipoteticamente), con pubblicità o che ne so, dovrei avere una partita iva? cioè dovrei regolarizzare le mie entrate…mi sai dire qualcosa a riguardo? grazie, Alberto
Ciao Fabrizio,
Intanto volevo farti davvero i complimenti per la pazienza e la grandissima esperienza in materia, che metti a disposizione di noi tutti.
Ho letto accuratamente tutti i messaggi in questa sezione, proprio per evitare di ripetermi.
Con alcuni amici gestisco un portale di Community Xbox, in cui si organizzano Tornei Live e tantissime altre cose carine, sottolineo tutto in forma assolutamente gratuita.
Sono daccordissimo con te che il problema principale non e’ pagare 240/480 euro alla siae per una web-radio personale, ma le limitazione che ci sono, a dir poco assurde e prive di ogni senso logico.
E quindi, anche grazie ai tuoi preziosissimi consigli, vorremmo dirottare su una webradio con brani Creative Commons.
Ti spiego molto sinteticamente quello che vorremmo fare:
Vorremmo fare una webradio senza nessun fine commerciale, quindi senza pubblicita’, che trasmetta 4 ore al giorno, inserendo qualche brano con licenza creative commons, un programma tutto nostro in materia di news xbox, e qualche intervista ai vincitori dei nostri tornei.
Volevo avere da te una conferma che in questo caso non ce nessunissima violazione a trasmettere senza pagare nulla, o al contrario, se invece bisogna pagare qualcosa o avere lo stesso delle autorizzazioni.
Ti ringrazio anticipatamente per la risposta
Alex
@Alex #173: Per le modalità di streaming che hai descritto, non devi pagare assolutamente nulla. Fammi sapere il nome della stazione che magari ci dò un occhiata appena ho un pò di tempo. Grazie per i complimenti.
Ciao Fabrizio,
complimenti innanzitutto per il tuo blog, per l’ottima conoscenza della materia web radio e per la disponibilità che mostri nel rispondere a tutti.
Vorrei approfittare della tua pazienza per esprimerti una perplessità e per porti un quesito. Ho letto l’intero blog sull’argomento e mi pare di aver capito che se sul mio sito http://www.sitoqualsiasi.com inserisco uno script che visualizza un player che punta allo streaming di un sito di web radio regolarmente registrato ( dando così ai miei utenti la possibilità di ascoltare la radio sul mio sito ), non dovrei essere sottoposto al versamento di oboli e/o autorizzazioni SIAE ( cfr. risposte 160 e 161 ).
Ecco la perplessità. Come è possibile che in questa situazione io sia svincolato dalla SIAE mentre se sono proprietario di un pub ( il sito ), collego la radio a quattro altoparlanti ( il player ), punto il tuner su RDS ( lo streaming della web radio ) e faccio ascoltare la musica ai miei avventori ( gli utenti del sito ) devo chiedere autorizzazioni e pagare? Non c’è un’analogia tra le due cose?
Ed ora il quesito.
Supponiamo che , previi accordi con il titolare di una web radio, io crei un interfaccia per dare agli utenti del mio sito ( una web community ) la possibilità di salvare un messaggio/dedica testuale che, ad orari predeterminati, verrà letto in diretta da un WJ del sito della web radio.
Visto che, di fatto, i miei utenti stanno producendo “contenuti” per la web radio, ci sono secondo te implicazioni SIAE di qualche tipo per me? La SIAE potrebbe considerarmi “collaboratore” della web radio e quindi imporre gabelle e richieste di autorizzazioni varie anche a me?
Ti ringrazio in anticipo per qualunque risposta vorrai darmi e ti porgo i migliori auguri per la tua attività.
Cordialmente
Leon
@Leon:
Grazie mille per i complimenti.
Il paragone è giustissimo, ed anche io me lo sono posto. L’analogia è chiara, ma il contesto, differente.
Devo risponderti sinceramente? Non so il perchè! Ma intanto la siae non impone questo balzello (chissà per quanto ancora), probabilmente non trovano che le web radio siano un mezzo ad ampio pubblico, e di conseguenza non vogliono (o si sono dimenticati di) considerare il “pericolo” di redirect all’interno di altri siti non direttamente gestiti dalla stazione radiofonica.
Cosa dire a riguardo, forse per loro è più facile rompere le scatole a chi utilizza quattro casse in un supermarket piuttosto che a chi ritrasmette una web radio. C’è da considerare anche che i clienti del tuo pub sono quasi obbligati ad ascoltare la musica di sottofondo nel tuo locale, mentre in un sito che reindirizza una web radio, no.
Del resto come potrebbero controllare l’intera rete internet? Vedremo cosa ci riserva il futuro.
No, e ti spiego perchè. E’ vero che di fatto tu e i tuoi visitatori create contenuti, ma non create contenuti legati alla siae, ovvero la siae non ha giurisdizione su quanto create e non può vantarne diritti.
Spero d’essere stato d’aiuto, se hai bisogno, ricommenta.
Ciao Fabrizio,
ti ringrazio per la risposta e per l’ormai consueta disponibilità. Vorrei tornare ancora sul discorso link/player/popup sul proprio sito che puntano a web radio esterne.
Premesso che ho già scritto direttamente alla SIAE e che domattina li contatterò personalmente per ottenere maggiori lumi ( che, ti assicuro, mi premurerò di condividere immediatamente con te ), puoi dirmi con maggior precisione cosa
ti porta a dire nel post 160 “Questa clausola è valida solo per chi firma il contratto, ovvero egli non può avere altri siti di riferimento per la webradio che deve avere un unico indirizzo, tu non c’entri nulla, perchè non sei affiliato con il firmatario del contratto della radio che vai a linkare“?
Ti ripropongo la questione perchè, in effetti, la normativa sembra piuttosto chiara nella sua follia e sembra andare in direzione opposta a quanto sostieni. “La presente Autorizzazione è limitata al Sito indicato in premessa e non copre la comunicazione e la messa a
disposizione del pubblico delle opere a mezzo di link a tale Sito effettuate da parte di altri siti, i cui titolari dovranno ottenere a tal fine una distinta e specifica autorizzazione della SIAE”
C’è quindi qualche riferimento normativo che specifica chiaramente che i titolari di quegli “altri siti” cui si riferisce il 2.3 si debbano intendere affiliati/associati al firmatario del contratto e non, come sembrerebbe, semplicemente titolari di siti diversi? Se si, sai dirmi quale?
Mi scuso per la pedanteria ma è un punto importante su cui far luce. Considerando soprattutto che quasi tutte le webradio, ormai, tendono a distribuire gratutitamente il codice di script che consente ai webmaster di puntare le loro radio sui propri siti.
Cordialmente
Leon
Carissimo Leon, ti ringrazio tantissimo per quanto mi fai notare.
Non ho problemi a fare errata corrige per qualcosa, assolutamente. Non pretendo di essere un autorità in nessun campo, per cui qualora si rivelasse non precisa qualche mia affermazione, non vogliatemene a male, sono pur sempre un essere umano.
Detto questo, vediamo di capire il problema.
E’ probabile (anzi, ora che ci rifletto quasi certo) che tu abbia ragione. La SIAE ha sempre cercato di fare pagare il più possibile e quanta più gente possibile, per cui non è impossibile che la frase, che io avevo attribuito essa avesse come riferimento solo siti della stessa persona giuridica proprietaria della radio, ma da essa svincolati, possa in realtà colpire tutti.
Faccio un esempio chiarificatore.
Supponiamo che io sono creatore di una radio, radio vattelapesca, che va al sito http://www.radiovattelapesca.it
Supponiamo pure che oltre a questa radio io abbia un sito di e-commerce, chiamato Vattelapay.it
Non posso trasmettere radio vattelapesca su vattelapay perchè il contratto siae non lo permette. Se questo vincolo è per tutti, e non solo per il titolare dei vattellapeschi (e ti prego di comunicarmelo se la siae te lo dirà chiaramente) mi scuso e ne prendo atto.
Esaminiamo la portata di questo vincolo ulteriore.
Diviene impossibile ritrasmettere (in ogni caso!) radio di altri, senza la licenza, che a questo punto è pedissequa a quella per i pub e i luoghi pubblici.
Io credo che la mia versione (vincolo solo per il titolare del contratto) possa essere presa però come standard de facto.. perchè la siae non potrà mai scandagliare internet alla ricerca di tutti i possibili redirect..
E’ la stessa realtà delle feste di compleanno fatte in casa. Qualcuno si ricorda che se ci sono più di 15 invitati che ballano occorre pagare la siae?
Speriamo di fare chiarezza, nel frattempo ti ringrazio tantissimo.
Perfetto! se mettiamo canzoni dove vige l’autorità della SIAE bisogna pagare una licenza per farle trasmettere. Ma se divulghiamo canzoni nn registrate, solo ed esclusivamente nn registrare, la SIAE nn guadagnerà piu niente e sopratutto anche chi nn può permettersi di essere tutelato dalla SIAE, avrà un palcoscenico mondiale esattamente come tutte le altre STAR. Si darà luogo alla libera Radio, libera davvero da tutto! Si divulgherà la musica suonata dalla passione, la passione quella vera. La musica fatta dai musicisti che prima di tutto vogliono condividere la loro arte e non cercare di racimolare pochi spiccioli da un tiranno che va contro loro stessi.
Libera voce alle web radio con la libera Musica!
Come discorso dovrebbe filare stefano?
COmplimenti per le guide!! bravissimo!!
effettivamente mi è appena passata la voglia di aprire la web radio alla quale già pensavo da un pò! Visto che sei così informato non è che sapresti dirmi come funziona all’estero? Visto che mi stò per trasferire a Londra (non voglio fare il Valentino Rossi della situazione!!!), magari lì la regolamentazione è un pò più elastica… Chissà!
Non sanno proprio più cosa inventarsi per farci passare la voglia di fare le cose… E io che ero così fomentato da questo nuovo progetto!
@CLaudio #180: Dipende… dipende da tanti fattori. In teoria se la web radio è in italiano, tu crei dei prodotti per un “mercato” italiano, Ragion per cui si deve interpellare la SIAE.
Ultimamente sto esaminando la situazione in merito, per vedere se fa fede il luogo da cui avviene la trasmissione, o se fa fede la nazionalità della persona giuridica che apre la web radio.
In Inghilterra ci sono delle società (non so quali però) che si occupano di attività simili alla SIAE, per cui il mio consiglio è sempre quello di creare web radio con musica creative commons o svincolata dalle major.
Infatti è esattamente ciò che pensavo mentre scorrevo e leggevo i commenti… Un mercato alternativo e slegato dalle major, questo è ciò che meritano sti 4 buffoni rubasoldi… Ah avete letto del disegno di legge per tassare anche siti internet e blog in quanto “opere letterarie”. Largo ai giovaniiiiiiiiiiii!
Scusate, ma me dovevo sfogà!!!
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Buonasera Fabrizio,
congratulazioni sincere! impossibile districare così i complicati nodi dei regolamenti siae, che non a caso sono impossibili, incomprensibili e il più delle volte semplicemente assurdi…
poichè sembri il solo a capirne qualcosa, posto che sonosco bene i signorini della siae prefersico chiedeti un consiglio prima di andare da loro..
io e un amico stiamo mettendo su un sito dedicato al podcast di brani di letteratura, narrativ varia, racconti o stralci di romanzi, mi sai dire qualcosa sul diritto d’autore di opere non musicali?
un saluto cordiale, grazie in ogni caso per il tuo lavoro su questo blog..
e ancora complimenti, attendo
paola
@Paola #184: Vi ho risposto privatamente.
Ciao Fabrizio
prima di tutto complimenti per le tue guida molto ma molto utili.
Volevo chiederti una cosa se io sulla mia web – radio non inserisco musica e invece facciamo tipo un trasmissione io e un mio amico con il microfono và pagata la SIAE.
in attesa di una risposta ti saluto
@Olivier39 #186: No. La siae si paga solo se trasmettete brani coperti da diritto d’autore vincolato dalla siae stessa. Le vostre voci non lo sono, quindi non dovete chiedere licenze.
Un’altra cosa per esempio se noi vogliamo fare degli stacchi di 5 minuti posso inserire per esempio la radio X che trasmette già sia nelle radio che in streaming? grazie mille sei sempre gentilissimo
@Oliver39 #188: In questo caso no, perchè utilizzeresti brani tutelati, e servirebbe la licenza AWR.
grazie mille mi sei stato di aiuto alla prossima
Ciao, complimentissimi per la trasmissione. Ho scoperto qualche giorno fa la possibiltà di creare una webradio ma volevo da te un consiglio!!! Io nn la metto nemmeno su un sito, comunico solo ai miei amici l’ip dove collegarsi x fargli ascoltare musica e considera che ci sarano 4-5 persone ad ascoltarla!!! è così facile andare a sbattere contro la SIAE? voglio dire, è più pericoloso trasmettere in questo modo che fare il p2p??? Grazie mille. se vuoi dire qualcosa di particolare rispondimi in privato. grazie
Roberto
@Roberto #191: Alle tue condizioni, è molto difficile che ti becchino, non crearti troppe paranoie.
grazie mille Fabrizio!!!! Sto impazzendo con il programma SAM, sto usando la versione demo ma la voce nn riesco a farla sentire e ho tutto eco che mi torna!!!
((( Ho letto anche il tuo tutorial ma nn ne vuole sapere!!!!
Ciao Fabrizio,dopo aver letto un po’di post ho deciso di scriverti,quindi non mi riprendere se la mia domanda e’ uguale a quella di qualcun’altro.
Il mio intento e’ qiesto:
creare una webradio per publicizzare il mio brand.
L’idea e’ quella di trasmettere musica per circa 12 ore al giorno ed inserire minispot del mio marchio ogni 25-30 minuti.
Ovviamente non avrei entrate economiche e la webradio sarebbe publicizzata a tutta la mia clientela (quindi piu’ di 30 utenti connessi).La musica sarebbe normalmente acquistata con cd o mp3.Secondo quale sarebbe la strada migliore per fare cio’ ?
Grazie
@Alexander #194, quello che posso dirti, è che la siae non fa distinzioni su CHI usufruisca e COME della pubblicità che effettua una web radio, specialmente all’interno del flusso.
Per cui, oltre a consigliarti di parlare direttamente con l’ufficio multimedia, posso dirti che la tua necessità è quella di creare una web radio commerciale, con tutti gli oneri.
Tu mi dirai sicuramente, “ma io non ho entrate economiche dalla web radio”, ma questo non può saperlo la siae, che si limita a constatare che tu stai facendo una web radio personale (hai un associazione? :S) pubblicizzando qualcosa o qualcuno (in questo caso te stesso) e senza poterlo fare da contratto. Ragion per cui si passa a commerciale.
Se puoi, argomenta meglio, anche in sede privata, ci sono i miei indirizzi nella pagina contatti.
Semplicemente assurdo… è molto tempo che desidero trasmettere una mia radio com musica e rubriche che coinvolgano amici, idee, conoscenze, pensieri e francamente la facevo più facile… La tua meticolosa esposizione della normativa (grazie per lo “sbatti” a beneficio di tutti) farebbe desistere chiunque e a tal proposito mi chiedo come sia possibile nell’era della comunicazione interstellare, imbavagliare chi voglia diffondere i propri pensieri via etere(grazie disegno di legge Levi-Prodi). Tralasciando i come e perchè della normativa ti chiedo: è possibile aggirare l’ostacolo anche come forma di protesta? La SIAE dovrebbe avere il compito di incassare i diritti di autore e fare dunuque da intermediario tra chi pubblica la propria opera e chi ne usufruisce.Quando io compro il mio CD ( e ti garantisco che lo faccio spesso) pago già la SIAE. Non ha senso che io debba pagare quando non uso a scopo commerciale le opere, che in quanto tali dovrebbero essere diffuse per loro stessa natura. Devo pagare la SIAE anche se alzo il volume dello stereo e il vicino sente il mio nuovo CD? Una web radio priva di utili come può essere soggetta a pagamenti? Le mie sono riflessioni più che domande, ovviamente non mi aspetto che risponda… mi univo al coro dei dissenzienti…
@Zelda #196: E invece ti rispondo…
Se vuoi fare una protesta, limitati a non fare intervenire la SIAE, trasmetti musica libera. Inutile che ci convinciamo tra di noi delle cose, noi sappiamo cosa è la siae, inutile perdere tempo a farlo notare ancora.
Anche se purtroppo rispetto a RADIO FM, DISCOTECHE, TV, e altri contesti, le web radio restano di nicchia (ancora per poco!) possiamo sempre fare qualcosa nel nostro piccolo, e il cosa te l’ho detto.
Ero ancòra qui che leggevo il tuo blog e sono colpita dalla tempestività del tuo intervento.E’ chiaro che trasmetterò comunuqe, inutile dirlo.. figurati se mi faccio dissuadere dalla remota possibilità che la SIAE mi venga a citofonare. In 17 anni di uso ( e abuso, secondo le nostre leggi) di internet ho sentito le migliori leggende metropolitane su forze dell’ordine che ti venivano a pescare mentre eri in pigiama, perchè condividevi più di 20GB di files… Il problema è la reperibilità di materiale non coperto da diritti d’autore, se è quello che intendi con “musica libera”… dovrei iniziare a fare ricerche e penso che alla fine farò esattamente come mi dice la testa, trasmettendo ciò che voglio quando voglio. Atteggiamento criticabile, ma a mio avviso unica strada praticabile…
Un saluto e grazie ancòra.
Ciao, spero di non doppiare la domanda perchè questa sezione è lunghissima, la domanda nasce spontanea dopo aver letto attentamente la normativa per le web radio. Ecco il dubbio, se ho una radio personale e voglio fare pubblicità per sostenere i costi e la stessa non viene venduta ma, scambiata, io non lucro, tu mi fai una donazione di quanto vuoi, che per altro è esentasse, e io in cambio del tuo gesto ti regalo 200 passaggi al mese…. mi sembra una soluzione ma, la cosa paradossale è che nella licenza si parla sempre di sito; introiti attraverso il sito… ma la web radio è un flusso che per il sito neppure passa!!! la pagina web mi serve solo per dare facile accesso al mio flusso audio, non genero introiti attraverso il sito, io vado dai negozianti della mia città e vendo pubblicità…. non attraverso il sito…. la legge è sicuramente errata e sinchè è così ….. liberi di fare quello che ci pare… questa è la mia interpretazione… sara così?
@Zelda #198:
Be, non è sempre una leggenda metropolitana. Conosci la storia di Jammie Thomas o quella dei 4 uploader milanesi?
http://www.jamendo.com Puoi cominciare da qui.
Be, a mio avviso, no. Puoi benissimo usare musica in creative commons e non avere il terrore neanche mentale, di doverti vedere la siae alla porta, cosi puoi crescere quanto vuoi.
@Maurizio La Rosa: Come dimostri il baratto pubblicitario alla siae? Come dicevo prima, lo sappiamo che la normativa è anacronistica. Fissiamo un appuntamento per appiccare il fuoco alla sede centrale della siae e mi metterò in prima fila.
Complimenti per il blog e sopratutto per sezione web radio..davvero chiara e esauriente.
Volevo chiederle quali erano i comportamenti e le scelte da mantenere per non pagare nulla alla SIAE. Da quanto ho capito dovrebbero essere queste(mi dica lei quello che posso fare in piu’ o dove sbaglio)
1)trasmettere brani non coperti da SIAE quindi non ancora registrati o con licenza CC(creative commons)
2) parlare liberamente in quanto non possono tassarmi la libertà di espressione
3) non fare pubblicità
sul terzo punto poi vorrei chiederle una migliore spiegazione. Esempio: se io annuncio una serata che ne so di un gruppo che trasmetto, quella va considerata Pubblicità o Informazione gratuita??
Grazie
scusa…un’ultima cosa…lavorando seguendo i punti sopra scritti…evito anche la SCF?
@FilippoAV
Puoi tranquillamente darmi del tu.
I tuoi primi 2 punti sono corretti, per il terzo occorre interpellare il fisco, qualora volessi fare pubblicità.
Fare annunci di una serata, rientra nell’informazione gratuita, ma per questo più che me, dovresti contattare un avvocato o un commercialista…
L’importante è mettere in chiaro che senza la siae, salta un passaggio in più per la presenza di pubblicità in una web radio.
@FilippoAV: si, anche scf perde di diritti.
Ciao senza farmi leggere tutto il Tuo interessante articolo dimmi se per la musica di sigla iniziale e finale del podcast di una canzone di un gruppo famoso sei soggetto alla registrazione.
Ciao a presto
@Giorgio, qui non si parla di podcast, ricommenta qui: http://www.fabriziomondo.com/blog/2007/08/20/normative-siae-per-il-podcasting-radiofonico-in-italia/
P.S Se possibile leggiti l’articolo e solo dopo commenta.
Ciao Fabrizio,
Complimenti per il tuo articolo: chiaro e precississimo.
Approfitto della tua grande competenza per chiederti una consulenza sul nostro caso: io lavoro in una cooperativa sociale ONLUS e, con i ragazzi e gli operatori di alcuni servizi pubblici per giovani (centri di aggregazione giovanile) vorremmo creare una web radio il cui palinsesto sia costruito insieme a ragazzi provenienti da territori distanti (una sorta di “redazione diffusa”). Naturalmente la radio non è commerciale e non avrà pubblicità. Per adesso è un progetto a termine che durerà un anno al massimo. Vorremmo attestarci sulle 3 ore di trasmissione al giorno, per gli utenti dei centri che sono aperti solo il pomeriggio, con parlato e musica.
Veniamo alle domande:
1. è il caso che ce lo poniamo seriamente il problema SIAE, anche se non abbiamo i soldi per pagarla?
2. quante probabilità abbiamo di essere beccati se decidiamo di non farlo?
3. Che tipo di multe vengono applicate?
Se hai qualche suggerimento da darci su come organizzarci te ne saremmo molto grati!
Ciao
@Stefania:
Ciao Stefania, grazie per i complimenti. Purtroppo se c’è un ente (in senso lato) che più risente della tassa siae è proprio l’onlus, perchè non è cosi personale da sfuggire ai controlli e non è cosi commerciale da potere pagare le tasse.
In base alle caratteristiche che mi hai detto, la siae dovreste pagarla, come Web Radio d’associazione o istituzionale, con tutti i costi connessi. Non solo, ma anche SCF è un’ente che dovreste pagare.
Detto questo, prendiamo delle contromisure.
1) Il problema siae dovete porvelo davvero, ma solo nel caso in cui, abbiate intenzione di trasmettere brani vincolati dalla siae stessa. Se usate musica libera o di pubblico dominio, non dovrete pagare niente e non dovrete chiedere permessi a nessuno. Questa sarebbe la scelta più giusta secondo me, ma capisco che può essere fondamentale offrire musica conosciuta a tutti, che è vincolata, e in tal caso, o si paga, oppure si cerca di frodare.
Hai fatto bene a NON dire quale sia la onlus di cui fai parte, perchè a quanto so, sia addetti della SIAE che di SCF effettuano non rare visite nel mio blog, e lo conferma il commento di Giovanna Ferrari sul mio articolo dedicato alla Società Consortile Fonografici. La cosa non mi dispiace, mi rallegra, ma d’altro canto può creare problemi a chi mi manifesta intenzioni non legali.
2) Qualora volessi trasmettere musica vincolata alla siae, senza pagare la licenza, tieni conto di quanto ti dico. Maggiore è la visibilità su internet del tuo sito, e della tua onlus, maggiori saranno i rischi di multe. In base a quanto mi hai detto non posso capire se il limite ( che io ho in testa ma che potrebbe non essere realmente valido ) è superato o meno.
3) Per quanto riguarda le multe non so aiutarti, ma non sono leggerine a quanto so. Meglio evitare di arrivare a questo punto.
Salutoni, se vuoi, ricommenta.
Ciao..ho letto quello che hai scritto e mi sono reso conto di quanto quest’ente rompa veramente tanto..cmq.. sono un Dj e ho intenzione di aprire una radio in streaming dove far ascoltare dei miei mixaggi,io pensavo di poterlo fare tranquillamente visto che ci sono tanti che lo fanno che mi hanno detto che nn hanno dato niente a nessuno, però poco tempo fa un amico mi ha detto che si deve dare un tot alla SIAE..possibile ???
In attesa di risposta…grazie in anticipo..
@numarkfx: Rilascia i tuoi brani con licenza creative commons. In tal caso non dovrai pagare niente a nessuno.
Se vuoi trasmettere solo i tuoi brani, ti conviene fare in questo modo. Se sei un iscritto siae, allora paradossalmente dovresti pagare per trasmettere te stesso.
ciao fabrizio,
è illegale chiedere donazioni per una radio che trasmette canzoni creative commons?
@Berlin: No, non è affatto illegale. E’ il caso però di fare un rendiconto al fisco, perchè sono comunque delle entrate che ricevi.
Quello che è certo è che non si tratta di niente di afferente la siae, nel tuo caso.
grazie per la risposta fabri,
ti volevo chiedere, se tu potessi contare su uno staff abbastanza ferrato a livello informatico che tipo di soluzioni adotteresti per aprire una web radio? mi sto spulciando le guide e ho notato che parli ampiamente di questo softaware, Sam Broadcaster…
ci puoi dare qlc dritta o indicazione di partenza?
grazie davvero!
@Berlin:
Sostanzialmente dipende dai soldi che avete a disposizione. Questo non è il posto adatto per parlare di questo
ti posso contattare su altri canali per parlarne o ti da noia?
ciao e grazie!
@Berlin:
Ci sono 50 articoli dedicati alle web radio, commenta nel posto più opportuno in modo che tutti possano usufruire della tua delucidazione senza andare off-article.
Se serve consulenza privata, io ho degli indirizzi nella pagina contatti, ma la consulenza via mail o msn non è gratuita.
ciao fabrizio,
riguardo al discorso delle donazioni di qualche intervento più su, è conciliabile con la licenza CC ‘Noncommercial’ ?
grazie 1000 !!!
@Berlin:
Si, le donazioni non sono un problema. La licenza con clausola nc, implica che chi utilizzerà le tue opere vincolate da tale licenza non possa farlo per fini commerciali, ma tu sei libera di richiedere quello che vuoi.
Se ricevi molte donazioni, fai meglio a chiedere lumi al fisco, perchè a quanto ho capito, sono tassabili.
ciao Fabrizio,continuo a leggerti scoprendo sempre cose interessanti…volevo lasciare il mio piccolo contributo dicendo che con la piccola web radio che ho tirato su trasmetto solo musica sotto licenza della creative commons e devo dire che mi trovo benissimo e ne vale davvero la pena…al di la dei soldi che uno può spendere per la siae…per chi vuole buttarci un orecchio lascio il link (non so se posso..),comunque grazie ancora per il tuo importantissimo aiuto.
ciao Simone
http://digilander.libero.it/freemusicstyle
Oggi per la prima volta, dopo tanto tempo che ci penso, ho deciso di fare un giro in rete per vedere come si potrebbe aprire una piccola radio personale. Ho trovato questa guida che mi sono gustato dalla prima all’ultima riga, già sentendo l’adrenalina salire. Premetto che trasmettere per il pubblico mi è sempre piaciuto, ho avuto modo di farlo in passato e con buona risposta della gente; ora che per motivi di lavoro non posso più volevo la mia radiolina serale. Poi sono incappato nel capitolo S.I.A.E.
Alla tua domanda se aprirei ancora una web radio… nonostante sia un sorta di sogno nel cassetto per me, la risposta è no.
Grazie Bel Paese per la promozione e la valorizzazione della vena artistica nei giovani.
E, senza ironia stavolta, grazie a te Fabrizio per la dedizione e l’altruismo nella compilazione di questa guida.
Leonardo da Modena.
@Leonardo: non perdere la speranza, non tutto è perduto. Probabilmente il tuo sogno nel cassetto si può realizzare davvero.
Parlacene, troveremo una soluzione.
Beh vedi io parlo da ragazzo che in adolescenza soleva suonicchiare per locali, con un pubblico che nei casi più eccezionali rasentava le 50 persone, di cui 30 capitate per caso. Un gruppo di squattrinati che faceva cover unite a pezzi loro che non ha mai potuto valorizzare ne diffondere.
Successivamente ho avuto i miei spazi in qualche radio locale, senza percepire salario, ma con le mie soddisfazioni. Poi crescendo il problema divenne il sostentamento, quindi un lavoro, e come spesso accade si abbandona tutto quello che è “hobby”.
La mia idea era di fare una piccola radio, con programmazione serale, in cui trasmettere musica in modo diverso. In modo che si possa viverla. E di infilare in questo spazietto anche pezzi di talentuosi ragazzotti di tutta italia, che diversamente non hanno i mezzi per farsi conoscere.
Ci sono passato, sono stato nel giro, conoscendo ragazzi che avevano le carte in regola per diventare buoni musicisti, e che sono finiti a fare i commessi o gli impiegati, abbandonando i loro sogni. Alcuni di loro non volevano diventare famosi, volevano solo far conoscere la propria musica. Ma nella realtà odierna, o sei “qualcuno”, o fai cover, o non suoni in pubblico.
E’ altrettanto vero che una radio che si ascolti volentieri debba regalare anche classiconi della musica, alternare il conosciuto al nuovo. Di qui il problema SIAE.
Se fossi un benestante non esiterei a spendere 5000 euro per un progetto simile, giusto per sfizio. Ma non lo sono e quindi questo è un muro contro il quale inevitabilmente mi trovo a sbattere.
Leonardo.
Anche io appoggio Leonardo. io in linea di massima ho fatto le stesse cose di lui, ma il mio sogno è stato ed è ancora di fare una piccola radio, ma non per guadagnare ma per la soddisfazione di farla, e poi di metterla sul mio blog in modo tale che tutti gli ospiti che mi conoscono(io faccio il tecnico nei villaggi) mi possano ascoltare.
maleggendo quello che hai riportato tu Fabrizio mi sa che per il mio sogno ci vogliano non pochi soldini…..
dal’tronde siamo in Italia.
Ciao e complimenti per la tua bella passione e anche come curi questo tuo sito..
Davvero complimenti.!!!
Potresti perfavore dirmi o fare un articolo dedicato a come salvarsi il “fondoschiena” dalla SIAE e altro…..?? Grazie
Ciao Kevin
@Kevin R.
Credo che il tuo commento sia molto stupido, ma lo tengo per me.
Che significa salvare il fondoschiena? Leggiti l’articolo e fai un commento intelligente, per cortesia.
Ma come l’hai scritto tu quì???: http://www.fabriziomondo.com/blog/2007/03/05/approfondimenti-sul-pannello-di-amministrazione-web-radio-con-shoutcast/
dicendo così:
Passiamo adesso a Tail Logfile.
Cliccando su questo link, vedremo sostanzialmente delle righe, che ricordano molto quelle del server, che altro non sono che un log dell’attività svolta nell’ultimissimo periodo. Questa opzione, e la successiva, ovvero view Logfile, possono salvarvi il fondoschiena in caso di controlli approfonditi da parte di siae et similia.
Conservate i Log, fate dei Backup degli accessi alla vostra radio, serviranno anche per poterne fare dei grafici!
Be, credevo fosse chiaro, evidentemente sopravvaluto troppo. Intanto quello è un articolo, e questo è un altro, ma lasciando stare questo posso dirti che la frase che hai citato serve per i casi in cui possa esserci una perquisizione da parte di guardia di finanza o siae, ed essa chieda conto e ragione dell’operato della radio stessa.
Specialmente chi trasmette musica in creative commons, può dovere dimostrare molto ad ogni controllo.
Questo non c’entra ASSOLUTAMENTE NIENTE con questo articolo, che riguarda invece la normativa per la regolamentazione siae, e non certo come trovare carte che giustifichino le trasmissioni effettuate.
Spero di essere stato chiaro
una domanda semplice: posso trasmettere direttamente (o da un server americano) musica creative commons senza pagare la siae?
Grazie
Scusate, ma vorrei capire.
Premetto che non amo il diritto d’autore, che sogno un mondo in cui la circolazione delle opere dell’ingegno sia finalmente possibile, ecc. ecc.
Premetto anche che i titolari dei diritti come siae e simili li giudico troppo “voraci”, tanto per usare un efuemismo.
Ma da qui a chiamare “pizzo” la corresponsione dei diritti d’autore mi pare troppo. Ovviamente prescindo dalla fine che tali versamenti subiscono.
Però, vedere un ragazzo cui viene chiesto dei soldi per pubblicare le sue liste di brani non mi fa pensare alla fine della libertà. Se non ce li ha i soldi la web-radio non la pubblica.
La farò troppo semplice forse, ma gli autori delle canzoni vogliono che sia così.
Invece vorrei vedere lo stesso baldo giovanotto che impara a comporre, che si sbatte a destra e a sinistra per emergere, che pubblica il primo disco, che comincia a viverci con la sua arte e che alla fine decide di non proteggere i diritti delle sue opere.
Detto questo, nel mio piccolo tutto il software che ho creato l’ho sempre reso disponibile gratuitamente agli altri, però io non vivo facendo il programmatore…
Un caro saluto.
Carissimo Enrico,
apprezzo il tuo punto di vista, ma a mio modestissimo parere, sbagli.
Ti spiego perchè, partendo da alcune tue frasi.
Invece non possiamo prescinderne. Nessuno vieta ad una persona di richiedere il pagamento per l’utilizzo o l’usufruizione di un opera dell’ingegno creata da lui, ma dovrebbe fornire lucro ad un terzo, non soltanto piacere e rilassatezza. Intanto c’è da dire che un autore ha riconosciuti i diritti di paternità di un opera a prescindere dal fatto che sia o meno tutelato dalla siae, perchè è uno dei cosidetti diritti personalissimi e non solo è tutelato ma è addirittura inalienabile e incedibile.
Il fatto che la siae accorpi tutto in un calderone e che ci siano politiche non chiarissime sulle ripartizioni mi fa alquanto stranizzare. Intanto diciamo una cosa. Perchè un autore viene ripagato solo su base statistica, sia nei casi di trasmissione radiofonica che per esempio nelle discoteche? Le magagne della siae sono tante, e io ce l’ho con l’intervento di terzi nel diritto d’autore.. su chi parassita, non su chi richiede un pagamento per qualcosa.
Io sono dell’idea che se tu sfrutti un opera dell’ingegno di un autore per guadagnare, allora devi ricompensarlo. Se lo fai senza lucro, no. Ma sono anche dell’idea che non si dovrebbe fare intervenire terze persone o enti nel diritto economico d’autore. Sei famoso e non riesci a gestire tutto il marasma di utenti che usa le tue opere? Pazienza, credo che guadagneresti comunque molto facendo un concerto.. Ma l’ingordigia nell’uomo non ha limiti.
Invece si, è la fine della libertà. Se non sbaglio un ragazzo che trasmette opere, non guadagna un centesimo, anzi, fa chiaramente pubblicità gratuita ad un autore, che se è famoso, lo deve più alla diffusione delle sue opere che alla sua bravura intrinseca. Sai quanti cantanti bravissimi ci sono nelle piazze, o che fanno karaoke? Si è famosi se lo vuole una casa discografica, punto. Allora, perchè dovrei pagare se rendo un servizio e non ci guadagno niente?
NON È ASSOLUTAMENTE VERO! Ci sono milioni di autori che rilasciano le loro opere gratuitamente, con licenza creative commons, e sono BRAVISSIMI. Lo vogliono solo le major, alcuni artisti iperpagati e pochi altri. Chi li segue è solo pazzo.. Ricorda che se al posto di Gigi D’Alessio ci fosse un altro tizio, avremmo ascoltato lui, e non sapremmo neanche chi fosse. Quindi, cerchiamo di capire la portata delle cose.
Be, Se emergerà lo dovrà SOLO ad una casa discografica, che discriminerà lui, oppure altri, e li eleggerà a supremi maestri dell’arte canora.
Se vorrà vivere della sua arte, faccia i concerti a pagamento. Ricorda che nessuno gli toglie la paternità delle sue opere, ma non può pretendere di avere pagamenti per la diffusione senza lucro.
Un saluto anche a te.
@Sullatesta:
Si, la siae vincola solo l’utilizzo di opere dei suoi associati.
ciao,una domanda.ma se io trasmetto file mp3 di gruppi amatoriali si puo? I gruppi amatoriali di miei amici non sono neanche loro iscritti alla siae
Mi domando si puo trasmettere oppure bisogna pagare lo stesso la siae?
@Cesare:
Anche per te la stessa risposta:
SI, lo puoi fare. La siae vincola la trasmissione solo per i suoi associati.
bene perfetto,pensavo di fare una piccola web radio per i miei amici che suonano,credevo che si dovesse pagare:)
Ciao Immenso Mondo…grazie del tuo blog!
Vediamo però se ho capito bene.
Pagando una cifra mensile a SIAE e all’altra associazione io posso aprire una radio web o devo pagare ancora altre cifre annuali o di conguaglio?
Volendo fare una radio Tematica di rarità,collezionismo e cose dal vivo per amanti e fans,mi è possibile o i bootleg in vinile cd o altro,anche solo in materiale di supporto alla discografia ufficiale è vietato?
Da quello che ho capito scrivendo brano e artista io pago la messa in onda,non importa in che versione o no?
A tal punto,io devo fare tutto il listone di quello che ho mandato in onda alla SIAE ogni anno o ogni mese?
Oppure pagando il forfait non ho bisogno di fare quest’opera burogratica?
Grazie ancora,attendo la tua risposta.
grazie mille e complimenti per l’utilissimo sito
@Cicci:
Non serve pagare altro oltre scf e siae.
Per quanto riguarda il report delle opere usate, be, dipende dal tipo di radio che vorrai creare, personale d’associazione o commerciale.
Scusa Mondo,mi ero dimenticato.
Personale,
a proposito,se può servire,dopo aver telefonato alla siae di Biella e Torino,ho avuto da quest’ultimi il numero di un ufficio a roma che sapevano qualcosa del mio problema.
Qui una signorina mi ha detto che per aprire una Radio Web Personale dovevo mandare la mia mail a questo indirizzo:
accordi.multimedia@siae.it
Da qui mi avrebbero mandato tutto il materiale per cominciare a trasmettere e a pagare.
A tutt’ora non mi è ancora arrivato niente,ma non dispero…ti farò sapere,così seguiamo in diretta questa costruzione,se ti va…
Grazie ancora.
@Cicci:
Aspetto con ansia
ciao, ho iniziato da poco a informarmi sulla webradio dato che ho idea di farne una, volevo sapere alcune cose se possibile, ho impostato winamp e virtual dj come diceva una guida e poi ho impostato il shoutcast, ho provato ad andare in onda è ho visto che ero raggiungibile dal sito shoutcast.com, quello che volevo sapere è se si paga qualcosa al sito da cui sono raggiungibile? poi ho notato che su parecchi post si parla di pagamenti mensili alla SIAE, mentre io ho visto che il pagamento per radio amatoriali è a quota fissa che varia dai numeri di ascoltatori, come è il pagamento? poi ultima cosa dove si può vedere quali musiche sono Creative Commons? ti ringrazio molto per l’aiuto che c dai
@Gio: no, non si paga niente alle yellow pages di shoutcast, è solo un elenco di radio.
Per quanto riguarda la siae, ti consiglio di leggere l’articolo per intero, la radio personale ha costi bassi rispetto agli altri contratti, ma vincoli maggiori.
Musiche in Creative Commons le trovi su jamendo.com o anomolo.com, ma al di fuori di questi siti, per sicurezza, contatta sempre l’autore del brano.
Gentilissimo Fabrizio Mondo,
trovo questo sito estremamente interessante. Complimenti per il tuo prezioso lavoro.
Dopo aver letto varie cose in rete, mi pare di capire che la situazione è senza uscita.
In sostanza se uno trasmette in rete deve pagare SIAE e SCF.
La radio che ho in mente io però è sostanzialmente diversa. Per diversi motivi vorrei creare un flusso di musica su un server estero con pochissimo parlato in lingua inglese.
Voglio che l’accesso allo streaming sia condizionato da password. In questo modo solo le persone che hanno fatto richiesta di accesso
possono ascoltarlo.
Sono convinto che utilizzando questo metodo sarebbe come se invitassi della gente a casa mia ad ascoltare un CD.
Non si tratta di una vera web radio ma di uno streaming condiviso con un numero limitato di persone.
Pensi che in questo modo si potrebbe bypassare le problematiche sul diritto d’autore?
Vittorio
@Vittorio:
Non è sempre vero. Se le canzoni che trasmetti non sono tutelate dalla siae, non è necessario pagare nulla.
In base alle condizioni che hai scritto nel commento, la siae sarebbe bypassabile, in quanto non è pubblico l’ascolto, ma vincolato.
Tuttavia, consiglio di chiedere direttamente all’ufficio multimedialità, perchè la web radio, non è proprio cosi ben regolata dal punto di vista siae.
Non so cosa tu voglia utilizzare per permettere l’ascolto tramite password. Generalmente con i player di normale utilizzo, questo non è possibile.
Potresti proteggere con password la pagina che ospita il player audio, ma il flusso sarebbe pubblico comunque e la siae potrebbe rompere le scatole per questo.
Come vedi, non si capisce cosa fare o cosa no. Io ti consiglio di valutare, in base all’utenza che ritieni di avere, se pagare o meno.
Ricorda che è possibile LIMITARE la visibilità del flusso audio di una radio (ad esempio non registrandosi nelle varie pagine gialle online) ma difficilmente è possibile farlo scomparire.
Qualora questo fosse possibile, allora non avresti problemi, la siae non dovresti pagarla.
il D.Lgs. 30 giugno 2003, n. 196 è + recente della la legge 675/96 tratta sempre la privacy, per quello si prende in considerazione quella, di solito ci si premunisce aggiungendo “ed eventuali modifiche” in modo da essere pronti ad un altra eventuale modifica della legge sulla privacy
Ciao Fabrizio,
siamo un gruppo di Bologna e vorremmo aprire una webradio commerciale.
Per assolvere gli obblighi SIAE abbiamo pensato ad affigliarci ad un’emittente radiofonica che trasmette a Bologna in FM che gia’ paga la SIAE regolarmente. Pensi che con questo escamotage riusciremmo a bypassare gli oneri SIAE?
Grazie e buon lavoro!
BARBUT
@Barbut:
Il regime di simulcasting ha normative differenti rispetto alla singola web radio nata solo per internet.
La SIAE molto spesso fa dei forfettari unici, ma devi informarti con la sede SIAE di Bologna.
In generale cmq la siae si para dicendo che in ogni caso, va realizzato il modulo AWR.
Ti ringrazierei se potessi farmi sapere cosa ti hanno detto, di questi tempi, non si può mai dire.
Ok Fabrizio, non appena mi risponderanno te lo faro’ sapere.
Per ora grazie per la collaborazione e buon lavoro.
BARBUT
Ciao fabrizio ma se ci si appoggia su di un server non italiano il quale credo che siano tutti europei si debbano cmunque pagare le tasse alla siae?
ciao fabrizio..grazie della professionalità e delle conoscienze che metti (con molta gentilezza) a disposizione di tutti noi inesperti…
sto tentando di creare un associazione no profit per la divulgazione di opere artistiche e musicali che fa riferimento ad un sito…(visto che per iniziare i costi di uno spazio qui a milano sono troppo elevati)
nel sito è prevista anche una web radio che come prima cosa avrebbe il dovere di trasmettere pezzi di band amatoriali non iscritte alla siae o di band che seppur iscritte non hanno ancora registrato il suddetto pezzo alla siae…
-e fin qui, da come ho potuto leggere negli altri post non ci dovrebbe essere nessun problema…
solo che…..
vorremmo fare anche trasmissioni con dj(sempre per promuoverli) che in live trasmettono pezzi oppure Playlist già prefabbricate(naturalmente non selezionabili dall utente)…
e qui mi sembra già territorio SIAE…correggimi se sbaglio!!!!!
ma mettiamo caso che…
uno dei miei DJ s sta facendo un live da un negozio di vestiti( che naturalmente paga la SIAE per le canzoni che mette durante il pomeriggio) e IO…lo riprendo e lo mando live nella mia radio…
a questo punto ho bisogno di pagare la siae nuovamente???????? ??????
inoltre avrei da sottoporti un altra incertezza sul tema…
ho visto che il sito di cui fa parte il nostro softwere web radio non fa nessun cenno di limitazioni riguardanti copyright nella sezione in cui spiega le funzioni…www.stickam.com/about/stickam.do
quindi volevo sapere cosa ne pensavi a riguardo…..
spero che avrai del tempo per risondere a queste mie curiosità…
e cmq ti ringrazio anticipatamente di tutti i suggerimenti che finora ci hai dato…
Ciaooooo
@Network:
In teoria no, in pratica si. La questione è ancora aperta.. ci sono pareri contrastanti, per questo, credo sia più utile contattare direttamente l’ufficio multimedialità della siae.
@Luca:
Certo, l’utilizzo delle opere protette è per finalità diverse.
Penso che quando vai a comprare un auto, non ti vendano contemporaneamente l’assicurazione obbligatoria per legge, cosi come il servizio che ti offre i meccanismi tecnici, non è tenuto a parlare di diritto d’autore, che in Italia, è una faccenda ad personam.
Attenzione però, Stickam permette di creare playlist, che non è fare webradio.
grazie della risposta!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Attenzione però, Stickam permette di creare playlist, che non è fare webradio.
bè quindi non sono tenuto a pagare….—????
però da quanto ho potuto vedere sembra quasi una vera e propria radio!!!!!
quindi sinceramente nn riesco a capire la differenza…..
spero che riuscirai a farmi luce anke su questo|!!!!!
grazie della pazienza!!!
ciao fabrizio,innanzitutto ti ringrazio per questo blog…hai ricevuto già tantissimi complimenti e ringraziamenti, ma secondo me sono solo una minima parte di quelli che ti meriti!!! ti chiedo un aiuto: siamo tre ragazzi appassionati di musica, tra cui due musicisti e un web desiner con una propria piccola ditta che realizza siti web. vogliamo formare una web radio con annesso sito che trasmette solo musica creative commons e brani non tutelati dal diritto d’autore (abbiamo in repertorio una decina di pezzi nostri registrati autonomamente da noi non essendo iscritti alla siae). premesso questo: volendo trasmettere sia sul sito e in streaming della pubblicità a pagamento dobbiamo pagare oneri ad enti vari quali siae e scf?
sicuramente hai gia affrontato l’argomento, ma per mancanza di tempo sono arrivato a leggere solo mezzo blog… ti ringrazio ancora immensamente per tutto!!!!
@michele dlt:
Alle tue condizioni, la siae non vi deve preoccupare, cosi come non deve preoccupare scf. Ma se mandate pubblicità sia nel sito che nel flusso audio, dovete pagare delle tasse, che di preciso purtroppo non so a quanto ammontino, per ciò dovreste contattare l’erario.
Grazie centomila per le preziose informazioni e per la velocità nel rispondere!! certo dobbiamo metterci in regola sotto gli altri punti di vista, ma il nodo principale è stato sciolto! cosa ne pensi ella nostra idea, potrebbe funzionare? appena lo apriamo ti scrivo di nuovo. ancora grazie!
@Michele dlt:
Me lo auguro!
Ciao ti volevo chiedere, se io facessi una webradio ma non trasmetto musica, ma faccio solamente intrattenimento , tipo scenette racconto storie e così via, nessuno mi può dire nulla giusto?
@Gianni:
In teoria non trasmetti musica tutelata dalla siae, per cui non ci sono problemi.
Attento però alla lettura di opere letterarie in radio, potrebbe esserci qualche forma bislacca di tutela che non conosco. Contatta direttamente la siae.
Ciao Fabrizio, una sola parola: complimenti, e non mi dilungo perché non vorrei sembrare un “lusingatore”, per usare un termine politically correct.
In fondo ti do un link di una pagina che a sua volta contiene link a file e risorse musicali libere per web radio, a loro dire.
Per quanto mi riguarda, volevo provare a fare una talk radio molto molto stupida, con poca musica. Su quest’ultima il mio discorso è intricato. Da anni sul blog pubblico 100% parodie, 0% cover (o peggio ancora originali), perché da quel poco che ne so (principalmente Wikipedia italiana), le parodie quasi ovunque (per esempio su YouTube) sono considerate “fair use” (anche negli USA).
Vedo la parodia, oltre che un’arte, anche un modo per rischiare meno denunce dalla SIAE…
Per il momento non ho domande da farti.
Un saluto
PS ecco il link che ti dicevo
http://www.masternewmedia.org/it/2007/03/15/come_creare_la_tua_stazione.htm
Ciao Fabrizio complimenti x la pazienza ke ci mettia x realizzare qst articoli.
Nn so se ti ricordi ma ti avevo scritto qlc tempo fa ke volevo fare un web radio xò avevo il problema della connessione xkè utilizzo la penna usb della vodafone a 7.2mbit e nn riuscivo ad aprire le porte e a farmi sentire ora c’è l’ho fatta!!!
Utilizzanso la shoutcast di winamp trasmetto il segnale ad un server ke si trova in città e da li poi penso ke si collegherà ad una velocità maggiore penso quindi se io trasmetto solo al server posso aumentare il bit rate da 24kbps fino tipo a 125kbps?? dato ke dalla mia sede della radio nn si connette nex gli ascoltatori si connettono solo dal blog http://radiokelly.spaces.live.com siamo in onda il martedi e venerdi dalle 17.00 fino alle 19.00
se ci vuoi ascotare tante grazie!!!!
e cn qst siae cm si fa ah!!?? tipo la nostra radio è una radio dove nn abbiamo pubblicità x adex mandiamo in onda una 10 circa di canzoni a puntata e facciamo un pò di intrattenimento rientriamo ancora nella categoria radio personali oppure no e sapresti dirmi quanto pago all’incirca?
e poi davvero qll della siae nn possono sapere qnt sono le persone ke ci stanno ascoltando??
Grazie mille Mattia
@Mattia:
Certo, rientrate nella categoria delle radio amatoriali. Quello che voi fate però, è talmente circoscritto, che la sia è difficile che vi controlli.
Pensa a divertirti insieme ai tuoi amici, la siae per te non è un problema, specialmente per il fatto che trasmettete al massimo un paio d’ore ogni tre giorni
Per quanto riguarda il bitrate, basati sulla banda in upload del server.
Ciao Fabry
prima di tutto complimenti x tutto,
grazie x tutte le dritte ke ci dai.
Sei grande!!!
Cmq il mio kuesito è il seguente:
avendo un sito commerciale e inserendo un link su una webradio (il mio sogno)e usando musica cc e jamendo eccecc, senza pubblicità nella radio,
devo preokkuparmi di Siae e Co.? oppure devo dimenticare di inserire la web radio in un sito .com?
Dimentikavo:
ragazzi usiamo musica libera dai burokrati della Siae e Co., più ne siamo meglio è!
Un Saluto e grazie 1000 Fabbry
@Tadzio:
Se non usi musica tutelata dalla siae, non devi pagarla in nessun caso.
Questo ovviamente per quanto riguarda diritti d’autore. Per quanto riguarda il tuo caso commerciale, dovresti considerare l’ipotesi di parlare con un commercialista, perchè ci sono tasse per pubblicità e balzelli vari.
Ora non mi vengono in mente esempi, ma alcuni siti che pubblicano musica (altrui, ovviamente) con licenza Creative Commons, nelle loro pagine delle FAQ o della licenza ti dicono anche come devi usare il loro materiale se vuoi usarlo nel tuo blog, il che è discutibile (se uno legge cosa dice la licenza Creative Commons non c’è scritto questo), ma se leggo che loro pongono delle condizioni particolari, semplicemente cambio sito
@Lian Dyer:
Infatti chi ha un minimo di raziocinio sa che fa fede la licenza creative commons, in mancanza di altri vincoli.
Anche io faccio come te, ma di solito chiedo prima direttamente al titolare del sito o chi per lui, per sicurezza.
Ecco l’esempio che non mi veniva, proprio Jamendo
http://ziogeek.com/353/jamendo-download-legale-di-musica-free
Qui si dice in sostanza che i file che scarichi da Jamendo te li puoi tenere solo per te, mentre se invece vuoi fare sentire le canzoni sul web agli altri puoi solo incorporare (embed) un player, che era proprio l’impressione che ho avuto leggendo le condizioni di servizio di Jamendo in inglese e lì per lì non mi ricordavo. Ciao
Leggo ora nei commenti che sei di diverso avviso su Jamendo. Magari mi sbaglio. Io avevo letto questo link, le condizioni di servizio di Jamendo
http://www.jamendo.com/it/cgu_user
paragrafo 3.4
Avevo l’impressione che si potesse SOLO incorporare (embed) un player nel sito, perché è l’unico diritto citato esplicitamente (oltre a quello di scaricare le canzoni per uso personale), e quindi non si potesse fare una web radio. Quindi ho chiesto allo staff: posso scaricare, ricomprimere, e mandare in web radio? Non ho ancora ricevuto risposta.
Se fosse vera l’ipotesi pessimistica però sarebbe un autentico peccato, proprio Jamendo che è così vasto… E inoltre non sarei d’accordo visto che gli artisti hanno scelto la Creative Commons.
Ciao Fabrizio, su Jamendo magari mi sbaglio, comunque CNET è un esempio di ciò che dicevo, cioè è uno di quei siti che vietano esplicitamente di pubblicare le canzoni sul blog, però l’uso personale è libero.
Sono qui per segnalare questo sito interessante
http://www.opsound.org
Ho letto la licenza (CC share alike), con questo ci si può fare una web radio sicuramente.
Ciao!
Ciao Fabri, veramente interessante il blog.
Volevo porti un paio di doamde: essendo presidente di una associazione no profit, vorremmo creare una web radio, pagando regolarmnte la SIAE, ma abbiamo dei nostri benefattori che hanno attività commerciali e vorrebbero essere citati durante la trasmissione radiofonica.La mia doamnda è quale tipo di licenza bisogna ciedere alla SIAE?
@Lian Dyer:
Per jamendo ti sbagli, la licenza cc viene scelta dall’autore, per cui ci sono molti brani che possono essere usati addirittura in web radio commerciali.
@Romualdo:
Se la pubblicità genera utile, non puoi certo fare una radio personale.
Se hai un associazione e non una società, non puoi ottenere un utile (il che non implica non ricevere soldi) per cui non puoi avere una web radio commerciale. Esamina bene i proventi che ricevi tramite la radio, se essi sono nulli, la richiesta che devi fare è per web radio d’associazione, sempre ammesso che l’associazione sia riconosciuta legalmente.
Salve io seguo questo sito isolano http://digilander.libero.it/isolano.it da un po’ di tempo ed ho notato che ha un podcast web radio( si appoggia su gcast server americano) e’ chiamata radioisolano mi piace cosa fa’,pero’ ho notato che dopo le sue trasmissione lascia ascoltare brani per intero lo puo’ fare? Non fa’ pubblicita’ e cambia di tanto in tanto trasmissione,io vorrei avvisarlo se sta’ sbagliando e rischia qualche blocco dalla siae,perche’ mi piace vedo che e un sito amatoriale.Vi prego di rispondere grazie a tutti!
@SEGUOradioISOLANO
Ricommenta qui, per favore: http://www.fabriziomondo.com/blog/2007/08/20/normative-siae-per-il-podcasting-radiofonico-in-italia/
Salve,
mi ripresento qui dopo aver studiato un bel pò in materia – partendo da questo interessantissimo blog – e dopo aver aperto una webradio che trasmette solo musica creative commons… per riproporre un quesito alquanto sconcertante…
Ho la mia webradio che trasmette solo musica CC, ma ovviamente da dove le prendo queste canzoni? Da siti come ad esempio Jamendo…
ORA: un cantante iscritto alla SIAE potrebbe benissimo registrarsi a jamendo e trasmettere le sue canzoni sotto CC!
MA: le licenze CC sono compatibili con il regolamento SIAE???
La risposta che mi sono dato è NO…
ALLORA: se non possiamo essere certi che neanche le canzoni sedicenti CC che troviamo su jamendo sono realmente libere da ogni diritto come facciamo? – visto che la SIAE non mette neppure a disposizione un elenco pubblico dei suoi iscritti…
LA SOLUZIONE NON C’E'…
quello che però a questo punto mi interessa è:
in questo caso chi ci andrebbe di mezzo? il cantante che, nonostante era iscritto alla SIAE, ha diffuso le sue canzoni con licenze CC, o IO?
@Massimino:
La tua domanda è davvero importante, di certo infatti risulta possibile che succeda quanto dici. In questo caso non so, credo che non si possa parlare di illecito, in quanto automaticamente tutti i brani rilasciati da Jamendo sono in CC.
Bisognerebbe chiedere direttamente alla siae.
C’è davvero una situazione confusa… bisognerebbe sapere quale delle due licenze ha la prevalenza…
MA purtroppo in Italia c’è questa situazone, a differenza invece di altri paesi… ad esempio in Olanda sono state riconosciute le licenze CC per scopi nn commerciali anche a chi era iscritto all’ente che lì percepiva le royality… e sarebbe una cosa ottima…
Ma a questo punto in teoria anche tutti quei cantanti – e ce ne sono molti – che sono iscritti alla siae, ma permettono dai loro siti/spaces il download gratuito delle canzoni… non potrebbero farlo?
BUONE NOTIZIE:
In pratica a seguito del nuovo regolamento SIAE gli artisti possono decidere di escludere dalla gestione da parte della SIAE tutte le proprie produzioni relative al web…
Ecco l’articolo 11 del regolamento SIAE:
1. l’associato ha facoltà di escludere dal mandato i diritti di riproduzione e comunicazione al pubblico limitatamente alle utilizzazioni sulle rete telematiche e di telefonia mobile o analoghe forme di fruizione delle opere, distintamente per:
b. utilizzazioni interattive;
b. utilizzazioni non interattive
2. Tale facoltà deve essere esercitata, tramite compilazione ed inoltro di apposito modulo predisposto dalla Società, all’atto dell’associazione o con un preavviso di almeno novanta giorni prima della scadenza annuala di durata del rapporto associativo, con effetto dal periodo annuale successivo a quello di presentazione della richiesta.
@Max:
Non è affatto una buona notizia. Questa clausola impedisce ai trasmettitori di trasmettere i brani di tutti coloro che ne facciano espresso divieto, ma la licenza va pagata lo stesso.
Se per esempio io basassi la mia web radio sui brani di Gino Paoli, e poi lui decidesse che i brani non possono piu essere trasmessi nelle web radio, cosa faccio?
Semplice, ho 5 giorni di tempo per chiudere la radio.
Non ho capito bene, in pratica tu dici che questa clausola proibisce di riprodurre sul web le proprie opere???
Perchè io invece l’ho intesa così: puoi escludere dal mandato della SIAE l’utilizzazione delle opere sul web…
E il bello è che l’hanno intesa anche così alcuni cantanti iscritti alla SIAE con cui ho parlato e che mi hanno assicurato che, avendo scelto la clausola dell’articolo 11, avevano scelto per il web la licenza CC e io potevo trasmettere tranquillamente le loro canzoni sulla mia web radio…
Io l’ho detto che c’è molta confusione…
[...] Ho precedentemente parlato delle normative SIAE per le web radio, adesso tocca capire quanto effettivamente occorre pagare. Cominciamo dalle web radio commerciali: [...]
[...] vi ho fatto notare qui e qui non sono molto carino con la SIAE e con chi ci [...]
[...] ho parlato anche troppo del rapporto che ogni Web Radio regolare deve avere con la siae sia commentando il modulo awr che commentando la tabella di [...]
[...] spesso mi è stata posta, soprattutto in questo post, la mia risposta era sempre SI. Ma sapete perchè? Perchè pensavo che la SIAE avesse un minimo di [...]
[...] Potrai leggere la terza guida dedicata alle web radio cliccando QUI. [...]
@Max:
Perdonami, ma se il contratto dice all’articolo 6:
Cosa ci vedi di positivo?
Gli autori possono dire alla siae:
“senti non mi va che i miei brani vengano trasmessi sulle web radio, per favore manda una mail a tutti i licenziatari e digli che i miei brani NON possono essere trasmessi. Ovviamente io, da autore però, resto ancora affiliato a siae, e quindi, in base all’iscrizione NON posso rilasciare i miei brani in creative commons”
Di ai tuoi amici artisti, che probabilmente potranno fare come hanno detto solo per brani nuovi, ma se li rilasciano in creative commons, QUALSIASI mezzo di diffusione è svincolato da siae, non solo web radio.
P.S ho sentito un avvocato.
Ho capito, quindi l’affermazione dell’articolo 11:
“l’associato ha facoltà di escludere dal mandato i diritti di riproduzione e comunicazione al pubblico relativamente alle reti telematiche”
andrebbe intesa come:
- l’associato può vietare la riproduzione delle proprie opere sulle reti telematiche
E NON COME:
- l’associato può escludere dal mandato della siae la riproduzione delle proprie opere sulle reti telematiche, e di conseguenza diffonderle sul web in modo autonomo
Questo è il punto controverso, e sul quale sinceramente ho ancora dei dubbi… perchè molti l’hanno inteso come me…
@Max:
La siae non ha mai fatto niente per niente… io lo intendo in maniera negativa, mi auguro di sbagliarmi, ma un avvocato me lo ha confermato.. la siae non ha motivo di legittimare una sua perdita economica.
Fabrizio hai centrato il problema, anche se in un mondo paradossale come quello italiano son convinto si possano trovare vie diverse che possono soddisfare SIAE ed emittente.
Ho conoscenze che hanno ottenuto licenza, facendo passare tutto per radio personale. Si tratta di evitare la pubblicità all’interno del sito.
Si può fare
Unico modo, altrimenti o si ha un editore forte alle spalle, o le radio nate dalla spinta della passione giovanile sono destinate ad estinguersi in Italia.
Ciao Fabrizio ti volevo fare un altra domanda è per valutare se è meglio abbandonare l’avventura web Radio prima di cominciare.
Mi piacerebbe creare una Web Radio ” Solo Parlata ” con ogni tanto musica di pubblico dominio.
Mi sai dire se questa cosa è fattibile oppure No.
Non per altro, ma non mi sembra il caso pagare x avere 1 ascoltatore al giorno..
Non mi dilungo di + perchè mi capirai..
Andrea
@Andrea:
Nel tuo caso non corri troppi pericoli…
Grazie Fabrizio ! )
Okay Continuo nel mio scopo grazie x la tua risposta
sono perfettamente ignorante? oggi mi sveglio e voglio trasmettere un programma su una radio web commerciale?cosa devo fare?
sono completamente ignorante in materia? vorrei trasmettere un programma radio via internet, ci saranno anche sponsor, quanto mi costa al mese e di cosa o bisogno?
Ciao sono Marco, ideatore/direttore/semi-conduttore della web radio che ti ho segnalato nell’url.. dacci una occhiata e fammi sapere che ne pensi.
Ti volevo chiedere una cosa: la mia radio trasmette solo materiale Creative Commons, materiale coperto da SIAE ma autorizzatomi direttamente dagli artisti, e materiale promozionale dei dischi in uscita scaricabile gratuitamente e legalmente dalla rete, e quindi autorizzato indirettamente dagli artisti. oltre ad una precisa scelta editoriale, credo chi in questo modo io sia dispensato dal pagamento della licenza siae… è così? puoi darmi dei consigli sull’aspetto della mia radio? Come puoi vedere io utilizzo listen2myradio che funziona perfettamente… c’è qualche programma di gestione della musica differente winamp che puoi consigliarmi anche per le trasmissioni in diretta? Come posso trasmettere con listen2myradio da diverse postazioni pc? grazie e scusa la prolissità
Marco
Commento qui anche se non c’entra assolutamente niente, solo per fare i miei complimenti all’autore di tutto ciò. Sei un grande…ti stimo
Ora so come aprire la mia radio…gratisse!!
Commento qui anche se non c’entra assolutamente niente, solo per fare i miei complimenti all’autore di tutto ciò. Sei un grande…ti stimo
Ora so come aprire la mia radio…gratisse!!
@Marco:
Se gli artisti danno mandato a SIAE, gli stessi artisti non possono autorizzarti a trasmettere i loro stessi brani.
Se lo volessero fare, dovrebbero svincolarsi da Siae.
Per le note tecniche, commenta negli articoli appropriati.
@Doxs: Grazie mille!
Ottimo sito , complimenti , anche per i moduli AWR che sul sito della SIAE non sono disponibili !!
Da quanto ho letto per non pagare la Siae bisogna prendere un amico straniero e far trasmettere lui sul sito che non sia un .it (….) sperando che la legislazione nel suo paese sia piu’ flessibile della Nostra !!
@Giorgio: Come dissi tempo fa, occorre piazzare la radio nelle isole tonga, e farla in tonghese.
Grazie per i complimenti
CiaoFabrizio Vorrei creare una web radio come l’hai creata tu in questa pagina(che si apre mediaplayer in automatico).Devi obbligatoriamente tenere acceso il pc per mandare la musica? Io vorrei sapere se si puo’ creare una virtuale tipo l’ex mogulus tv oramai diventato livestream. Io pero’in versione radio, mi fai sapere se c’e’ in giro qualcosa possibilmente gratuita? Grazie!
@Isolano:
ci sono servizi come live365, ma molti altri per la rete e sono quasi tutti gratuiti. Puoi anche usare lo stesso mogulus, magari prendendo i video musicali da youtube, come fanno moltissime radio ormai.
Io sono per la radio tramite live sourcing costante, e chi mi conosce lo sa, ma capisco che per molti può risultare difficile.
Salve Fabrizio.
Io sono Argentino ma in Italia temporariamente per un progetto di Radio ON LINE (meglio dire: con la intenzione utopica). Cercando informazione legale ho trovato il tuo completissimo sito e sinceramente ho la sensazione ti averme messo in bocca un chiodo pieno di ruggine (metaforicamente parlando, come dice il detto in argentina).
Sinceramente non pensavo fosse così riggida la legge in Italia che te costringe a cercare alternative fuori dalla norma.
Ma la domanda concreta è: se io ARGENTINO, mando ON LINE una radio con contenutto in ITALIANO (informazione e musica italiana), su un SITO ARGENTINO, ma con dei SPONSORS ITALIANI, ma sempre facendo la trasmissione dalla Argentina, sono esclusso di pagare la SIAE o SCF?
Ti ringrazio per la risposta e complimenti ancora per il tuo sito.
Cordiali saluti.
@Christian:
La tua richiesta non è semplice e non vorrei darti informazioni sbagliate per cui prendila con il beneficio del dubbio.
La siae considera italiane le emittenti create da cittadini residenti in italia e a contenuto linguistico italiano.
Per cui credo convenga che tu in primis parli con l’equivalente della siae in argentina, qualora declinassero la responsabilità alla siae italiana, ricontattami, sarò felice di darti una mano, ma è necessario sentire il parere della società della tua nazione d’origine.
Fabrizio, grazie per la tua risposta. Ti posso dire che io sono direttore e proprietario di una radio eter, che trasmette anche on line e la tasa che pago per AADICAPIF (siae) è fissa (mensile, e totalmete raggionabile – minima), ma neanche dobbiamo compilare il listino o palincesto.
Per questo che pensavo fosse simile qui in Italia.
Ma in caso che io voglio fare le cose come la norma chiede…devo scegliere un tot di canzoni e chiedere a ogni discografica qualche permesso?
Dopo leggere e leggere sono un po confuso.
Grazie ancora per la informazione.
Christian
Se avessi letto tutto con attenzione, sono sicura che avrei anche le risposte. Io faccio delle affermazioni, tu se puoi mi rispondi:
1) la siae si paga solamente se si passa musica con diritto d’autore, se io ho 100 amici che mi regalano un brano e mi rilasciano l’autorizzazione, posso mandarla
2) sul sito della radio dell’associazione io posso mandare una programmazione ma non posso mettere i programmi on demand, o sì? bon
3) Se io devo fare ascoltare dei brani di artisti, rumori, registrazioni da performance etc, che cavolo (BIP BIP BIP) devo chiedere alla siae?
mi leggo tutto quello che c’è scritto su questa pagina??? ho capito
saluti
Non mi è chiaro cosa devo fare se voglio mettere sul mio sito una web-radio sulla quale chi si connette può scegliere le canzoni da ascoltare…sia la SIAE che la SCF dicono espressamente che questa opzione non rientra nei termini del contratto…quindi?
Posso liberamente farlo senza richiedere nessun permesso né pagare tasse?
Per farti un esempio pratico, la mia intenzione è di raccogliere un po’ di canzoni di band emergenti della mia zona, organizzarle in una play-list su http://www.mixpod.com e mettere il player sul mio sito http://www.musicali.altervista.org!
Siccome è probabile che alcune (se non tutte) le canzoni siano registrate alla SIAE, cosa dovrei fare?
Il player di mixpod.com permette di scegliere la canzone da ascoltare (naturalmente, se non ne scegli nessuna il player va da solo e te le fa ascoltare tutte)…quindi questo caso non rientra nei contratti di licenza della SIAE o della SCF!
Che devo fare?!?
Non riesco a capirlo!!!
Grazie, ciao!
Ma C’è ancora qualcuno in questo blog???
@Creazione Siti Internet:
Certo, perchè?
Ciao Fabrizio,
volevo farti una domanda: ma se una radio web non curante di tutte le cose che hai detto, trasmette comunque, cosa può succedere a chi ci lavora?
Ti rispondo io che dirigo una web radio. Se ti beccano, ti chiudono dall’oggi al domani, sei perseguibile penalmente, ti becchi una multa talmente salata che la ricorderai per il resto dei tuoi giorni e ti sequestrano tutto ciò che hai pagato per fare la tua radio (PC compresi). Ne vale la pena?
Io ho una domanda per Fabrizio, in attesa che la siae si degni di rispondermi…. sto sottoscrivendo il contratto per la licenza siae web radio personale mx 30 utenti in contemporanea no-profit. Ho un dubbio alla voce : URL DEL SITO OGGETTO DELL’AUTORIZZAZIONE, in quanto io utilizzo un server Shoutcast a pagamento che ha dunque un proprio indirizzo dal quale esce il flusso audio e poi ho un blog ufficiale della radio. Dal sito ufficiale si può scaricare il link per ascoltare la radio ma in realtà l’ip che trasmette il segnale è quello del server shoutcast. Quale dei due devo indicare nel contratto? Ma soprattutto, come faccio a segnalare quante visite in media al giorno ho?
Ciao Fabrizio,
a quanto si dice nei commenti uno dei modi per non pagare la SIAE è trasmettere musica creative commons e musica di pubblico dominio. Ma cosa si intende per musica di pubblico dominio? Quale musica si deve considerare di pubblico dominio? Per quanto riguarda musica pubblicata prima degli anni ’40 o in generale musica abbastanza vecchia qual è la normativa SIAE a proposito? Devo pagare per trasmettere, ad esempio, il Trio Lescano, Natalino Otto e in generale i vecchia cantanti della musica italiana?
Ciao Fabrizio, complimenti per il tutto…
ci sono articoli molto contraddittori in merito a live 365…..
si paga o no la siae avendo uno spazio personale all’ interno??? grazie e buona giornata
@Marco:
Live365 è solo una piattaforma… in teoria la web radio creata li, è comunque un’emittente.
La siae si accanisce maggiormente con le emittenti isolate, che fanno da se, ma in teoria la normativa (che è cambiata rispetto a questo articolo, che è vecchiotto) è valida anche per le radio nate tramite siti internet terzi.
Live365, Radionomy etc. sono solo piattaforme che ti permettono di avere un servizio. Le royalties sono a carico dell’utente, pertanto se decidi di trasmettere musica depositata presso le Società collettive di gestione dei diritti d’autore e dei diritti connessi le spese per queste licenze sono a tuo carico. Per intenderci se trasmetti musica delle Major dovrai pagare una tassa SCF e una tassa SIAE perchè il diritto d’autore è diverso dal diritto connesso. In più dal 1° gennaio 2011 dovrai disporre di un’autorizzazione firmata AGcom che varia da 750€ per radio senza palinsesto a 1500€ per radio con palinsesto.
Ciao Fabrizio!
Ho letto ma non credo che mi possa essere totalmente utile.. la mia situazione è diversa..Da casa mia creo una web radio, che mi sarà utile per un determinato periodo.. mettiamo caso 2 settimane, per dare annunci a determinate persone, con magari un interruzione musicale… Dunque cosa dovrei fare? Utilizzando miei CD originali, e facendo ascoltare da queste tracce ad un numero ridotto di utenti, come dovrei comportarmi? Quali sarebbero i miei
obblighi? e fino a che punto sono “obblighi”?
Teoricamente dovresti avere una licenza SIAE personale, ma considerato il basso numero di ascolti, e la scarsa visibilità dell’emittente, penso che sottoscrivere una licenza sia alquanto inutile, buona trasmissione.
sto aprendo una web radio e volevo registrarla a nome di una assciazione culturale, quindi farne una radio comunitaria legata al territorio ed a una comunità locale. quello che sulla nuova WRA della siae non è affatto chiaro, anzi, non è citato in alcuna parte, è se una web radio comunitario può fare o meno pubblicità, pur senza lucro, cioè utilizzando eventuali introiti ai fini associativi (no-profit) o semplicemente senza introiti come scambio di diffusione (io ti nomino gratis e te mi diffondi nel tuo esercizio).
viene riportato anche da associazioni di categoria come la w.r.a. che la web radio comunitaria non può fare pubblicità, ma nel contratto siae AWR non si fa nessuna menzione al riguardo(o non l’ho trovata io..).
dato che in realtà sono partito da una settimana, sapresti dirmi in tempoi veloci come stanno le cose<' magari nel frattempo faccio domanda come web radio personale? grazie anticipate per la risposta
Andrea
p.s: nel caso facessi a parte anche un occasionale streaming video dello studio, cosa cambierebbe?
Ciao Andrea, se apri una web radio in Italia, non vieni trovato perchè nessuno perlomeno in SIAE si interessa alla rete. Vuoi delle prove presenti in rete?
Ecco alcune web radio che trasmettono tranquillamente e senza licenza SIAE e SCF (quest’ultima non ha il dovere di richiedere nulla dopo la sentenza di un giudice):
http://www.radiodigitalia.net
http://ricordi.radiodigitalia.it
http://www.rv1.it/radio_digitalia.html
http://www.radiodigitaliaricordi.net/radio_digitalia.html
http://www.anni60.net/index.html
tutte trasmettono tranquillamente senza nemmeno l’onmbra di una licenza SIAE e SCF
basta semplicemente scrivere che la web radio è personale e senza scopo di lucro ….e non ti dicono nulla. Pensa questi addirittura hanno aperto ben 5 web radio, hanno in bella vista la pubblicità di Google, c’è la possibilità di richiedere le canzoni cliccando su un palinsesto presente nel sito e non vengono affatto disturbati dall’anno 2010 da quando hanno iniziato a trasmettere, sono su facebook, sanno pertanto chi sono perchè sul sito c’è la storia, usano un server tedesco per trasmettere, e non si creano problemi di ogni sorta.
Ciao.
Sono d’accordo con te Ivano, fondamentalmente la SIAE valuta se intervenire soltanto in base alla visibilità dell’emittente e quindi nella stragrande maggioranza dei casi non lo fa. SCF è più capillare, ma ha meno poteri.
Sappiate comunque che non stipulare nessuna licenza è pur sempre un rischio, considerato anche il fatto che per la SIAE conta l’appartenenza territoriale del dominio e il suo gestore, piuttosto che la posizione fisica del server di streaming.
Ricordatevi sempre che per la SIAE una web radio è un sito Internet.
Sino a 3000 euro/annui può.
Non mi sono ancora occupato dei contratti per le trasmissioni video in streaming, conto di farlo presto
Gentilissimo Fabrizio,
grazie per la risposta. Lo stesso giorno della mia domanda, ho inviato una mail anche alla siae, reparto multimedialità-licenze, chiedendo informazioni sull’argomento “pubblicità su webradio comunitarie”, e con mia sorpresa mi hanno risposto due giorni fà testualmente così: “con riferimento alla sua richiesta la informo che le tariffe agevolate previste dalla licenza SIAE per le web radio comunitarie gestite da enti o associazioni no-profit, non possono più essere applicate nel momento in cui venga inserita nel palinsesto pubblicità a pagamento, anche se i profitti derivati da essa sono reinvestiti a fini sociali. Deve essere pertanto applicata la tariffa per le web radio commerciali.” .. senza alcun riferimento ad eventuali tetti massimi di fatturato pubblicitario, mentre io avevo posto anche questo quesito. Anche l’associazione WBR riporta indicazioni analoghe. Mi sembra un assurdo! Come ho replicato (ed aspetto risposta) alla siae, non ha senso che un ente o una associazione si sobbarchi oneri economici più alti rispetto ad un singolo(webradio personale), che ha identici oppurtunità di usso e identici limiti, cioè zero pubblicità! (a quel punto,basta che un facente parte dell’ente o associazione si intesti la radio come licenza, quale mai associazione si registrerebbe come tale, non avendone alcun vantaggio..??)
Non mi stupisco certo della ottusità della normativa siae, ma questa sarebbe (se confermata) una stupidaggine di dimensioni gigantesche, che anche un bambino rileverebbe come priva di alcun senso e logica. Sarebbe come se al cinema ci fosse un secondo ingresso per pagare di più, andando alla stessa poltrona… chi diamine sarebbe così sciocco da entrarci? certo, alcuni enti come i comuni sono più ottusi della siae, ed alcuni non ci farebbero caso, ma associazioni di privati, non gettano soldi alle rondini in questo modo….
In tutto questo, sono in attesa di capire se è stato un errore dell’impiegata che mi ha risposto, ho l’informazione è esatta. La confusione nasce dal fatto che nel contratto siae, mentre per le webradio personali e per le commerciali l’argomento pubblicità è chiaramente espresso, mentre alla voce Webradio comunitarie, non vi è accenno in merito. Vi prego cortesemente di aiutarmi a fare luce in questa babele di gabelle e balzelli che la siae ci propina, con pieno avvallo delle isitituzioni….
grazie
Andrea
p.s. scusate i disguidi sintattici, grammaticali e di battuta, ero nel sonno, ho scritto di getto e non ho riletto il testo prima di inviarlo, sorry!!!
Cari amanti della radio, ho trovato in rete molte conferme che qualche cosa in Italia si sta muovendo, http://soundreef.com/it ha avuto nel 2008 (mi sembra) la possibilità di essere concorrente alla SIAE/SCF legale a tutti gli effetti, questo per libera concorrenza, come la SIAE potrebbe farlo in un altro paese europeo. Cercate in rete quello che trovate e confluite tutte qui le notizie al riguardo. E’ ormai giunta l’ora di abbassare i prezzi anche alla SIAE e di smetterla di dire che non è una tassa ma un “legittimo compenso per il lavoro svolto”. Poi sinceramente questa tassa annuale mi fa girare non poco gli “zibedei”, è come se io comprassi un’auto ed ogni anno il venditore mi torna a chiedere la tassa per l’auto che ho acquistato lo scorso anno, e dovrei anche pagare una tassa se ci porto degli amici nella macchina…….dunque nel mese di gennaio hai portato nell’auto 15 persone, nel mese di febbraio 13, nel mese di giugno 10 ecc. e a fine hanno totale 400 persone uguale a 400 euro, equivale al cd che ho acquistato, se lo faccio ascoltare in pubblico pago per tante persone, e quante volte “cavoli” do volte devo pagare questo cd? Il lavoro fatto dai costruttori di auto perchè deve essre sminuito da quelli che fanno i cantanti? Cosa è una casta anche qui?? Scusate lo sfogo, ma mi sembra che qui le caste ce ne sono una marea, ed in tutti i campi! Mi sa che alla SIAE a forza di mangiare non gli rimane che l’osso e più il tempo passa e più è difficile mangiarlo. Viva la libera concorrenza! Viva l’Europa!
gentilissimo Fabrizio,
mi confermi come mi hanno riferito in siae, che il tetto dei 3000 euro era in una normativa non più in vigore, e che attualmente nosseuna pubblicità è concessa con le licenze web radio comunitarie? Almeno così risulta all’impiegata che mi ha risposto dall’uffico licenze-multimedialità Siae nella ultima mail……
nessuna pubblicità…?
Salve Fabrizio,
ho letto il blog perchè effettivamente è l’unico che risulta essere aggiornato sulla web radio a tutt’oggi. E’ per questo che mi rivolgo a te per alcune domande. Sarò anche ripetitivo, ma dopo aver letto miliardi di documenti ho le idee piuttosto confuse.
Il mio problema è questo. Vorrei aprire un blog per vendere prodotti di oggettistica e allo stesso tempo gestire delle rubriche con professionisti che offrono il loro servizio gratuitamente, prevedendo anche il loro intervento on air al servizio del pubblico. Di qui l’idea di costruire un sito e-commerce comprensiva di web radio e rubriche.
Ho letto che, nel caso in cui la radio promuovesse delle pubblicità, anche i semplici banner di google, si rientrerebbe nella radio web commerciale delle tasse spropositate. E’ vero?
Inoltre. Ma se il sito di occupasse di interviste amatoriali a questi professionisti da mettere sul sito tipo i filmati di you tube. Senza passare musica, ma solo con interventi degli stessi, amgari sempre in diretta ed in particolari ore, si rienrerebbe sempre nel caso della web radio e si dovrebbe comunque pagare la siae e la SCF?
Infine una domanda a cui non mi sono riuscito a rispondere. Ma l’apertura di una radio web commerciale, richiede l’iscrizione al tribunale?
Grazie
Antonio
egregio Fabrizio
per puro caso sono incappato in questo sito dove tu egregiamente le difficoltà che si incontrano nell’effettuare una trasmissione radiofonica.Vengo al dunque e spiego il problema:
-da circa tre mesi trasmetto musica con spraker.com che pubbliciza la possibilità di trasmettere e loro provvedono a pagare i relativi diritti;
-uso musica di provenienza originale;
-loro ti mettono a disposizione una console e puoi trasmettere gratis frazioni di 30 minuti anche piu volte al giorno col solo obbligo di un break pubblicitario di 30 sec.entro 20 minuti dall’inizio della trasmissione e in caso di dimenticanza lo fanno loro interrompendoti il brano appena scoccano i 20 minuti;
-ti danno anche la possibilità di trasmettere in diretta su FB cosa che io faccio regolarmente restringendo però il campo ad una cinquantina di amici;
-sotto il logo della trasmissione metto la scritta “QUESTA RADIO E’ SENZA SCOPO DI LUCRO E LA PUBBLICITA’ E’ INSERITA DA SPREAKER.COM.UNA RADIO SOLO PER GLI AMICI!!!!!”
Detto questo e dopo le doverose scuse per la lungaggine ti chiedo,vista la tua esperienza e disponibilità se puoi chiarire:
-se sono in regola nel trasmettere;
-in caso di irregolarità le eventuali sanzioni che mi potrebbero essere comminate;
-eventuali suggerimenti che riteressti opportuno darmi
ti ringrazio e mi scuso ancora una volta per la lungaggine e spero di essere stato sufficientemente chiaro
antonio
Ciao Antonio, grazie per l’egregio!
Ho letto la tua premessa e proverò a rispondere alle tue domande.
Secondo le richieste SIAE, se tu piazzi su un sito Internet una web radio creata da te, devi pagare i diritti. Quindi secondo le regole non sei regolare.
Ci sono delle multe in merito, ma su questo argomento non saprei dirti di più.
Non ti creare paranoie eccessive. Non hai una radio strutturata con un server di streaming indipendente, non hai una radio con trasmissione costante nel tempo e soprattutto hai un pubblico limitato, per cui mi preoccuperei soltanto se questi fattori variassero.
gent. Fabrizio
come vedi il fatto di averti dato dell’egregio trova riscontrto nella gentilezza da te dimostrata nel rispondermi e nel levarmi un peso dallo stomaco.Orbene io trasmetto effettivamente dal sito di Spreaker.com e sulla bacheca di FB compare solo il logo della radio e, cliccandolo, si apre il lettore player per l’ascolto.
Gli ascoltatori per puntata sono davvero esigui e trasmetto 30 minuti al giorno.
Precisato questo non mi resta che ringraziarti per la tua disponibilità aggiungendo che è stato un piacere conoscerti
ciao
antonio
Ciao Fabrizio, complimenti bellissimo Blog ecco la potenza del Web 2.0.
Avevo un caso da sottoporti. Da qualche mese ho aperto un portale di musica, danze e cultura caraibica e latinoamericana (www.socialdance.it). Tempo fa mi sono imbattuto in un social network americano dove è possibile cercare e crearsi la propria webradio.
1) Ho messo sul mio portale i link ad alcune webradio e se non ho capito male la SIAE non può dirmi nulla
2) Se creassi la mia webradio e pubblicassi il link sul mio portale dovrei registrare la webradio alla SIAE e pagare di relativi diritti?
3) Cambia qualcosa se fosse embedded (integrata in una delle pagine web del sito)
Ciao e Grazie
Ciao Fabrizio
Con dei miei amici avevamo in mente di fondare una web-radio per passione e, magari nel tempo, cercare di raccimulare qualcosa tramite qualche sponsor (ovviamente tutto questo dopo essersi assicurati un pubblico numeroso).
Ho notato che sei molto disponibile nel risolvere certi dubbi degli utenti e speravo potessi rispondere anche a queste poche domande:
Prima di tutto abbiamo girato un po’ di siti internet cercando info sulle normative SIAE in merito, non trovando niente di esaudiente. Poi mi sono imbattuto in questo tuo articolo
- trasmettendo musica da siti (anche esteri) che offrono servizi di web-streaming, come per esempio livestream.com, bisogna pagare qualcosa alla SIAE?
- Se si, nel caso in cui venissimo “scoperti”, si limiterebbero ad oscurare il canale o arriverebbero delle multe?
- Noi abbiamo poco pubblico ed inizialmente non avremo pubblicità, quindi , dato che in teoria la SIAE non controlla in giro per la rete utenti con una basso numero di gente a seguito, non dovremmo avere problemi a trasmettere?
- ho letto che certe web-radio (anche con un grosso pubblico) trasmettono senza licenze SIAE o SCF scrivendo che “la radio è personale e senza scopo di lucro”. E nonostante cio’ hanno in bella vista la pubblicità di Google! Questo basterebbe a stare tranquilli?
Scusa se mi sono dilungato, ma siamo dei giovani amanti della radio che vogliono solamente trasmettere per passione, questa SIAE direi che rompe veramente i “gabazizi”
grazie in anticipo…
sei un grande